Trasferirsi? Dove ?

com’è vivere nella peggior dittatura del mondo

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io sto bene dove sto, abito in sardegna vicino al mare e mi va bene così.

ecco, magari una casa meno merdosa di quella che ho ora, con un bel giardino e senza vicini di casa a fianco sarebbe l’ideale :asd:

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Penso che la malinconia non me la toglierò mai onestamente.

Nonostante il fatto che se oggi se mi dicessero ti diamo un lavoro in Italia e guadagni uguale alle stesse condizioni non verrei.

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D’impulso, se io e moglie potessimo avere stesso lavoro e condizioni in Italia, ti dico che tornerei domani.
Ma poi ci penso cinque minuti, figli scuola città etc etc e dico no

Sono cresciuto nel quartiere Borgo Panigale, quindi mica provincia!!

Io in Olanda mi sono trovato molto bene, ho conosciuto quella che e’ mia moglie e mi sono sposato ecc, pero’

  • Ero anche “early 20s”
  • Era tanto tempo fa (me ne sono andato nel 2015)

Ce ne siamo andati dopo 5 anni perche’ alla fine avevamo amici, lavoravamo ecc, pero’ non parlavamo la lingua quasi per nulla e ci siamo detti “ok, quest’anno o iniziamo a impararla per bene, tanto abbiamo molti amici locali pure ecc, oppure ce ne andiamo”. Alla fine ce ne siamo andati :asd: Ma piu’ come occasione per provare qualcos’altro nella vita, secondo me.
Cose che non mi piacevano troppo:

  • Sistema sanitario 100% privato. Non e’ cosi’ male come suona ma comunque, gia’ al tempo, non mi convinceva, le visite specialistiche erano centellinate immagino per non far spendere soldi ecc. Non so come sia ora
  • Lingua ovviamente, anche se e’ molto piu’ facile da imparare del tedesco, onestamente non e’ un super ostacolo con un po’ di buona volonta’
  • Se stai in un posto piu’ piccolo, tutto funziona “troppo” e hai/avevi? l’impressione che non succeda nulla e sia tutto un po’ una bolla… Anche se dopo 5 anni in UK mia moglie dal nulla disse “sai, alla fine non era cosi’ male anche quando non succedeva nulla come in Olanda” :asd:

Negli ultimi anni poi Amsterdam e’ esplosa (complice anche Brexit) e imho a me sembra ora cara come Londra ma meno “viva” e con salari alla fine piu’ ridotti… E’ vero che non serve il visto ma emigrare li’ e’ lo stesso difficile (trovare casa ecc), e Utrecht mi sembra stia cominciando ad avere problemi simili in quanto sta diventando “l’overflow” di Amsterdam… Pero’ il paese ha comunque un sacco di cose buone e belle. Io forse se mi trasferirei oggi guarderei una di quelle citta’ piu’ piccole ma universitarie, tipo Leiden o Eindhoven, si’ succedono meno cose ma comunque molto piu’ attive delle citta’ non-blasonate italiane e con molti altri vantaggi. Il top imho ancora e’ Wageningen che e’ una citta’ universitaria nel mezzo di una foresta - e infatti famosa per la facolta’ di agraria - dove fanno “rave” continui :asd: (tipo attorno a droevendaal).

Si’ e’ vero, qualcosa rimane sempre, ma quello che volevo dire e’ che vedo certe persone che stranno proprio male, non e’ solo il mal di casa di fondo, nonostante abbiano un gran benestare, e secondo me perche’ alla fine non erano interessati all’esperienza in toto come arricchimento.

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Bisogna far pace col cervello e riconoscere che la sensazione di starsene seduti sulle proprie radici è stata irrimediabilmente sacrificata col primo trasloco, per fare spazio ad altro.

Anche tornare sui luoghi dell’infanzia non servirebbe. Tanto i tempi quanto quella persona sono presenti solamente nel passato.

Ma io faccio pace col cervello ma ogni tanto c’ho gli attacchi. :asd:

Eh sì, sono attacchi.

Attacchi al cazzo. :asd:

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Tutto sta nel pesare se vale di più quello che lasci o quello che, potenzialmente, puoi trovare. E la valutazione è, giustamente, estremamente soggettiva.

Man mano che passano gli anni, però, la bilancia pende sempre di più verso il restare “seduti sulle proprie radici”: le relazioni diventano via via più significative; i genitori invecchiano e magari hanno bisogno di una mano; il lavoro è, si spera, più appagante; la flessibilità necessaria a cambiare completamente abitudini sempre più scarsa…

Non l’ho trovato, l’azienda dove lavoravo come magazziniere ha deciso di aprire un piccolo centro per imballo e QC in Cina dato che c’erano grossi problemi con i fornitori cinesi.
Serviva qualcuno che fosse disposto a trasferirsi per almeno 2 anni, parlasse inglese e conoscesse bene tutto il processo… ero la persona giusta nel posto giusto al momento giusto e anche se la paga non era chissà cosa ho deciso di provare (tanto il posto da magazziniere era sempre lì se avessi fallito)

Mi sono spostato di 10k km ma ho continuato a fare casa - lavoro - casa (per dare un’idea dell’assoluta mancanza di curiosità sulla Cina i primi 3 mesi ho vissuto in un albergo enorme, ho fatto un giro nel parco interno solo il giorno prima del riwntro per fare un po’ di foto e video da far vedere a casa…

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non male, se non rompi il cazzo e fai una vita normale nemmeno te ne accorgi

A parte te tutti dipendenti in loco?
Non proprio delocalizzazione, cioè i fornitori cinesi consegnano i prodotti da spedire qui nel magazzino là per ottimizzare la logistica (ma la ditta è sempre la stessa italiana o hanno aperto altra società là?)
Mi chiedo quanto sia diffusa sta pratica

Maestro, zero fucks given :lode:

quello era il primo lavoro, ora sono alla terza azienda.
In pratica nella prima azienda si produceva in casa il prodotto di fascia media e alta e si iniziava a comprare dalla Cina quello di fascia più bassa dove i prezzi non lasciavano scampo.

Il problema era che tu ordini il container oggi, lo paghi domani e ti arriva la roba a Natale e quello che arriva spesso è sbagliato.
Soluzione: c’è quel coglione di Guren che secondo me riusciamo a mandare in Cina per due spicci, affittiamo un capannone e facciamo arrivare la merce li, lui la controlla, la fa imballare a 4 mangiariso che paghiamo a malapena e ce la spedisce bella pronta, testata e certificata.

Il progetto era bellissimo e perfettissimo sulla carta, peccato che abbiamo spedito il primo container a maggio 2008 e qualche mese dopo sia scoppiata la crisi dei subprime che ha portato il mondo in recessione :asdsad:

A fine 2009 c’era il curatore fallimentare in Italia e Guren si è cercato una nuova opportunità in Cina perché in fondo si sta meglio in un ufficio in giacca e cravatta che in tuta su di un muletto in un piazzale di cemento arroventato a luglio e gelido a gennaio :sisi:

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Un mio amico/conoscente e’ partito per il vietnam con moglie e figli per lavorare dallo stabilimento estero. Lasciato casa, preso tutto, salutato amici e famiglia per il lungo termine; arriva la’ e dopo un mese “eh chiudiamo la filiera deve tornare in Italia” :grin:

Interessante, si vede che comunque là t’è piaciuto se sei rimasto, te la sei giocata bene :asd:
Immagino apprezzino qualunque occidentale che porti un bagaglio di know how da cui poter attingere e quindi se hai un minimo di conoscenze trovi relativamente easy.
Ma che cosa produceva l’azienda, se si può chiedere?
Visto che i prodotti di fascia media e alta li producevano loro e quelli di bassa no perché ha margini inferiori, spacciando tutto per produzione loro :asd:

ma in realtà mi ha stufato di più il lavoro che faccio qui, la città di per sè rimane incantevole, a patto di non vivere o bazzicare nelle zone infestate dai turisti puzzolenti

a voler essere pignoli si potrebbe dire che alla fine ormai Barcellona è una sorta di Balto-città, nè Catalunya nè Spagna ma una sorta di hub internazionale per freelancers mid-30s :asd:

grazie per tutte le info.
Avevo iniziato due giri di colloqui con altrettante aziende e poi non è andata (un po’ io un po’ loro) ora come ora non saprei.
Quello che mi manca per quel poco che ho girato io (o meglio quello che cerco):

  • Aria decente
  • Possibilità di fare cose che non siano lavorare e nelle cose annovero anche mostre musei ecc…
  • uno stato sociale decente inclusivo … servizi possibilmente di tutti i tipi anche i cazzo di playground per bambini
  • poter tornare in ita a necessità

ho un amico che rientra da tokyo dopo averci vissuto per circa 10 anni, sposato e con un figlio (lei italiana e anche lei lavorava la)
IL piccolo a distanza di 3 mesi sta soffrendo parecchio l’italia

Mi sono trovato decentemente in Francia per questi punti.

ho lavorato un po’ in costaazzurra e ammetto mi manchi un poco (sophia antipolis)

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