Trasferirsi? Dove ?

Ecco questo mi ha sempre interessato molto. Forse perchè sentivo molte storie di persone che si erano trasferite per lavoro nel primo decennio dei duemila e che oltre al lavoro tendevano a vivere una vita molto solitaria, una specie di isolamento affettivo e sociale.

Le cose sono cambiate? Com’è per chi viene da fuori? C’è effettivamente la possibilità di avere, non so, un gruppo di amici. Relazioni sociali che non siano il classico moglie e figli ma che puntano più ad un’integrazione più ampia nella rete sociale? Oppure gli stranieri stanno con gli stranieri e i cinesi tra di loro?

citofonare pikkolo per indicazioni :sisi:

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ah non sono la persona adatta a cui fare questa domanda… ho vissuto 35 anni in un paese di 3k abitanti in Romagna e non mi conosce nessuno

Facevo casa - lavoro -casa in Romagna e faccio casa - lavoro - casa qui

Fair enough

In Germania (perlomeno dove sto io) c’è una distinzione netta in tutto, persino a scuola. Innanzitutto tra le classi sociali e poi tra le varie nazionalità.

Non sono al 100% convinto del mio ragionamento ma per il momento la mia idea è che non sarai mai perfettamente integrato. Certo, il gruppo di amici te lo fai ma tendi a stare con gente della tua stessa nazionalità, o colleghi… poi ci sono i vicini di casa, quelli della palestra, che ne so. Io esco regolarmente con un gruppo di tedeschi, ci si vede tutti i weekend per 3/4 ore, c’è il gruppo whatsapp, ma finita lì. Non è gente che chiamerei se avessi bisogno di qualcosa, ecco.
Ma poi è anche una questione di età, a 45 anni non ti fai la cumpa come a 20, per una miriade di ragioni :asd:

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Oddio onestamente gli italiani tendo a evitarli il più possibile

No vabbè, in germania ci sono nato e da figlio di stranieri so com’è. Si girava tra italiani, turchi, greci, russi e polacchi. Essere invitati a casa di un tedesco era un onore che andava conquistato.

Ecco appunto

interessante, raccontami di te, i miei figli sono nati in germania. Siete rientrati?

idem, ma gli italiani che ho conosciuto sul lavoro 12 anni fa sono gli amici stretti di adesso, per fortuna. Abbiamo fatto tutti famiglia e figli qui
Tutti gli altri italiani li evito come la peste anche io :asd:

Boh, non c’è molto da dire che non sia riassunto sopra. Lo straniero sarà sempre cittadino di serie b. C’è chi ha scelto di prendere la cittadinanza e studiare la (parlo degli anni 90 eh) e chi ha scelto di scendere per gli studi e non finire in brutti giri.
E mi aggiungo pure io a quelli che hanno sempre evitato gli italiani. Almeno a partire dall’età adulta che ho visto scene stile goodfellas con gli stammtisch nell’angolo e la gente che giovaca a carte. :asd:

Imho, andare all’estero per andare all’estero non ha senso, vai a fare l’immigrato e perdi anni a fare lavori per mantenerti invece che professionalizzarti.

Parti dal trovare una rosa di paesi in cui non moriresti dentro a vivere, e in quei paesi trova l’occasione lavorativa che ti permette di guadagnare il pacco di soldi necessario a fare una scelta così drastica come cambiare nazione, usi , costumi, leggi e regolamenti.

Certamente il razzismo più marcato è quello sociale, di censo. E ciò vale in ogni parte del mondo, anche in quelle che appaiono particolarmente “inclusive”.

Ora c’è un’emigrazione più variegata tra stati europei, ma in passato è evidente che la maggior parte di chi emigrava lo faceva non dico con le valigie di cartone ma quasi. Facendo quindi il doppio della fatica per crearsi una posizione dignitosa.

Che è quello che si è visto anche da noi negli ultimi 25 anni (più che in altri paesi), visto che di certo non attiriamo ingegneri indiani, ma bassa, bassissima manovalanza.

Io ho vissuto 5 anni in Olanda (Utrecht e Amsterdam) poi 9 anni in Inghilterra (3 fuori Londra, 6 a Londra). Ho casa e una bimba piccola qui e ho intenzione quindi di rimanere per svariati anni ancora, potenzialmente “per sempre”. Ho anche viaggiato abbastanza per piacere e per lavoro: visto un po’ tutta Europa da Cipro fino a Svezia e Finlandia, abbastanza est europa (mia moglie e’ russa) soprattutto russia, lettonia, slovacchia e polonia, e poi un paio di volte USA e middle east (Turchia, “Israele”), purtroppo zero Asia e Africa ma ho in piano di rimediare.

Scrivo perche’ non sono d’accordo con quanto quotato: io mi sono trasferito all’estero quando ero ancora all’uni ma, devo dire, che in Italia alla fine ci stavo bene (cresciuto in periferia di Bologna). Mi piaceva la mia citta’, avevo tante persone care, sicuramente sapevo che c’erano dei problemi economici [era anche il post-2008] pero’ allo stesso tempo venendo da nonni contadini e genitori operai non avevo super obiettivi (ho battuto chiunque nella mia famiglia ad achievements quando sono stato promosso in terza superiore :asd: ). L’anno scorso sono andato a vedere una delle finali scudetto Virtus vs Olimpia, non entravo ad un palazzetto a Bologna da quando la virtus era in A2, vederlo sold out con gente di ogni eta’ e le bandiere ecc mi ha fatto commuovere, per dire quanto mi faceva schifo l’Italia e quanto sono “troppo italiano” :asd:
Pero’ essendo cresciuto anche con la musica estera (rock, elettronica), leggendo EDGE come rivista di giochi da quando ero al liceo, vedendo la gente piu’ grande che andava a fare i leggendari “erasmus” o “interrail” e tornava piena di storie incredibili, ad un certo punto sono voluto andare pure io. Uno trasferendosi all’estero puo’ finire anche a “fare lavori per mantenersi” e basta ma attraversa sempre una crescita/arricchimento personale che imho niente altro ti puo’ dare, e finisce per capire e apprezzare un sacco di cose. Quando arrivi “sul letto di morte”, secondo me se lo hai fatto ti senti meglio, se sei quel tipo di persona almeno.
Poi certo io ho avuto anche un ritorno finanziario impensabile se fossi rimasto in Italia, ma vedo da tante persone che sono “emigrate” che se lo si fa solo per quello si finisce sempre per essere un po’ tristi anche se lo si raggiunge. Se non si ha la voglia di conoscere persone, posti e tradizioni diverse, io consiglio sempre di non emigrare anche se si riceverebbe 4x in termini di soldi perche’ alla fine si rimane sempre un po’ malinconici. E’ ovviamente un parere super personale.

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Ho vissuto in Spagna, Granada, al fianco della mia ex in Erasmus e comunque mi sono beccato le corna :ahsisi:
Dopo quella parentesi ho cambiato città in Italia e per lavoro facevo un po’ il nomade. Nel 2015 sono tornato in Valpolicella, provincia di Verona, ho un figlio e una compagna e una casa. Faccio il broker assicurativo soprattutto su rischi particolari che non si caga nessuno e il lavoro va alla grande. In p.iva forfettaria 85.000 e zero mutui è una vera pacchia, perciò non mi sposterei. Se dovessi scegliere direi sicuramente Paesi nordici, Inghilterra esclusa con la loro brexit del cà.

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figata. di dov’eri della provincia? :smiley:

uthrecht e amsterdam come ti sei trovato?

tutto verissimo.
se emigri a 20/25 anni. se lo fai a 40/45 il rischio è davvero quello di andare da ingegnere a fare panini. con enorme rispetto verso chi fa panini, e enorme disprezzo per gli ingegneri.

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Per me è l’opposto, a me non frega niente di conoscere persone e posti (per dire in 16 anni di Cina non ho mai nemmeno visitato Beijing o Shanghai) e proprio per questo essere qui o a casa non mi cambia niente.

Io non sono partito all’avventura, non lo avrei mai fatto, ma quando mi hanno proposto di venire non ci ho pensato un secondo.

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This

Based :asd:
Comunque mi incuriosisce un’altra cosa, come hai trovato il posto in cui lavori?
Insomma come sei finito in cina :asd:

Vivo sul confine, verso GO, magari si può organizzare un meeting! Che poi c’è anche kostan nei paraggi! :asd: