Ti vedo strano, tutto ok?

Io spero che stia trollando.
Trollare sul suicidio fa pena, ma se è serio, fa cascare le braccia. Non dico altro perché risulterei offensiva.

Tra l’altro, @anon54787853 stai dicendo una marea di minchiate in un thread in cui diverse persone hanno esplicitamente detto di aver avuto esperienza diretta/indiretta del suicidio. Alcuni potrebbero non averlo detto. Ma ti rendi conto che risulti offensivo e del tutto inappropriato con queste uscite?

Un po’ di rispetto, checcazzo. Se vuoi fare il radical chic di staminchia apriti un altro thread in cui vaneggiare sulla vita e sulla morte senza importunare chi con queste tematiche ci deve convivere nel mondo reale, non in quello teorico dei filosofi distaccati dalla realtà.

1 Like

Anche il metodo B era ispirato :asd:

La testata di Aldo, uno dei momenti piu belli della storia del cinema italiano :lode:

1 Like

:rotfl:
Sono d’accordo, RNG è come se nella sua testa ci fosse la fiera del nonsense e ci fosse un criceto che gira la ruota prima di ogni post. O forse prima di ogni decisione, visto anche il thread sul giappone

immagino il suo unico neurone che sbatte a destra e sinistra come lo screensaver del dvd, vi ricordate? quando sbatte va in risonanza e vomita fuori le sue perle poi smette finche’ non sbatte dall’altra parte

E tutti lo fissano sperando che il logo si incastri nell’angolino e esploda tutto

Basta però con l’ammucchiata. Fine del teatrino, torniamo IT

1 Like

No dai ancora 5 minuti :sad:

ho guadagnato il badge First Flag :asd:

Edit. Non ne vale la pena

Io mi sono messo la corda al collo 3 volte.

La prima mi sono messo a piangere e me la sono levata. La seconda si è rotto il supporto. La terza mi sono lussato e si è rotta la corda.

Poi mi sono fermato su un ponte due volte. La seconda volta ho proprio messo il corpo al di là del guardrail.

Ho guardato giu e ho pensato “se mi lascio cadere di testa non credo che resto vivo.”

Poi giù c’erano alberi e mi ha preso la paranoia che sarei potuto in qualche modo restare vivo ma paralizzato per sempre.

Forse mi ha fermato la vergogna del gesto.

Non ho avuto le palle per farlo. Come se la causa del male fosse diventata anche la causa della paura del gesto. Un corto circuito immondo.

La cosa mi amplificava ancora di più la sofferenza e avevo razionalmente stabilito che non era curabile.

Rpensavo al mio amico si è impiccato lasciando una bambina piccola e la moglie.

E ora toccava a me.

È atroce e indicibile la sofferenza che procura la depressione.

Arriva così come un click mentre pensi di essere superman. Non sapevo più ripetere la tabellina del 3. Ero seduto al lavoro e sbam, game over. Il primo giorno la disperazione più totale. Subito il pensiero “non ci posso credere. Non ho più l’intelligenza.Non so fare più niente di quello che sapevo.”

Di una violenza devastante. Come avere la colla dentro.la testa"

Gli amici:

“Hans ma che hai. Parla cazzo. Ti stai spegnendo”

Seguito da:

“organizziamo, facciamolo uscire dal baratro”

E io muto. Il mio cervello aveva già pianificato tutto.

Dopo 5 giorni già mi prendevano a schiaffi e io muto.

Vedere i miei figli che venivano ad abbracciarmi senza dire una parola.

Non esiste una parola nel vocabolario per sta cosa.

Credo di avere pianto per un mese di fila.

Mi disperavo che non riuscivo razionalmente ad architettare una morte certa. Ogni ipotesi mi scatenava ulteriori paure di cosa poteva andare storto.

La notte mi abbracciavo a mia moglie che piangeva con me e non sapeva che dire o che fare. Mi teneva la mano e io resistevo altri 5 minuti.

Ciò premesso sono vivo solo perchè mi hanno preso di peso i miei affetti più veri e portato da uno bravo.

Ma gli affetti sono stati anche il muro che non ho avuto il coraggio di demolire facendola finita. Senza di loro ero già cibo per vermi.

Il mostro era a fondo scala e tecnicamente sarei morto di stenti. Persi 20 chili. Pelle e ossa.

Poi dopo tanto tempo, che è coinciso con la mia lunga assenza dal forum, con le cure mediche e un livello non misurabile di affetto dei familiari che quando ci ripenso piango come un bambino, cazzo sono rinato.

Ora lo posso dire che si esce da questa bestia immonda di male.

Serve tanto aiuto, un bravo medico e l’ultimo barlume di se stessi in grado di salvarci.

Lo scrivo con le lacrime non so se potete capirlo. Io penso di si.

Da quel giorno prendo la vita come viene sperando di non ricaderci più anche se so che il mostro è li in agguato e va tenuto incatenato e a digiuno.

Come annientare se stessi e rivedersi da fuori. Come stare seduti a guardare un fiume e tirare i sassolini ogni tot.

Ciò premesso non so trovare parole adatte per @Nakiami

Posso solo dire che bisogna volersi bene per come si è e non per come si vuole da progetto.

Il progetto è sempre una merdosa approssimazione di un mostro. Invece ciò che siamo è di una bellezza sconvolgente.

Nota: questa è solo la mia esperienza scritta per come mi è salita.

7 Likes

Mi fa piacere che tu ne sia uscito. Posso capire, pure io ho fatto un percorso simile anche se fortunatamente non ho mai toccato fondali di tale profondità e spero di non toccarli mai.
Un abbraccio Hans, grazie di aver condiviso.

Ho letteralmente gli occhi lucidi. Grazie Hans.

Io so cosa vuol dire addormentarsi, per mesi, notte dopo notte, sperando di morire nel sonno… non sono mai davvero arrivato a pensare di mettere la parola fine a parte l’anno scorso complice uno scompenso farmacologico, quando ho dormito un’ora per notte per settimane. Quando si parla di tortura tramite privazione del sonno adesso so di cosa si tratta. Ho chiamato i miei che erano al mare e ho chiesto che tornassero di corsa, perché ero davvero al limite, soffrivo anche di un’ansia intensissima nonostante i 5 mg di lorazepam al giorno. Una roba infernale.
Non è questione di atteggiamento verso sé stessi o la vita, @anon54787853 , volersi bene o volersi male. È che in certi momenti la biochimica del tuo cervello ti crea una sorta di allucinazione emotiva che non riesci a individuare e a dissolvere. I nostri sentimenti sono biochimica delle emozioni, non hanno attinenza con la consapevolezza, la lucidità, la determinazione, la volontà. Da soli è come tirarsi fuori dalle sabbie mobili prendendosi per i capelli. C’è bisogno di valido aiuto di un terapeuta esperto, di caregivers possibilmente coinvolti nel processo di terapia, di situazioni abitativa lavorativa, economica, affettiva sane. Tutte cose che richiedono tempo e dedizione. Ma in certi momenti non riesci a pensare nemmeno di avere la forza di alzarti dal letto e mettere su il caffè, e, di nuovo, è biochimica cerebrale sputtanata, e se uno ha delle responsabilità, in tutto ciò, sono commisurate a quello che uno PUÒ fare e quello che uno PUÒ fare non lo sa nessuno, lo si scopre a tentoni e tentativi, e solo DOPO puoi dire: sono riuscito a/ho avuto la forza di… Quando sei dentro alla sofferenza mentale di tipo depressivo NON SI PUÒ SAPERE COME EVOLVERÀ LA COSA, la stessa relazione terapeutica è, a tutti gli effetti, un disperato atto di fede.

L’importante è scaricarsi su di una persona che sta cercando di portare un contributo utile.
Il tuo post è estremamente cortese, e te ne sono grato.
In altri casi, mi pare che non ci sia stata alcuna intenzione positiva.
Non che questa sia una novità, l’intera board di ngi ha questo tono aggressivo.

Non sono una vittima, però si potrebbe cercare di arrabbiarsi un pò di meno :)

Non hai visto l mio edit precedente eh? :asd:

Non c’è una verità unica Pikkolo, se ci fosse non avrebbe senso la stessa esistenza

no guarda non ne vale la pena farsi bannare per pikkolo, muto il topic

P.S. potevate tenerlo bannato no?

1 Like