Sei andato avanti 3-4 post a dire cazzate. Fai una cortesia a tutti, te compreso, e taci.
Il senso più ampio è che devi tornà a prendere lo Zoloft e smetterla coi video degli Antichi Alieni, che stai qui a suggerire alla gente di lasciarsi andare come te.
L’atteggiamento di Piccolo è agghiacciante. Riuscire a trollare su questo argomento è meschino, non posso credere sia serio.
Appena riesco, rispondo ad Hans e gli altri, ho bisogno di un po’ di calma per scrivere ![]()
io ho 100% fiducia che pikkolo sia uno scoppiato simile.
Però sta roba dei post nascosti mi fa girare veramente il culo e mi lascia con la sensazione di essermi perso stronzate memorabili.
Seriamente e senza trolling, io non ho capito se ci fa o se ci è.
ci è, per lo storico imvho, ci è.
Non so bene lo storico, forse servirà topic a parte di approfondimento, in caso lo metterò in manicomio.
Mah, non ti sei perso niente. Classiche cacate self-help + new age borghesi. Fortunatamente la sensibilità verso la depressione non permette più certe uscite e la gente giustamente flagga
“Datti una svegliata & scuotiti”?
Negli ultimi anni avrei potuto uccidere, sentendomelo dire.
Ma secondo voi, andando a fondo alla ricerca di un unico singolo e atomico evento/fatto che causa la depressione, questa unità diciamo primitiva nel senso matematico che accende il tutto è uguale per tutti?
Me lo domando spesso.
Per dire leggo di fatti scatenanti di vari livelli di gravità, un lutto, uno stress, etc…, ma la mia testa non mi perdona perchè solo ad alcuni.
Quindi mi convinco che serve tutto uno strato, un impalcatura mentale che ci prodighiamo a costruire che poi essa stessa diventa la porta di ingresso, il ventre molle per questa malattia.
Come fai a fermarti in tempo. Fino a qui ok e fino a qui ![]()
Boh. Servirebbe un medico che la spiega bene.
non lo sa neanche il medico, se lo sapesse vincerebbe il nobel.
Direi che la depressione maggiore è una condizione patologica non necessariamente legata ad un evento scatenante.
Se ti muore la mamma e sei triste non è patologico, è normalissimo.
Puoi andare in depressione dopo un fattore scatenante o completamente per i cazzi tuoi. È chimica neurologica.
Domandona da un triliardo di dollari ![]()
Ma sicuramente è una concomitanza di fattori, tra cui spiccano la mancanza di amore verso se stessi, un più o meno vago senso di colpa (più o meno irrazionale/insensato) e un qualche trauma.
Probabilmente volendo a tutti i costi ridurre il problema a un unico fattore il risultato varierebbe da persona a persona. L’unico denominatore secondo me è una base autodistruttiva, che può essere causata da diverse radici di diversi problemi.
Ma la mia è un’analisi parecchio spicciola.
Mi restituisci un po’ di speranza, non so esprimere a parole quanto significhi per me sentirti dire che se ne può uscire.
Io non ci credo più.
Mi sono rassegnata a conviverci e ad affrontare gli alti e i bassi, non ci penso alla guarigione ma a vivere giorno per giorno, nel tentativo di non rovinare la vita alla mia famiglia. Il mio problema è quello, ho iniziato a curarmi per loro, non per me. E nei momenti in cui volevo darci un taglio, era proprio per togliere il disturbo e non essere un peso, non influenzare le loro vite con quello che sono.
Ora che sto meglio, ho una paura indescrivibile di ricadere in quel circolo di pensieri. Una paura fottuta, perché è un baratro che ti risucchia, un buio nero che a pensarci adesso mi chiedo come cazzo sia possibile aver provato quelle cose. Squilibrio chimico.
La terapista dice che i pensieri ricapitano e, beh si è ricapitato, però ora sono preparata.
È praticamente una lotta costante, che non finisce. L’altra mia paura è che a un certo punto sia troppo stanca. Però ci penserò quando sarò troppo stanca ![]()
Grazie sul serio.
Non avrei saputo descriverlo meglio.
E c’è bisogno anche di tanto culo perché tutte quelle premesse lì (terapista, caregivers, situazione abitativa ed economica) non sono mica alla portata di tutti. Io sono ancora qui a parlare perché sono strafortunata. Non posso immaginare la vita di chi non ha tutti questi privilegi a disposizione e me ne vergogno un sacco.
Sto finalmente imparando ad apprezzare anche le piccole cose che riesco a fare, sebbene ogni tanto mi senta ancora un’idiota per non riuscire nelle cose che per altri sono la banalità. Ed è per questo che dico che è difficile da capire per chi non lo prova. Anche con tutta l’empatia del mondo, ci vuole un grande sforzo.
P.s. Complimenti per la pazienza mostrata nei confronti di Pikkolo, a me si è chiusa una vena.
Non so scrivere come Hans, ma che se ne esca te lo posso garantire anche io. Non mi va dare troppi dettagli sul mio percorso, ma quello che ha descritto Hans l’ho provato anch’io, magari non in maniera così violenta. C’è voluto un botto di tempo. E’ stata la cosa più difficile che io abbia mai fatto. Ma ne sono uscito anch’io. Si fa. Si può fare. E’ un’impresa mastodontica, ma non impossibile.
Grazie <3
Da quello che mi hanno spiegato, è una concomitanza di fattori biologici/genetici, ambientali e psicologici.
Insomma, si tratta di sfiga ![]()
Può capitare l’evento scatenante ma anche no.
Nel mio caso, una spiccata sensibilità non aiuta manco per niente ![]()
ma allora le persone che non hanno empatia, possono mai sperimentarla?
Vorrei trovare un modo per codificare a parole come penso di esserne uscito per trovare un modo di aiutare chi ne ha bisogno ma non ci riesco.
Forse lo posso esprimere malissimo descrivendo come sono cambiato.
Prima andavo in ansia per cose che oggi ritengo cazzate fotoniche che posso riassumere in:
avere paura di una conseguenza fisica, di accettazione sociale, del peso delle responsabilità, di non essere all’altezza sul lavoro, di deludere un cliente.
Poi dopo con un atteggiamento di estraniazione dalla complessità, che nel mio caso è una difesa, ma ci devo ancora lavorare su, con l’aiuto iniziale farmacologico per cavalli, che si è reso indispensabile nel mio caso che non ero più umano ma tipo una pianta senza acqua, visto il livello asfalto a cui ero sceso pur di non accettare la condizione, piano piano e con l’aiuto di tutti sono uscito dal buio.
Oggi mantengo, non so come esprimerlo, un atteggiamento che appare strafottente, silenzioso, forse cinico, un po nichilista, una cosa del tipo:
“si può risolvere? E allora perchè ti preoccupi”
“non si può risolvere? E allora perchè ti preoccupi”
Se vedo tensione intorno a me, mi alzo e vado al cesso con l’auricolare e li faccio sbollire, anzi per essere precisi lascio fluire l’uragano nella stanza senza interferire, poi torno e dico frasi tipo “Ciao sei bellissimo/a. Di cosa hai bisogno? Quanto è grave? È morto qualcuno?” con la faccia di al pacino.
Per dire se accendo l’auto e vedo una spia rossa, mi adatto come una lucertola e mi dico "ok. spia rossa. Mo vedo. Rallento, mi guardo intorno e mi dico “oggi è una bella giornata.” guardo le farfalle e metto musica a tutto spiano in testa.
Oppure un cliente tutto agitato che vorrebbe stressarmi perchè si, io gli dico sempre no, fino a quando non si rilassa, e poi alla fine se avverto karma buono gli divo"ok gioia ora posso dedicarti del tempo"
Tutti quelli che invece si mettono in ginocchio a dire “ti pago quello che vuoi ma risolvimi sto problema” ho la risposta registrata con la voce di darth vader nella mia testa che mi fa dire con modi garbatissimi che sembro un monaco zen
“non si può fare, cercati uno bravo che lo sa fare. addio”.