
si chiama consenso pitone
Non pretendo di aver ragione né pretendo che tu sia d’accordo, ma prova a pensarci.
Quante donne si trovano di fronte amanti (nel senso che amano, ma non ricambiati
) insistenti che non la vogliono capire e che credono di essere superfighi e anzi di GUADAGNARSI qualche cosa solo per il fatto che amano e corteggiano? Come se fosse dovuto?
Risposta: tante.
Ti paice corteggiare? per carità di Dio, fai benissimo. Lo fai dopo. Quando sai che stai corteggiando una persona che ha piacere di ricevere queste attenzioni.
Per noi magari può sembrare un pò strano, perché il mondo non è mai andato così. Ma i vantaggi sarebbero enormi. E alla fine è solo questione di abitudine.
Tra l’altro uno dei principali motivi della fine delle relazioni è che tutto si appiattisce e che si normalizza. Insomma, corteggiare DOPO è molto meglio che farlo prima.
Provalo.
Provalo!
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Ma c’è modo e modo di corteggiare oltretutto, aspettare sotto casa tutte le notti o mandare un mazzo di fiori ogni giorno pure dopo svariati rifiuti per te è corteggiamento?
Perché nessuno sta dicendo che non si può parlare con una donna che non ha subito detto “ok ci sto!”, io le storie più lunghe che ho avuto le ho avute con donne che mi hanno detto la prima volta “ok però usciamo solo come amici” ![]()
dico solo che (prendiamo il vostro esempio) stare sotto il balcone dell’amato datto da un 15enne ha un valore diverso rispetto allo stesso gesto di un 30enne
insomma ci vuole discrezionalita’ e non c’e’ na regola che possa essere applicata a tutti in maniera semplice…ci sono tante di quelle possibilita’ e sfumature che dire: e’ cosi’ e basta…mi da lo stesso cringe della clip della de filippi
Si, a me pare però un sacco di supposti adulti siano a loro volta incapaci di offrire alcunché come modello di riferimento all’adolescente del caso, per poi giustificare tali comportamenti proprio perché troppo spesso incapaci di distanziarsene essi stessi.
Io comunque provo a cercare di capire cosa intende pitone.
Ovviamente nessuna o nessuno può sapere se ci piace veramente una persona prima di conoscerla, ed è una cosa che vale da entrambe le parti, quindi anche secondo me ci deve essere una componente di corteggiamento da parte di chi ha intenzione “provarci”. Come dicevo prima anche io l’ho fatto e ho chiesto di uscire per conoscerci “come amici” ed era chiaro anche da parte loro che non dovevo aspettarmi altro, cosa che comunque alla fine in alcuni casi è arrivata perché a forza di parlare mi ha conosciuto meglio, io ho conosciuto meglio lei e alla fine è nato qualcosa.
Qua non si tratta di “digitalizzare” i flirt, anzi, qua si tratta di definire dei comportamenti che erroneamente per tanto tempo abbiamo definito come “corteggiamento” quando in realtà sono comportamenti tossici che abbiamo normalizzato a causa del patriarcato.
Chiedere di uscire per un caffè, provare comunque a frequentare una persona per conoscere e farsi conoscere senza rendere espliciti continuamente i secondi fini, non sono corteggiamenti tossici secondo me, anche se molte persone poi diranno “eheheh ma così finisci in friendzone” che è un altro atteggiamento figlio del patriarcato perché non c’è un cazzo di male nel diventare amico di una persona che ti piace (se non ci soffri) ![]()
io l’ho fatto più di una volta. mi sembra completamente assurdo il contrario.
le emozioni non le controlli, le azioni sì.
Ma poi è molto meglio fare i conti subito con una delusione d’amore che continuare a illudersi, zerbinarsi, rendersi ridicoli, intossicare l’altro.
Io a @char voglio un gran bene.
boh però sta roba non va trattata come qualcosa di eccezionale eh.
io mi metto nei panni dell’altra parte: se dice di no ha i suoi motivi. che succede se li contesto?
Ma tu hai perfettamente ragione, tra l’altro sono dell’idea non necessariamente un rifiuto sia assoluto e immutabile nel tempo, anche tale deve essere considerato, senza nutrire false speranze o porre pressioni inopportune alla controparte, ma l’eleganza nell’uscirne è spesso apprezzata.
Ma ripeto, un no potrebbe anche diventare un “forse” ma non è di certo forzando con atteggiamenti tossici che lo trasformi, anzi sono controproducenti perché gli stai trasmettendo come prima cosa qualcosa di negativo ![]()
Sì può corteggiare senza tossicità… è proprio questo il punto, dobbiamo smettere di chiamare corteggiamento quello che non lo è.
Been there done dat. Con 4 ragazze diverse. Di cui 3 poi a distanza di anni mi hanno detto o fatto sapere che ci erano pure rimaste male perché “non avevo insistito abbastanza”. Ma possa un angelo biblicamente accurato farmi visita se mento eh ![]()
Il fraintendimento parte dalla convinzione che qualcuno dice qualcosa di diverso da quello che pensa.
Un no, potrebbe essere un si, o magari un forse.
Quindi c’è spazio di contrattazione.
Si parte dal principio che una dichiarazione “non mi interessa” possa in realtà celare uno spazio di manovra, tipo al mercato, quando si contratta.
Ora, nessun problema se dobbiamo discutere del prezzo della lavatrice, ma quando si va nell’intimo è un pò differente.
Per quale motivo dovrei pensare che un no possa essere un “no, per ora, ma vorrei che continuassi così magari diventa un si?” perché è a questa illusione che diverse persone si appigliano e poi parte il “corteggiamento” tossico che sfocia - nelle persone più problematiche - in frustrazione e rabbia verso l’oggetto del proprio desiderio che si nega. “sta stronza, con tutto l’amore che provo per lei!”, come se qualcosa fosse dovuto e il rifiuto quindi fosse inopportuno.
Queste convinzioni sono radicate eh.
“fa parte del gioco”
Si forse, ma è un gioco truccato che dovremmo smettere di giocare perché pone una parte nella condizione di dover rifiutare, andare sulla difensiva, doversi giustificare e l’altra in quella di andare all’attacco.
Anche perché non c’è nulla di male nell’essere amico di una persona verso cui si ha in precedenza nutrito interessi di diverso tipo, non credo ci sia una barriera netta all’affetto, solo la scelta di quali ruoli ricoprire; all’inizio raramente, quasi mai, vi è un innarmoramento, quello eventualmente viene dopo, molto più una componente di infatuazione assieme ad una certa dose di allupamento, ed essere vicino ad una persona che ti interessa aiuta anche a vederla con più completezza eventualmente, e quindi a modulare le proprie aspettative.
Sono di massima d’accordo, infatti è un gioco a cui non ho mai giocato, fosse solo perché il portachiavi lo ho fatto da adolescente un paio di volte e m’è bastato
Poi il corteggiamento tossico è una roba che anche per deformazione professionale mi da i brividi e il consiglio che ho sempre dato a tutte le mie amiche è “decidi se ci vuoi provare o chiudi immediatamente e senza appello, fai un favore a te e a lui”
Però mi sento di dire pure che gli esseri umani sono complicati, che non tutti sono decisi o hanno le idee chiare subito (parlando di sentimenti poi) e che a tutti piace l’attenzione anche quando non sono magari del tutto convinti/e di dare una chance al “pursuer”
Per cui bò, no strong opinions here
si, si chiama consenso
Ma è molto facile, non c’è da fare complessa filosofia o sociologia: è che io voglio una cosa (entrare nell’intimità altrui) e mi sento in diritto di contestare l’espressione di consenso o dissenso dell’altra parte.
Allora parte lo spin della narrazione personale per convincersi che tutto sommato faccio bene a contestare l’altra parte.
Tutta roba che non regge al minimo scrutinio razionale, perché ci sono due possibilità reali e basta: o l’altra parte davvero non vuole, e quindi ci si sta solo inventando un complesso sistema di relatività morale per ignorare il dissenso altrui, o l’altra parte vuole ma per ragioni personali o strutturali non può dire di volere: nel primo caso, sostenere che si possa saper meglio dell’altra parte cosa voglia è, oltre all’aver già messo in moto la macchina della relatività morale, anche sostenersi terapeuta dell’altra parte. “La posso aggiustare.”; nel secondo caso c’è un costrutto sociale cui per fortuna, oggi, possiamo non subire e segnalare tali intenzioni.
Basta comunicare. Stabilire dove siano le barriere - reciproche, perché comunque c’è anche il rischio dell’abuso dall’altra parte - e non valicarle.
Non è difficile.