Non si può dire niente’d
Se non sbaglio Stammer si è scusato personalmente per “l’arresto”. ![]()
Linehan è il tipo di persona che dovrebbero arrestare e buttare via la chiave. Qualche tempo fa condivideva sul suo profilo Twitter foto di giovani trans post-op per deriderli, un essere umano davvero repellente
Ma postava anche su Phica.net ? ![]()
Giusto per capire che tipo di persona è.
Estratto da questo articolo:
No la gente che posta su Phica.net fa marginalmente meno schifo
Frattanto:
Comunque il cosiddetto comico sopra descritto ha proprio una fissazione. Fatti curare
Si la cosa a cui non si punta mai é che questa gente non fa altro che pensare tutto il giorno ai genitali dei bambini. Non so voi, ma a me non capita di pensarci, e non considero uno da ascoltare chi lo fa.
This.
Non penso sia possibile nemmeno definirla presa di posizione o idee nazi, la sua è proprio malattia mentale.
Stava facendo una serie che rimane un gioiello di humor inglese e appena gli han giusto criticato una puntata per mancanza di tatto sulle persone trans è IMPAZZITO TOTALMENTE.
Perso tutto, moglie divorziata etc.
Matto in culo male
Un’altra persona che si comporta in modo estremamente normale rispetto alle persone trans:
can DENbL ?? ![]()
Il post è qui, tra parentesi.
Giusto per dire che di strada ce n’è un bel pezzo da fare:
Nina Dobrev, attrice della serie The Vampire Diaries, ha rivelato in un libro che nonostante fosse l’unica del cast che interpretava due personaggi, era pagata di meno rispetto agli altri attori:
“Candice [King], Kat [Graham], ed io eravamo i tre attori pagati di meno nelle prime due stagioni. Era una situazione difficile perché da contratto dovevo interpretare solo Elena, ma interpretavo anche Katherine, il che raddoppiava il lavoro che dovevo fare: ero sul set per il doppio delle ore, dovevo memorizzare il doppio delle battute.”
[…]
“Mi è stato detto che era una questione di principio che lo studio non mi aumentasse la paga al pari degli attori maschi, che probabilmente è la cosa che mi ha fatto stare più male: a volte lavoravamo diciotto ore di fila, giorno e notte, e mettevo l’anima nei miei ruoli, ma mi dicevano che non ero allo stesso livello dei maschi.”
Dobrev ha lasciato la serie dopo la sesta stagione, ma il suo personaggio non è stato ucciso, lasciando aperta la porta per il suo ritorno, che è effettivamente avvenuto nel finale della serie, l’ultimo episodio dell’ottava stagione. Ma questo ritorno ha scatenato un’altra lotta sugli stipendi: i co-creatori della serie, Julie Plec e Kevin Williamson volevano che tornasse per tutta l’ottava stagione.
“Volevo che [i personaggi] Elena e Stefan alla fine stessero insieme,” ha detto Williamson, “ma non avevamo Elena come personaggio per poterlo fare: non puoi costruire una relazione in un solo episodio.”
Ma Dobrev non si è smossa, ed ha detto che avrebbe accettato di tornare soltanto se fosse stata pagata lo stesso di [Paul] Wesley ed [Ian] Somerhalder [due delle star maschili], che avevano ricevuto un aumento da quando Dobrev se n’era andata. […] Le è stato offerto invece uno stipendio che era un quinto di quello che lei prendeva durante la sesta stagione.
[…]
Quando Dobrev ha rifiutato l’offerta dello studio, Plec si è messa in mezzo ed ha parlato con i produttori, che alla fine hanno deciso di pagare a Dobrev quanto chiedeva, ma solo per un episodio.
Sferrò un pugno a Lucia Regna. Il giudice: «Va compreso il contesto, lei distrusse il matrimonio»

Le motivazioni della sentenza
11 Settembre 2025Aggiornato alle 13:51 1 minuti di lettura
Torino – Un anno e mezzo di reclusione, con la condizionale, in primo grado, per l’uomo che nel luglio 2022 sferrò un pugno all’ex moglie, Lucia Regna, colpendola al volto fino causandole la frattura dell’orbita con un indebolimento della vista. La sentenza del tribunale, resa nota nelle scorse settimane, ha escluso i maltrattamenti e riconosciuto solo le lesioni personali per quel singolo episodio.
Perché sono stati esclusi i maltrattamenti
«Il procedimento è nato ed è incentrato su uno specifico episodio di lesioni personali di prova assolutamente evidente – riportano le motivazioni dei giudici Paolo Gallo, Elena Rocci e Giulia Maccari – verificatosi il 28 luglio 2022. Attorno a questo specifico episodio è stata poi costruita un’imputazione di maltrattamenti aggravati (l’imputazione più grave). L’istruttoria dibattimentale ha accertato l’insussistenza di quel reato”.
Gli insulti
Frasi come «sei una puttana», «non vali niente», «non sei una madre» – rivolte alla compagna davanti ai figli – vengono relativizzate: «parole da calare nel contesto», scrive il giudice, segno di un’amarezza che sarebbe «comprensibile a chiunque».
Per il tribunale, l’uomo è stato «sincero e convincente» nelle sue dichiarazioni. Un’attenuante che ha inciso sulla condanna, ridotta ben al di sotto della richiesta della procura, che aveva domandato quattro anni e mezzo.
Il dolore della vittima
Mentre l’imputato resta libero, Lucia Regna fatica persino a commentare. «La signora non è pronta a parlare, sta leggendo le motivazioni con la sua psicologa», fanno sapere dal suo entourage, come si legge sulla Stampa. Quello che la ferisce più della violenza subita è la sensazione di essere lei la vera imputata: la sentenza definisce le sue parole «da prendere con cautela» perché ha chiesto un risarcimento da 100 mila euro, dopo aver perso la vista da un occhio e la possibilità di lavorare.
I figli e l’avvocata di parte civile
I due figli, che in aula stringevano la mano alla madre, non hanno dubbi: «Donne, denunciate subito», scrissero a scuola mostrando la foto della madre tumefatta. Oggi faticano a comprendere una decisione che, a loro giudizio, non restituisce giustizia.
Anche l’avvocata di Lucia, Annalisa Baratto, denuncia la sproporzione della decisione: «Una sentenza che ridimensiona le violenze subite e mortifica la vittima, mentre concede indulgenza a chi l’ha ridotta così».
La difesa
Di segno opposto la reazione del difensore dell’imputato, Giulio Pellegrino: «Una pronuncia esemplare per rigore e attenzione ai fatti».
Resta il paradosso: un pestaggio che ha sfiorato il femminicidio viene derubricato a «pugno», frutto di un dolore personale «da comprendere».
Io veramente boh.
Spero qualcuno tiri un cartone atomico al giudice, e spero che un suo collega non condanni il gesto perchè «comprensibile a chiunque».

Onestamente non so dove metterlo. Qui sembra adeguato.
edit: so che c’è uno o più video di John Oliver sulle biblioteche e il book banning in america ma i motori di ricerca non funzionano più, beccatevi questo dell’anno scorso finché non ne trovo uno più recente ![]()
edit2: era SomeMore News, non John Oliver, my bad ![]()
Spiace.
Ma non ha detto un cazzo sul match in sé, sulla Khelif, nessuna riflessione sul suo ritiro, solo frignate perché sui social le hanno detto addirittura “oggi facciamo a cuscinate?” ![]()
Che imbarazzo
Si, beh, non dev’essere piacevole prendere una quintalata di merda quotidianamente, che uno se la meriti o meno.