Status lavorativo ad oggi

:triggered:

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Comunque il pride per il proprio craft ha tipo tradizione millenaria e la competency/mastery in quello che si fa e’ uno degli elementi chiave per trovare meaning/purpose da un punto di vista psicologico.

E’ la totale alienazione dal lavoro ad essere nociva eh

L up management che dice agli schiavi di remare piu’ forte

Non ci caschiamo Ice

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“craft” è un processo troppo lento. zut zut veloce, operatore e non artigiano, che c’è da far scalare tutto, l’esigenza.di trovare significato cozza contro le trimestrali.

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per forza la gente non aveva nulla nella vita oltre al lavoro

per fortuna siamo arrivati al punto da poter dare un significato alla nostra vita slegato dal lavoro

non tutti ovviamente sono abbastanza illuminati :dunnasd:

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Ma tu parti dal pressuposto che il lavoro per definizione non ti piaccia/interessa, che e’ il tuo caso ma anche il mio eh.

Invece c’ e’ altra gente, tipo Franky o Inox (o mio padre :asd: ), a cui il lavoro piace e sono felice di farlo - in quel caso hai fatto bingo.

Anedotticamente, io ricordo benissimo quanto stavo da dio in quell’anno in cui ero super fiero e aligned col lavoro che facevo, una sensazione che non ho piu’ provato, ma che e’ impagabile imho

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è sindrome di stoccolma, nient’altro

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Qualunque lavoro che produca qualcosa che non è merda inutile scende ad un numero tale di compromessi nel momento in cui diventa lavoro, che non so come possa appagare qualcuno che non si stia illudendo su un discreto numero di cose o che sta andando avanti per pura ideologia corporate.

Se poi vogliamo stare a parlare dello 0,0001% che trova lavoro in ambiti non limitanti by design per dialettica ok, ma è sostanzialmente irrilevante.

Comunque Franky nella fattispecie si dovrebbe rendere conto ogni tanto che è in Svizzera e in una realtà fortunata invece di fare ogni volta il surprised pikachu. :dunnasdsad: Nell’IT in Italia di gente che è contenta del lavoro l’ho conosciuta solo tra chi prima faceva il facchino in salumeria per 200 euro al mese (e dopo un po’ si scocciano pure loro).

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Ma poi lavora in ambito finanziario in svizzera in un ufficio in cui ti regalano i rolex come bonus di fine anno, di cosa stiamo parlando. Siamo al livello del che mangino brioches.

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Nei lavori particolarmente tecnici possono capitare delle finestre temporali (di qualche mese o, raramente, di qualche anno) dove ci si trova in condizioni ideali: bassa pressione dall’esterno, interesse genuino verso il contenuto del proprio lavoro e sensazione di crescere professionalmente.

Poi tipicamente va tutto in merda perché cambiano le condizioni al contorno :asd:

Per me è coincisa con la fase di lead nella mia azienda precedente: avevo creato un’area da zero, c’erano relativamente basse aspettative esterne e venivamo visti come il fiore all’occhiello della nostra business division, potevo sostanzialmente decidere cosa fare, come e quando e imparavamo ogni mese cose nuove, sperimentando su tecnologie e metodologie. Una parentesi durata un anno e mezzo circa, fino a che una riorganizzazione ha mandato tutto in vacca :asd:

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secondo me c’e’ pure un altro discorso… una volta che ti sei rassegnato che devi lavorare, tanto vale cercare di fartelo piacere perche’ ci devi passare almeno 8h al giorno

e se fartelo piacere significa farti il culo 5/6 anni per raggiungere una posizione in cui fai qualcosa di mentalmente piu’ stimolante non c’e’ niente di male a farlo

come non c’e’ niente di male ad avvitare lampadine 8h al giorno per 20 anni

È vero, ma come si è già detto più volte i lavori per cui questa è una prospettiva realistica o direttamente esistente sono una percentuale in realtà limitata del totale.

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Boh, secondo me ci sono caterve di lavori che nonostante abbiano sicuramente mille problemi pratici, hanno comunque un valore intrinsico e immagino sia piu’ facile, quasi automatico, trovarli importanti e pieni di significato: Fare l’insegnante, il dottore, l’infermiere, stai letteralmente contribuendo/migliorando/salvando la vita di qualcuno - immagino sia piuttosto appagante

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Guarda ti rispondo da persona che lavora in sanità: ni. Più no che si. Mi fa piacere avere una funzione sociale che produce qualcosa di positivo per i miei pazienti? Si. Questa cosa aggiusta la caterva di merda legata all’ambiente di lavoro? Il vedere le dirigenze che ne battono i coglioni di qualsiasi risultato clinico per i pazienti perché l’importante è truccare i numerini ed essere sicuri di avere i premi a fine anno? Il vedere progetti in cui sono infilati contractor esterni tramite torte politiche in cui emeriti imbecilli sono pagati 1000€ al giorno mentre vengono ignorate le nostre richieste di materiale con cui lavorare, senza neanche voler parlare delle retribuzioni? Il vedere primari e direzione sanitaria attivarsi lanciandosi a 90 quando arriva in struttura l’insignificante politico locale che bisogna far passare davanti a tutti? Che 3/4 di questi siano li perché iscritti a CL e siano meno competenti di praticamente tutto il loro personale?

No, col cazzo. Anzi mi aumenta solo lo schifo che provo giornalmente per un sistema che dovrebbe funzionare con decisamente altre dinamiche.

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A me piace talmente tanto che non mi farei nemmeno pagare :sisi:

come Blind quando mi dà una mano :sisi:

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Ti sei scordato di taggarlo, lo sai che ci tiene @Blndll :sisi:

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Deve essersi dimenticato di guardare lo sdi

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Non sapevo lavorassi in acciaieria :look:

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Io sono in una posizione un pò del cazzo.

Ho raggiunto una posizione “ambita” lato tecnico nella mia azienda e una RAL di tutto rispetto. Non mi posso lamentare molto, se non che da ormai 2 anni nonostante chieda espressamente di darmi opportunità (ho chiesto di crescere dal punto di vista “manageriale” potendo gestire un gruppo di persone), questo non avviene.

Mi sono guardato intorno, ma non trovo nulla…mi sono esposto anche con miei ex colleghi che sono in un’altra azienda e col mio ex capo, ma stanno cercando solamente figure di media seniority e io lo sono “troppo” per ora per costi e anzianità appunto.

Mi ritrovo a quasi 42 anni sicuramente a stare “bene”, ma insoddisfatto e con la sensazione di essere “arrivato” nonostante non è che abbia ottenuto chissà che..E la cosa mi fa alzare la mattina giusto con la voglia di vestirmi per prendere lo stipendio a fine mese.

Come se ne esce?