Ma quindi se in sanità non spendiamo, in armi non spendiamo, in ordine e sicurezza pubblica figuriamoci, gli enti locali stanno scannati, i ponti crollano, le autostrade fanno cagare, ndo cazzo vanno a finire i soldi?
Ah gia, le pensioni, i sussidi a cazzo, i bonus per ristrutturare le villette
Ma no, impossibile, il problema per cui gli ospedali non funzionano è sicuramente il fatto che abbiamo troppi i carri armati
Le tasse non finanziavano le pensioni, finché il sistema dei contributi reggeva.
Senza giovani il sistema non regge più, adesso se non inietti soldi nell’ INPS fallisce domani.
Il progressivo calo demografico, dovuto all’aumento della longevità e al contestuale calo della fecondità, pesa sul bilancio dell’Inps che passa da una situazione patrimoniale attiva di 23 miliardi nel 2023 ad una passiva a -45 miliardi nel 2032, con dei risultati di esercizio negativi che, nel decennio, passano da -3 a -20 miliardi
Si però non è che ogni volta che salta fuori l’argomento INPS dobbiamo per forza ripartire da zero e dimenticarci quello che è stato già detto mille volte.
I conti dell’INPS sono molto complicati ma sostanzialmente hanno due voci di entratra - fiscalità generale (paga lo stato) e contribuzioni (paga il lavoratore) - e due voci di uscita (pensioni, contributi sociali vari).
Nasci disabile? È l’INPS che ti paga l’assegno per tutta la tua vita.
Vai in pensione? È l’INPS che ti paga l’assegno per tutto il RESTO della tua vita.
I soldi vengono da lì, ma sono due prestazioni completamente differenti e non ha molto senso mettere tutto nel calderone e dire che l’INPS sta a galla solo per la fiscalità generale perché trovo più sensato che, per capire quando si parla di sostenibilità delle pensioni, i conti si facciano su soldi che entrano dai lavoratori e soldi che escono per i lavoratori che vanno in pensione. Invece no, per dire, l’assegno unico universale, percepito anche dai disoccupati, esce sempre dall’INPS, ma è a carico della fiscalità generale.
Poi ci sono i paradossi: prima c’era l’INPDAP per i lavoratori dipendenti pubblici, che ora è accorpata all’INPS. L’accorpamento è molto oneroso perché l’INPDAP è sotto da tanto tanto tempo per via principalemnte di due motivi: blocco del turnover da 25 anni ormai (quindi forzatamente ope legis abbiamo più gente che va in pensione di quanta ne entra) e per di più lo stato non paga i contributi all’INAIL (ora INPS) mese per mese e anno per anno come farebbe un datore privato, ma li liquida a fine servizio… con calma…
Un magheggio contabile che funziona sempre meno perché la gente che va in pensione ora è tanta rispetto a prima, ma per anni è servito a tirare fuori meno soldi dai conti delle funzioni centrali. E chi ce li metteva? l’INAIL e quindi la fiscalità generale. Ora l’INPS e quindi i contributi dei dipendenit privati e professionisti.
Aggiugo, gisuto per chiudere qua e si spera una volta per sempre, i numeri esatti.
Al momento le entrate dell’INPS sono per il 61% provenienti da contributi e 39% da trasferimenti (mamma stato che ci mette i soldi), per un totale di 439 mld.
Le uscite sono 398 mld (siamo in attivo di 41 mld eh):
304 mld di pensioni
18,4 sostegno al reddito
34 mld inclusione
23,9 famiglia
18 altre.
A guardare bene, quindi, è evidente che con i contributi ci paghi tutte le pensioni… OGGI… se ovviamente non conti l’INPDAP. È li che salta il sistema.
I trasferimenti tengono a galla tutto per via del fatto che l’INPS paga anche altre prestazioni non molto lavorative e ha ereditato il buco di bilancio dell’INPDAP. Ad oggi sono 26 mld di “buco” all’anno, destinati a crescere perché sono 25 anni che abbiamo un blocco totale del turnover oppure un rapporto 1 a 10.
Quindi si salirà e parecchio. Le previsioni sono molto fosche.
Perché sono soldi che le funzioni centrali dovevano pagare e non hanno pagato ieri (a risparmio per lo stato) e oggi sono addossate ai bilanci dell’INPS accorpate con i soldi che entrano per i contributi dei lavoratori di oggi.
A me sembra un magheggio.
Immaginati una famiglia che fa i conti per l’acquisto dell’auto nuova e si dice: mi spiace non ci sono soldi (ok, vero) per l’auto nuova perché ne abbiamo già spesi tanti.
Come? Apri i bilanci e vedi che i soldi dell’acquisto dell’auto dell’anno scorso erano in realtà dei debiti fatti per comprare il cellulare.
Eh…
Ok, e la precisazione va bene ed è sempre cosa buona da sapere, ma…
Se io dico che il sistema pensionistico non sta in piedi da solo il punto resta: non lo hai fatto esplicitamente, lo hai fatto con un magheggio ma il punto è lo stesso: hai finanziato le pensioni con le tasse (via magheggio contabile).
Oppure non ho capito bene.
Non è esattamente così. Non ho una data precisa ma il fatto che l’INPDAP non ricevesse i contributi dalle funzioni centrali è una cosa che succede da tanto tempo. Decenni.
I lavoratori pubblici (allora) erano più dei pensionati pubblici e il sistema sarebbe stato in piedi, ma le funzioni centrali non pagavano i contributi per risparmiare (e spendere altrove, facendo debito, of course). Lo stato diceva: vai tranquillo, che pagherò.
Poi ha iniziato a tagliare il turnover e bloccarlo. Per risparmiare sugli stipendi (quelli li devi pagare subito mica tra 20 anni).
Contemporaneamente la gente ha iniziato ad andare in pensione e quindi i pagherò, sono diventati ops devo pagare ora.
Allora ha accorpato l’INPDAP all’INPS facendo pagare i pagherò ai contribuenti privati e autonomi.
Sono d’accordo con tutto quello che avete detto, ma generalmente per il contributivo statale assumere altro personale o aumentare il numero di statali non sarebbe risolutivo, in quanto lo stato anticipa i fondi pensionistici per principio di nota, non certo con liquidità, al contrario di qualsiasi altro stronzo privato in Italia.
Sarebbe quindi solo peggiorativo per il tema cassa. Il danno è stato fatto a monte decenni fa.
Comunque va anche detto che fiscalmente parlando non ha alcun senso accorpare nei bilanci inps le pensioni ed i contributi sociali perchè inevitabilmente questi ultimi devono essere presi dalle tasse e infatti in quasi nessun paese in europa le due voci di spesa pensioni e contributi sono accorpate
Posto le malversazioni riguardanti le ripartizione degli importi del modello previdenziale siano note e gravi, non vedo comunque perchè debba essere inconcepibile usare i versamenti della fiscalità generale per sostenere la previdenza, quali siano poi gli strumenti usati a tal fine in termini di agenzie ed istituzioni preposte; ovviamente molte persone hanno avuto, stanno avendo ed avranno percorsi lavorativi insufficienti a racimolare rendite future sufficienti all’autosostentamento a dispetto del loro servizio alla società, non è un buon motivo per schiantarle alla povertà reddituale al termine del loro percorso.
Per me ci sono due problemi che poi sono sostanzialmente riconducibili allo stesso meccanismo e sono collegati: l’equità fiscale e l’equità contributiva.
Le tasse si pagano in moro proporzionale al proprio reddito (primo problema) e in cambio si ottengono servizi (secondo problema). Lasciando stare l’italico costume di essere più furbi tante più tasse non si pagano, va da sé che nessuno è contento di pagare più tasse e avere meno servizi, quando poi la scusa è “dobbiamo tappare il buco nelle pensioni”, si arriva al secondo problema.
Il meccanismo dei contributi e delle pensioni è “io pago oggi per i pensionati di oggi e domani i lavoratori pagheranno per la mia pensione”. Ma qui si rompe il giochino perché in realtà oggi paghiamo per pensioni che non avremo un pò per privilegi dati a chi è andato in pensione prima, un pò perché c’è meno gente che lavora e - non dimentichiamolo - chi lavora oggi ha salari che generalmente non sono cresciuti proporzionalmente con la produttività.
Qui c’è l’altro grosso inganno. Ci dicono che non ci saranno abbasanza lavoratori, ma la verità è che ce ne saranno pure troppi perché ne serviranno di meno. Ma saranno pagati poco. Questo è il vero problema. Se la produttività avesse corso alla stessa velocità dei salari, i pochi lavoratori di domani avrebbero potuto essere abbastanza per pagare la pensione ai ritirati dal lavoro.
Quindi va bene che la fiscalità si faccia carico dell’assistenza di chi non può lavorare, ha scarso reddito, ha figli disabili e chi ha versato contributi per un comparto gestito a cazzo, ma poi si smetta di fare il giochino che “i soldi della fiscalità vanno alle pensioni” e subito dopo “si deve andare in pensione più tardi perché non ci sono abbastanza soldi (ah si, dimenticavo, con i contributi paghiamo anche altre cose, ma cazzi vostri)”
che però era la narrativa del retributivo, io con il contributivo pago la MIA pensione, poi se c’erano i buchi del retributivo da pagare non dovrebbero essere attributi all’attuale sistema pensionistico.