[/split] meno ore di lavoro triggera la gente

magari gli cresce un braccio in più e diventano più produttivi

ma è questione di probabilità mica di certezza, anche il camionista non è che se guida 1 minuto in più incidenta di sicuro, è solo più probabile, cosi anche di fare cazzate sul lavoro e se fai un conto non sulla giornata ma sul lungo termine vedrai che oltre le 6h la produttività va in merda.

se tu fai lavorare sempre 6h abbassi i rischi notevolmente, come se il camionista si ferma all’orario prestabilito è più probabile non faccia incidenti, vuol dire che nessun camionsita farà più incidenti ? ovvio che no, come potrai sempre sbagliare anche dopo 1min di lavoro, ma la produttività si calcola su tempi lunghi non sulla giornata.

Prima merda: fatta

1 Like

Cinque alto, fratello di cacca

1 Like

C’avevo pensato, che occasione :lode:

Io sono andato a casa e sono arrivato in ritardo, conta? Secondo me si :asd:

1 Like

devo affrontare una discussione con il mio capo.
ho 600/700 ore tra ferie e rol …

Potrei fare 2 anni lavorando 6 ore al giorno invece di 8, così non chiedo neanche il cambio del contratto

1 Like

Oh Feror, giuro che non ce l’ho con te, ma hai una visione un po’ strana.
Cioè capitano gli errori in produzione, ma non è così cazzo e non con le otto ore.
Inoltre esiste una cosa in ingegneria industriale che si chiama analisi di tempi e metodi, che studia esattamente l’ergonomia e l’organizzazione della produzione industriale per farla in maniera efficiente.
Dalle lavorazioni ai movimenti, dalla disposizione delle linee a come impostarle, dalle postazioni e tutto.
In una qualsiasi industria un minimo organizzata hai tanto giro nelle postazioni sulle linee, per poter spezzare la monotonia del lavoro ed evitare che ci si faccia anche male nel ripetere troppo un movimento.

Poi ci sono tutte le procedure di fine controllo e il dato degli scarti viene costantemente monitorato, proprio perché se succede una cosa simile, devi intervenire e capire dov’è il problema.
Il conteggio viene fatto in PPM e ci sono dati da mantenere e rispettare.

si feror e’ quello che sto dicendo da due post, e’ ovvio che la produttivita’ ORARIA diminuisca man mano che vai avanti con le ore, fino a diventare zero e poi negativa, semplicemente non concordiamo su dove sta sto limite, secondo te dopo 6h la produttivita’ e’ negativa, secondo me, per la maggiorparte dei lavori, no.

agree to disagree :asd:

1 Like

E poi ci sono gli unicorni (ovvero le aziende organizzate secondo soluzioni valide e studiate).

Cioè dai, dai noi escono ancora le battute su “nove donne non riescono a fare un figlio in un mese” e siamo tra le più grandi ditte italiane che fanno software sanitari

Io ho appena scoperto che in linea di principio un professore universitario dovrebbe lavorare 1500 ore all’anno, sommando tutto, e LOL penso di averle gia’ fatte ora anche se l’anno accademico finisce a fine settembre.

1 Like

cazzo c’entra che c’è il controllo a fine line, se hai sbagliato un pezzo la produttività l’hai buttata nel cesso,

lavoro pure io con l’industria automotive, che implementa tutte queste cose, vatti a vedere quanto costa una campagna di richiamo perchè tutto quello che scrivi sono tante e1kate e parole, ma poi nella realtà non funziona cosi :asd:

No, perché dare la colpa al lavoratore non è una soluzione.
Se c’è un problema importante di efficienza, come si indica qui, si continuerà a ripetere ogni giorno e indipendentemente dal lavoratore che gira nella postazione.

Per quanto sia una convenzione, l’industria finora si basa sulle canoniche otto ore di produzione, l’arrivare a spezzare il lavoro con i turni, i cambi di postazioni e di lavorazione, serve proprio a non compromettere l’efficienza e consentire a una persona di non impazzire a rifare lo stesso lavoro meccanico ogni cazzo di giorno.

Non è il massimo della vita far lavorare una persona alla stessa cosa, con lo stesso movimento, costantemente per otto ore filate.
Le pause spezzano, le rotazioni spezzano, la pausa pranzo spezza, i giri di postazioni e lavorazioni spezzano.
Tutta roba finalizzata proprio a non compromettere l’efficienza della produzione, che può avere cali fisiologici anche per fattori esterni (caldo per esempio).

Ma questa è una cosa relativa all’industria, in generale, indipendentemente dal sistema economico in cui è inserita: nell’unione sovietica non cambiavano mica le modalità con cui devi gestire un’industria, in un’industria statale neanche.
Questi principi li manterresti, se poi dovessimo ridurre il carico di ore da 8 a 6, rimodulando su turni, avresti solo miglioramenti ma seguiresti tutti gli stessi identici principi (rotazioni, cambio postazioni, etc).

1 Like

No guarda, hai rotto il cazzo a ripetere eikate e te lo dico chiaramente perché adesso mi hai proprio rotto i coglioni.
Se vuoi parlarne, bene, perché io con la produzione ci lavoro letteralmente da anni e ti assicuro che attualmente, tra i due, quello che non sa minimamente di cosa cazzo sta parlando sei tu.

Se vuoi parlarne, bene, altrimenti evita proprio di rispondermi perché non me ne frega un cazzo di fare delle discussioni imbecilli.

1 Like

vieni a fare il maestrino e poi ti lamenti quando conosci solo certi tipi di realtà a proposito di torri d’avorio, ma ok dai finiamola qui che non ho voglia.

the gurls are fighting

La mia esperienza è solo relativa alla manifattura e industria di produzione metalmeccanica, su aziende di servizi e altro non ho idea di come funzioni.
Lì è completamente diverso, non ho proprio idea di come funzioni e credo che sul digitale, o sull’attività primariamente intellettuale, non ci possano essere metriche precise come il numero di pezzi o altro.

Edit - per altro nei lavori intellettuali hai un calo incredibile sì dopo le sei ore, è fisiologico e lo si può vedere anche banalmente anche studiando.

io starei a casa 3 mesi e mezzo di fila, altrochè :lode:

uuuuhhh

Feror vs E1ke, spero Feror sappia incassare :asd: