Peggio, vi è una culturalmente codificata tendenza all’affermazione sociale tramite la vantata noncuranza per il rispetto delle norme di sicurezza personali e collettive, specialmente nelle generazioni adesso più anziane mi sembra, legata ad una falsa, erronea ed ingannevole percezione di controllo sulla situazione ed una sovrastima della ciascuna competenza, forse collegata a modelli performativi di virilità.
Cioe’ mi stai dicendo che in Italia facciamo attenzione a prevenire una cosa che non esiste e ce ne sbattiamo della prevenzione di cose che invece esistono? Sul serio?
c’è una riflessione interessante di Boldrin in una intervista riguardo alla propensione tutta italiana di non rispettare i processi e la sicurezza è fatta di processi.
Siamo molto “ma si va bene lo stesso”
e i risultati li vedi sugli incidenti sul lavoro etc
Io la chiamo mentalità italica (in verità più volgare). Poi a latte versato… “eh che sfortuna” “che ci potevo fare”…
Quella del seggiolino e/o cintura mi trigghera particolarmente. “Il pupo non ci vuole stare” “facciamo solo 2 km e siamo a casa”
possa un angelo biblicamente accurato farmi visita se mento, è morto un bambino perché non legato non troppo tempo fa e ancora ci comportiamo così. “Che sfortuna”
A me affascina sempre tantissimo come gli altri debbano rigorosamente rispettare le regole e gli accorgimenti di sicurezza (e sanitari) e noi vabbè, cosa vuoi che sia. E’ un attimo, improbabile succeda qualcosa.
Sintesi della mentalità italica che é concausa di questa tragedia.
Anni fa, TANTISSIMI anni fa, ero neopatentato.
Percorrevo un tornante in discesa (per i genovesi l’ultimo a salire verso Creto).
Incrocio la corriera ma non é un grosso problema, si passa tranquillamente in 2.
Sbuca una, in pieno contromano e finisce con un inevitabile frontale.
Al mio contestare, incredulo, la manovra folle lei voleva anche aver ragione perché “l’ho sempre fatto e non è mai successo nulla di male”
Aspetta, ipotesi per l’incidente, in realtà erano preparatissimi ma hanno fatto l’immersione senza aspettare le 3 ore dal pranzo, ecco vedi che nonna aveva ragione
L’università di Genova ha brasato dal proprio sito ogni traccia della docente Monteleone e della ricercatrice Oddenino. Gli studenti hanno protestato per la mancanza di sensibilità da parte dell’ateneo.
Immagino che i server non siano tarati per avere l’attenzione di tutto il mondo, avranno voluto evitare di avere tutta l’infrastruttura web che va in hug of death.
Se è come da noi tutte le schede docenti sono automatizzate e attaccate alle anagrafiche di ateneo, se una persona “cessa” la scheda sparisce nel momento in cui chiudi la posizione sul gestionale del personale.
Onestamente, se accadesse da noi penso succederebbe la stessa cosa.
This, i sistemi sono molto rigidi e piacciono a tutti per questo, poi non hai nemmeno le risorse per metterci le mani dentro al volo .
Mi immagino il panico succedesse da noi.
più che altro io rifletterei della propensione, quella si tutta italiana, a spalare merda sul proprio paese.
perché nello specifico ho un lungo elenco di paesi con la stessa identica propensione a non rispettare i processi, e non parlo necessariamente di terzo mondo o paesi in via di sviluppo.