Aggiungo un rimarchevolmente completo articolo di una testata giornalistica delle Maldive, utile compendio di tutto quanto accaduto fino al recupero, conferma l’esistenza di permessi esplorativi per i membri del gruppo e la ciclicità delle spedizioni a scopo scientifico della Dottoresse nel paese, un decennio di attività, ma specialmente puntualizza le condizioni meterologiche non fossero così eccellenti come in precedenza riportato il giorno dell’immersione, con venti fino a 40 km/h, mari mossi e copertura nuvolosa variabile.
Come letto altrove poi si è già fuori stagione turistica principale per l’arcipelago, con correnti oceaniche stagionali e la presenza del ciclo di bassa marea concomitante con l’ingresso in acqua del gruppo.
Ni, conferma l’esistenza dei permessi per alcuni membri del gruppo, altri erano mancanti.
It authorised research on soft corals and the composition of Maldivian reef systems and allowed dives to depths of 50 metres. But it did not mention diving in caves and was missing the names of two of the divers who died.
Io continuo a vedere un mischione di missione e turismo che potrebbe essere indice di una gestione troppo allegra.
Un po’ più che assicurativa, si va anche sul penale volendo.
Immagino che il rettore non sia entusiasta di poter finire nel registro degli indagati, anche se poi finisce tutto a tarallucci e vino. Magari fra 5/10 anni.
Si, vero, sempre presente la figura della figlia, la quale per ovvie ragioni non aveva e non poteva avere un permesso esplorativo per immersioni in profondità essendo esterna al gruppo di ricerca; però l’esistenza degli stessi, e la partecipazione dei componenti ad un programma di monitoraggio pliriennale degli ecosistemi smentitebbe la posizione dell’Ateneo riguardo la mai approvata formalmente serie di sessioni d’immersione. Anche perchè mi chiedo come sia possibile sostenerlo considerando fossero biologi marini.
Mi pare invece verosimile non fossero citate l’esplorazione delle grotte sottomarine, da capire se fossero implicite oppure negli studi passati fossero al tempo state dettagliate. Ma sono aspetti secondari se vi è stata incuria, eventualmente, trovo però spregevole la politica d’insabbiamento del ruolo didattico e professionale attuata dal Rettorato, specialmente quando ancora la ricostruzione sia in corso.
Già la presenza della figlia in quella che forse è, ma forse non è, una missione scientifica pagati con fondi pubblici fa alzare di parecchio le sopracciglia.
Ho letto sul corriere di dichiarazioni di diver maldiviani che sono piuttosto indicative: questi affermano che, pur non essendo mappate, le grotte della tragedia sono piuttosto frequentate, si scende con attrezzatura leggera e ci si limita alla prima camera (che ha una entrata ampia e luminosa). Quindi pratica comune andare a 50 metri in infradito e cocktail in mano.
Il governo sa, finge di non vedere ed a sto giro ha dato una stretta. C’è preoccupazione per le attrezzature e le gopro, si spera che non ci sia inquinamento delle prove. Intanto è uffiiciale che tutti avevano le bombole vuote, quindi è esclusa la contaminazione dell’aria.
Ma di che si preoccupa poi il governo maldiviano, dei turisti che non faranno più immersioni? Se mai dovrà contingentare le orde di turisti dell’orrido che vorranno scendere in quella grotta. Li conosco i miei polli.
È abbastanza evidente che la gestione di questa particolare ricerca scientifica che è finita in tragedia è stata gestita in maniera particolarmente allegra.
Lasciamo poi perdere la riflessione etica di come una madre abbia permesso alla figlia di andare a 60 metri con l’attrezzatura completamente inadatta per quel tipo di missione
Mi ha fatto tornare in mente che al tempo quando facevo immersione gli istruttori sapevano che avevo problemi a compensare e dovevo scendere e salire piano. Uno stava con me e gli altri con un altro … io “rovinavo” l’immersione di sto disgraziato ma ha sempre detto che non gli pesava e trovava scuse per evitare che mi dispiacesse.. era un bel gruppo
Mio padre fa escursioni e trekking con amici di difficoltà bassa o media e organizza lui tutto. Si va sempre al passo del più lento, e lo si aiuta quando ha bisogno. Ahimè mi dice che è pienissimo di esaltati e ganassa, anche tra gente di 65+ anni.
Ma sai quello fa notizia però è cosa che si vede, con altre attrezzature, sulle nostre strade.
Quanti incidenti in cui i bambini vengono sbalzati fuori perché non legati o non sul seggiolino?
Quante volte vedi, soprattutto nonn*, portarli in giro in macchina senza cinture o (senza d) altro?
Vai a chiedere a 100 camperisti se si può prendere girare nella cellula o dormire sul letto mentre il camper viaggia.
Più di 90 ti diranno di si anche se é pericoloso (e vietato).
Se vendono i cazzilli per zittire il cicalino delle cinture ci sarà un mercato dietro.
È il “tanto a me non succede, sono sempre state fatte cosi ed è sempre andato tutto bene, quante menate di coglioni inutili” parente stretto di chi, per dire, indica il vaccino per il morbillo inutile.