si bella muccona
anche se il correre con i tacchi per mezzo parco, rincorsa dai raptor mi ha fatto asdare non troppo
Ieri ho visto mean streets (1973) di Scorsese, stranamente non l’avevo mai visto e ne ho sentito parlare in una intervista a Tarantino. Molto scorsesiano come film
Sì, e vanno peggiorando esponenzialmente, con il terzo che è proprio una palla inaffrontabile. Questa trilogia ha messo la storia in un angolo talmente striminzito e talmente di merda che neppure se ci metti a lavorare uno sceneggiatore bravo (David Koepp in Jurassic World Rebirth) riesci a salvare qualcosa. Sono talmente una merda che non sono riuscito a farli vedere nemmeno a mio nipote quando ha passato il periodo di fissa per i dinosauri.
Quando uscì JW dissi che tra tutte le storie che potevano scegliere sono andati verso quella più banale e noiosa possibile. Oggi, ad anni di distanza, posso dire di aver avuto ragionissima. ![]()
finalmente è uscito! domani lo ascolto!
Ti aspettano solo 3 ore di sonno
ma stiamo parlando di Scarlet???
no è quello del 2015, Bryce Dallas Howard
Ma nel post che hai quotato ho fatto anche degli esempi chiari di sequenze che rientrano in questo essere didascalici ![]()
L’esempio top è “Il prigioniero coreano” (Kim Ki-duk, 2016), dove c’è questo pescatore nordcoreano che di solito svolge le proprie attività nei pressi del confine con la Corea del Sud e un familiare, nei primi minuti del film, gli fa “Ma non hai paura che la corrente possa trascinarti oltre il confine!?”.
Taglio del montaggio, due minuti dopo il pescatore è sulla sua barca e la corrente lo spinge oltre il confine, quando è un rischio che lo spettatore può intuire e quando, pure non lo intuisse, non c’è motivo di introdurlo con un dialogo un attimo prima che succeda.
Poi magari, nel prosieguo del film ci sono sequenze più ambigue o dettagli simbolici e quindi c’è una complessità (come dicevo sopra, “No other choice” andrebbe visto almeno tre volte per questo motivo). Ma, tendenzialmente, ho notato che certi film, in parte o nella totalità, trattano lo spettatore come un ingenuo che ha bisogno che certi concetti siano esplicitati.
Mi immagino un film come “Non è un paese per vecchi” dove gli attori, coi loro sguardi e silenzi, e il montaggio, ti passano messaggi senza bisogno di una riga di dialogo, se fosse girato in oriente.
“Oh no, forse quel messicano moribondo che ho incontrato può salvarsi, dovrei portargli un otre d’acqua anche se ora sono le 3 di notte”, quando nel film Josh Brolin non dice una parola.
Mi sono visto Broken rage di Kitano, che è in effetti un rant totale e un grosso dito medio verso le produzioni cinematografiche odierne. Ho riso come uno scemo per tutto il film ![]()
Boris: Kitano edition.
Si ma dicevo in generale, secondo me i film asiatici sono molto meno didascalici di quelli occidentali.
Poi si ci sono le eccezioni ma di solito quello che intendo io è tutto cinema con sottotesto: ma forse guardiamo roba diversa ![]()
Parlo di johnnie to, wong kar wai, lo stesso kitano nominato qui sopra.
Il classico esempio che viene in mente per primo è infernal affairs in contrapposizione con the departed.
Io ho visto tutto Wong Kar-Wai (per dire) e mai avuta la sensazione che fosse didascalico, quoto Mille qua.
Comunque, che il cinema giapponese, coreano e cinese tendano (quindi non intendo che lo sono sempre) ad essere dichiarativi non è solo una mia ipotesi.
In quel tipo di cinema/prodotto visivo narrativo il linguaggio verbale tende a essere esplicativo sul piano morale ed emotivo.
Basta pensare anche ai cartoni animati giapponesi che guardavamo da piccoli.
Una frase del tipo “Sono triste perché ho fallito come figlio” oppure “Ho fallito come figlio” (in un dialogo oppure pronunciato da un personaggio che parla a voce alta a se stesso) non me la aspetto in un film occidentale, mentre non è rara in un prodotto orientale.
Poi a me e a qualche altro occidentale può apparire didascalico, ma per loro è solenne e necessario dichiarare il piano morale\emotivo.
Se in occidente una regola non scritta è “Show, don’t tell”, in molto cinema asiatico vale il detto “Dire è un atto etico”.
Poi quanto detto sopra non è che vale nella totalità dei casi.
Può non valere per Ozu, per Wong Kar-wai e altri che infatti sono autori di un certo livello e che quindi, in quanto tali, possono benissimo allontanarsi dalle regole, scritte e non.
In “No other choice” il protagonista afferma che sta arrivando l’autunno, nonostante sia evidente.
Poi, dopo che ne abbiamo visto la bella casa, la famiglia, il momento di condivisione del BBQ, esclama “Ho tutto quello che desidero”, cosa anche questa evidente dal clima idilliaco della sequenza iniziale.
E parliamo dei primi 5 minuti del film.
Poi, per fortuna, la scrittura del film diventa più complessa andando avanti, con molti dettagli non subito notabili e simbolismi e altro che sono il motivo per cui dico che questo film andrebbe rivisto 2-3 volte per coglierli.
anche se ormai Hollywood predica benino e spiega moltissimo ![]()
Incuriosito dagli ultimi post mi sono visto Handmaiden, filmone
Absentia (2011)
diretto da Mike Flanagan
con poco, perchè è veramente low budget, riesce a tirare su cmq un film intrigante e anche un po lovecraftiano ![]()
Qualche giorno fa ho visto Hard To Be A God, film russo del 2013.
Non ho capito NIENTE ![]()
Wikipedia riporta una trama, ma non ho idea di quando almeno metà di quelle cose sarebbero mostrate nel film ![]()
È tratto da un romanzo degli stessi autori di Stalker ed è ambientato su un pianeta alieno dove il medioevo non è mai finito. Il rinascimento è stato bloccato uccidendo tutti gli intellettuali, gli artisti e gli inventori. Dalla terra arrivano degli scienziati per studiare questa società e uno di loro diventa un potente re.
Questo è molto succintamente quello che riporta wiki.
La realtà sono 3 ore in bianco e nero di gente che sputa, vomita, si mena, si rotola nel fango e declama cose. Piove sempre, tutto è bagnato, sporco, coperto di muco, fa di uno schifo raro. È girato in modo soffocante, spesso con la telecamera in mezzo ai personaggi ad altezza occhi, in ambienti stretti, fumosi e affollati.
Costumi e scenografie sono GRANDIOSI.
Non è stata una visione leggera, ma sicuramente intensa.
l’ho visto a puntate perché il linguaggio dei sottotitoli mi iper confondeva, comunque tra le best regie ever
Hai beccato il film preferito di Suck ![]()
Io per inciso l’ho trovato insopportabile, tutti i cazzo di personaggi che passano sempre davanti alla telecamera
Ah il libro invece è fighissimo, come non smetterò mai di ripetere, così come Roadside Picnic (quello che ha ispirato Stalker), così come forse almeno un altro paio degli Strugatskij
Ma no è una cosa fighissima, sei lì in mezzo, i personaggi ti parlano a 2cm, quasi si sente l’alito schifoso
non so perché, ma c’è anche un leit motiv di gente che tira un uccello verso la telecamera, succederà 3-4 volte ![]()
questa è una cosa che non riuscirei mai a fare, per nessun film ![]()
é una delle pochissime eccezioni che ho fatto ma letteralmente mi mandava il cervello in overdrive di informazioni e a na certa non potevo piu ricevete nulla