Non mi occupo di queste materie (per fortuna) ma come è già stato detto gli orientamenti dei giudici sono cambiati negli ultimi 20 anni. Anche i giudici si separano ed anzi, spesso i giudici donna sono quelli più severe nei confronti delle ex mogli.
Dal punto di vista economico, te la puoi giocare ma purtroppo è un caso in cui la “coperta è corta” nel senso che con 3k circa di entrate famigliari complessive, comprese di AU, e due figli non c’è tantissimo margine.
La sua richiesta iniziale è ovviamente spropositata, te la puoi giocare con un tuo avvocato.
Purtroppo il patrimonio dei nonni non rileva ma nel caso i tuoi e i suoi come sono messi? Se abitassero vicino e comunque potessero dare un supporto quantomeno logistico non vi sarebbero scuse per non pretendere che anche lei si rimbocchi le maniche e passi ad un full time.
Gli assegni comunque si possono sempre rimodulare giudizialmente nel tempo, a maggior ragione se iniziano convivenze etc…
Ah da valutare se conviene la vendita della casa, anche in quel caso magari la situazione delle rispettive famiglie potrebbe incidere (ocio però, i nonni hanno un dovere solo sussidiario al mantenimento, etc…).
Ovviamente è fondamentale che tu ti prenda cura della tua salute.
Purtroppo quando una famiglia si disintegra, anche se si parte bene, c’è sempre la possibilità che le cose cambino in peggio. Però ecco non disperare perché magari è solo una fase e tra qualche giorno potrebbe tornare un dialogo più franco e civile, con maggiore comprensione anche per l’ex partner.
Forse non è chiaro: questo non è il thread dove ci si interroga sugli stereotipi. Se volete scrivere, scrivete in supporto di chi sta raccontando la propria situazione.
Guarda anche questo è stato soggetto di polemiche ad inizio separazione. Io ho avuto grossi problemi un mese fa, la situazione mi stava letteralmente sfuggendo di mano, non ero a casa ma in trasferta in UK. Una volta tornato ho espresso a mia moglie la necessità di stare bene, necessità condivisa con il mio medico e il mio terapeuta. Quel giorno, lo stesso in cui esprimevo questo mio bisogno è entrato a piedi uniti mio suocero dicendomene di cotte e di crude, dandomi dell’egoista e del venale perché stavo parlando di me e non dei bimbi. Scena pietosa, mentre mi insultava in cucina chiedendomi di uscire di casa mia moglie e mia suocera zitte con lo sguardo basso in silenzio.
Io voglio solo uscire di casa, poter vivere dignitosamente e come ho detto dall’inizio non farò mai mancare nulla a nessuno.
Se non altro, una volta che sarai arrivato a vivere indipendentemente, non sarai tenuto a sentirti dire certe cose da gente che in teoria se non supportarti almeno dovrebbe rispettarti.
Come già detto da feror più volte prob ci sarà lo zampino dell’avvocato che cerca di massimizzare i vantaggi per la sua parte (in b4 gif dei simpson), a questo aggiungi come dice hack che è della categoria che se la coperta è corta non è facile salvaguardare tutti i coinvolti nel miglior modo possibile.
Da quel che dici pure i suoceri prob ci stanno mettendo il carico, magari ne hai già parlato prima nel topic e mi sono perso il pezzo nel fiume di post ma i rapporti con loro “prima” com’erano?
Al momento comunque dovrebbe essere chiaro a tutti che martellarti in questo momento per te è distruttivo (sei finito in ps, diamine) e che anche ragionando egoisticamente senza pensare al tuo benessere personale questo a cascata comporterà problemi anche per il resto della famiglia, in primis ovviamente per i figli
Non ho capito.. è casa tua e ci vivi.. se mai dovevi essere tu a dirgli di uscire.
Mi rendo conto che poi ti senti accerchiato, ma in questo momento, intanto che ci vivi ancora, penso che dovresti pretendere (ne hai il diritto) che i genitori di lei evitino di intromettersi ed entrare a casa tua per insultarti o prendere parte alla disputa.
Se non sono in grado di gestire la quesitone in modo civile e dare una mano, si astegano. Con le buone o le cattive (tipo li inviti ad andarsene o chiami qualcuno che li accompagni alla porta)
Mi accodo a @xEnd3r : per evitare le crisi di panico, aggiungiamo che bisogna invece far la conta di quelli che ti ascoltano, vicini e lontani.
Si parte dal piccolo di Addio (tolti i “sociologi”, che non contano nulla), per passare da amici, magari colleghi, o anche semplici conoscenti con un briciolo di empatia.
Qualcuno nella famiglia, forse? Decisamente l’avvocato, in senso professionale.
Per non parlare dei tuoi figli che ti vogliono bene e continueranno a volerti bene.
@kimoh non sei da solo. Ci sono tante persone che sono pronte a darti la loro forma di supporto.
Diciamo che la sensazione che ho leggendoti è che lei si sente rinforzata da familiari e amici e avvocato e tu ti senti solo. Sostanzialmente gli equilibri si sono spostati: lei si sente forte di pretese che crede legittime (e che non lo sono del tutto) e ti vede titubante quindi preme. Per questo per me devi essere chiaro: la quiete e la tranquillità familiare sono per tutti e due l’obiettivo principale. Se i suoi genitori non sono in grado di collaborare, dando una mano e tenendo basso il livello di confronto (che cmq ci sarà sempre), allora devi esigere che non si intromettano.
Tu hai bisogno di alleati, non tanto per dare battaglia, ma per non sentirti solo. Hai bisogno di una rete di supporto: amici, parenti, anche colleghi simpatici magari, noi del forum etc. Mi pare di capire che viaggi molto per lavoro. Ecco questo probabilmente ti espone alla sensazione di non avere radici e, dal momento che stai per andaretene di casa, sentirti fuori dal mondo, isolato, solo e senza nessuno che ti guarda le spalle.
chiedo per capire e non per fare polemica.
lei rimane nella casa che avete cointestata e tu oltre ad avere i costi della tuo nuova sistemazione, le paghi metà mutuo?
Io pago metà mutuo, assegno e le lascio l’AUU. Lei resterà a vivere lì. Contemporaneamente mi sto informando per un secondo mutuo per acquistare una casa per me e andare lì (non so se me lo danno) perché effettivamente un affitto non potrei permettermelo (partiamo dai 700€).
Non so nulla a riguardo, prima di tutto in gigante in bocca al lupo @Madian2 e @kimoh , siete forti, andra’ tutto bene anche se adesso sembra tutto essere una montagna insormontabile.
Ma in questi casi, vendere la casa originale non e’ un’opzione?
Mi pare di capire che fosse grande, magari potrebbe aiutare entrambi avere ciascuno qualcosa di piu’ piccolo?
Mi sembra una cosa che ha sento dire e ha riferito. Cmq una strategia del “vecchio saggio” è di non preoccuparti di cose che sono fuori dalla tua sfera di intervento.
La questione del “tenore di vita” come ti è stato fatto notare è un vecchio e superato orientamento. Il tenore di vita - mi spiace - di entrambi sarà necessariamente peggiore rispetto a prima.
Per cui è chiaro che non può pretendere di vivere lei come prima (implicitamente scaricado su te il maggiore peso della separazione). Per quello esistono avvocati e tribunali: se non ci riuscite da soli, dovete far trovare la quadra ad altri e il punto di arrivo non è che lei vive come prima, ma che voi due riuscite a vivere e i bimbi vivono meglio possibile
occhio, perché la legge è talmente stupida che se compri una casa per te, anche se l’altra è ad uso esclusivo della ex, questa risulterà seconda casa e quindi niente agevolazioni su imposta di registro, interessi mutuo, imu, ecc.