Omicidio Willy Monteiro Duarte

[QUOTE=Frag!;20192941]utopia imho[/QUOTE]

Se tutti si rifiutano di fare anche il minimo sforzo si’, se ognuno fa qualcosa anche per solo per limitare le offese, secondo me no.
Oguno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni

[QUOTE=catvet;20192948]Se tutti si rifiutano di fare anche il minimo sforzo si’, se ognuno fa qualcosa anche per solo per limitare le offese, secondo me no.
Oguno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni[/QUOTE]

Guarda, da adulti ovviamente si punta ad altro, ma lo stigma parte da giovani quando tutte le serate, tutte le cene/viaggi/mettersi in mostra puntano quasi esclusivamente al sesso, e se per ragioni fisiche si inizia a venir messi da parte irrimediabilmente la cosa va a modificare il carattere dell’individuo imo

L’adulto (uomo o donna) che non sia un troglodita non ne fa un dramma se la persona di fronte ha altre qualità, ma come dicevo, è da giovani che i cazzetti vengono brutalizzati

nella mia carriera sportiva ho visto centinaia di peni e fortunatamente i più tiny non erano dileggiati

in compenso i possessori di mega pene erano salutati e riveriti come divinità

imho comunque è un po' un discorso del cazzo

[QUOTE=^°.NeSSuNo.°^;20192955]

imho comunque è un po’ un discorso del cazzo[/QUOTE]

[QUOTE=Frag!;20192952]Guarda, da adulti ovviamente si punta ad altro, ma lo stigma parte da giovani quando tutte le serate, tutte le cene/viaggi/mettersi in mostra puntano quasi esclusivamente al sesso, e se per ragioni fisiche si inizia a venir messi da parte irrimediabilmente la cosa va a modificare il carattere dell’individuo imo[/QUOTE]

Ma appunto, pero’ già creare un ambiente per i più piccoli che non crei ste fisime è già tanto.
i giochi degenderizzati per i bambini per esempio sono tanta roba (che non è che siano robe mostruose eh, per esempio io a mio nipote invece delle macchinine della polizia compro gli animali di legno con le rotelle) o permettere a bambini e a bambine di giocare con cose che la società considera per i generi in modo distinto, nel senso nel binarismo di genere e farli giocare con tutto. E’ già un bambino/a che non ha vissuto quell’incasellamento di genere e almeno che non si ritrova in un sistema binario e magari non si fa troppi problemi se gli piace giocare a fare il tè alle bambole, per dire

GOMBLODDO GIENDER INTENSIFIES

[QUOTE=Frag!;20192958][/QUOTE]

Se il tuo gatto smettesse di bere avrebbe entrambi gli occhi aperti

[QUOTE=catvet;20192960]Ma appunto, pero’ già creare un ambiente per i più piccoli che non crei ste fisime è già tanto.
i giochi degenderizzati per i bambini per esempio sono tanta roba (che non è che siano robe mostruose eh, per esempio io a mio nipote invece delle macchinine della polizia compro gli animali di legno con le rotelle) o permettere a bambini e a bambine di giocare con cose che la società considera per i generi in modo distinto, nel senso nel binarismo di genere e farli giocare con tutto. E’ già un bambino/a che non ha vissuto quell’incasellamento di genere e almeno che non si ritrova in un sistema binario e magari non si fa troppi problemi se gli piace giocare a fare il tè alle bambole, per dire

GOMBLODDO GIENDER INTENSIFIES[/QUOTE]

Ok, ottima idea, MA :asd:

Come si combatte la frivolezza che inevitabilmente vivono i giovani? (cristiddio sembro mio padre :asd:)

bonus reading

[QUOTE]I ragazzi alla ribalta delle cronache sono stati anche da me, era una sera d’inizio estate.
È stata una mezz’ora, sul tardi, e non è successo nulla di particolare.
Eppure, tutti i presenti, quella mezz’ora se la ricordano bene. Anzi, ne ricordano bene i primi dieci minuti, quelli sufficienti a fargli passare la voglia di restare.
Eravamo seduti tutti fuori, e ci siamo girati improvvisamente a guardare il Suv che sbucava dall’arco a tutta velocità per poi inchiodare a due metri dai tavolini.
Sono scesi in 5 col classico atteggiamento spavaldo di chi a 25 anni gira col Suv, in gruppo, coi capelli tinti, le catene al collo, i vestiti firmati, i bicipiti tirati a lucido e le sopracciglia appena disegnate.
Quando fai il mio lavoro da anni, ti accorgi che su quella storia dell’abito e del monaco qualcuno ci ha ricamato sopra allegramente.
È calato subito il silenzio, sono stato costretto ad alzarmi quando ho sentito un poco promettente “chi è che comanda qua dentro?”, detto dal primo che si era affacciato sulla porta.
Sono andato verso il bancone senza neanche rispondere, mentre loro mi seguivano dicendo “ah, ecco, comanda lui, è questo qua”.
Poi è iniziato il giro di strette di mano, di quelli “ci tengo a dirti chi sono e devo capire chi sei tu”.
Hanno iniziato a fare mille domande, prima sugli orari di apertura di tutti i locali del paese, poi sulle birre, sul modo in cui si lavano i bicchieri, sulla quantità della schiuma… c’era un’atmosfera pesantissima, era una conversazione di quelle finte che girano intorno a qualcosa, sembrava un film di Tarantino ed io mi sentivo come Brett che spiega a Samuel L. Jackson la provenienza del suo hamburger, prima di sentirsi recitare Ezechiele a memoria.
Ho visto con la coda dell’occhio tutti i tavoli fuori svuotarsi, le persone buttare un occhio dentro e andar via, e, mentre cercavo di rispondere alle domande, loro hanno iniziato a fare una gara di rutti sopra la mia voce a cui non ho reagito in nessun modo. Non contenti del mio restare impassibile, hanno proseguito la provocazione iniziando a rimproverarsi a vicenda, “non si fa così, non ci facciamo riconoscere, se ruttiamo poi sembra che manchiamo di rispetto a lui che comanda! Dobbiamo chiedere scusa!”
Ho servito le birre come nulla fosse, e ricordo bene l’espressione di quello che ha messo mano al portafogli e mi ha chiesto “quant’è”, senza il punto di domanda e senza guardarmi. La stessa espressione che rivedo in ogni post di questi giorni.
Hanno bevuto, hanno fatto casino, hanno brindato, hanno ruttato, e sono ripartiti sgommando col Suv, come cani che hanno appena pisciato su un territorio nuovo e se ne vanno soddisfatti.
Ho chiuso a chiave e mi sono diretto a casa, ho iniziato a tranquillizzarmi soltanto lì.
Ho pensato con rabbia alla mia vigliaccheria, al mio non aver proferito parola, al mio averli serviti con educazione mentre mi mancavano palesemente di rispetto in casa mia, e anche al fatto che avevano la metà dei miei anni.
Ho pensato che avevo soltanto chinato il capo davanti alla prepotenza.
Poi ho sperato di non vederli più, perché se fossero tornati non avrei sicuramente reagito neanche la seconda volta, e ho pensato che avevo avuto paura. Semplicemente. Tristemente.
Oggi, ripensandoci alla luce dei fatti recenti, forse non me ne vergogno più, provo solo una stima enorme per Willy e per la sua sterminata mole di coraggio racchiusa in uno scricciolo d’uomo.
E so che non c’entrano Gomorra, Tarantino, Romanzo Criminale, non c’entrano internet, la Trap o le arti marziali, così come ai tempi miei non c’entravano Dylan Dog, il Rap, le sale giochi.
C’entrano le istituzioni, c’entrano i genitori, c’entra la scuola, la storia è sempre la stessa, ma non la studiamo mai.
Il resto sono stronzate, e cercare dei colpevoli ci alleggerisce sempre.
Io me la ricordo quella mattina in terza elementare, quando non ho saputo elencare a memoria le province del Piemonte, me li ricordo quei pomeriggi in lacrime a scrivere quaderni di verbi e coniugazioni, me le ricordo le parole di mia madre quando ho preso quel 3 al compito di Latino, e ricordo pure la sua espressione quando a 16 anni mi ha beccato un giornaletto pornografico sotto al letto, ricordo le raccomandazioni di mio fratello più grande quando mi diceva che alla scuola pubblica sarebbe stato tutto diverso, e ricordo quando i miei gli trovarono un pacchetto di cartine nelle tasche dei jeans, ricordo mio padre di notte sul divano, nero di rabbia, che fumava e non mi salutava quando a 20 anni tornavo a casa in ritardo su un coprifuoco che trovavo assurdo.
Ricordo i loro occhi dopo aver discusso la mia tesi di laurea, e poi la loro faccia quando ho stappato una bottiglia di Prosecco per festeggiare, sapendo che sarei tornato a casa tardi e in macchina.
Ricordo i loro sacrifici per comprarmela, quella macchina usata che conservo ancora oggi e che in un bilancio familiare di 4 persone e uno stipendio da infermiere proprio non poteva starci.
Credo di aver preso un solo schiaffo da loro, in tutta la mia vita, ma non me ne sono mai serviti altri.
Mi è servito il loro esempio, ho avuto bisogno dei loro insegnamenti, delle loro rinunce per permettermi di studiare.
Siamo tutti figli di una società, ma soprattutto siamo tutti figli, e la società la facciamo noi. Chiudiamo la bocca e apriamo le orecchie, magari troveremo anche il tempo di leggere un buon libro, potremmo continuare ad aver paura ma essere comunque dei piccoli eroi.[/QUOTE]

Che i ragazzini si sfottano sul corpo purtroppo è inevitabile, la retorica della vignetta non è quella di sfottere gli ipodotati ma di far notare le contraddizioni inerenti ai fascisti che vantano ideali "macho" ma poi mettono in atto l'esatto contrario.

Stesso esempio dei campioni di omofobia che si rivelano omosessuali, dei nemici dell'ideologia gender che vanno a trans ecc.

[QUOTE=Frag!;20192975]Ok, ottima idea, MA :asd:

Come si combatte la frivolezza che inevitabilmente vivono i giovani? (cristiddio sembro mio padre :asd:)[/QUOTE]

Cosa vuol dire la frivolezza dei giovani? lol
Mah a me pare che i più reazionari su ste cose siano i boomer.
Pure i tankie cagano il cazzo e dicono che sono più importanti i diritti sociali che civili e quindi voi che trattate anche i diritti civili cacca pupù :dunno: Detto questo, già non alimentare ste retoriche di merda è tanto.
Poi io non è che sia nostradamus, ma già non comportarsi in modo discriminatorio secondo me è già qualcosa.
Poi chiaramente ci sono attivisti ed attiviste che fanno egemonia culturale, io non ne sono capace, pero’ sensibilizzare e spargere la voce si puo’ fare.
Se tutti hanno poi un occhio di riguardo per ste tematiche, si sensibilizza e sparge la voce sempre di più.
Ovvio che non è che puoi dire "OH, HO COMPRATO LA MAGLIETTA ROSA A MIO FIGLIO. MASCOLINITA’ TOSSICA: SCONFITTA
:asd:

[QUOTE=catvet;20192992]Cosa vuol dire la frivolezza dei giovani? lol
Mah a me pare che i più reazionari su ste cose siano i boomer.
Pure i tankie cagano il cazzo e dicono che sono più importanti i diritti sociali che civili e quindi voi che trattate anche i diritti civili cacca pupù :dunno: Detto questo, già non alimentare ste retoriche di merda è tanto.
Poi io non è che sia nostradamus, ma già non comportarsi in modo discriminatorio secondo me è già qualcosa.
Poi chiaramente ci sono attivisti ed attiviste che fanno egemonia culturale, io non ne sono capace, pero’ sensibilizzare e spargere la voce si puo’ fare.
Se tutti hanno poi un occhio di riguardo per ste tematiche, si sensibilizza e sparge la voce sempre di più.
Ovvio che non è che puoi dire "OH, HO COMPRATO LA MAGLIETTA ROSA A MIO FIGLIO. MASCOLINITA’ TOSSICA: SCONFITTA
:asd:[/QUOTE]

Tu parli di stravolgere completamente la società, cosa non impossibile, ma certamente improbabile, almeno nell’immediato.

Io nella mia vita ho avuto la fortuna di frequentare estensivamente qualsiasi ceto sociale, e onestamente nella fascia d’età 16-25 anni gli interessi per quanto riguarda la parte sessuale della propria vita sono più o meno gli stessi.

Ora, vero che la figlia del capitano di industria ha optato per sposare il pelato con la panza che però e un luminare nel suo campo, e fermo restando che il figlio del fruttivendolo abbia ancora la mentalità de “ahaah cazzetto eheheeh”, resto sulla mia posizione, ovvero che ad una certa età, indipendentemente dall’estrazione sociale, essere prestanti/performanti sessualmente (meglio se in combo con i soldi) è tutto, o quasi, quello che conta; ed è purtroppo li che si forma davvero il carattere, dove uno viene forgiato, nel bene o nel male.

imho

[QUOTE=^°.NeSSuNo.°^;20192987]bonus reading
[/QUOTE]
Vabbè bastava scrivere questo:

Gente come questa ci sarà sempre. Fanno parte di quella zona che si pone esattamente a metà tra la criminalità vera e propria e la società “normale”.
Piccoli uomini che giocano a fare i delinquenti e che si muovono dove sanno di poterlo fare.

[QUOTE=Frag!;20192958][/QUOTE]

:rotfl:

[QUOTE=Frag!;20192999]Tu parli di stravolgere completamente la società, cosa non impossibile, ma certamente improbabile, almeno nell’immediato.

[/QUOTE]

Beh, certo, ma io ti parlo dal punto di vista del femminismo marxista che sostanzialmente è quello che io condivido, quindi comunque alla base di tutto c’è l’anticapitalismo spinto, anche per questo il cambiamento è tutto fuorché immediato.

Comunque quello che descrivi è tutto patriarcato, niente di più niente di meno, che caga il cazzo a tutti i sessi e a tutti i generi

[QUOTE=Frag!;20192999]
Ora, vero che la figlia del capitano di industria ha optato per sposare il pelato con la panza che però e un luminare nel suo campo, e fermo restando che il figlio del fruttivendolo abbia ancora la mentalità de “ahaah cazzetto eheheeh”, resto sulla mia posizione, ovvero che ad una certa età, indipendentemente dall’estrazione sociale, essere prestanti/performanti sessualmente (meglio se in combo con i soldi) è tutto, o quasi, quello che conta; ed è purtroppo li che si forma davvero il carattere, dove uno viene forgiato, nel bene o nel male.[/QUOTE]

Lavorare per la maturità emotiva delle persone sarebbe una necessità per ogni società, ahimè siamo lasciati a quel che le circostanze permettono che si crei.

patriarcato e capitalismo sono fondamentalmente due virus della società, perchè entrambi sono ugualmente dannosi non solo per le categorie che in teoria dovrebbero subirli (donne per il patriarcato e poveri per il capitalismo) ma per tutti: il problema è che entrambi vengono portati avanti passivamente da una valanga di persone che in realtà non hanno nulla da guadagnarci ma solo da perderci in entrambi (per esempio, i tizi che prendono 1000 euro al mese che difendono il libero mercato senza capire che se gli si spacca la macchina o devono andare dal dentista quel mese mangiano il prosciutto cotto nelle vaschette).
Il capitalismo ti irretisce con la lotteria del libero mercato, i garage dove nascono i miliardari e tutta la retorica del merito non sono altro che marketing ben studiato per convincerti che se fai il bravo hai una chance di diventare bezos, e se non lo sei ancora diventato è perchè non ti sei impegnato abbastanza e non perchè l'idea di base è marcia.
Il patriarcato ti lusinga con la ferrea divisione dei ruoli che soddisfa il bisogno innato che ognuno ha di sentirsi parte di qualcosa, le categoria con le quali vengono divise le persone sono nette e elementari di modo che possano essere capite e assimilate e diano tranquillità e soddisfazione (ecco perchè ci si scaglia sul cambio del sesso e sui gay in generale). inoltre, la donna sottomessa affascina il maschio che non si rende conto di essere vittima egli stesso di questa classificazione e di essere anche lui un piccolo criceto sulla ruota costretto a raggiungere gli status maschili distorti (cazzo grosso, non si piange, fisico, atteggiamento desensibilizzato). sulla questione patriarcato ovviamente c'e' da fare un distinguo dato che il maschio ne è comunque vittima, ma mai così gravemente come la donna.
già

[QUOTE=RoMZERO;20192914]Hai preso le misure a tutti i tuoi amici? :look:[/QUOTE]

  • :asd:

[QUOTE=CrazyWildhog;20193070]* :asd:[/QUOTE]