Evvabbè, una componente di culo ci sarà pure, ma da sola non basta.
Similmente al commento sul trovare conforto relativamente alla tua compagna, se hai dei figli d’oro puoi trovare conforto anche il loro, con la consapevolezza che se sono tali una parte del merito è necessariamente tua.
amen to that
e comunque anche solo il fatto di riconoscere il problema è un passo avanti nella giusta direzione
Comunque @HansWin modifica il titolo del thread che è abbastanza inquietante ![]()
alla fine hai trombato @HansWin? Non ho capito ![]()
a parte le battute, mi sembra che tu abbia una compagna/moglie di elevata caratura, tienitela stretta ![]()
ti capisco, tantissimo
quando la bimba mi guarda e dice che lavoro troppo sto male, molto semplicemente
fortunatamente ho imparato presto non tanto a dire di no, quanto a mettere dei paletti, specialmente a livello di orari
guadagnerò di meno, pazienza, ma è stata una delle scelte migliori per me
il lavoro lo voglio cambiare comunque, ma almeno ora è sostenibile
devo dire che tu hai una discreta anzianità da smaltire :\
Io vorrei veramente vincere al win for life e prendere 3k al mese per 20 anni, così da smettere di lavorare…e non sono minimamente ai livelli di hans in quanto a stress da lavoro (per fortuna)
però mi rode veramente troppo il culo che in sta vita (che è una sola) dobbiamo passare le giornate a lavorare invece di fare quello che ci piace, e vabè
Non ricordo che personaggio famoso disse “dovrebbe funzionare al contrario. Prendi una ‘pensione’ da quando hai 18 anni fino a che non ne hai tipo 40, poi devi iniziare a lavorare”.
Ovviamente non da prendere alla lettera, ma non e’ che abbia tutti i torti ![]()
Sono netti?
si, è una roba tipo
300k subito
3k al mese netti per 20 anni
200k alla fine
mi pare siano queste le cifre, ma in ogni caso non c’andiamo lontani
anche se si prendono il 20% come da legge
quindi 240k/2.4k/160k
beh credo che vivi tranquillo ![]()
Abbassando parecchio gli standard ma se hai già casa di proprietà ecc rinunciando a molte cose ce la puoi fare
Hans, ti lancio un feel perchè conosco la sensazione.
Ti dico guarda il lato buono: la tua donna (e i figli) ti capiscono, che è già un ottimo passo.
L’unico consiglio stupido che posso dare è: rallenta.
Oggi va un pelino meglio. Sto ricaricando un po le batterie facendomi scivolare la roba ingestibile, prendendo forse qualche rischio, confidando che il tempo ammorbidisca gli spigoli dosando il mio effort senza strafare. Penso di continuare a piccoli step di alleggerimento e iniziare le cose se davvero si possono terminare secondo le aspettative umanamente accettabili. Sto iniziando a dire no con tono deciso a cose che prima dicevo si e spostare lo stress sull’asfalto fuori la porta. Mi sono rotto i coglioni della disperazione altrui che per forza deve essere gestita sull"altare di non si sa bene cosa.
Sempre grazie e eterna riconoscenza a tutti voi che mi siete di aiuto.
E ora balliamo cazzo che sti pochi giorni di festa mi voglio ricaricare.
Goditi il riposo e il Natale Hans ![]()
Non mi sento in grado di darti consigli e mi dispiace, perché vorrei aiutarti come tu facesti con me. Quello che mi scrivesti quando stavo male mi diede una grande spinta.
Però posso dirti che sei fortissimo perché hai una grande capacità di auto-analisi e ti assicuro che aiuta tanto a rialzarsi.
Daje <3
Io sto trovando molto conforto nell’atteggiamento mentale del “fin dove arrivo, arrivo, ma mi fermo se fa male davvero”. Poi magari scopro che emotivamente mi stanca di più mezza giornata di Natale coi cugini e i fratelli che tornare a lavorare il 27, e allora “fanculo” i cugini e i fratelli, mi prendo del tempo per riprendermi e tornare il 27 al lavoro in forma. Oggi ho bisogno di due ore di sonno al pomeriggio e due su Fortnite, una di cazzeggio qui mentre scrivo e poi ancora una su Fortnite invece che sei ore con mio fratello che vive a Londra mentre io sto in Italia e non vedo mai? Esticazzi, non è egoismo, è che ne ho bisogno per reggere la vita. Ripeto, non è egoismo, è un bisogno.
Se non avessi avuto stamattina chiaro nel cervello che quando ne avessi avuto bisogno sarei tornato a casa nel mio spazio (e ormai nemmeno ci devo pensare consciamente, è una consapevolezza automatica) non avrei visto mio fratello nemmeno le ore che abbiamo passato insieme, o magari lo avrei fatto, ma con un peso schiacciante addosso invece che con gioia.
Qualità, non quantità. Ci sono obblighi e obblighi, la libertà ce la si costruisce anche mettendo in chiaro con le persone fin dove riusciamo ad arrivare. Bisogna fare capire bene che se non si fa qualcosa è perché è troppo, non per indolenza, pigrizia, mancanza di senso del dovere. Mentre lo spieghi agli altri lo ripeti a te stesso, ovvero alla persona che più deve convincersene. I nostri paletti, i nostri limiti, non li mette la società, le convenzioni, il senso comune, l’abitudine. Esistono di per sé stessi e quando li scopriamo, quando “fa male”, vanno messi sotto i riflettori e rispettati. Da noi e dalle persone con cui interagiamo. Il mito dell’eroismo del superare il limite va demolito. Se lo superi indenne, non sei un eroe, è che limite non era, il limite era altrove. Se lo superi e vai in crash, non sei un eroe perché ti sei immolato per la causa, sei una vittima di sto sistema di merda che ci vuole spremere fino a quando siamo carne per vermi, fuor di metafora ed emotivamente parlando, direi anime per demoni.
La capacità di autoanalisi di cui parla Nakiami, ed estenderei il discorso all’analisi in generale delle situazioni che vivi, è sicuramente un punto di forza, ma occhio a non analizzare troppo tutto quello che ti gioca contro, perché rischi l’annichilimento emotivo di fronte a tutto quello che non va, soprattutto se ti sei caricato di troppi pesi per troppo tempo.
Fatti prendere dai sensi Hans, esci dalla tua testa e guardati intorno, guarda il Mondo. Orecchia conversazioni, spia sguardi, sii gentile con le vecchie signore che fanno fatica con la spesa, tieni d’occhio il bambino che non guarda dove mette i piedi, senti il croccante della sfoglia del croissant alla mattina al bar, senti il calore del sole e il fresco del vento, commuoviti per due innamorati che si baciano, o una vecchia canzone fra i milioni che ascolti, quella che per te significa davvero qualcosa.
Qualità, non quantità Hans.
Ti voglio bene, ma so che lo sai.
Io trovo molta difficoltà a far capire agli altri come mi sento. Alcuni non ci arrivano, altri non mi credono, molti non vogliono capire e basta.
Sono arrivata alla conclusione che non devo spiegare proprio niente a nessuno. Cioè se trovo apertura ed è necessario farlo, ci posso provare ma onestamente farmi prendere per pazza mentre spiego che nei periodi di stress maggiore non riesco a fare tante cose perché sento una stanchezza disumana, come se facessi una maratona al giorno, non mi è di aiuto. Anzi, è deleterio perché mi sento incompresa, inizio a dubitare di me stessa e poi torno nei loop di pensieri negativi.
Allora che gli altri se ne andassero a fanculo. Penso che inizierò a raccontare un sacco di fregnacce anziché dare spiegazioni che a me costano uno sforzo e loro non sono nemmeno disposti a recepire.
Sì capisco e concordo, qui su addio ci sono passato
Ma avere qualcuno che ti capisce è utile se non necessario, o se non ti capisce, che almeno ti rispetta
Questo lo incido nella pietra.
Non so chi tu sia ma credo di poteri in parte comprendere. Ti invio un abbraccio o quello che possa farti sentire un poco meglio almeno