[QUOTE=Kalidor;13644867]Una volta mi dissero che i figli cresciuti hanno il dovere di educare i genitori dall’irrigidimento della vecchiaia, per ricambiare l’educazione ricevuta da piccoli.[/QUOTE]
al 99% a quel punto si sentiranno già arrivati e non accetteranno mai e poi mai consigli da un figlio. e lì c’è poco da fare, o vuoi cambiare o non cambi.
[QUOTE=Radical;13645300]al 99% a quel punto si sentiranno già arrivati e non accetteranno mai e poi mai consigli da un figlio. e lì c’è poco da fare, o vuoi cambiare o non cambi.[/QUOTE]
purtroppo quoto radical, mio padre ad esempio è cosi e non cambia…
Eh non è una cosa da risolvere da un giorno all'altro..
Il consiglio che ho dato a ninen non è "tenta di cambiare il genitore" ma "osa a riallacciare un rapporto tra adulti con lui"
Una persona non cambia se gli dici di cambiare, cambia quando vive nuovi rapporti.
Il problema è che è doloroso osare ad avvicinarsi al genitore in un modo nuovo. Bisogna vincere la resistenza al proprio cambiamento. Il nostro sguardo sull'altro dipende da noi!
il problema è che un nuovo rapporto bisogna ristabilirlo in 2. e lì sta a lui capire che non sei più un bambino e accettare quello che sei diventato o trincerarsi nella visione rassicurante del figlio piccolo
non è sempre così facile, non sono molti che sono coscienti del loro rapporto con il figlio e che non applicano dei meccanismi di difesa involontari. a volte per quanto ti sforzi è impossibile. ovviamente spero non sia il caso di ninen
Non dico che sia sempre possibile, ma almeno diventando indipendenti si può anche sostenere meglio questa debolezza del genitore e accettarlo per come è.
Tua madre è depressa, ci avrai scritto sopra 3 righe sui sui suoi problemi ma è indubbiamente e platealmente depressa. Questo significa che se tuo fratello sta attaccato alla famiglia come una cozza allo scoglio, tu non sei tenuta a fare altrettanto, anzi. Hai la possibilità di lasciare che sia lui a fare l'uomo di casa in sostituzione di tuo padre e te di andare a lavorare per il futuro adesso tuo, dopo anche di tua madre. Perchè è molto facile che continuando in questo modo, tuo madre si radicherà nella sua depressione e ti troverai a 50 anni a doverti sobbarcare lei e chissà tuo fratello. Quindi direi che adesso dovresti andare via di casa, pensare a te stessa in previsione di un futuro incerto, trovare l'equilibrio di coppia e poi dopo vedere se puoi fare qualcosa per tua madre. Quello che potresti fare adesso è appoggiarti alle comunità di famigliari di depressi che aiutano le persone come te che si trovano in questi limbo. La cosa migliore che puoi fare è levarti di li e partire dal punto fermo, l'unico che sembra tu abbia: la casa del tuo ragazzo. Io farei così, ma io sono la pecora nera della famiglia perchè ho lasciato una madre depressa e una famiglia cieca sorda e muta all'età di 20 anni. Con questo ci convivi, con tua madre depressa a 50 anni no, fidati Leva le tende che è la cosa migliore che puoi fare
[QUOTE=Kalidor;13645560]Non dico che sia sempre possibile, ma almeno diventando indipendenti si può anche sostenere meglio questa debolezza del genitore e accettarlo per come è.[/QUOTE]
ma infatti è sempre possibile diventare unilateralmente indipendenti. anzi, è la norma e una cosa che prima o poi va assolutamente fatta imho. che i genitori facciano il passo invece è molto più raro.
[QUOTE=Supremo;13644540]Ripeto: a quanto dice lei a casa non c’è mai, non capisco a conti fatti quanto possa essere pesante questo “interferire” a parole nella sua vita, sarà che sono menefreghista
Se la madre è davvero depressa, a chi sta se non alla figlia aiutarla?! siamo sicuri che non sia la madre ad avere più bisogno di lei??
Siete voi che state semplificando, state vedendo solo le sue piccole frustrazioni (Vero è che a voi vi loda, mentre a me prende con stizza, anche se forse sono stato un po “duro”) e non la situazione globale.
Non la sopporta più, il fratello secondo lei è un fallito, non vuole stare più in quella casa pero ci rimane perchè gli fa COMODO.
Vai a lavorare la notte, cambia lavoro, fa 3 lavori par-time oppure rimani li E NON PUOI LAMENTARTI.
Questa è la realtà, oppure se vuoi faccio come gli altri:
Povera hai ragione, vedrai fra qualche anno vi sistemerete, tu aprirai una scuola di danza che diventerà una pietra miliare nella storia e il tuo ragazzo guadagnerà millemilioni al mese.[/QUOTE]
ma che stai a dì? se rileggi meglio il post la tua ultima frase che riassume dal tuo punto di vista la situazione… non esiste…
sono stato io a dire “beh visto che il tuo lavoro fa schifo apriti una scuola danza” ma se vai a leggere cosa ho scritto bene il succo era:
tua madre non la pensa come su molte cose bla bla non puoi farle cambiare idea c’è poco da fare se vuoi vivere la tua vita senza interferenze quella è la porta, vedi vai a vivere da sola. E hoi aggiunto: non puoi andare a vivere da sola? rimani a casa fino a quando puoi e porta pazienza, e quel porta pazienza significa che finché vive a casa di sua mamma le cose stanno così.
Poi mi pare pure di aver detto, non ho voglia di rileggere tutto, “se vuoi così tanto andare a vivere col ragazzo fai un lavoro qualsiasi e bon, sennò aspetta la laurea e poi vedi di fare quello per cui hai studiato nel frattempo pazienza”
mi sembra ben diverso da “la tua scuola di danza pucci pupu sarà la migliore e diventerai una wynx”
[QUOTE=Kalidor;13645560]Non dico che sia sempre possibile, ma almeno diventando indipendenti si può anche sostenere meglio questa debolezza del genitore e accettarlo per come è.[/QUOTE]
Dopo l’ennesima serata di discussioni, un po’ piu’ pacifica del solito devo ammettere…
Ma comunque sia sempre a girare e rigirare sugli stessi argomenti, cercando (inutilmente) di argomentare…
Non posso che quotare questo post.
Viva l’indipendenza… perche’, si’, a quel punto credo che riuscirei a sostenere meglio tutta la situazione, eccome.
[QUOTE=Low Field;13645818]ma che stai a dì? se rileggi meglio il post la tua ultima frase che riassume dal tuo punto di vista la situazione… non esiste…
sono stato io a dire “beh visto che il tuo lavoro fa schifo apriti una scuola danza” ma se vai a leggere cosa ho scritto bene il succo era:
tua madre non la pensa come su molte cose bla bla non puoi farle cambiare idea c’è poco da fare se vuoi vivere la tua vita senza interferenze quella è la porta, vedi vai a vivere da sola. E hoi aggiunto: non puoi andare a vivere da sola? rimani a casa fino a quando puoi e porta pazienza, e quel porta pazienza significa che finché vive a casa di sua mamma le cose stanno così.
Poi mi pare pure di aver detto, non ho voglia di rileggere tutto, “se vuoi così tanto andare a vivere col ragazzo fai un lavoro qualsiasi e bon, sennò aspetta la laurea e poi vedi di fare quello per cui hai studiato nel frattempo pazienza”
mi sembra ben diverso da “la tua scuola di danza pucci pupu sarà la migliore e diventerai una wynx”[/QUOTE]
Manco ti avessi nominato aò :v
Era un esempio portato all’esasperazione, mi pareva ovvio… :v
Lei: “ma non dovevi andare in palestra?”
Io: “si, piu’ tardi vado”
Lei: " vai ora, perche’ poi diventa buio"
…La palestra e’ a 5 km da casa mia.
Ho cercato di spiegarle, con calma, che anche se diventa buio non succede mica niente…
Ci ho gudagnato un bel “fai come vuoi” stizzito, e un muso tipico di quando faccio qualcosa che non va.
Yuppi.[/QUOTE]
Quando si arriva a dar peso anche alle piccole ossessioni genitoriali allora si è giunti al termine della sopportazione.
Io ero convinta che nel distacco completo fosse poi possibile vedere con completa lucidità la situazione e dunque ridimensionare tutto.
In parte è vero, probabilmente succederà anche a te, soprattutto perché avvertire la solitudine di un genitore ti tocca e tocca corde sensibili. In parte invece ti porta solo a vedere il tutto per quello che è, sei e rimarrai impotente, perché non sempre si può modificare il corso della vita (soprattutto altrui).
Il percorso con le persone che non scegliamo è un percorso di accettazione.
E in alcuni casi particolari anche di sostegno “obbligato”, soprattutto quando i ruoli tendono ad invertirsi.
[QUOTE=NINEN;13638899]No perche’ io ho bisogno di capire se sono io che sono sotto l’effetto di un fungo allucinogeno, o se anche voi pensate che le dinamiche all’interno della mia famiglia siano poco sane…[/QUOTE]
Sono poco sane perchè hai 27 anni e non sei assolutamente padrona della tua esistenza.
l’unica cosa poco sana che vedo è questa, il resto è chiacchiera, a 27 anni il tuo unico scopo dovrebbe essere l’indipendenza, non il piagnisteo sulla mamma tiranna.
L’unico modo per migliorare i rapporti è andarsene, a 65 anni lei non cambierà mai, semplicemente devi sterilizzare il suo spaziop vitale da tutto quel fangoso quotidiano che evidentemente si è incuneato tra voi, separandovi.
[QUOTE=Ximenes Uzeda;13663928]Sono poco sane perchè hai 27 anni e non sei assolutamente padrona della tua esistenza.
l’unica cosa poco sana che vedo è questa, il resto è chiacchiera, a 27 anni il tuo unico scopo dovrebbe essere l’indipendenza, non il piagnisteo sulla mamma tiranna.
L’unico modo per migliorare i rapporti è andarsene, a 65 anni lei non cambierà mai, semplicemente devi sterilizzare il suo spaziop vitale da tutto quel fangoso quotidiano che evidentemente si è incuneato tra voi, separandovi.[/QUOTE]
Quotone, scusa ma il tuo primo post sembra un elenco di scuse mentali per non mollare il nido.
All’inizio tutti devono fare sacrifici per guadagnare l’indipendenza.
Io te lo dico in maniera diretta: al posto tuo smetterei di danzare e mi darei 100% all'insegnamento/altro lavoro in modo da raggiungere una certa indipendenza economica. Imho il benessere psicofisico viene prima di qualsiasi altra cosa, la danza (attiva) sai benissimo che è una parte della tua vita*, rischiare di rovinare un rapporto che mi par di aver capito punta a durare, per un anno o due di attività IMHO non è il caso
*anche io (faccio nuoto, anche se fortunatamente in condizioni economiche migliori) quest'anno ho dovuto fare scelte per iniziare a mettere basi solide per il futuro, purtroppo ci sono attività che per quanto belle siano, sono necessariamente una parte della tua vita