Mi sento orfana

[QUOTE=ScIEnzY;13675492]Io te lo dico in maniera diretta: al posto tuo smetterei di danzare e mi darei 100% all’insegnamento/altro lavoro in modo da raggiungere una certa indipendenza economica.
Imho il benessere psicofisico viene prima di qualsiasi altra cosa, la danza (attiva) sai benissimo che è una parte della tua vita*, rischiare di rovinare un rapporto che mi par di aver capito punta a durare, per un anno o due di attività IMHO non è il caso

*anche io (faccio nuoto, anche se fortunatamente in condizioni economiche migliori) quest’anno ho dovuto fare scelte per iniziare a mettere basi solide per il futuro, purtroppo ci sono attività che per quanto belle siano, sono necessariamente una parte della tua vita[/QUOTE]

Pero’ prova a guardarla da questo punto di vista:
Proprio perche’ posso farlo ancora per un paio di anni solamente, e’ dura lasciar andare.
Cioe’, ti spiego, non mi trovo davanti ad un bivio, non devo prendere una decisione per la vita, o di qua, o di la’… so che posso danzare ancora per un paio d’anni, poi so gia’ (almeno idealmente) come organizzarmi… Quindi… perche’ non posso vivermi questa passione ancora per un po’?
Immagino tu sappia molto bene cosa significa dedicare anni della tua vita ad uno sport, soprattutto quando poi ne fai un lavoro…
Poi ovvio, se tra qualche mese mi ritrovo cil culo a terra e il conto in banca prosciugato, mollo tutto…
Diciamo che per ora mi sento in una sorta di limbo…

[QUOTE=NINEN;13676104]Pero’ prova a guardarla da questo punto di vista:
Proprio perche’ posso farlo ancora per un paio di anni solamente, e’ dura lasciar andare.[/QUOTE]

E’ esattamente il lasciar andare una cosa alla quale si tiene per copnfrontarsi con le esigenze della realtà che qualifica l’adulto rispetto al bambino.

Il bambino sbatte i piedini e piange se gli tolgono il leccalecca, l’adulto va a lavorare e il leccalecca se lo paga da solo, come la casa, i pasti e la libertà.

[QUOTE=Ximenes Uzeda;13683152]E’ esattamente il lasciar andare una cosa alla quale si tiene per copnfrontarsi con le esigenze della realtà che qualifica l’adulto rispetto al bambino.

Il bambino sbatte i piedini e piange se gli tolgono il leccalecca, l’adulto va a lavorare e il leccalecca se lo paga da solo, come la casa, i pasti e la libertà.[/QUOTE]

Attento pero’, non e’ di un “leccalecca” che si parla, ma del mio lavoro…
Non faccio i ‘’ capricci" perche’ non posso fare cio’ che mi piace punto e basta, qui si tratta di una cosa per cui ho sputato sangue per anni…
Posso continuare a farlo ancora per poco, stando in questa sorta di “limbo”, facendomi andar bene cose che so non mi andranno bene per la vita… (prima cosa tra tutte: non essere completamente autosufficiente)
Ma, ripeto, si tratta solo di un periodo…
Il punto e’ capire come conciliare questo mio “limbo” con lo stato d’animo di mia mamma…

la realtà è che la passioni non sempre sono possibili o fattibili. La soluzione te l'hanno detta, sta a te decidere se troncare e stare molto meglio risolvendo i tuoi problemi familiari e psicologici ma probabilmente rinunciando anticipatamente a quello che preferisci fare oppure l'esatto opposto, cioè continuare a coltivare il sogno ma accettare le conseguenze.

E' una scelta difficile ma purtroppo ci sei dentro. Io personalmente ti consiglierei di piantare subito. O riesci DAVVERO - e ti conviene tentare da SUBITO - a fare la scuola di danza tutta tua che sarebbe la soluzione ideale che ti permetterebbe di quadrare il cerchio..
oppure se dovessi scegliere fra le due alternative di prima io ti dico solo di fare come ti senti, soppesare bene e poi prendere una delle due strade senza guardare indietro. Io sceglierei di troncare subito perchè anche se capisco che attualmente la danza oltre ad essere una cosa che ti piace è anche lo sfogo delle tue frustrazioni, bisogna purtroppo accettare la realtà com'è. Se fossi nata in africa col cavolo che saresti qua a chiederti che lavoro fare, e non è una critica è una constatazione. Allo stesso modo sei in una situazione per cui quello che ti piace non ti permette di vivere e di per te non hai abbastanza soldi per coltivare la tua passione. Non è un giudizio, è un fatto. E' dura rendersi conto di ricominciare da 0, ma non si vive solo di passioni ma anche di compromessi con una realtà dove c'è gente che lavora al call center anche se è laureata in ingegneria perchè non trova di meglio.. è così e basta.

[QUOTE=NINEN;13690890]Attento pero’, non e’ di un “leccalecca” che si parla, ma del mio lavoro…[/QUOTE]

Se non riesce a mantenerti non è il tuo lavoro, è un lavoretto a tempo perso in cui ti pagano qualche soldo.

[QUOTE=Ximenes Uzeda;13692362]Se non riesce a mantenerti non è il tuo lavoro, è un lavoretto a tempo perso in cui ti pagano qualche soldo.[/QUOTE]

è un lavoro che merita lo stesso rispetto degli altri solo che qualcuno ha deciso che non è così. Perché questo lavoro deve essere trattato peggio dal punto di vista contrattuale rispetto ad un altro qualsiasi? si la risposta la conosco, vivo anch’io nel mondo reale, solo che non penso che un lavoro debba essere giudicato in base ai soldi che ti fa guadagnare. O almeno discriminato…

@ Joliet Jake
per quanto riguarda la laureata in ingegneria che lavora al call center, il confronto non va proprio benissimo. In quel caso non trova posto nel suo campo e si adatta a fare altro, anche se ha una laurea di 3/5 anni. Ma se trova posto nel suo campo viene trattata dignitosamente nella maggior paret dei casi (si spera).
Nel caso di Nenin o anche mio, visto che è quasi correlato dal punto di vista lavorativo, ottengo una laurea di 3/5 o un percorso di studi analogo e poi vengo trattato di merda nel mio campo, senza prospettiva, in quanto quel determinato settore di lavoro è regolamentato in quel modo, aggiungerei completamente sbagliato. Peccato che uno se ne accorge dopo 3/5 anni e una laurea/diploma e non è che sbatto i piedini perché non posso inseguire il mio sogno, non sbatto i piedini, mi girano i coglioni perché dopo anni e migliaia di euri spesi per la mia formazione mi ritrovo a 25/30 anni che devo ricominciare da zero. Con una laurea in tasca che posso buttare nel cesso. (e non vale l’esempio vedi laureata in ingegneria per i motivi sopra).

Ah non mi aspetto di essere compreso, bisogna viverle tutte i giorni ste situazioni :migiranoicoglioni:

Un lavoro deve essere giudicato in base ai soldi che ti fa fare, e se non ti permette il sostentamento/indipendenza economica, non è un lavoro buono.

Altra cosa sono le passioni, ma un lavoro lo si fa per fare i soldi e vivere con quei soldi.

[QUOTE=Cavallaudo;13692619]Un lavoro deve essere giudicato in base ai soldi che ti fa fare, e se non ti permette il sostentamento/indipendenza economica, non è un lavoro buono.

Altra cosa sono le passioni, ma un lavoro lo si fa per fare i soldi e vivere con quei soldi.[/QUOTE]

forse non mi sono spiegato bene, non intendevo dire che si vive coi sogni/passioni. Non è che uno a 30 anni può pretendere di diventare calciatore e intanto non lavora, o di fare musica e suona in cantina e intanto non lavora. Queste sono passioni.
Ninen (e pure io) si è qualificata per fare un determinato lavoro, solo che quel lavoro viene trattato di merda. A volte addirittura andando al di fuori della legalità (vedi in nero e roba simile).
Concordo quando fai il discorso delle passioni, ma qui si parla di gente qualificata per fare qualcosa, con laurea o diploma similare che poi una volta istruita viene buttata a 25 anni nel mondo del lavoro impossibilitata a fare ciò per cui ha studiato. E cosa importante, impossibilitata non perché non c’è lavoro, ma perché il settore non è regolamentato per bene e chi ha il coltello dalla parte del manico ci sguazza facendo cose al limite della legalità se non oltre. Senza che nessuno se ne accorga.

Ok ho appena riletto quello che ho scritto e il mondo reale è questo, avete ragione voi :asd:

[QUOTE=Joliet Jake;13691993]lE’ dura rendersi conto di ricominciare da 0, ma non si vive solo di passioni ma anche di compromessi con una realtà dove c’è gente che lavora al call center anche se è laureata in ingegneria perchè non trova di meglio.. è così e basta.[/QUOTE]

Hai perfettamente ragione, pero’ da questo punto di vista la penso come Low Field…
E hai ragione anche a dirmi che se fossi nata in Africa non avrei questo tipo di problema, perche’ il problema piu’ grande sarebbe come cazzo sopravvivere a domani…
Pero’ non posso fare a meno di pensare che la mia condizione potrebbe essere migliore… e (imho) e’ solo paragonarsi a cio’ che e’ migliore che ti sprona ad andare avanti un pochino… se non ti suicidi prima, ovvio :|

[QUOTE=Ximenes Uzeda;13692362]Se non riesce a mantenerti non è il tuo lavoro, è un lavoretto a tempo perso in cui ti pagano qualche soldo.[/QUOTE]

…Quoto Low Field.

[QUOTE=Cavallaudo;13692619]Un lavoro deve essere giudicato in base ai soldi che ti fa fare, e se non ti permette il sostentamento/indipendenza economica, non è un lavoro buono.
[/QUOTE]

Interessante teoria, giudicare il lavoro in base ai soldi che ti fa fare…
L’apologia del mafioso insomma.
:no:

[QUOTE=Cavallaudo;13692619]Un lavoro deve essere giudicato in base ai soldi che ti fa fare, e se non ti permette il sostentamento/indipendenza economica, non è un lavoro buono.

Altra cosa sono le passioni, ma un lavoro lo si fa per fare i soldi e vivere con quei soldi.[/QUOTE]

ti prego :rotfl:

Non costringetemi a linkare i video di Silvano Agosti, che mi sta anche un po' sulle balle

[QUOTE=Number Six;13694182]Non costringetemi a linkare i video di Silvano Agosti, che mi sta anche un po’ sulle balle :sisi:[/QUOTE]

Illuminami
:lode:

Se riesci a sorvolare sul minestrone di immagini no global new age peace & love sul quale è stato montato l’audio, nonché sul fatto che, tutto sommato dice cose scontate, a conti fatti dice cose anche intelligenti e ha una voce piacevole da guru :sisi:

[YT]5YANjIKfNEo[/YT]

Questo è un po’ lunghetto da vedere tutto, volevo solo sottolineare la parte fra il minuto 0:40 e il minuto 1:13:

[YT]xqkhDUtvSFY&feature=related[/YT]

:sisi:

A parte il video che e' effettivamente osceno...
Minchia Number Six sai cosa ti dico? Chiudo e vado a farmi un giro!
No dai, seriamente, dira' anche cose scontate ma ha ragione...

E aggiungo:
Articolo 24 (Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo)

Ogni individuo ha il diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.
VIDEO 1

ha ragione ma anche no. tutte queste filosofeggiate e la vita me la costruisco nel poco tempo che mi rimane. Ma che disocrso è, è un discorso che fanno appunto i privilegiati. Cioè guarda che nessuno dicasi NESSUNO ti obbliga a lavorare 6 giorni su 7 ed avere la macchinetta. Ma nessuno. ci sono anche i barboni eh, ma non mi pare che tu voglia fare il barbone o chiunque lo voglia fare. Io voglio lavorare e sacrificare il mio tempo per avere delle cose, QUELLE CHE PIACCIONO A ME SENZA CHE ME LE FACCIA INCULCARE DALLA TELEVISIONE, e anche se odio la società massificata, sento il bisogno di un lavoro.
Lo faccio SPONTANEAMENTE, sotto CONTRATTO FIRMATO VOLONTARIAMENTE. E non perchè ho paura di fuggire da un mondo di necessità indotte, forse gli altri lo faranno io no. non per quello, ma perchè a me va bene così. Non confondiamo. Le cose potrebbero essere DIVERSE e migliori certo, ma non cadiamo nel solito baratro di semplicismo per cui la nostra vita è una cacca e gli altri chi sa come stanno bene. I contadini non vanno in ufficio e non sono chiusi in una gabbia a forma di ufficio ma devono sgobbare, spesso 7 giorni su 7 sul campo perchè se no non campano. E se la stagione va male tirano la cinghia.
Poi parla del fatto che la tecnologia non sia stata usata per diminuire il lavoro ma per aumentaròlo nella stessa quantità di tempo, è questo è vero, ma questo è stato determinato da tutti, e anche da quelli che fanno la vittima perchè lavorano ma poi vogliono la macchina, il cellulare... La verità è che siamo in una società dell'opulenza dove il lusso è considerato una necessità, non per fare il qualunquista ma nel Biafra se hanno un tozzo di pane è tanto, quelli li hanno la vita che hanno e non glie lo ruba nessuno il tempo. Fareste cambio?
Si, sono grato a questa società perchè NON è GIUSTA pero' siccome la devo per forza accettare com'è ORA perchè ci sono nato dentro, mentre farò qualcosa per cambiarla e la criticherò per le sue pecche non farò l'ipocrita che mangia al ristorante dicendo "ma che pena io mangio al ristorante e gli altri muoiono di fame per le ingiustizie della società a cui appartengo", magari mentre mi addento la fiorentina. Queste sono generalizzazioni da salotto. Io sono GRATO del fatto che anche se ci sono capitato per caso, questa società mi fornisce un tenore di vita che non c'è in 4/5 del mondo. Lo dice lui stesso che è così. E si può pensare che ci sia una società così perfetta che ti da tutto senza prendersi niente? Ci chiudono negli uffici, certo meglio che zappare.

VIDEO 2 pezzo da 0:40 a 1:13

Bene, buon per lui. Ma se decide di viversi la vita non guadagna. Nessuno dice che si debba per forza avere tanti soldi, io sono disgustato da quelli incapaci di capire quando i soldi sono troppi e che lavorano troppo per averne sempre di più, ma condannare la società perchè è così significa deresponsabilizzare il singolo. E' la singola persona che deve decidere cosa fare della propria vita, a nessuno è vietato di aprire un chiringuito sulla spiaggia di copacabana e se va bene bene se no non si sa che fine hai fatto e magari scompari. Non è la società, siamo noi,. La società è un insieme di persone e delle loro scelte. Il barista ha fatto la sua scelta individuale, ed il cambiamento parte dalla comunanza di scelte individuali. Lo scaricabarile spirituale del "non faccio quello che vorrei, ma è colpa degli altri" è una toppa al fatto che si vole fare i rivoluzionari da sofa. Si vorrebbe che le cose cambiassero radicalmente ma poi si lavora e si fa tutto quel che si deve fare. Se si vuole dare un segnale lo si dia, posso anche essere d'accordo che la società va nella direzione sbagliata ma una cosa è accettarla per com'è tentando di cambiarla, una cosa è esprimere concetti in completo contrasto (la società è da rifare) e poi non fare i rivoluzionari. Lui metta le bombe io non penso che la società vada rivoluzionata penso che dovremmo tutti capire che la tecnologia che abbiamo creato per semplificarci la vita l'ha complicata, ed applicare la sua concezione originale. Ma questo sebbene sia molto difficile non è una "rivoluzione" è una modifica di una situazione che per altri versi va gran bene.
Visto che si parla di schiavi, il problema dello schiavo è che lo schiavo mangia comunque, perchè, frustate o no, è il padrone che pensa al suo sostentamento.

Per cui lo schiavo tutto sommato è libero di compiacersi della propria mancanza di indipendenza (se trattao bene, come un figlio) ed è libero di sognare che un mondo nuovo sia possibile, non essendosi guadagnato nulla di tutto ciò che possiede e lo circonda.

Lo schiavo si sente dentro come la protagonista di My Fair Lady, una pietra preziosa e grezza che presto il mondo scoprirà, ed allora sì, sarà tutto diverso. Deve riuscire, a tutti i costi, ma senza fatica, senza sacrifici.

Tanto alle bollette, al vitto, al sostentamento, agli studi, pensa mammà e la sua inesauribile magica borsetta. L'unico obbligo, evidentemente, è fare quello che vuole chi gli dà da mangiare, ma in fondo dov'è il problema?

Ma il tempo passa, passa inesorabilmente, ed a un certo punto allo schiavo, ormai diventato un giovane vecchio che campa di sogni, viene un dubbio: "Ma non è che la mia inerzia la sta pagando qualcun altro? Ohibò, forse nella magica inesauribile borsetta di mammà i soldi non ci entrano perchè ce li mette dentro il folletto leprecano che vive in fondo al'arcobaleno seduto su una pentola d'oro".

E allora, forse, lo schiavo a quel punto scoprirà che non c'è vergogna nel dover tirare a campare perchè nessuno ti lava più le mutande sporche o ti pulisce il moccio dal naso o ti fa trovare la minestrina fumante nel piatto e il frigo pieno.

Ah e Agosti dice un'altra cosa: che non devi eccedere col lavoro e su questo siamo tutti d'accordo. Ma il problema è che a Gianni, il poeta in motorino, i soldi per campare non glieli dà certo mammina ma guadagnandoseli lui ha pienamente il diritto di farne di meno per vivere la sua vita come desidera. A questo serve essere indipendenti, poter fare quello che si vuole.

Agosti a 17 anni era economicamente indipendente e credo che l'ultima cosa che voglia dire sia che è giusto vivere alle spalle della gente, a sbafo.

[QUOTE=Low Field;13692887]…

Ok ho appena riletto quello che ho scritto e il mondo reale è questo, avete ragione voi :asd:[/QUOTE]

:afraid::dunno:

[QUOTE=NINEN;13692938]Interessante teoria, giudicare il lavoro in base ai soldi che ti fa fare…
L’apologia del mafioso insomma.
:no:[/QUOTE]

No no, non giudico in base ai soldi, io me ne frego spesso dei soldi, e me ne frego anche del tipo di lavoro, lavare i culi ai vecchi o raccattare la monnezza o fare il dirigente di sto cazzo… non vedo grandi differenze, il punto in comune indipendente da quanti soldi o da che tipo di lavoro/mansione/studi e che il lavoro DEVE darti da mangiare e l’indipendenza economica dalla famigghiaaa.

Se non lo fa, qualcosa di grosso non quadra. :dunno:

Se lavori e non fai abbastanza soldi non stai lavorando, stai intenzionalmente “perdendo tempo”, si lavora principalmente per guadagnare dinero, non a caso il resto delle attività dove si lavora ma non si viene pagati (o si viene pagati molto meno rispetto il “normale”) hanno altri nomi, tipo hobby, passioni, volontariato, etc etc… :asd:

Capisco pure il discorso di low field, specializzarsi in un qualcosa e poi sbattere il grugno e ritrovarsi ad essere sottopagati fa male, e che non dovrebbe essere cosi, ma dato che viviamo in un mondo reale e pratico dove giocoforza tocca confrontarsi con le situazioni reale e non quelle "teoretiche dove dovrebbe andare tutto bene…

[QUOTE=Number Six;13694328][NOPARSE]Se riesci a sorvolare sul minestrone di immagini no global new age peace & love sul quale è stato montato l’audio, nonché sul fatto che, tutto sommato dice cose scontate, a conti fatti dice cose anche intelligenti e ha una voce piacevole da guru :sisi:

[YT]5YANjIKfNEo[/YT]

Questo è un po’ lunghetto da vedere tutto, volevo solo sottolineare la parte fra il minuto 0:40 e il minuto 1:13:

[YT]xqkhDUtvSFY&feature=related[/YT]

:sisi:[/NOPARSE][/QUOTE]

ho visto solo il primo:

per me idealizza troppo. è sacrosanto che quando lavori non hai il tempo di fare tutto ciò che potresti fare avendo tempo libero 24/7, ma è anche vero che un lavoro ti da possibilità che non lavorando semplicemente non hai (eccetto botte di culo).
il mondo che potrebbe sognare è abbastanza utopico, senza nessuno che lavori il settore secondario e terziario se ne vanno a farsi benedire dato che nessuno lavora più per portarti il pane fresco in tavola, paradossalmente si finirebbe a lavorare tutti di più per tirare a campare.
ovviamente in certi ambienti è un discorso legittimo senza estremizzarlo come fa lui, ma non è una cosa eclatante, è risaputo che a certi livelli sei trattato con meno cura di uno straccio da pavimento.
boh, imho è un pò un guru per gonzi.



Chiaro, Silvano Agosti non è il verbo e a tratti è decisamente melenso, per questo l'ho presentato con un po' di ironia, però è un buon correttivo contro la deificazione della produttività.
Guru per gonzi

...Comunque sono cosi' confusa che mi viene da quotare il lungo post di Jolliet Jake senza pensarci 2 volte, pur essendo in contraddizione con quello che ho scritto io un attimo prima...
Non lo so, sara' che sto studiando ininterrottamente in questo periodo, sara' che sono stanca, sara' lo stress, sara' che sono donna... Sara' che non ci sto piu' capendo un cazzo insomma