La Cinemaware faceva grafiche spettacolari per i tempi.
Ricordo anche Tv sport Football, il gioco che mi ha costretto a imparare le regole base del football per capirci qualcosa.
Impossibile non citare anche Defender of the Crown che era impressionante già su c64.
Ne avevano uno anche di boxe e baseball, quest’ultimo non mi pare di averlo giocato.
Di baseball mi viene in mente questo su c64 della Accolade che era fantastico:
Ce n’era pure uno bello su amiga di baseball ma non ricordo il nome, non della cinemaware.
A quanto pare Utopia c’era pure su pc, io l’avevo per amiga.
Anni fa ho scoperto che esisteva pure il seguito, dall’oscuro nome di K240, che però era esclusiva commodore.
Pare interessante, tanto che tempo fa volevo quasi scaricarlo e giocarci.
Qui si colonizzano asteroidi e c’è addirittura una Ui personalizzabile con la possibilità di stickare le icone che preferisci.
Bella intro tra l’altro, visto che ne abbiamo linkate varie.
Defender of the corwn è il capostipite di una serie di giochi bellissimi da vedere ma veramente caccosi.
Ovviamente mi riferisco alla versione per Amiga, che è la prima e di gran lunga la più bella da vedere e più merdosa come gameplay.
Un po l’antipasto di cosa sarebbe poi successo con il cd-rom e tutti quei giochi in FMV con ore di girato e gameplay impresentabile.
Lo giocai su c64 dove onestamente ci capivo poco ma mi impressionava la grafica.
Quando arrivava una nuova tecnologia, spesso c’era la gara a sfruttare la nuova moda.
Per i cd furono i FMV che introdussero tutta una serie di giochi di merda.
Finalmente potevano infilarci un sacco di video senza preoccuparsi dello spazio e vai di film interattivi.
Successe la stessa cosa quando l’hw aprì la via al 3D.
Qualsiasi cosa doveva essere 3D.
Non importa se rendeva male, non importa se il gameplay era merda, se girava letteralmente a 3fps o se faceva venire il mal di mare.
Non si scappava, era arrivata l’era dei poligoni, che poi erano pure scarni e non texturizzati, roba che a rivederla ora ti cavi gli occhi
Si, esatto. per il cd-rom la colpa maggiore ricade su 7th guest e wing commander 3. Divennero le killer app del cd-rom ed ebbero un successo spettacolare facendo diventare popolare i lettori cd che all’epoca non erano proprio economici. E come capita spesso, tutti gli altri dietro ad emulare con giochi tirati su in fretta e furia copiando quel che si poteva e sperando di avere pari successo.
Per non parlare del CD-i, una console che doveva essere un dispositivo multimediale per l’educazione e che poi è diventata la console dei giochi fmv. un disastro.
Su DotC fai conto che accadde grossomodo così: tirarono su un gioco in fretta e furia prima di fallire e il gioco era sostanzialmente una serie di schermate disegnate ad hoc unite da un gameplay quasi insignificante. Era come i minigiochi di warioware ma con grafica ultrapompata (per l’epoca). Ma in warioware ne hai tantissimi, in DotC ce n’erano una manciata e tutti sottosviluppati (vado a memoria ma credo ci fosse solo l’incursione con il combattimento di scherma - per altro estremamente scialbo -, la giostra -che sembra di andare a caso :P - e la catapulta) e scollegati. L’aspetto manageriale era minimale, quello strategico idem e tattico assolutamente zero.
All’uscita di DotC per Amiga (piattaforma elettiva del gioco) la cinemaware fa il botto e prende abbastanza soldi da mettere in sviluppo le altre versioni con miglioramenti incrementali. Del tipo che nella versione Amiga non puoi nemmeno scegliere le munizioni da tirare con la catapulta: tiri solo sassi per abbattere le mura. Mandi un esercito a conquistare un territorio nemico? ti compare una finestrella con indicate le forze avversarie e puoi adottare tre tattiche diverse: attacco, attacco feroce, difensiva. Risultato automatico, impatto delle forze e della strategia assolutamente osuri.
Nelle versioni successive, in particolare quella per Atari ST che è di gran lunga la migliore, aggiunsero le scene di battaglia, le munizioni della catapulta e poche altre cose, ma alla fine non è un gioco vero e proprio, ma un collage di immagini belle e suggestive collegate da un gameplay minimo per poter dire che è un gioco.
Oggi la moda si è spostata più sui generi e le monetizzazioni che sulle feature tecniche.
Siamo ormai arrivati a una fedeltà grafica tale che la nuova gen hw non può più fare salti così impressionanti come fu il passaggio 2d-3d (a meno che non si inventino, boh, grafica olografica).
Sì, c’è il 4k, l’illuminazione con cui ora cercano di venderti le schede, le Ai che fanno filtri fighi… ma non è quella forza prorompente.
Poi dopo che fanno?
L’8k? 16k?
Non si ditinguerà manco la differenza per l’utente medio.
C’è il VR ma è una nicchia e cresce molto piano.
Il che non è un male, meglio una nicchia che cresce piano e ha il tempo di svilupparsi bene, rispetto al gimmick usa e getta.
Credo che ora il fattore dirompente sia l’uso delle AI nello sviluppo. Roba che ti genera texture, assets, rasterizzazione di openworld, darà uno sprint notevole allo sviluppo, ma non di certo all’innovazione.
Il problema investe altri campi e non riguarda l’uso della AI. C’è poca innovazione in genere.
Sì, le Ai aiuteranno molto nello sviluppo, più che altro faran risparmiare tempo e denaro alla corporazione che assume meno gente.
Fanno pure cose molto interessanti come generare dialoghi per gli npc come si è visto per mount&blade, ma non so quanto altro possano fare, almeno nel breve termine.
Poi quando nascerà Skynet nessuno lo sa che cazzo succede
Probabilmente un giorno vedremo Le Ai che “Masterano” un rpg in tempo reale, pen&paper style.
Ovvero niente scelte fisse, dici letteralmente quello che vuoi fare o dire e la AI decide cosa succede, all’interno dei paletti dati dai dev.
Semmai questo sarà un problema per i publisher perché i giochi avranno troppa rigiocabilità e poi non compri seguiti/dlc…
ma non temete, troveranno sicuramente il modo di trasformare tutto in un gaas pure se è single play.
“Tu e i tuoi compagni avete trovato questa mappa segreta dell’isola misteriosa e partite con la nave…”
-Attenzione, questa scelta è disponibile solo per chi compra l’isola misteriosa a 19,99$, chi non la compra perderà immediatamente la mappa in una folata di vento-
Gli altri sportivi Cinemaware non li ho mai giocati assiduamente, ma li ricordo. Non mi presero mai come Basketball. Sul gioco di baseball non-Cinemaware non so aiutarti, ricordo vagamente un gioco di baseball molto vecchio a cui giocava mio zio su Amiga ma niente altro.
Comunque, a proposito di Cinemaware, a questo punto citerei “Wings”, che era un po’ ripetitivo, ma veramente immersivo per l’epoca.
Per chi non lo avesse mai giocato, si interpreta un aviatore alleato di stanza in Francia durante la prima Guerra Mondiale in maniera molto immersiva: tra le missioni (di tre macro-tipi: dogfight, strafing e bombing) ci sono “intermezzi storici” raccontati sottoforma di titoli di giornale, di commenti del protagonista scritti “in cornice” sullo schermo alla maniera dei film dell’epoca e di “Diario dello squadrone” che lo stesso protagonista redige. A seconda dell’esito e del comportamento del pilota in missione si possono ricevere promozioni, medaglie, reprimende fino ad essere spediti in fanteria, , oltre ovviamente a poter lasciarci le penne.
In questi ultimi casi la storia continua comunque: l’aviatore novellino successivo prende il posto del precedente protagonista caduto in missione.
Rivedendolo con gli occhi di adesso, in un qualche modo va a “toccare” le stesse corde che tocca “Valiant Hearts”, anche se ovviamente siamo su mentalità, generi ed epoche di sviluppo completamente diverse.
BTW nei miei libri su Garriott sostengo la tesi del “passaggio di testimone” da Cinemaware e Origin. Curiosamente il 1991 è l’anno in cui la prima chiude e la seconda diventa LA software house per pc con Wing Commander che è un gioco estremamente “cinemaware”. Basti guardare appunto Wings e confrontarlo a Wing Commander per capire che è sostanzialmente la versione on steroid e fatta bene su PC :P
È un fighting game! No, è un rithm game! No, è un gioco con cui ti fratturi le dita delle mani.
Ricordo che la prima volta che giocai tornai a casa con i polsi sanguianti per via dei tagli fatti dal filo metallico con cui i genietti della sala giochi avevano legato i tirapugni all’arcade. Machissene. Miglior arcade di sempre.
Il momento più alto della mia vita ludica in sala giochi? Quando feci i 100 colpi di hokuto urlando “atatatatatatatatataaaaaaaaaaaaaa!”
Sto provando K240, il seguito di Utopia, su Retroarch.
La Ui è agghiacciante, e per fortuna che era avanti per i suoi tempi
Leggibilità terribile, non ci sono ovviamente hovering info, ogni cosa richiede troppi click, Esc non esce dai menu ma c’è un’icona apposita che a volte esce e a volte funge da conferma, per certe icone l’unica è cliccarle un po’ per cercare di capire che fanno…
e a volte non lo capisci lo stesso.
Il fatto che vadano pure gestite più colonie contemporaneamente, credo lo trasformerà in un incubo.
Se decido di non darmi per vinto, cercherò una guida o i pdf del manuale.
Le UI hanno fatto davvero tamta strada. Paradossalmente e piu facile giocare un action vecchio con i suoi controlli rudimentali ma semplici che uno strategico gestionale di 20 anni fa.
O almeno questa e la mia perceziome
C’è tutta una serie infinita di convenzioni, quality of life e streamlining nelle GUI che 20-30 anni dopo diamo per scontati e ognuno di essi si fa sentire.
Presi singolarmente non sono un dramma, ma sommandoli tutti è dura.
Prendendo un qualsiasi gioco odierno, pure con una GUI mal fatta e confusionaria, si vede che sta comunque molto più avanti cronologicamente, come è normale che sia.
Non vale parlare soltanto dei giochi belli, ci sono anche quelli brutti.
Che ne pensate di quest’orrore per il quale in occidente non riuscirono ad ottenere i diritti di Hokuto no Ken costringendo a cambiare tutti i nomi e a non fare esplodere i nemici?
Vomitevole ma da fan ESTREMO di Ken il Guerriero me lo giocai tutto su Amiga, su cui era molto peggio che non su Megadrive (ed è tutto dire).