Discussioni su rinnovabili e nucleare, take #26453 [split]

qui sitamo parlando do produrre e gestione della rete elettrica

una rete elettrica per funzionare deve avere un base load costante, se non lo hai rischi continui blackout

non puoi garantire questo carico di base con solare e eolico perchè per loro natura sono discontinui

non è da essere “ingegneri” è che funziona cosi

ad oggi ci sono solo 2 modi per fornire questo “carico di base”
-fonti fossili, gas, petrolio, carbone , tanta bella co2 per tutti
-nucleare
*(idrolettrico per chi è fortunato di averne tanto o avere un paese “piccolo” )

prima che te ne esci con assurdità tipo “ah ma le batterie” in italia il carico di base è tra i 20 e i 30 GW

in italia abbiamo 76 GW di rinnovabili installate
quindi non è chiaramente un problema di “quanto installato hai” per coprire quel valore, è che non lo puoi coprire con qualcosa che non è costante e sicuro al 100% di esserci 24/24 7/7

Al di là di avere soluzioni alternative e avanzate di storage, si stima una base installata da x2 a x3 di sole rinnovabili che producono il fabbisogno medio totale.

Il lcoe di per sé come valore va contestualizzato. Premesso che ora probabilmente il costo del gas è drogato verso l’alto, non è un caso che si ritenga più valido il VALCOE che tiene conto del costo di produzione e del valore dell’apporto dell’energia prodotta nel tempo.

La produzione a mezzogiorno o a mezzanotte non è la stessa cosa.

Comunque va bene astrarre ma bisogna anche guardare il caso concreto. Parliamo di Italia con una certa morfologia e certi spazi. Se è vero che si stima che coprendo giusto del 2% di pannelli solari la superficie emersa terrestra potrebbe bastare a coprire il fabbisogno mondiale di energia, l’Italia non ha una composizione territoriale che le consente di ampliare la base installata di pannelli “a bisogno” e “all’infinito”.

A meno di rinunciare, ad esempio, ad una bella fetta di produzione agricola (o il sole colpisce i pannelli o i pomodori :dunno:)

Per il resto, mi sembra che ci sia un fraintendimento di fondo.

Qui mi pare che siamo tutti pro rinnovabili, ma cerchiamo di stare con i piedi per terra.

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Codio, abbiamo speso l’altro ieri 100 e passa miliardi per metter apposto villette dio lampone, abbiamo mezze città italiane per aria perche coi soldi del pnrr stanno facendo tram a rotta di collo (sei stato a padova ultimamente?) e mi vieni a parlare di risorse limitate?

Stiamo continuando ad investire male i soldi delle tasse, casomai

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C’è chi si è impegnato a dare energia a Microsoft nel 2028 con il primo prototipo funzionante.

Lo scorso mese hanno fatto un test con prototipo funzionante in scala e stando alle presss release va tutto secondo i piani :asd:

Nell’impianto dove lavoro volevano coprire i parcheggi di pannelli fotvoltaici per generare energia e non far surriscaldare le macchine.

Bocciato perché i verdì e sinistra sticazzi hanno protestato che si danneggia la vista o qualcosa che non ho capito della valle, meglio avere l’asfalto o le lamiere delle macchine madre di Cristo donami la grazia :rotfl:

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Really?

Da prendere con le pinze, ma tendenzialmente sì.

Aiutandomi con gemini, ad occhio potrebbero “bastare” 1 milione di km2 di pannelli, da moltiplicare x 3 per avere sempre la massima produzione nell’arco delle 24 ore, piazzandoli in punti strategici lungo i paralleli in modo da cercare di ottnere la massima irradiazione.

Se chiudiamo tutte le robe crypto, data center e ai (usata per fare questo calcolo), sempre ad occhio, direi anche meno :asd:

Sempre per dare un termine di paragone, sarebbe come tappezzare tutto il territorio indiano di pannelli, suddividendoli per i paralleli…

PS: rifate i conti anche voi, che magari ho trovato fonti errate :sisi:

Il 2% è un sacco eh!

Essì circa 3 milioni di km2 appunto.

Peraltro per il discorso dei pomodori che facevo prima, lato generazione di calore/dispersione forse sarebbe neutro, è evidente che a livello micro un impatto ce l’avrebbe (inteso come meno irradiazione su terreno/piante/colture etc..).

A livello globale, comunque, sarebbe poca roba direi… nonostante il 2% non sia poco.

Da capire anche come cambierebbero clima e venti…

si ok, è il solito discoro che sono calcoli teorici per il semplice motivo che il sole non lo hai sempre, non ha sempre la stessa intensità durante l’anno, e mediamente metà della giornata non c’è

ci sono i grafici della california dove si vede che anche con tantissime rinnovabili, tantissimo solare, tantissimo accumulo di solare con le batterie, il base load è ancora fortemente dipendente dai fossili (oltre al fatto che hanno cmq anche del nucleare nel loro mix)

se vuoi togliere lo “zoccolo” nero, devi aumentare quello grigio (o averlo)
sempre se vuoi un mondo “co2” free almeno per la produzione di elettricità

Approfitto del thread fresco per postare un link di una recente visita alle zone in ricovero post Fukushima, questo è lo stato dopo 15 anni:

Soluzioni interessanti sul come riutilizzare i terreni a bassa radioattività, tanta speranza e costi/conseguenze da affrontare.

Ci sono modi noti per garantire continuità nel flow di elettricità nella rete:

  • Impianti di batterie per stoccaggio breve-medio termine

  • Elettrolisi e stoccaggio di idrogeno che poi viene “consumato“ quando si è bassi di carico nel medio-lungo termine (e btw per quest’ultima cosa è “facile“ riqualificare gli impianti gas esistenti - che è poi anche il motivo principali per cui alcuni stati, tipo la Germania, ancora finanziano nuovi impianti per il gas aka sanno che li possono poi usare per questo. Inoltre, un “accumulo” di idrogeno torna anche utile per varie tipologie di creazione di di acciaio in maniera sostenibile)

Nessuno di questi metodi è “gratis“ o banale nell’ingegnerizzazione, ma sono alternativa valide.

Inoltre, il “carico di base“ necessario è sempre dipendente dalla qualità della rete: il problema grosso è che un sacco di paesi hanno reti di bassissima qualità e che richiedono quindi un alto carico di base, e infatti:

Questa cosa accade (in molti paesi) per un mix di legislazioni antiche e limitazioni della rete energetica, in quanto è noto che per i gestori sia quasi impossibile “sapere“ velocemente quanta energia c’è in circolo e/o sta essendo prodotta dai vari impianti e quindi tipologie di produzione (per non parlare di prevedere o addirittura procedere ad azioni automatizzate), di conseguenza ci si riduce a basarsi sul prezzo del fossile in quanto il ragionamento è “siccome non so bene cosa stia succedendo, in ogni momento io gestore potrei “decidere di bruciare” di piú per non “rischiare“ e quindi che debba comprare a quel prezzo più alto“. È una cosa risolvibile, teoricamente nel 2026, attaccando tanti microcontrollori facili da produrre in giro per la rete con installati firmware “semplici“ che permettano di sapere molto di più di quello che accade. Per dire, a Londra e dintorni ci sono parti della rete rimodernate che permettono a gestori tipo Octopus di offrire servizi tipo “se so che hai una macchina elettrica, vedo quando hai caricato e di quanto, e se anche con poco anticipo vedo che mi farebbe comodo energia extra in giornata in quell’area, ti mando un messaggio che se non hai usato l’auto la puoi scaricare nella rete ad un prezzo vantaggioso, se lo fai subito“.

Io ormai sono convinto che per molti stati, nel 2026, decidere di investire massicciamente sul nucleare (che si basa su un combustibile le cui riserve “ragionevolmente facili da estrarre“ si prevede, con i consumi attuali e non incrementati, finiscano tra circa 100 anni) sia la scelta sbagliata visto le alternative, purtroppo semplicemente molti stati (e forse, da un certo punto di vista, il mondo intero) hanno deciso di non puntarci abbastanza ed è un “cavallo perso“ rispetto ad altro. Detto questo, i paesi che hanno gli impianti secondo me fanno bene a rimodularne lo spegnimento. Tra l’altro, se non sbaglio, i più recenti report di commissioni tecniche in sede EU concordano con questa visione, ma questo è un aspetto che non ho mai troppo approfondito.

Faccio fatica a valutarlo.

In Lombardia il consumo di suolo è il 12%, se fosse un ulteriore +2% non penso sia sostenibile.

Ma parte dell’energia già si fa con altre FER e parte del suolo si può “riciclare".

Inoltre immagino che i conti si riferiscano alla produzione attuale, quindi escludendo l’elettrificazione di auto, riscaldamento & co.

In Lombardia e in pianura padana basta guardarla da google.maps per vedere il problema.

Bisognerebbe togliere campi coltivati e allevamenti che in questa concentrazione fanno più danni alla salute del nucleare anche se spaventano meno.

Sta cosa che sono fattibili batterie in grado di immagazzinare terawatt di potenza è una puttanata sesquipedale.

L’immagazzinamento dell idrogeno è un processo energivoro, non avviene per spirito santo, e per immagazzinare tutta l’energia che serve a mandare avanti l’italia di notte serve uno stoccaggio talmente grande che, se ci arriva addosso un drone, salta in aria una intera regione.

Mi raccomando, raccontiamoci tutte le baggianate possibili pur di non ammettere la realtà, avanti cosi

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Peggio, in Italia avevamo aziende che erano tra le migliori in Europa (forse al mondo) ma abbiamo deciso di distruggere il settore a colpa di leggine per non dare fastidio ai petrol amici. Non è che hanno delocalizzato la produzione in posti più economici, hanno proprio chiuso…

Grazie volevo scrivere io :asd:
Poi per me sono comunque due tecnologie complementari che possono dare “una mano” alle rinnovabili, ma improbabile averle su scala tale da fare la differenza, come si vede anche comunque dal grafico che ho postato sulla situazione in California, dove con tante batterie assorbì il picco serale usando energia accumulata di giorno, ma per tutto il giorno il base load te lo fanno fossile e nucleare comunque

L’idrogeno si può anche stoccare sotto forma di urea rendendolo “inerte” per lo stoccaggio mi sembra di ricordare. Non mi ricordo quale sia però il “rendimento”.
Andrebbe utilizzato come stoccaggio dei picchi di produzione delle rinnovabili se non c’è richiesta per l’energia in eccesso

ssshhhh, non si dicono queste cose che poi la gente capisce e finisce che sprechiamo tutti quei soldi che stiamo spendendo per propagandare il nuculare come unica soluzione obbligatoria e convincere l’opinione pubblica che è necessario.

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