Conversation UX Designer mi puzza TANTISSIMO di “userai Replit/Cursor/… per creare mockup/demo interattive di soluzioni SaaS verso i clienti”.
In pratica vibe coding e pure al confine con il ruolo dello UI/UX designer che è una professionalità molto specifica e a cui atterrano figure che hanno fatto percorsi di studi ad hoc (design industriale, etc…). Oltre ad essere pagata relativamente poco, a meno che non sei un fenomeno, hai buon gusto e lavori nel lusso/moda.
Sembra vogliano prendermi dove avevo il colloquio con il CEO, mi han chiesto se sapessi usare React, che andrei a fare al 90% debugging e che dopo 6 mesi si prevede inserimento a tempo pieno dove andrei a fare Software Engineering lato backend.
tra le altre cose mi occupo anche di recruting (NON sono HR), quindi il polso lo ho.
C’è tantissima domanda tanto che spessisimo si ricevono offerte e si viene contattati direttamente dalle aziende. Penso anche solo ai mille career day che vengono fatti.
Poi spesso e volentieri si entra in aziende trita-carne, ma che sono “serie”, se per “serie” intendi che danno indeterminato e fanno cv.
Tra l’altro, te lo scrivo così poi non potrai più far finta di non saperlo.
Se ti chiedono “se sei flessibile”, ti stanno chiedendo se “farai tutto quello che vogliono senza lamentarti”.
Nel senso che ormai sono richieste sempre più competenze che necessariamente parlando non ha chi esce dall’uni, su LinkedIn se fai un giro sui ruoli “entry level” è un tripudio di “1-3 anni di esperienza richiesti” o di tremila competenze differenti.
In tutto questo summono @Crius e chi altro fosse informato in merito. Pare che io abbia passato la selezione per il master in Cybersecurity (che si vanta di avere un 100% di placement e grossi partner tra cui Leonardo), cosa mi conviene fare ora? Se mi reskillo ho chance nel mondo lavorativo o prenderanno sempre chi parte da una triennale STEM? è obbligatorio stage in realtà industriali o IT durante il master, per una durata di circa 4 mesi, quindi almeno una esperienza la farei.
L’unica cosa che è cambiata è che ora molti usano IA per fare la prima scrematura di job application screening e quindi devi avere cura di inserire nel CV qualche keyword a muzzo di quello che vogliono per non venire scartato anche se per il resto sei il candidato perfetto.
Di storie di gente scartata cosí poi richiamata dagli stessi recruiter dell’azienda da cui erano stati scartati ne ho sentite troppe
Ovviamente molti rilanciano facendosi fare il CV dall’AI per ogni singola application e la risposta è sistemi che fanno detection di CV scritti da AI a cui si risponde con sistemi AI piú antisgamo etc
L’unica cosa positiva, paradossalmente, è che nel degrado e nel lag totale che è il tech italiano siano indietro pure su questo
Vero, ma questa cosa esiste da almeno 10 anni, io ho lavorato per il lab tecnico di una azienda che faceva CV parsing e Applicant Tracking Systems nel 2015 e gia’ avevano molti clienti tra Germania (tra cui tutta Adecco), Francia, Olanda e altri, incluso un po’ d’Italia. Mettere le keywords non guasta mai.