Cosa stai leggendo adesso? (Part 2)

anche io aspetto commenti, che ho la saga caricata sul reader da 1 anno ma non ho avuto ancora il coraggio di iniziarla :asd:

Io dato che ultimamente suck era tutto un zomg Cechov qui Cechov là vez non puoi capire Cechov, ho deciso di leggere qualcosa di Cechov

Ho iniziato con quelli che la Feltrinelli raccoglie sotto “I racconti della maturità”, ovvero Il monaco nero, Tre anni, La mia vita, Dell’amore, La signora col cagnolino, La fidanzata

In b4 suck’d

Io in questi giorni ho letto Goražde area protetta (finito) e Palestina (sono a 2/3 circa), entrambi di Joe Sacco. Come potete immaginare entrambi due inchieste giornalistiche a fumetti molto leggere :asd: visto che il primo parla di questa enclave bosniaca circondata dall’esercito serbo durante il conflitto serbo-bosniaco, e il secondo della vita dei palestinesi sotto l’occupazione israeliana.

Al di là degli eventi narrati devo dire che mi hanno colpito molto i suoi disegni, ha un tratto molto espressivo e dettagliato, si vede che anche quando fa i piani ampi si prende il tempo per fare tutto con cura; all’inizio di Goražde, per esempio, c’è questa panoramica della strada su cui stanno arrivando i mezzi della UNPROFOR, e sui lati della strada ci sono decine di abitanti della cittadina riprodotti in maniera molto dettagliata. Non so se la scelta è voluta ma l’ho trovato un bel modo di dare umanità anche a gente che nel suo racconto è solamente sullo sfondo.

A me Palestina non fece impazzire ma è una lettura da fare. Come compendio potresti provare Cronache di Gerusalemme di Delisle, più leggero nell’approccio ma comunque serio

Also, è il tempo di aprire il thread delle graphic novels noiose per gente noiosa

Letti entrambi, Cechov per me è la letteratura perfetta, ho letto tutto quello che mi mancava e ho finito con l’idea di non avere più nulla da chiedere ai libri.
Tuttavia ho ignorato questa sensazione e mi sono letto pure Il solitario di Ionesco, che è un libro esistenziale e sort of esistenzialista, con molte questioni in comune con altri autori che ho letto e amato in passato, è un po’ fuori “età” per me. Rimango dubbioso sulla parte finale dove il romanzo vira al surreale per rantare sulla rivoluzione in generale e su quella francese in particolare, poi chiude lasciando aperta una possibilità di salvezza probabilmente legata alla religione, con una sorta di breve estasi visionaria.

Come mai?

Mi era sembrato un po’ cinico nel raccontare

L’ho letto però tanti anni fa e magari è un ricordo falsato

Allora a tratti sì però penso che sia anche voluto. Nel senso, ci sono pezzi dove dice (parafraso) “ecco, un’altra storia di uno preso dalla polizia e menato, sai quante ne ho sentite”, però secondo me serve a farti capire quanto quegli episodi che invece racconta non siano parte dello straordinario ma dell’ordinario. Anche perché a volte le cose invece si ferma a raccontarle e quando lo fa non si risparmia, come quando dedica 3-4 pagine alla storia di quello che è stato rimasto 19 giorni sotto tortura dentro uno stabilimento dello Shin Bet senza aver fatto nulla, con l’avvocato israeliano che andava di fronte al giudice e diceva “ci servono altri cinque giorni per trovare le prove” e quello che gli dava l’ok. O quando racconta la storia di un’anziana che nel giro di poco tempo perde due figli e il marito, e nei primi due casi oltre alla violenza delle forze d’occupazione c’è anche l’ostacolare le cure mediche e perfino la riconsegna dei corpi, che gli vengono ridati solo in piena notte con l’obbligo di seppellirli subito e senza cerimonie.

Senza andare nelle tragedie poi mi hanno colpito molto anche le parti dove va a visitare gente di Gaza poverissima e questi non si risparmiano minimamente nell’essere gentili nei suoi confronti, mettendolo anche a disagio: c’è questa scena dove si separa da uno che per qualche giorno lo ha ospitato e gli ha fatto da guida nel campo di Nuiserat, uno talmente povero che la latrina non è nemmeno del tutto al chiuso, e quando si separano Sacco prende un taxi. L’altro fa per pagarlo, Sacco gli dice “ma no, pago io”, e l’altro non vuole sentire storie, e gli risponde “Pago io!”.

A me è piaciuto molto, anche quella “cinicità” l’ho trovata ben inserita.

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Ci sta :sisi: comunque non vedo l’ora esca quello in collaborazione con Spiegelman

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Al momento sto leggendo la trilogia di Scurati “M”, per curiosità originata dallo sceneggiato con Marinelli. Non male, certo non è un libro di storia in senso lato ma è piacevole, ben scritto e prende bene. E poi la storia è importante, ben venga tutto quello che porta la gente a studiarla.

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Letti tutti e tre, diciamo un gran lavoro di documentazione storica, poi romanzato il giusto per essere godibile, altrimenti ti leggi le 10.000 pagine di De Felice e vai giù di testa. :asd:
Il quarto iniziato e accantonato, lo riprenderò.

Libri che, alla fine, ti lasciano appeso pur senza grandi capovolgimenti.

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Boh a me ha messo tutto sotto sopra

Perché se ci pensi è un pov al rovescio rispetto il solito.

Sto leggendo Gli anni della Ernaux, premio Nobel nel 2022, perché alla moglie è piaciuto un botto. Oh, sta piacendo un botto pure a me! È una cavalcata autobiografica nella memoria personale e collettiva francese dagli anni '40 in avanti (io ora sto agli anni '80).

Praticamente è l’anti-Proust, perché lo sguardo della memoria è tutto esterno: non c’è un nome che sia uno se non quelli della società civile e politica, il soggetto è spesso impersonale (si andava, si faceva) o declinato alla prima persona plurale, gli eventi sono a volte elencati. L’effetto quindi non è personale ma universale, e funziona alla grande :asd:

Vediamo come finisce, ma per ora è superconsigliato.

Sto leggendo la biografia di Michael Jackson, molto avvincente.
Non mi dite come va a finire.

Gli anni finisce… eh oh, finisce in maniera un po’ boomer :dunnasd: quindi perfettamente in linea con la protagonista e il percorso del libro, suppongo. Sarebbe bello se fosse voluto (cioè se la Ernaux trollasse facendo la boomer), ma non conosco abbastanza l’autrice per capire se trolli o meno. Nel dubbio faccio come si fa sul forum: assumo che non trolli e che c’è veramente :asd:

Mo’ ho deciso di buttarmi completamente a scatola chiusa su questo mattonaccio:

Non ho veramente idea di chi sia l’autore e se meriti, il libro mi ha incuriosito e ho deciso di buttarmici :asd:

Anton Pavlovic :love:

Io in sto periodo sto leggendo il Decamerone (totalmente skippato finora)
e Memorie da una casa di morti

Mi sono letto Belli e dannati di Fitzgerarld che è sostanzialmente il suo esordio. E’ un romanzo dalla prosa incredibile per l’età dell’autore ma siccome tratta tutti i temi che già avevo affrontato leggendo altre sue opere (è in pratica la prima edizione di Tenera è la notte :asd: ) non mi ha dato molto.
Poi ho letto Greco cerca greca di Durrenmatt che è per il romanzo d’amore quello che La promessa è per il genere del giallo, una sorta di decostruzione e requiem per il genere, qui suonato in tono surreale. In pratica questo grigio impiegato svizzero di origine greca con un rigido ordine morale rappresentato da varie figure incorniciate in camera sua (il presidente della repubblica, il vescovo, il megadirettore della sua ditta ecc…) viene spinto a cercare moglie, dopo aver messo un annuncio di matrimonio viene contattato da una bella donna anch’essa di origine greca, decidono di sposarsi la settimana dopo, e in questa settimana il nostro protagonista compie in maniera apparente casuale una scalata sociale vertiginosa. Il giorno del matrimonio scopre che sua moglie è letteralmente la puttana di tutti, si incazza perché l’universo tutto l’ha cuckato, prova a diventare un rivoluzionario anarchico ma rinuncia all’attentato, allora torna nella sua terra natia (mai visitata) per partecipare a uno scavo archeologico, scavando trova infine la sua sposa puttana universale sepolta sotto terra e ci torna insieme.
Certo che ci vuole coraggio a scrivere una roba così ( :asd: ), requiem per le storie d’amore lo è senz’altro, ma è un’operazione meno riuscita imo de La promessa. Nota a margine: credo che il mega direttore galattico di Fantozzi sia stato preso da questo libro da Villaggio, è lo stesso personaggio, agisce nello stesso modo e c’è anche la gag che continua sempre a sbagliare il nome del sottoposto.

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