Come l'olio a 36 anni

A leggere una roba del genere ti direi a maggior ragione che hai bisogno di un professionista

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Le ragazze che conoscerai non sanno che non trombi, quindi è un problema che ti stai creando da solo, e tra l’altro non è che avere numericamente più rapporti sessuali ti valorizzi di più come persona, al massimo ti da più sicurezza e esperienza all’atto meccanico.

In secondo luogo l’essere presentabili ti da forse un vantaggio iniziale ma poi bisogna essere anche in grado di portare avanti conversazioni e relazioni. Oltre ai videogiochi hai qualche altro argomento con cui puoi avere una discussione stimolante con un’altra persona?

Bada bene che non ti stiamo dando del pazzo, se intendi quello per patologia, qui si parla di aiuto psicologico e annessi.

Due cose:

  1. Non si lascia mai un lavoro a tempo indeterminato, a meno di avere qualcos’altro, anche se è un lavoro di merda al massimo lo usi come merce per la contrattazione durante i nuovi colloqui.

  2. Non esistono persone “normali”, quindi non è chiaro cosa vuol dire quando dici:

non stiamo nella pubblicità del mulino bianco. Ogni persona combatte con i propri demoni. Ci sono sicuramente persone più fortunate e altre meno, ma tutti hanno i propri problemi.
Quindi ti devi presentare al tuo melgio, ma comunque rimanendo te stesso, perchè diciamoci la verità, il primo incontro è una vetrina (per entrambi) e comunque bisogna sempre presentarsi bene per “piacere”. Questo non vuol dire stravolgersi, ma prenderla con leggerezza. Così come al primo incontro ci si veste bene per essere migliori fuori (ma non è che ti vesti poi per tutta la vita come al primo incontro), anche interiormente bisogna far apparire il meglio di noi, perchè l’altra persona come te ha i sui cazzi, e quindi è uscita per cercare di stare bene come te.
Vivila per lo scopo con cui sei uscito: Divertirti.

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Ce l’ho abbastanza scritto in faccia :asd: sembro sicuramente più giovane dell’età che ho. Magari dovrei spacciarmi per un 26enne, solo che ho qualche pelo e capello bianco che mi tradisce :asd:

Mah qualche argomento ce l’ho anche. Musica, scienza, film e serie tv, le mie varie filosofie di vita :asd: vengo a mancare poi sulle cose un po’ più terra terra e quotidiane in quanto con lo stile di vita che ho fatto sono una persona abbastanza fuori dal mondo.

E come ce l’avresti scritto in faccia? Sudi e tremi di fronte a una ragazza?

Vedere un professionista. Avere anche solo la volontà di fare psicoterapia e fare un percorso di qualche mese aiuta. Ti mette in un’ottica positiva per cercare di capire quali sono i problemi e come affrontarli. Ti senti “visto da fuori” da qualcuno che se ne intende e che non ha doppi fini o è influenzato da meccaniche malsane, pure se ti va di sfiga e trovi quello scarsetto/a è comunque utile a mio parere e si può sempre cambiare.

Fare qualche attività sana: teatro, volontariato, corsi di qualsiasi cosa ti possa interessare che siano un minimo di gruppo (fotografia? danza? cucina? ecc…).

Essere mentalmente pronti e disposti a fare amicizie e coltivarle. Coltivare i rapporti richiede impegno. La terapia aiuta molto a capire come siamo visti dagli altri e a non farsi paranoie inutili.

Cambiare città? Serve coraggio e dipende dalla propria situazione famigliare presumo, ma può davvero aiutare a far tabula rasa mentalmente e darti l’opportunità per un nuovo inizio.

Fare il cammino di Santiago.

Sistemata la propria “situazione mentale” il resto viene da se. Non sentirti in difetto perchè non hai mai fatto sesso. Sentiti in difetto piuttosto per “esserti lasciato andare” e raggiungi l’obiettivo che ti sei prefisso di cambiare la tua situazione. La soddisfazione per ogni piccolo traguardo aiuta immensamente a combattere la depressione.
Trombare si tromba, che uno sia bello o brutto, non è quello il focus imho. Meglio sistemare i propri problemi di socializzazione e trovare qualcuno a cui si vuol bene e che vede del bello in te piuttosto che trombare come un riccio ma essere aridi come la sabbia.

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“non ho questo, non ho quello, non riesco a fare questo, non riesco a fare quello, non sono così, non sono cosà…”
parti da quello che hai e che sei, non guardare quello che (nella tua testa) ti manca, perchè è una strada senza ritorno: all’uomo che anche abbia tutto mancherà comunque sempre qualcosa. qualcuno riferendosi alle dating app ha giustamente detto che non sono la risposta perchè sono un elemento esterno a te, e il discorso è estendibile a tutto il resto che non sia una genuina nuova disposizione d’animo nell’accogliere le cose della vita per quello che sono (nel bene e nel male) invece che vivere nel cortocircuito mentale delle cose che non sono e che tanto vorresti ma “non sono capace non sono bello non sono all’altezza non ce la farò mai”.
l’idea stessa di “svoltare” va contestualizzata: i cambiamenti repentini che a volte si osservano nelle persone sono sempre il frutto di un onesto, cocciuto lavoro interiore precedente, ripeto, non esiste che uno dal nulla decide di cambiare vita e lo fa, c’è sempre dietro una preparazione più o meno consapevole. poi non si sa bene come (la grazia dello spirito santo?) i pianeti si allineano e arrivano i pensieri fruttuosi, esci dal cortocircuito mentale di cui sopra (che però va tenuto a bada ed è sempre dietro l’angolo) e succedono cose nuove.

da soli non si va da nessuna parte, io fossi in te cercherei un terapeuta, magari contattane anche più di uno di diverse scuole, inizialmente, e fatti proporre diversi percorsi di terapia, valuta quello che reputi più efficace per te e parti. quella col terapeuta deve essere innanzitutto una relazione di alleanza volta al tuo benessere. non è un tuo amico, non è un professore, non è un padre. parlo al maschile perchè secondo me gioveresti di una figura maschile coetanea o poco più, centrata, competente, non aggressiva con la quale confrontarti e innanzitutto sfatare tutte le tue sovrastrutture mentali sulla mascolinità. una terapeuta donna giovane o relativamente giovane secondo me finisce che te ne invaghisci e tanti saluti alla terapia. una terapeuta donna avanti negli anni sarebbe tipo una zia, inconsciamente ti aspetteresti sempre di trovare una fetta di torta di mele o le caramelle al rabarbaro quando vai in studio.

ti do poi uno spunto da cui partire per delle riflessioni tue: “io soffro perchè” e via di seguito il solito treno di pensieri e rimuginio sulle sfighe e le cause primigenie di tutto il malessere. ma:

  1. non sei da solo a soffrire, siamo tutti fratelli nella sofferenza, per cui vieni qui e abbracciamoci che ci fa bene sempre un po’ di calore umano <3
  2. hai detto che hai tagliato fuori tutti quelli che potevano riconoscere questa sofferenza, è questo, quando stai male, che ti fa stare ancora più male e rende insopportabile la situazione: senti di non avere nessuno con cui metterti a nudo, sfogarti, confrontarti intimamente, ricevere consigli e contestazioni, che anche ti dica ti sbagli, le cose non stanno come dici…
    ma, ti chiedo, è davvero così? non c’è proprio nessuno nessuno da chiamare quando hai bisogno di una voce amica? ti direi, prendi il coraggio a due mani, metti da parte l’orgoglio e chiama qualcuno!! si ricomincia un passo alla volta, ma almeno il primo passo bisogna pur farlo, non credi? sarebbe sempre bello che qualcuno si facesse vivo nel momento del bisogno ma non è questo che ti serve da questo punto di vista, a te serve prendere il telefono e chiamare :smile:
  3. non darti colpe per la situazione in cui sei, qualcuno ha giustamente fatto notare che non hai fatto del male a nessuno se non a te stesso, ma tutti sbagliamo, chi più chi meno, ottima cosa è rendersene conto e voler stare meglio. nutri questa voglia :smile: prenditi cura di te
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un aiuto professionale ti darà la possibilità di affrontare questo problema con maggiore semplicità, sei tu stesso che hai detto che ti sei allontanato dagli amici perchè ti consideravi inferiore rispetto a loro, già solo questo punto va affrontato e risolto e un professionista è quello che può aoutarti in questo processo

Per il discorso psicologo se al momento non hai mezzi economici per stare dietro alle spese relative qualche tempo fa si parlava di psicologo di base offerto dal ssn ma non so come sia andata a finire la cosa (dipende anche dalla zona in cui sei).
Se ne parlava forse in lombardia, prova ad informarti se una cosa del genere c’è anche da te

concordo sul fatto di andare da un terapeuta, non da uno psicologo
Non concordo sul fatto che deve esssere per forza maschio coetaneo, anzi, per certi versi potrebbe essere peggio.
Anche solo per il fatto che possono scattare meccanismi di “competizione”, eventualmente inconsci, che sicuramente non giovano.

Anche solo per il fatto che possono scattare meccanismi di “competizione”, eventualmente inconsci, che sicuramente non giovano.

è un fenomeno ben conosciuto e definito, o psicologia-ngi-fai-da-te? :asd:

noto ancora molta confusione su quali sono i limiti della psicologia…

Non ho assolutamente idea della diffusione, ma può accadere e non mi sembra neanche tanto difficile da credere.
In generale, può capitare che un senso di inferiorità molto marcato (" i maschi non attraenti e che non trombano vengono assolutamente cestinati e calpestati"), vada ad influenzare in generale il rapporto con il maschile (senza andare a scomodare il rapporto con il padre)

EDIT: specifico meglio che magari vengo frainteso. Non sto dicendo di non andare da un terapeuta maschio eh. La mia idea è di scegliere senza badare al sesso e trovare una persona con cui senti che puoi sviluppare un forte legame di fiducia

ho capito ma se è semplicemente un tuo personale ragionamento non puoi spacciarlo come dato di fatto a una persona in difficoltà a cui serve aiuto. E’ semplicemente una tua considerazione e imho non costituisce un buon consiglio oggettivo per un che deve scegliere un terapeuta.

Dici che non hai detto di non andare da un maschio ma gli stai dicendo che si potrebbero innescare questi fantomatici meccanismi di competizione (perchè chiaramente un terapeuta maschio diventa un gorilla che deve battere il maschio alpha che ha davanti che gli sta parlando della sua tarda verginità :asd:)

Poi il rapporto sul padre, insomma, dai, c’è confusione, ok che sono appunto tuoi pensieri liberissimo di averli ma non andrei almeno personalmente a spacciare le mie considerazioni campate su ben poco come consiglio concreto a uno che appunto è in una situazione molto molto delicata.

Credo si riferisse all’inverso, cioè al rischio che il thread starter, di fronte a un coetaneo psicologo, si possa sentire in difetto facendo comparazioni tra lui e il terapeuta\psicologo. A leggere i messaggi che ha scritto finora, non mi sembra una possibilità peregrina.

Per il resto, il consiglio di andare da uno psicologo è per me l’unico utile che si può dare, perché per il resto noi qui possiamo solo fornire opinioni personali.
La soggettività poi rende ogni esperienza, appunto, personale, e non ci sono situazioni simili\comparabili; soluzioni che vanno bene a me, potrebbero non andare bene a te.

boh per me scartare comunque una grossissima fetta % di terapeutici a priori per il pericolo di questo fantomatico meccanismo non mi pare saggissimo, ma anche questa è solo una mia opinione :asd:

perch è anche verosimile che la terapeuta donna lo fa innamorare, il terapeuta maschio ma vecchio non competizione non è relatable e gli fa sfasciare i coglioni, e allora fa prima a non andarci :asd:

È il transfert, è documentato sì.

Ma tanto chissà se e come si mette in moto, è semplicemente qualcosa che pretende trasparenza con la figura che segue.

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Ma questa è una cosa che può sapere solo il thread starter, di sicuro però deve sentirsi a suo agio anche solo nell’iniziare un percorso terapeutico.
Anche troncare qualsiasi relazione d’amicizia non rientra tra le cose sagge da fare, eppure.
È una cosa che tra l’altro puoi capire solo una volta iniziato, io personalmente non avrei problemi ad andare da coetanei o meno, donne o uomini, ma ognuno è diverso appunto.

Ma tanto manco ci vuole andare dallo psicoqualcosa :asdsad:

Si risolve tutto con la gnocca :sisi: se solo non fosse per la dannata società :sad:

Tutte dinamiche però subordinate all’etica professionale del terapeuta in cui eventualmente si imbatterà, un professionista onesto riconoscendo l’evoluzione impropria del rapporto con il suo paziente prenderà provvedimenti per tempo riconoscendone le dinamiche, anche suggerendo ad un certo punto di proseguire il percorso con un’altra persona.

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la società ha anche creato escort advisor, non critichiamola troppo, la società dà e toglie il resto sta a noi :asd: