Clair Obscur: Expedition 33

Finito pure io. :cry: Già di 78 ero troppo forte per avere un qualsivoglia sfida nell’ultimo livello/boss.

Ho scelto Verso alla fine. È la scelta che vedo come “corretta”, l’accettazione di quello che è successo e della morte, anche se tristissima ovviamente. È anche IMHO quello che lo stesso Verso (vero) avrebbe scelto, perché l’altra scelta equivale a far morire Alicia/Maelle giovanissima – cosa che in effetti mi pare di aver capito leggendo si evince bene dall’altro finale. A tal proposito, mi è piaciuto come l’antagonista, Renoir passa da essere il “cattivone” a quello che cerca di rendere alla ragione prima Aline e poi Alicia, pur rimanendo in un qualche modo un personaggio duro e “spietato” per quello che faceva dentro la tela nei confronti dei suoi abitanti.

Anche per me comunque 10/10. Lato storia, mi è piaciuto che tratta temi per adulti seriamente, e il fatto che i personaggi si comportano con una loro logica e consistenza che ben traspare, pur non essendoci tonnellate di dialoghi visto lo stile del gioco. Per dire, anche il comportamento finale di Maelle è perfettamente comprensibile per una ragazzina così giovane.

Chiaro, non è come BG3 a livello di variabilità/scelte, ma è anche un altro tipo di gioco e non penso possa essere confrontato direttamente (altrimenti io potrei anche menzionare Disco Elysium ancora sopra – altro capolavoro – ma appunto sono tipi di giochi differente).

Capisco quello che dice @Sayo sul gameplay, si vede soprattutto ai livelli alti quando alla fine uno si fissa su una serie abbastanza limitata di mosse. Detto questo, almeno a me non ha tolto nulla al piacere di giocarlo.

Ora ditemi, voglio finire le aree opzionali e sapere tutto su Clea etc. Non ho capito dai post precedenti se è meglio ricaricare, o fare “continuer”.

Puoi fare continua e andare avanti

oppure ricaricare per giocare l’altro finale

Comunque continua pure sulla partita, hai la possibilità di girare all’infinito

Grazie. Farò continua allora.

Toglimi una curiosità, se ricordo bene scrivevi che non ti era piaciuto il finale – come mai?

non mi è piaciuto l’escamotage narrativo dei maghi pittori venuti da un mondo esterno, come scriveva Bard mi sembra, prima di me, è una soluzione narrativa pigrissima, a quel punto vale tutto, soprattutto ti ritrovi a giocare in un mondo fittizio con dei personaggi “non reali” vittime di un family drama, il che me l’ha fatto ammosciare, mi sono ritrovato a parteggiare per il “cattivo” all’atto finale, l’ho trovato una soluzione poco elegante e non all’altezza artistica del resto dell’opera
i temi trattati sono maturi e fanno riflettere, mi sono piaciuti

Aggiungo, non solo è

un escamotage scemo che non aggiunge niente alla storia, rende anche l’intera famiglia dei grandissimi pezzi di merda. Cioè questi hanno il potere di creare LA VITA (esseri pensanti, con una loro personalità, sentimenti, che provano gioia e dolore) e NESSUNO DI LORO sembra trattarli come tali neanche per sbaglio, giusto Maelle ha un guizzo in quella direzione ma è più un “ci sono affezionata non voglio cancellarli” che “oh magari hanno diritto di vivere pure loro?”

Infatti su tutta la questione “cancelliamo o meno il quadro” nessuno degli abitanti di Lumiere, manco i protagonisti (che Maelle chiama amici, gente con cui E’ CRESCIUTA) viene interpellato, ma zero proprio, diventa esclusivamente uno psicodramma familiare con genocidio on the side :rotfl:

Più ci penso più è scemo

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Interessante, perché io l’ho interpretato in modo opposto. Ovviamente non prendendo di avere una risposta corretta, siamo alle interpretazioni.

Come dice Renoir in vari punti, introducendo la questione del rapporto tra artista e la sua opera, quella è una opera d’arte – e rimane tale. Non è “reale”. Questo secondo me è introdotto in più punti. I personaggi della tela non sono “vivi” come interpreti tu, tanto che il cuore della tela è un pezzo dell’anima del vero Verso che continua a dipingere, cioè ad essere il motore ultimo della tela, tanto che senza di lui tutto si smonta. È lui che fa muovere i personaggi, creandoli e dipingendoli, così come alla fine, nel finale Maelle, Alicia/Maelle costringe con il suo potere di pittrice (o almeno a sembra così, vista anche l’inquadratura sugli occhi coperti di pittura) Verso a suonare il piano, in un teatro che non solo sembra ma è totalmente fake, creato dalla fantasia di Maelle/Alicia, con i personaggi dipinti/scriptati come vuole lei, nella desolazione di Lumiere distrutta. I personaggi della tela non sono dotati di libero arbitrio, ma seguono quanto ha voluto l’artista, come i personaggi di un libro. La grandezza dell’arista è ovviamente nel renderli “vivi”. In altri termini, la tela è, se vogliamo, un pezzo di teatro molto complesso, una simulazione prodotta dalla fantasia/creatività/potere-magico-in-questo caso dell’artista.

Per quanto riguarda la parte sulla definizione del mondo, rispondo sopra direttamente a Bard. Per quanto riguarda parteggiare per Renoir, è normale. Un mio amico mi ha detto esattamente la stessa cosa. Il punto è che tu vivi tutta la narrazione lato Maelle/Alicia, ovvero di una ragazzina che è dentro al quadro da svariato tempo-quadro, e come la madre, non distingue più la realtà del mondo, dalla fantasia della creazione del quadro, e ti ritrovi alla fine di fronte ad una r"ealtà" che non è quella che vede il personaggio di Maelle/Alicia. Noi giocatori, di svariati decenni più vecchi, sappiamo che Renoir ha invece ragione in quello che sta facendo. Il fatto che si viva questa dissonanza tra il team exp. 33, a cui uno è legato perché ci ha passato ore, vs renoir, che viene introdotto come il cattivone ma che poi non è tale, imho è una delle cose ben riuscite del gioco.

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Si anche io. :asd:

Io infatti non lo vedo minimamente come un escamotage buttato li ma assolutamente coerente con la narrazione.

Poi per come la vedo io il discorso se il mondo sia reale o meno è lasciato all’interpretazione del giocatore da una parte si ha Alicia e la madre che distrutte dal dolore vogliono vivere in quel mondo e lo reputano come “reale”, Renoir e la sorella invece lo vedono come fittizio non degno di essere considerato come vero e quindi non si fa scrupoli a volerlo distruggere perchè vuol salvare la moglie e la figlia che vuol seguirne le orme e quindi è pronto a sacrificare l’ultima parte di suo figlio per salvare il resto della famiglia.

Il mondo poi mi sembra palese che sia usato come metafora visto che la frattura che salva Lumiere separandola dal continente serve per descrivere la frattura dei rapporti familiari quindi trovo che abbia la sua coerenza narrativa quando veniamo esposti alla realtà portandoci fuori da quel mondo

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[quote="Nyarlathothep, post:486,

Davvero? A me sembra proprio che il gioco faccia di tutto per convincere lo spettatore che

Lumiere è “reale” e la gente che ci vive sono persone vere, con degli obiettivi, delle speranze, dei desideri.

Se fosse come dici tu, inoltre, la cosa andrebbe completamente ad invalidare praticamente tutto quello successo nei primi due capitoli. Chissenefrega del desiderio di Lune di capire il mondo, chissenefrega di Sciel e della sua famiglia, chissenefrega di Gustave morto, chissenfrega delle sofferenze della gente di Lumiere che vede i propri cari morire in ordine una volta all’anno, tanto è tutto un quadro, non è vero niente no?

Che forse è addirittura PIU’ SCEMO di come l’ho intesa io. Quindi spero di no :asd:

Qualche tempo fa dicevo che era quasi al livello di “ERA TUTTO UN SOGNO” ma se è come dici tu non è “quasi”, è esattamente così

IMHO Il gioco

ti convince della “realtà” di Lumière perché lo vivi tramite Maelle + exp33, e non come Renoir et al. Così come all’inizio pensi che la storia, sia lo storia di Lumière (e di Gustave), ma invece, come ha detto bene @Sayo , la storia è quella della famiglia Pendresse. Questo ovviamente può piacere o non piacere, questioni di gusti. A me è piaciuto essere “ingannato” e poi scoprire una seconda verità, che è poì quella reale (per la come vedo io).

Sul fatto che i personaggi siano in un qualche modo creazione di chi dipinge e non autonomi, secondo me si vede bene con l’atto 3: quando Maelle ressa di botto il team, si percepisce l’artificio dell’atto della creazione dell’artista; e poi soprattutto nel finale “Maelle”, dove imho si vede che tutto è fake; oltre da varie frasi del vero Renoir.

Sulle storie/obiettivi degli altri membri del team, il “chissenefrega” secondo me è eccessivo: tu quando leggi un libro di narrativa, non ti identifichi nei personaggi? Il fatto che siano chiaramente non reali, toglie qualcosa alle loro esperienze? Non ti fanno pensare? Se lo scrittore è bravo, i personaggi, pur essendo non veri, parlano comunque al lettore, e se lo scrittore è veramente bravo, non ci si accorge neanche che sono non esistenti. Non ci credo che a nessuno di noi non sia capitato di leggere un libro di narrativa, immergersi totalmente, arrivare alla fine, e dirsi “certo che mi sarebbe piaciuto che al personaggio xxx non fosse successo quello”. Questo pur sapendo che è tutto fake.
Questo è quello che vivono all’estremo, Maelle e Aline, che spinge dal senso di colpa/lutto per la morte di Verso non sono più in grado di distinguere il mondo reale dalla creazione artistica, e preferiscono vivere nella seconda per dimenticare quanto successo.

Sul fatto che alla fine “fosse tutto un sogno”, penso che tu dica così perché ritieni che la storia principale sia quella di Lumiére, ma invece imho la storia principale è quella della famiglia Dessendre. In questo senso non è un sogno, perché le conseguenze dello stare/non stare nel quadro, più gli antefatti come la morte di Verso etc. sono assolutamente reali. Allo stesso modo, le esperienze che i membri della famiglia Dessendre hanno avuto dentro il quadro, li hanno cambiati veramente, e nel finale “verso” (che è quello che io ho scelto appunto), il risultato di queste esperienze è ben reale, e si manifesta nel processare il lutto, rappresentato dal ricordare Verso (quello vero) di fronte alla tomba, e nel caso di Maelle, capire che il quadro non era la realtà e bisogna accettarlo, rappresentato dai personaggi di exp. 33 che appaiono e si disintegrano. Leggere i libri non cambia le persone? Io direi di sì, eppure quelli di narrativa sono inventati.

Concludo dicendo solo che io capisco perfettamente che possa piacere o non piacere, quella è una questione personale. Tuttavia non mi sembra che non sia coerente come narrazione, ha una sua logica, che appunto poi può piacere o non piacere.

Boh sì ecco se il tuo colpo di scena finale è

"haha ti è importato della storia?? Bravo pirla era tutto finto!!!

Magari due cose da imparare sullo storytelling ce le hai ancora.

Preferisco la mia versione che è solo brutta, non completamente idiota.

Sulla narrativa che è finta il paragone non regge visto che qua il fatto che sia finto è diegetico

Again, può piacere o non piacere. Si possono scrivere storie migliori? Ma sicuramente. Dico solo che non mi sembra corretto definirlo non coerente, e a me continua ad essere piaciuto come gioco. :dunnasd: no hard feelings. :smack:

A me non sembra di averlo definito non coerente, solo brutto :asd:

E parlo solo de finale eh, il resto è bello, solo che il finale rovina anche quello che è venuto prima

No lo hai definito scemo, e poi hai fatto notare come per te fosse inconsistente come i personaggi della famiglia pendresse considerano il quadro e i suoi personaggi, e io ti dicevo che se lo interpreti come scrivo io una sua coerenza invece mi pare ci sia. Tutto qua.

Del tutto lecito poi considerarla o meno una pessima o buona narrazione ovviamente.

Beh è vero che il gioco ad una certa decide di togliere la tovaglia dal tavolo, io però l’ho vista come scegli fra l’autosegregazione nel mondo della fantasia a causa del lutto vs. realtà sconosciuta e largamente ostile se sei Maelle o una vita di schiavitù nella pantomima se sei FakeVerso e vince Maelle. È vero che i personaggi sono macchiette nel grande schema delle cose, ma così come accetti che Monoco è il cane di Verso e Esquie è il suo peluche accetti anche che gli altri personaggi sono gli omini della sua fantasia, o autogenerati dall’algoritmo della sua fantasia.

Anche io ho trovato più interessante la premessa dello svolgimento, perché c’è molto più mistero e molta più weirdness, ma fra tutte le soluzioni per ribaltare il tavolo quella scelta non mi è parsa male, anche perché il gioco è progettato per farti fare un certo tipo di riflessione esistenziale che scaturisce da quel twist lì. Senza twist era solo esploriamo il mondo weird coi francesi.

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Ma non è vero, ho detto che come li trattano fa di loro delle persone di merda :mumble:

Comunque anche questa cosa ha un peso nella storia eh, Aline cerca di salvarli mentre Renoir è il cinicopragmatico, Maelle li oggettifica, FakeVerso vuole solo suicidarsi ritualmente coi suoi amici, per Clea è tutto un gioco, etc etc

Mi pare che la tematica sia parte delle dinamiche fra personaggi. Una delle risposte è la tua, ma ce ne sono anche altre :asd:

Ho interpretato lo “scemo” del post originale come non logico/coerente/deficiente nel tuo post di oggi, visto che scemo vuol dire quello. Se poi volevi dire “moralmente abietto”, allora non è scemo. Quello che scrivevo era solo per dire che imho invece una sua logica ce l’ha, se lo interpreti come scrivevo sopra. Tutto qua. :smack:

State scrivendo troppo :asdsad: comunque Verso in una delle sue apparizioni da bambino nero senza volto dice chiaramente che il mondo della tela è reale/vero. Mentre Painted Verso è del tutto ingiustificabile nel 95% delle cose che fa e in fin dei conti un grandissimo pezzo di merda

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Anche io la vedo così, come scrivevo sopra, ovvero che una volta che tu accetti che la storia è quella della famiglia, e NON quella di Lumière, vivere il mondo del quadro e relazionarsi con i suoi personaggi, per quanto creazioni di fantasia, cambia le persone

Bah oddio a me sembra appena appena accennata quando dovrebbe essere la parte centrale post spiegone invece delle seghe mentali della famiglia in lutto