Early in June they played three nights at the Fillmore West with Junior Walker, and someone, as usual, dosed the apple juice. This was not just any dose, it was the biggest dose ever. Most say it was several people, but one informed source argued that only the big-time smuggler/dealer Ken Goldfinger, a friend of the band’s, could have had such a quantity at hand, for there was probably a full gram of crystal LSD in the juice, worth peshaps $50,000.
In Hart’s memory, “the bottle was glowing.” Lesh said later that one could taste the LSD in the juice. When it came time to play, be was so ecstatically zonked that he politely declined when Mickey told him it was time to go to work. “I don’t really care to play right now, thank you.”
Hart was, as Lesh put it, “so sweet about it. He didn’t guilt-trip me.” Mickey helped him up, walked him to the stage, propped him against an amp, draped his bass over his shoulders, plugged it in, and turned the amp
to maximum volume. To Lesh, “It felt like some sort of fabulous artifact that Id never seen before. The strings were all snaky, but beautiful colors, kind of fish or reptile scales.” They began to play, and it was, Lesh continued, “the strangest polyphonic blues ever, literally in that sense, many-voiced,” because there was no first chord, no downbeat, just utterly strange music utterly in flux. And in the midile, they invited poor Elvin Bishop, who’d just walked in, to join them. Lesh played a thirteen-bar blues, someone else a sixteen, and Elvin had a look of “Where am I? What universe is this?” Lesh called it “snake music.” and he was right.
Aspè che da qualche parte nel forum ho postato un articolo bellissimo sul restauro mo’ lo cerco
Comunque sì, ha dei pickup polifonici per cui ogni corda usciva con un segnale separato e andava alla sua sezione dell’impianto. Poi ci sono diversi filtri d’inviluppo, con relativi controlli di Q e frequenza.
Perhaps he should have known better. He may have thought that the presence of Jerry Garcia was “like assurance” and “sanctuary”, but it was not the first time that the Dead axeman had dosed Santana at an inopportune moment.
In the year before Woodstock, the Santana Band were opening for the Grateful Dead. The Dead already had a reputation for spiking their support acts, so Santana took extra care to sanitise anything he came into contact with which they could be using to get him using. “I made sure to carefully wash this Coca-Cola can I was going to drink”, he told Tannenbaum.
Continuing, “But what I didn’t know is, they knew how to put a syringe in the soda can. So we played our set and left, and on the way from the airport to the plane, the hall kept getting longer and longer. The colours in the carpet and in the wall started oozing like lava. I said, ‘Uh oh, they got me.’ When I sat down on the plane, I looked out the window as we were taking off, and the Vegas lights looked like Aztec hieroglyphics. I said, ‘This is going to be intense’.”
A woodstock l’aveva sempre dosato garcia ma non a sorpresa, era stato qualche evento prima
Sti giorni sto nerdando e mi stavo concentrando sul lavoro di chitarra ritmica di bobby ed è semplicemente spaziale l’interplay con Jerry Garcia.
Sto pezzo che ad un certo punto fa un fade pazzeisco in I Know You Rider, un pezzo folk che come tutti i pezzi folk ha dubbie provenienze e reso famoso da Joan Baez, è praticamente retto tutto da Bobby che crea una narrativa ritmica completamente improvvisata attorno il bluegrassing di Jerry.
Due cervelli che entrano in perfetta sintonia, ascolto ai massimi livelli tra musicisti e gusto pazzesco nel far evolvere il brano completamente on the go, un organismo unico… mamma mia Bobby
Quell’interplay è la cosa che cerco di più durante gli ascolti, quando ingranano Garcia, Bob, Lesh e Keith è incredibile: la quantità di ore passate a suonare assieme per arrivare a un’unione di intenti così dev’essere enorme
la mia definizione preferita è “a box of wriggling snakes”: nessuno è in primo piano per più di qualche secondo di seguito, il focus si sposta in continuazione tra gli strumenti, sono quattro solisti che si finiscono le frasi a vicenda
Madonna le slittate di China>Rider sono le mie preferite assieme a quando escono da una Dark Star in qualche accordo spiaggiato, tipo Wharf Rat: la senti arrivare mentre sei nel buco nero, qualcuno chiama il cambio d’accordo e quando finalmente arriva è tipo come uscire da sott’acqua e prendere fiato
Mi piace che dopo abbiano messo One More Saturday Night registrata: è stata la chiusura di un sacco di loro concerti e nessuno può cantarla sbracata come Bob dopo tre ore di musica
Then God way up in heaven, for whatever it was worth
Thought he’d have a big old party, thought he’d call it planet earth
Don’t worry about tomorrow, Lord, you’ll know it when it comes
When the rocking, rolling music meets the rising, shining sun
Parto dal presupposto che la mia mind non è stata blown, quindi occhio a quanto pompate le aspettative di un artista per chi non l’ha mai ascoltato
Il primo disco, quello più standard, non mi è piaciuto granché. L’impressione è quella di aver ascoltato musica bianca americana di quegli anni lì, supernormalona insomma
I dischi due e tre, quelli con i pezzi lunghissimi e jammosi, mi sono piaciuti. I pezzi sono fichi, gli strumenti dialogano che è un piacere, ci sono dinamiche varie. Peccato solo che ogni tanto decidano di cantare
Quindi insomma, mind not blown ma curiosità di ascoltare di più, soprattutto per i set jammosi. Proverò un altro live
e il 77 è anche uno dei periodi in cui cantavano meglio avevo avvisato, sono come i Motorpsycho (che infatti si ispirano un pochino al punto che hanno aperto anche loro il database di registrazioni live su Archive.org )
Be’ abbiamo citato più volte western, Americana, Bob Dylan e Johnny Cash è la generazione di Crosby Stills e Nash, sono la band più americana di tutte
Questo è impossibile e non un è problema mio, non castrerò il mio entusiasmo. Odiavo quando negli anni 90 per essere cool non dovevi mai entusiasmarti se non ti piacciono sopravviverai, a me piacciono tanto così.
E poi nelle parole di Jerry: ‘We’re like licorice. Not everybody likes licorice, but the people who like licorice really like licorice.’
Scherzi a parte, immaginavo che non facessero molto per te. Cornell poi non è il periodo della loro carriera che ti avrei consigliato come primo ascolto, parti dal sound più garage e gnucco del 69. Live/Dead è un distillato ottimo, ma se vuoi un concerto intero sopra ho postato un Fillmore 69.
Suonano più distorti, meno danzerecci e ci sono parti più spigolose che credo siano più vicine ai tuoi gusti.
Ciò detto, io ho comprato il primo disco dei Grateful Dead quando facevo l’università, sarà stato il 2003.
Non mi è piaciuto fino al 2016 poi qualcosa ha cliccato e ne sono stato ossessionato.
Posso dire la stessa cosa di Frank Zappa, ho avuto per anni solo Zoot Alures: mi piaceva ma non abbastanza da cercarne ancora. Poi a un certo punto ha cliccato e per mesi non ho ascoltato altro, vai a capire.
A tal proposito io mi sono sparato in sto periodo anche il bellissimo “Graham Nash & David Crosby”, che personalmente adoro e… guarda caso, c’era più di uno dei Dead che si presta a suonare in quest’album
Ecco, bravo, educato è il termine giusto e comunque non mi è dispiaciuto eh, anzi, e poi come dice Para sono poi consapevole che di fronte ad una band del genere sia necessario mettersi lì con un po’ di dedizione e provare più dischi per potersi fare un’idea
Sì, vivevano tutti a Laurel Canyon: CSN&Y, i Dead, i Jefferson Airplane… se guardi i credits dei dischi solisti dei vari membri, sono sempre gli stessi nomi
Corretto, infatti per me è l’ultimo periodo valido e a volte già va un po’ troppo sul pulito. Sei partito dalla fine
Ma era anche una reazione all’aver raggiunto l’esasperazione nella direzione opposta, quindi un suono più tight e compatto era una nuova evoluzione.
Fino al 72 hanno un sound più slabbrato e garage, poi c’è ancora PigPen che era il frontman e voce sozza della band
In uno dei pezzi di Bob Weir ci sono questi versi:
Did you ever waken to the sound of street cats making love?
You guess from the cries you were listening to a fight
Well you know, oh know, haste is the last thing they’re thinking of
You know they’re only tryin’ to make it thru the night
Sono riferiti a questa bellissima coppia, che li teneva svegli la notte quando abitavano tutti insieme
Non oso immaginare il volume di un orgasmo di Janis
Hanno anche suonato insieme un paio di volte, purtroppo l’unica registrazione è un’audience e si sente così così, ma era il 69 ed è tanto averla:
Si Garcia era un super amicone di GNC e loro in cambio hanno insegnato i dead a cantare le armonie, che senti in tutti i loro lavori ma in particolare negli album American Beauty e Workingman’s Dead. A proposito di sti due album, sono due curveball nella carriera dei Dead stranissime perché per la prima volta si sono messi SERIAMENTE in studio a lavorare su della roba - e non come al solito che fottevano i soldi alle discografiche per lavorare male - e sta roba non aveva niente a che fare con il rock psichedelico.
Per uno dei lavori fatti con CSN Garcia ricevette una Stratocaster del '55 da Nash
data poi in mano ai pazzoidi di Alembic e diventata la leggendaria Alligator
Sono due album folk-americana che secondo me a te Eleclipse possono piacere parecchio, forse possono piacere anche ad Attela che mi sembra a lui non gli dispiaccia il folk stile early 60s. Comunque come dicevo sono curveball e non esattamente rappresentativi dei Dead, quindi sono completamentente in acustico, niente jam, niente disco, mega focus sui testi di puro lore onirico-americana. Comunque sono ritenuti entrambi tra i migliori album in assoluto, poi non si sedettero mai più in studio con quelal dedizione