Orpo, mi sono completamente perso questa taggata è morto il giorno prima della mia partenza per l’India, quindi ho ascoltato solo Grateful Dead per tutto il viaggio.
Non pensavo mi sarebbe più successo, ma aver scoperto la sua musica mi ha cambiato il modo di suonare nonostante avessi già 35 anni.
È stato come quando da ragazzino scoprivo i vari Sting, Flea, Les Claypool: una volta metabolizzati mi portavo dietro qualcosa nel modo di suonare che prima non avevo. In età adulta mi è successo solo con James Jamerson e in modo molto più evidente con Phil Lesh.
Non credo sia paragonabile a nessun altro bassista, d’altronde è uno che ha iniziato a suonare nel 1965 e quando Garcia gli ha detto “Devi suonare il basso” la sua idea è stata “Di altro bassista elettrico esiste solo Paul McCartney, quindi l’unica cosa sicura è che non devo suonare come lui”
Aveva studiato con Luciano Berio, aveva insistito per portare sul palco nel 1974 l’amico Ned Lagin con un MacIntosh a fare noise, veniva dallo spazio, suonava dallo spazio e ora ci è tornato
Ah pensavo non te ne fregasse una minchia. Io quei giorni pure playlistavo ed un macchina mi é arrivata questa e la componentistica dell’auto vibrava tutta per le chad frequenze basse ultra devastanti
Comunque che dici sarà arrivato il momento di vedere finalmente il documentario di Scorsese
Rosico moltissimo per non aver mai assistito dal vivo a una Phil Bomb; a leggere i fan, smuovevano le interiora del pubblico
Qua da 5:30 lo fa un po’ di volte, ma a quanto pare le registrazioni non rendono l’idea. Quelle mazzate di accordi bassi vanno immaginate emesse dal wall of sound della foto sopra, e allora sì che ti portano via la faccia
Puttana eva questa non mi passerà più, esattamente 10 anni dopo Bowie
Ci pensavo qualche tempo fa: era la prima volta che Bob non era in tour da… mai? Ed ecco perché. Infatti ai concerti per i 60anni dei Grateful Dead non era in forma.
Il messaggio della famiglia è bellissimo:
It is with profound sadness that we share the passing of Bobby Weir. He transitioned peacefully, surrounded by loved ones, after courageously beating cancer as only Bobby could. Unfortunately, he succumbed to underlying lung issues.
For over sixty years, Bobby took to the road. A guitarist, vocalist, storyteller, and founding member of the Grateful Dead. Bobby will forever be a guiding force whose unique artistry reshaped American music. His work did more than fill rooms with music; it was warm sunlight that filled the soul, building a community, a language, and a feeling of family that generations of fans carry with them. Every chord he played, every word he sang was an integral part of the stories he wove. There was an invitation: to feel, to question, to wander, and to belong.
Bobby’s final months reflected the same spirit that defined his life. Diagnosed in July, he began treatment only weeks before returning to his hometown stage for a three-night celebration of 60 years of music at Golden Gate Park. Those performances, emotional, soulful, and full of light, were not farewells, but gifts. Another act of resilience. An artist choosing, even then, to keep going by his own design. As we remember Bobby, it’s hard not to feel the echo of the way he lived. A man driftin’ and dreamin’, never worrying if the road would lead him home. A child of countless trees. A child of boundless seas.
There is no final curtain here, not really. Only the sense of someone setting off again. He often spoke of a three-hundred-year legacy, determined to ensure the songbook would endure long after him. May that dream live on through future generations of Dead Heads. And so we send him off the way he sent so many of us on our way: with a farewell that isn’t an ending, but a blessing. A reward for a life worth livin’.
His loving family, Natascha, Monet, and Chloe, request privacy during this difficult time and offer their gratitude for the outpouring of love, support, and remembrance. May we honor him not only in sorrow, but in how bravely we continue with open hearts, steady steps, and the music leading us home. Hang it up and see what tomorrow brings.
È probabilmente il musicista più registrato in assoluto: ha vissuto in tour dal 1965 fino a pochi mesi fa, e questi pazzi registravano tutto tutte le sere
Sessant’anni di carriera, ne ha vissute di ogni (da Woodstock a suonare sotto la Sfinge durante un’eclisse di luna, e non era nemmeno a metà percorso). In mezzo a questi due look ci sono stati decine di hot pants da far impallidire gli Wham
Un chitarrista ritmico unico al mondo, ha scritto alcune delle mie canzoni preferite.
Quick beats in an icy heart, catch-colt draws a coffin cart
There he goes now, here she starts, hear her cry
Flight of the seabirds, scattered like lost words
Wheel to the storm and fly
Fare-thee-well now
Let your life proceed by its own design
Nothing to tell now
Let the words be yours, I’m done with mine
IMHO uno dei chitarristi ritmici migliori ever. Cioè poca gente può vantarsi di aver inventato uno stile rivoluzionario sulla chitarra, lui è uno di quelli la, però essendo un chitarrista ritmico non verrà mai cagato. A me piace da morire, rip bobby A livello di innovazione da le piste pure a Garcia imho
Para ma vista la mole dei loro lavori per te quale potrebbe essere una mini lista per iniziare ad ascoltarli? (io di loro ho solo il bellissimo Live / Dead)
Passerei da Sunshine Daydream, detto anche “Veneta”, e poi Cornell 77. Fai un salto coerente dai primal dead di Live/Dead e ti addentri cosi negli early 70s e poi nei late 70s.
Da li poi magari scrivi cosa ti é piaciuto e cosa no per andare nella parte esoterica perché c’è veramente di tutto, da Dylan & The Dead alle registrazioni ultra esoteriche con armonie quartali in stile Miles Davis alle OST dei film
Ciò detto, cosa ascoltare?
Hai già Live\Dead quindi con quello puoi farti un’idea del primo periodo psichedelico. Se vuoi approfondire, questo è un bel cofanetto di febbraio 1969:
Per pescare negli altri periodi ti consiglio alcuni dei concerti più famosi. Ah, un’altra premessa: tutti i loro concerti sono divisi in due set, di solito nel primo ci sono canzoni più brevi e danzerecce, mentre nel secondo ci sono le jam e le improvvisazioni.
Veneta 72: concerto benefico per la famiglia di uno del giro, giorno caldissimo e loro suonano un po’ più lento del solito. Registrato da paura, i pezzi sono quasi tutti diversi rispetto a Live\Dead, è già entrata la vena country e Donna+Keith hanno portato la band al massimo per me
RFK Stadium 73: Questo è il loro concerto più lungo in assoluto: quattro ore e quaranta
Il primo set dura 100 minuti, ho visto interi concerti più brevi.
Poi c’è il secondo set da due ore.
E POI siccome in apertura la band di supporto erano gli Allman Brothers, c’è un’ora extra con ospiti Dickey Betts e Butch Trucks
Cornell 77: questo è stato una leggenda per molti anni, i bootleg registrati dal pubblico erano i più diffusi e famosi. Qualche anno fa hanno ritrovato i nastri registrati dal mixer ed ecco qua. Una bomba in cui si balla dall’inizio alla fine
DISCLAIMER: qua e là incontrerai delle stecche atroci, in tutti i concerti. Diciamo che le voci non erano il loro forte ma è un modo di cantare molto realistico e naturale, dopo un po’ ci ho fatto l’orecchio e ora lo apprezzo molto. Certo, ci sono volte in cui rientrano da un’improvvisazione di venti minuti e la prima nota che prendono è una tragedia
para ma tu sai qualcosa dagli 80s in poi? Io tabula rasa totale anche se a volte mi pare di sentire delle Jam di quel periodo e alcune non sono per niente male, super geometriche e piene di raggi laser.
Tipo alcuni solos di Not Fade Away fatti fon la distorsione dentale sono cool
comunque fratello Jerry ha fatto la OST di Zabriskie Point di Antonioni perche era un suo super fan E nel film c’è anche darkstar da live/dead e altra roba
Pochissimo, purtroppo non mi piace per niente la voce di Brent Mydland e quella di Jerry dopo l’80-81 diventa quella di un vecchio (aveva 40anni porca troia).
Poi quando negli assoli attacca la midi technology che gli permette di avere il suono del clarinetto con la chitarra io muoio
Concordo che ho sentito qua e là dei singoli pezzi fighissimi, ma quando poi mi metto a sentire il concerto intero c’è sempre qualcosa di orrendo a controbilanciare. So che il tour dell’89 è molto famoso perché erano particolarmente in forma.
Si dice “ossessione” il fatto che ogni concerto sia diverso e che tra registrazioni ufficiali o bootleg lo puoi trovare registrato dal mixer è un disastro poi succedono cose tipo l’excel in cui segno i commenti alle varie date che ho ascoltato
In alternativa c’è l’approccio storiografico, cioè ti lanci direttamente sulla docu-miniserie Long Strange Trip (dove Scorsese ci ha messo mani ), che merita di essere vista anche solo per una questione di cultura musicale - per dira una delle tante cose è che sono praticamente gli inventori dei sistemi moderni di PA, ma è cool sapere come sono arrivati in maniera sgangherata a concettualizzare il Wall of Sound. Da li cominci a prendere i singoli che ti sono piaciuti della OST e si può fare un’analisi di cosa piace\non piace.
I Grateful Dead sono un po come Frank Zappa da sto punto di vista, quindi “da dove comincio?” è super relativo, tenendo conto che anche all’interno di uno stesso show c’è una variazione di stili mega variegatissima. C’è il folk, c’è il blues, c’è country, c’è bluegrass, c’è funk, c’è disco, c’è americana, c’è psichedelia, c’è jazz, c’è un po di noise, c’è un po di avant-garde.
Puoi usare anche la pagina wiki delle uscite per orientarti incrociando con i periodi che ti ho segnato sopra i concerti che hanno pubblicato suonano tutti bene, quindi puoi pescare in base al periodo che vuoi esplorare.
Mah sono d’accordo con Grismi: il “da dove comincio” è lì sopra. Live\Dead, Veneta 72 e Cornell 77: sono già diverse ore di musica. Se piacciono, si può approfondire cercandone altri e scegliendo a seconda del periodo come ho consigliato sopra.
Se non piacciono, non saranno consigli di altri concerti a far cambiare idea non si passa a un sound completamente diverso, le coordinate rimangono quelle
Poi se vuoi splittare tutto, c’era un mio topic sulla morte di Phil Lesh dove forse avevo già linkato qualcosa
Dimenticavo, ti consiglio anche di tenere d’occhio autori dei pezzi e testi: intanto noterai che ci sono tante cover (Johnny Cash, Bob Dylan, Kris Kristofferson, Chuck Berry, diversi bluesmen) e tanti traditional. I Grateful Dead fanno parte di una tradizione americana di canzonieri che si passano le canzoni e reinterpretano pezzi di altri. Una loro scaletta spesso è per il 50% cover
Nei pezzi scritti da loro, i testi secondo me spesso sono stupendi: sono un raro caso di band con un paroliere che se ne occupava. Anzi due: Robert Hunter scriveva i pezzi di Jerry Garcia e John Perry Barlow scriveva quelli di Bob Weir.
C’è di tutto, visioni hippie e dubbi teologici, Americana e intimismo:
Well, I ain’t always right, but I’ve never been wrong
Seldom turns out the way it does in a song
Once in a while, you get shown the light
In the strangest of places if you look at it right
Inspiration, move me brightly, light the song with sense and color
Hold away despair, more than this I will not ask
Faced with mysteries dark and vast, statements just seem vain at last
Some rise, some fall, some climb, to get to Terrapin
Counting stars by candlelight, all are dim but one is bright
The spiral light of Venus, rising first and shining best
On, from the northwest corner, of a brand new crescent moon
While crickets and cicadas sing, a rare and different tune
Sometimes the light’s all shinin’ on me
Other times I can barely see
Lately it occurs to me
What a long, strange trip it’s been
What shall we say, shall we call it by a name?
As well to count the angels dancing on a pin
E poi Dark Star, il pezzo sui buchi neri scritto prima della scoperta dei buchi neri diventato poi la loro jam più libera e famosa
Dark star crashes
Pouring its light into ashes
Reason tatters
The forces tear loose from the axis
Searchlight casting
For faults in the clouds of delusion
Shall we go?
You and I while we can
Through
The transitive nightfall of diamonds
Mirror shatters
In formless reflections of matter
Glass hand dissolving
In ice petal flowers revolving
Lady in velvet
Recedes in the nights of goodbye