Lo volevo postare in Real Life > Cinema e TV ma praticamente e’ solo un contenitore di topic in cui si loda e odia questa o quella serie tv / film / saga.
Quindi lo metto qua. meh.
Lo volevo postare in Real Life > Cinema e TV ma praticamente e’ solo un contenitore di topic in cui si loda e odia questa o quella serie tv / film / saga.
Quindi lo metto qua. meh.
se vuoi puoi postare anche riflessioni sul cinema in generale ![]()
C’era un thread sugli essay sul sottoforum di cinema per raccogliere ste cose, ma si: nessuno si caga più certe cose.
L’avevo visto un paio di settimane fa sto video, ben fatto.
Purtroppo però il pubblico ormai ha normalizzato sta cosa e quindi non fa più effetto a nessuno, specialmente le nuove generazioni.
L’ad finale mi ha lasciato un po’ così ![]()
Bello però, grazie. L’assenza di concretezza tattile è una cosa davvero evidente in un certo tipo di cinema.
E concordo che è una scelta indipendente dal mezzo: la terza stagione di Twin Peaks è girata in digitale e quando è necessario è concreta, fisica, per poi diventare molto più astratta e meno tattile quando mostra mondi paralleli e bizzarrie varie
In parte collegato visto che l’argomento viene toccato nel video, qualche giorno fa ho visto questo:
Per me contribuisce al problema, l’assenza di ombra e contrasto rende il mondo diafano, non concreto.
Porca troia hanno girato il mondo del Mago di Oz in Inghilterra
yumm che luce fantastica
sono totalmente daccordo con il contenuto del video
alla fine la colpa di chi è? dei soldi? non facevano abbastanza soldi?
guardare un bel film è uno dei piaceri della vita, ogni anno diventa sempre più difficile onestamente
Approvo ogni sillaba che dice nel video.
Però non credo che sia solo colpa dell’industria.
Mi arriva anche come fenomeno di immerdamento del pubblico che gradisce di più certi contenuti a discapito di altri.
Cioè mi immagino attori, registi, etc, che in cuor loro pensano
“e facciamo quest’altra porcata di film che se no i soldi piangono”
Poi ci parli e scopri che avrebbero voluto fare altro.
Prendiamo i primi 3 box office del 2025 worldwide
Mi viene il vomito solo dai trailer
Torniamo indietro di 40 anni e prendiamo i primi 3 del 1985 sempre worldwide, che anche all’epoca i soldi piangevano, però andavi al cinema e uscivi che ti erano finiti i popcorn e non ti eri addormentato.
A parte il livello dei film che stiamo già tre a zero, ma proprio le scene di giorno cazzo pare che puoi respirare i raggi solari e per poco non senti anche l’odore, le messe a fuoco da sfaso proprio:
Cioè guardate il viso e l’acqua di Maryl o il primo piano di Rambo nel fango.
Su ritorno al futuro non dico un cazzo se no mi sale il nervoso.

C’è stato anche il periodo (ma magari è ancora così, non ho più guardato i film marvel e compagnia) in cui iniziavano le prime produzioni massiccie con green screen e virtual production, in cui usavano rim-lights estreme ovunque sugli attori ![]()
Sembrava di vedere soap opera più che film.
edit - ah ok ho visto il video, lo dicono pure qui, lo chiama “supernova” ![]()

Se per questo avevo letto un’analisi che parlasse di come il mondo si sia spostato dalle luci calde a tutti LED bianchi e freddi e questo porti ad una sensazione di degradazione del reale nei film (e non).
Fan pure male per la qualità del sonno (i LED).
Beh ci sta, Mubi e’ una piattaforma eccezionale se vuoi vedere roba che non e’ la solita trashata di netflix. E’ proprio l’antitesi delle piattaforme generaliste direi, merita assolutamente ![]()
Piattaforma di cui ignoravo completamente l’esistenza tra l’altro.
i film marvel sono l’apoteosi della merdificazione
mai visto uno, ma basta guardare i trailer per capire subito che fanno cagare
Comunque per contribuire attivamente alla conversazione potrei solo aggiungere a mio avviso il cambiamento nella produzione cinematografica e quindi nella percezione qualitativa degli stessi sia il prodotto delle modificate dinamica culturali e comportamentali occorse nel tempo; quindi ad oggi i film sono costruiti per essere solamente visti e quindi permeati da un senso di iperrealtà mentre in passato l’intento era quello rendere partecipe lo spettatore agli accadimenti, di poterne percepire versosimilmente le dinamiche e quindi di poter condividere potenzialmente l’esperienza, positiva o negativa, assieme ad i personaggi.
Forse è solo sovraesposizione però.
E certamente l’uso e l’abuso della CGI non agevola, neppure per gli attori e la loro l’immedesimazione, vedersi Ian McKellen in lacrime di fronte ad un telone verde per me è stato il culmine di questo processo, quindi il risultato finale è inevitabilmente asettico, in primo luogo perchè troppo spesso nessuno della produzione tutto sommato crede veramente a quanto stiano facendo, diventando farsesco in definitiva.
Ma quanto ha però maggior rilievo è l’ambiente sociale ed economico in cui le produzioni cinematografiche siano realizzate; certo, da sempre lo sono principalmente per intrattenere e profittare, le catene di poduzione di settore sono vecchie di un secolo alla fin fine, come i 4 milioni di western prodotti in batteria tra il 1950 ed il 1980, ma ad oggi forse è più percepibile il livello di industrialità del processo e prima di ogni altro aspetto la mancanza evidente di un processo di revisione dei testi, personaggi scialbi, posati, irrealistici e poco definiti, e di tempo per ottenere un certo risultato narrativo.
Alla fine si riduce sempre ad una sola cosa: i soldi.
Le nuove tecnologie per la maggiorparte servono solo a rendere più efficente (in altre parole “veloce” e “meno costoso”) il processo di produzione cinematografica.
Poi anni fa il cinema (stiamo parlando sempre di blockbuster, cinema mainstream etc) era 30% arte e 70% design. Ora è 99% design e in più è tutto brand.
Ad esempio per parlare in ambito di scrittura: una volta i produttori ricevevano e leggevano diecimila sceneggiature (e ognuna di queste era scritta da persone che hanno impiegato anni per produrle) e ne prendevano una veramente fatta bene. Ora sanno che devono sfruttare l’IP di Alien e allora chiamano uno scrittore a caso e gli dicono che devono fare i prossimi due film di Alien e quindi ha qualche mese per scriverli che poi appena trovano un regista partono.
Hai centrato un punto importante, la guida esogena alla produzioni, e difatti anche con attori personalmente presenti e capaci, e ve ne sono eccome, il materiale di partenza su cui si devono basare è, o almeno pare essere, davvero semplicistico e poco ricercato; il risultato sono spesso personaggi figurativi assai banali, funzionali e poco organici a prescindere dalla performance recitativa, e penso per loro sia davvero frustrante.
Io comunque ho fatto l’esempio della scrittura perchè è quello più lampante, e quello più a monte di tutto il processo, ma va a coinvolgere tutti i reparti della produzione (come viene spiegato anche nei video postati sopra).
Volevo specificare poi che come 99% di design, intendo più che altro design (industriale) atto ad ottimizzare il processo produttivo, non il vero design che come scopo ha quello di soddisfare il pubblico a cui è rivolto.
Tanto poi hanno scoperto che possono vendere i prodotti culturali (mediocri) come bene di consumo, perchè il pubblico oramai non è più interessato a vivere e apprezzare un avventura per un paio di ore, vuole solo occupare quello spazio tra la cena e il letto, o trovare un posto dove andare quando fuori piove.
Quindi invece di creare qualcosa di interessante che potrebbe non funzionare, sfornano in catena di montaggio tutti sti film veloci e sicuri che la gente andrà a vedere perchè “è il nuovo film marvel, e stasera non c’ho un cazzo da fare”
E questo oramai è valido per tutti i media compresi i videogames
Si lo stato delle sceneggiature è totalmente imbarazzante, io sono anni che dico che non ce la raccontano giusta e che non è vero che esistano ancora sceneggiatori. Per me le fanno scrivere dal ragazzo del caffé in pausa pranzo perché tutt i soldi vanno in marketing e studi grafici ![]()
Ma il ragazzo del caffè almeno è un essere umano, è già grasso che cola ![]()
Si, beh; non tutta la produzione cinematografica odierna può essere però considerata svililmente, la qualità nelle produzioni esiste eccome, così come certamente non tutte le opere del periodo delle cinematografia classica siano indiscutibilmente buone, solo però è evidente una certa standardizzazione delle procedure di produzione, così come una concentrazione di mercato delle aziende di settore, tale da creare dei meccanismi di realizzazione dove le ridondanze e le similitudini appaiono molto più dirette.
Poi chiaramente il volume di produzione è cresciuto enormemente ed anche il consumo medio con la loro fruibilità, chiaro la mediocrità sembri ancor più prevalente.