Twitchturbate, TikTok e le nuove frontiere della zoccol... intrattenimento.

cioe' adesso a parte gli scherzi, se domani il tuo cliente Mario Rossi inizia un percorso di transizione e ti chiede di essere chiamata sig.ra Rossi, tu ti impunti e continui a chiamarlo Mario perche' e' un tuo diritto?

non ce credo nemmeno se ti vedo.
Se comincia un vero percorso di transizione fisico e mentale lo chiamo pure Samantha.

Se si fa i capelli blu ma rimane un macellaro di 140kg con la barba e due avambracci grandi come le mie cosce
che ha deciso che da ora è donna ed io devo rivolgermi a lui come se lo fosse davvero, no thx.
boh per me e' solo presunzione di poter giudicare quando un percorso e' vero e quanto no.

che c'hai, la tabella? se c'hai il cazzo si, se c'hai la barba si, pomo d'adamo forse, se ti trucchi sei donna senno' no?


secondo me banalizzi quelle che possono essere le difficolta' che puo' avere una persona, soprattutto giovane, a essere diverso; magari anche solo farsi i capelli blu per quella persona ha dovuto radunare un sacco di coraggio perche' sa che esce di casa ed incontra persone come te
Ma io mica gli dico che è stronzo.
Ma nemmeno le dico che è stronza.
Porto rispetto a mi rivolgo con educazione con tutti a prescindere.

Poi se ha una sensibilità tanto accentuata capirà anche le mie difficolta nel non riconoscere le discrepanze che mi sono ostiche.

Per me l'uomo è uomo, la donna è donna.
Il beneficio del dubbio lo do a chi almeno ci prova a saltar la staccionata.

E' un mondo crudele per tutti mica solo per i puri gigli, tanto sensibili, sbocciati a bordo strada.
Che tra l'altro ho pure avuto un cliente (che poi è stato pure mio dipendente al ristorante) che la staccionata l'ha saltata e nessunissimo problema a chiamarla col suo nuovo nome e pronome.

Solo che personalmente ritengo che uno debba meritarsi il titolo.

Ti fai la tua bella cura ormonale, fai sparire il pennello, ti fai cucire il fodero ed io ti cambio il pronome.
Non ti considererò mai una donna ma mi rivolgerò a te al femminile.

[QUOTE=MARGIO;20475603]
Se ha una sensibilità così accentuata capirà anche le mie difficolta nel non riconoscere le discrepanze che mi sono ostiche.

Per me l’uomo è uomo, la donna è donna.
[/QUOTE]

guarda io non penso che tu sia transfobico omofobo o un troglodita o cattivo, e’ normale quando sei vecchio non riuscire a rimettere in discussione gli assoluti con cui sei cresciuto, pure se tutte le evidenze puntano al contrario.

nello specifico, tutte le evidenze puntano al fatto che ‘l’uomo è uomo, la donna è donna’ e’ una semplificazione della realta’ e quindi possiamo trincerarci dietro le nostre convinzioni (tanto siamo vecchi) oppure cercare di capire dove va a parare il mondo.

A me stupisce solo che generalmente sono le persone coi figli a sforzarsi di meno a capire le nuove generazioni, forse perche’ avere figli ti fa invecchiare prima :asd:

[QUOTE=MARGIO;20475615]

Ti fai la tua bella cura ormonale, fai sparire il pennello, ti fai cucire il fodero ed io ti cambio il pronome.
Non ti considererò mai una donna ma mi rivolgerò a te al femminile. :dunno:[/QUOTE]

eh quindi tu la chiami donna solo alla fine del percorso di transizione?

secondo te il tuo cliente 2 anni prima di farsi levare le palle stava bene col proprio corpo/sesso?

secondo te non soffriva di qualche sorta di problema per il fatto di sentirsi donna?

secondo te chiamarlo Mario invece che Maria solo perche’ ancora c’aveva il cazzo non e’ infliggere un dolore INUTILE a una persona che sta gia’ attraversando una fase complicata?

tl;dr

:asd:

[YT]tZJBM0pNjCs[/YT]



cmq chiamare una persona trans con il pronome che desidera (pure se e' un muratore da 120kg) e' per me un modo per mostrare che rispetto e non metto in dubbio il fatto che lei si consideri donna - e rispetto e supporto i suoi sforzi di trovare una dimensione in cui si sente piu' a suo agio

ma non significa che dentro di me io ignori la differenza tra una persona nata donna e una che ci e' diventata


per uscire un attimo dal discorso trans, quando ero ragazzino mi ricordo come c'era molta meno consapevolezza dei disturbi alimentari tipo anoressia e bulimia quindi e' normale che vedevi una anoressica e dicevi 'magna qualcosa'
10 anni fa se dicevi che c'avevi la depressione ti dicevano -la vita e' bella, de che te lamenti, esci di casa.
mia madre e' ancora convinta che la depressione significa essere tristi, pure se lei e' la prima depressa.

quindi, visto e considerato il passato, sono tentato di pensare che statisticamente stiamo prendendo sotto gamba un sacco di disturbi mentali (tra cui quello provocato dal non ritrovarti esattamente a tuo agio nel tuo corpo)

[QUOTE=Oath;20475623]eh quindi tu la chiami donna solo alla fine del percorso di transizione?

secondo te il tuo cliente 2 anni prima di farsi levare le palle stava bene col proprio corpo/sesso?

secondo te non soffriva di qualche sorta di problema per il fatto di sentirsi donna?

secondo te chiamarlo Mario invece che Maria solo perche’ ancora c’aveva il cazzo non e’ infliggere un dolore INUTILE a una persona che sta gia’ attraversando una fase complicata?[/QUOTE]

Io modifico il mio vocabolario solo a trasformazione avvenuta.
Esatto.
Ed anche a quel punto non la considero comunque una donna.
Esatto.

Riguardo agli eventuali traumi, ne ha chiunque calpesti queste polverose lande.

Siamo umani, ci consideriamo qualcosa in più degli animali perché da una manciata di millenni ci si racconta cazzate, ma il mondo non ha mai cambiato opinione su di noi ed è molto probabile che questo millennio sia l’ultimo.

Quindi adattarsi e sopravvivere. :dunno:

Seghe mentali a parte :asd: la mia opinione si avvicina molto a quella di Peterson.

[YT]jR2SMwkjdk8[/YT]

cmq chiamare una persona trans con il pronome che desidera (pure se e’ un muratore da 120kg) e’ per me un modo per mostrare che rispetto e non metto in dubbio il fatto che lei si consideri donna - e rispetto e supporto i suoi sforzi di trovare una dimensione in cui si sente piu’ a suo agio

ma non significa che dentro di me io ignori la differenza tra una persona nata donna e una che ci e’ diventata :asd:
[/QUOTE]

Ecco vedi tu la consideri una forma di rispetto per me invece accordarle il nome e pronome pur nel profondo ricordandosi sempre che non lo è è una forma di paraculaggine.

Ti ci chiamo, perché ci tieni, ma so che non lo sei.
Che rispetto c’è in questo?

Stai solo assegnando un nickname, non stai riconoscendo nulla. :dunno:

[QUOTE=Oath;20475482]
il problema della shewa e’ che e’ al contrario mi da’ un fastidio incredibile, e non e’ una soluzione praticabile a lungo termine. oltretutto non e’ possibile usarla in maniera organica (tipo quando parli) quindi alla fine e’ usata solo da chi ha particolarmente a cuore il problema dell’inclusivita’ del linguaggio o da chi deve farsi riconoscere come parte di un gruppo :asd:
[/QUOTE]

Solo la seconda, lo schwa è una puttanata (così come la u e l’*) che è stata cavalcata da chi è stato abbastanza furbo da farsi un nome andando sui giornali, ma non abbastanza intelligente da proporre una soluzione reale. Per il semplice fatto che la soluzione reale non esiste se non si fa una di queste due cose

  1. scendere a compromessi (ad esempio cambiamo alcune regole e sdoganiamo alcuni termini ma rimaniamo d’accordo che il maschile funziona anche come “neutro”)
  2. riscriviamo la lingua italiana da zero

Tertium non datur perché tutte le soluzioni raffazzonate tipo schwa risolvono un problema su 5 e ignorano comodamente gli altri 4.

Pensa che siamo arrivati a una situazione talmente imbarazzante e ridicola su questo argomento (che pure di per sé è molto serio eh, è come viene affrontato a far ridere il culo) che persino la Crusca si è sprecata finalmente a prendere una posizione netta (ed è veramente un momento storico, perché il livello di coinvolgimento della Crusca in questi problemi di lingua “reale” solitamente si limita a pubblicare articoli di analisi sul valore di “petaloso” come neologismo)

Preciso comunque a scanso di equivoci che il discorso dei pronomi e il discorso dello schwa sono due cose diverse, il primo è solo una questione di educazione, il secondo è un problema linguistico, e sono stati mischiati per farne un casino che verosimilmente porterà solo a non far avere niente a chi magari cercava solo un minimo di affermazione sociale.

[QUOTE=MARGIO;20475647]Ecco vedi tu la consideri una forma di rispetto per me invece accordarle il nome e pronome pur nel profondo ricordandosi sempre che non lo è è una forma di paraculaggine.

Ti ci chiamo, perché ci tieni, ma so che non lo sei.
Che rispetto c’è in questo?

Stai solo assegnando un nickname, non stai riconoscendo nulla. :dunno:[/QUOTE]

Come in tutte le cose che fai quotidianamente, se non sei un burino il “lei” lo dai anche a persone che ti stanno sul culo e a cui daresti tranquillamente del tu per mandarle affanculo, ma usi il lei per educazione per quanto finta.

Tralascio il dettaglio tutto sommato non irrilevante che l’allocutivo di cortesia “lei” non è uguale al pronome femminile per caso, è proprio lo stesso, quindi stiamo a farci le paranoie se usare lui o lei per un trans quando sono secoli che usiamo il femminile per chiunque :asd:

[QUOTE=MARGIO;20475647]Ecco vedi tu la consideri una forma di rispetto per me invece accordarle il nome e pronome pur nel profondo ricordandosi sempre che non lo è è una forma di paraculaggine.

Ti ci chiamo, perché ci tieni, ma so che non lo sei.

Stai solo assegnando un nickname, non stai riconoscendo nulla. :dunno:[/QUOTE]

boh forse hai ragione tu, pero’ io sono onestamente convinto che chi si trova in quella situazione passa una vita di inferno e se posso fare in modo di non essere parte del suo inferno - e se non mi costa un cazzo - non vedo perche’ non dovrei farlo.

sono cresciuto dando del lei ai vecchi e alle guardie perche’ si sentono stocazzo, sai che sforzo dare del lei ad un uomo perche’ si sente una donna? :asd:

-Bella Bro!

-No scusa non sono più bro, da oggi sono Laura.

-Orco in virtù del rispetto e della sensibilità verso il prossimo di cui sono solito incensarmi da oggi ti considererò una donna e supporterò i tuoi sforzi per trovare una dimensione in cui sentirti a tuo agio.

-Grande Bro, sapevo di poter contare su di te, in effetti sei sempre stato il mio preferito. Anzi possiamo dire che ho proprio un debole per te... ma se ti mettessi la lingua in bocca in segno di ringraziamento?

-Ecco vedi Laura... mi son rasato di fresco e tu hai i baffi, non vorrei mi irritassi la pelle...

-Succhiatina di cazzo? Ti faccio dare una spazzata al mio back-porch?

-Ecco Laura, non che non ne sia lusingato ma ehm... non per mancarti di rispetto ma sai, sono fidanzato... poi ho sta cosa del complesso tricotico... eh insomma... il culo te l'ho visto negli spogliatoi di calcetto e ce l'hai più peloso dell'orso Baloo

[QUOTE=Rehn Freemark;20475652]
Pensa che siamo arrivati a una situazione talmente imbarazzante e ridicola su questo argomento (che pure di per sé è molto serio eh, è come viene affrontato a far ridere il culo) che persino la Crusca si è sprecata finalmente a prendere una posizione netta (ed è veramente un momento storico, perché il livello di coinvolgimento della Crusca in questi problemi di lingua “reale” solitamente si limita a pubblicare articoli di analisi sul valore di “petaloso” come neologismo)
[/QUOTE]

ma si ma infatti io sono a favore di dibattiti sul tipo avvocato/avvocatessa - non prendo posizione ma mi sembrano argomenti su cui vale la pena discutere anche perche’ puoi arrivare ad una soluzione

ma sta cazzo di battaglia contro il maschile sovraesteso, che poi a dirla tutta allora non abbiamo una forma per indicare tutte le persone di sesso maschile in un insieme (in una classe se dici ‘tutte’ intendi solo le donne, per gli uomini non puoi dire tutti) - siamo noi i veri discriminati dal maschile sovraesteso

[QUOTE=Oath;20475661]boh forse hai ragione tu, pero’ io sono onestamente convinto che chi si trova in quella situazione passa una vita di inferno e se posso fare in modo di non essere parte del suo inferno - e se non mi costa un cazzo - non vedo perche’ non dovrei farlo.[/QUOTE]

Perchè…

[QUOTE=Oath;20475661]
sono cresciuto dando del lei ai vecchi e alle guardie perche’ si sentono stocazzo, sai che sforzo dare del lei ad un uomo perche’ si sente una donna? :asd:[/QUOTE]

…proprio come per guardie e vecchi che si sentono stocazzo lo stai facendo con motivazioni di facciata e non perché lo pensi davvero.

La cosa rende la vita più comoda a te ed a lui ma non credo sia questo che desidera chi chiede di essere considerate una lei in tutto e per tutto.

Il quieto vivere è una cosa, il rispetto è un’altra.

[QUOTE=MARGIO;20475665]

Il quieto vivere è una cosa, il rispetto è un’altra.[/QUOTE]

infatti alle guardie gli dai del lei per quieto vivere, alle persone trans per rispetto :asd:

poi magari sbaglio io, ma non ci vedo una contraddizione nel mostrare supporto e rispetto alle persone trans e allo stesso tempo non essere convinto di parte delle loro argomentazioni e non condividere la stessa agenda di parte di loro.

come non sono d’accordo con te ma non penso che le tue idee siano criminali o che tu debba essere cancellato dalla faccia della terra eh :asd:
e dal vivo di mostrerei rispetto ugualmente.

No aspé, non ci stiamo capendo.
Pure io ad un trans do del lei.
Un trans é una persona che palesemente non si sente uomo, ha iniziato un percorso ed il piú delle volte lo ha pure portato a termine.

Io mi riferisco a tutta la selva di gender piú o meno fluidi usciti dalle fottute pareti in questi anni.

Gente che scambia una moda per orientamento sessuale.
Gente che inventa di sana pianta i propri pronomi e reputa un insulto il rifiuto ad utilizzarli.
Diciamo che fino all'LGBT non ho nessun problema.

Già al Q mi scappa un mezzo vaffanculo.

Ma il + no.
Il + li considero come i fruttariani.
Un'anomalia dei nostri tempi.