L’altro giorno, abbastanza increduli, iniziamo a ricevere messaggi privati da parte di un personaggio pubblico. Verifichiamo e riverifichiamo ed in effetti riscontriamo che proprio di lui si tratta: il marito del nostro sindaco.
Cioè, voglio dire, sei la “first lady” (come si dice al maschile?) del Comune, tua moglie è stata eletta sindaco e ha mille difficoltà per far partire - speriamo presto alla grande - la sua nuova attività, c’è polemica su tutti i giornali perché è nuova e in qualche maniera il sistema gioca a metterla in difficoltà con critiche ingiuste (anche noi facciamo critiche, ma mai ingiuste e sempre costruttive, volte a correggere gli errori), e tu cosa fai? Ti metti a lasciare nero su bianco insulti e sciocchi comportamenti da bullo informatico? E andiamo un po’… Ma vi pare possibile? La conversazione inizia così come vedete, dal nulla esce un messaggio che recita “sei patetico”. E poi il resto lo leggete qui sotto.

Ma al di là del buon Severini, che evidentemente non riesce a contenersi, non riesce a ragionare in maniera pacata e costruttiva e non riesce a capire che questi suoi comportamenti servono solo a mettere in difficoltà sua moglie, questo post ci serve per riflettere su una questione che sta interessando la città da alcuni tempi, ma specialmente nelle ultime settimane.
Sebbene attenuata negli ultimi giorni, quando errori e imbarazzi da parte della nuova amministrazione stanno fiaccando anche il sostegno dei più infoiati, il problema del “tifo politico” che è stato innescato dal Movimento 5 Stelle rappresenta un piccolo problema da gestire. Ed è soprattutto il M5S che deve gestirlo: avere dei supporter che interpretano la passione per la politica come micidiale tifo ultras cieco e violento può rappresentare e rappresenta un grave punto di debolezza.
Questo blog da quasi 10 anni incalza i partiti al potere e quelli all’opposizione. Lo fa spesso con durezza. Forza Italia, AN, Fratelli d’Italia, Storace, il PD. Sono tutti partiti che abbiamo attaccato con una nettezza piuttosto spicciola, ai limiti - lo riconosciamo - della querela. Abbiamo attaccato tutta questa marmaglia politica romana con molta più forza di quella che abbiamo utilizzato per attaccare il M5S, ma solo dal M5S abbiamo avuto in cambio una reazione piena di violenza, di insulti, di attacchi privi di qualsiasi contatto con la realtà e del contenuto effettivo delle nostre critiche.
Tra l’altro se a Roma il voto di protesta e di cambiamento fa risultati così rotondi una buona parte del “merito” (se così vogliamo chiamarlo) è anche nostro: Roma, infatti, grazie a questo blog, oggettivamente autentico caso editoriale raccontato dalle testate di tutto il pianeta, è l’unica piazza in Italia dove esiste una narrazione del declino e del degrado, dove c’è un costante racconto del fallimento delle classi dirigenti. E’ grazie a noi se è maturato un sentimento di vendetta - da parte degli stessi elettori di centro sinistra - verso il PD, è grazie a noi se decine se non centiaia di migliaia di cittadini hanno guadagnato consapevolezza relativamente alle reali condizioni della città ed alle reali responsabilità della classe dirigente. Abbiamo, non ci vuole un raffinato analista antropologico per capirlo, contribuito culturalmente a questa fase di grande transizione. Ma non per questo ci asteniamo dal criticare e dal pungolare continuamente chi è al potere ora. Questo non fa di noi dei “patetici”, lo saremmo facendo diversamente.
La nostra azione quotidiana e costante, ormai quasi decennale, di “educazione civica” ha portato molte persone ad aprire gli occhi. Tanti tra questi, una volta presa coscienza, hanno votato Cinque Stelle. Dunque perché trattarci così?
Le reazioni poi, come in ogni pericolosa setta che si rispetti, vengono condite tutte dagli stessi argomenti, spesso dalle stesse frasi ripetute a pappagallo. E tutti se ne fanno interpreti, dall’ultimo degli elettori fino al marito del sindaco. È inquietante anche se, bisogna dirlo, si tratta comunque di una minoranza dell’elettorato (oggi maggioritario o quasi) del Movimento. Una minoranza però rumorosa e, a nostro modo di vedere, potenzialmente pericolosa. Si tratta, in tutta evidenza, di una forma di fondamentalismo politico assolutamente inedito nell’Italia repubblicana, qualcosa forse di assimilabile al Partito Fascista non tanto per i metodi e per l’aggressività (che pure c’è ed è un problema), quanto per la totale incapacità di razionalizzare, di leggere i contenuti, di stare ai fatti staccandoli dalla propria distorta percezione.
Una critica costruttiva diventa un “attacco” (non lo è, ma anche se lo fosse? È forse vietato fare attacchi a chi governa? Non è forse quello che da anni fanno i pentastellati con una durezza talvolta così intensa da essere scomposta?); una analisi dei fatti diventa “spalare merda” o “gettare fango”; una opinione espressa un “giudizio” (notate come fa presente che noi non abbiamo il “diritto” di giudicare); una nota sull’attuale amministrazione fa immediatamente di te un adepto dell’amministrazione precedente oppure un piddino, un pidiota, un pidocchio nel ricorsivo servirsi di giochi di parole da scuola elementare. Se provi a portare la discussione fuori dalla tifoseria e dentro ad un dibattito sano, svaniscono: “non ti rispondo perché non ne vale la pena”. Ma come, santo cielo, sei venuto tu a parlarmi qualche minuto fa tra l’altro insultando, io ti rispondo in maniera civile e tu scappi via? Sarei semmai dovuto scappare io. Boh…
Siamo stati costretti, ed è una cosa inedita, a bloccare in questi giorni decine e decine di persone che passavano la giornata a insultare il prossimo e il lavoro del nostro blog su Facebook. Anche questa è una cosa totalmente inedita. Abbiamo passato anni a darle di santa ragione al PD, abbiamo passato 5 anni a dire peste e corna di Alemanno e della destra, ma mai ci era successo di dover avere a che spartire con un gruppo di facinorosi estremisti che volevano semplicemente impedirci di esprimere la nostra opinione mandando alle ortiche qualsiasi tentativo di dibattito civile. Nulla di simile ci era mai successo neppure quando ci siamo fronteggiati con Casa Pound o con i movimenti antagonisti e i centri sociali.
I dirigenti di questo partito, i vari Di Maio, Fico o Lombardi, invece di immischiarsi più del dovuto nel governo delle città, dovrebbero curarsi maggiormente di gestire i propri supporters e il proprio elettorato. Aver convinto gli stupidi e i tarati che la loro importanza “vale uno” esattamente come valgono le persone ragionevoli, intelligenti e preparate ha delle conseguenze che vanno governate prima che degenerino. Se la passione politica giustifica lo squadrismo tutto diventa possibile.
P.S. Con ogni probabilità Andrea Severini era arrabbiato per quello che stiamo facendo emergere riguardo a come è gestito il Movimento 5 Stelle nel XIV Municipio (leggete con attenzione qui e qui), ma se aveva qualcosa da ridire sulle nostre ricostruzioni - indubbiamente e comprensibilmente per lui imbarazzanti - non poteva farlo con un testo in cui spiegava la sua versione dei fatti? Lo avremmo pubblicato con piacere e magari molti lettori sarebbero stati aiutati a capire meglio. Non era meglio fare così invece che comportarsi come l’ultimo degli attivisti invasati che, invece di far del bene, rischiano di essere proprio la cosa che fa alla lunga più del male al Movimento?