[QUOTE=catvet;20136616]Ma poi in quegli anni col satanismo si era ossessionati.
Vedi negli anni '90 c’era letteralmente la caccia al satanista e alle sette.
Posto poi che la Toscana è sempre stata una terra che si dice si prestasse molto a queste cose, nel senso che sembrava ci fosse molto fervore in merito in Toscana.
Curiosità: un mio amico che ha abitato a Siena era andato all’eremo vicino al ponte della pia per sbaglio (era a passeggio col cane che si era poi allontanato) e dentro l’eremo ha visto candele, pentacoli e una capra impiccata :v[/QUOTE]
Questa è la puntata di Porta a Porta nel pieno di quell’isteria, 2001
https://www.youtube.com/watch?v=rFOoaTO_sV0
Da notare come i tizi della villa sotto sequestro risulteranno poi del tutto estranei ai fatti ma vivranno un’odissea giudiziaria per poter rientrare in possesso dei propri beni. E Giuttari che si dà le arie del superpoliziotto sponsorizzando il suo libro
[QUOTE=char;20136637]Io negli anni '90 ho avuto la polizia in casa per tenere occhi ed orecchie su una presunta setta che si riuniva di là dalla strada di casa mia.
Comunque la storia dello Zodiac Killer aka Mostro di Firenze aka … custode o curatore del museo memoriale americano della WW2 a Firenze? Non ricordo di preciso. Ecco, mi ha sempre incuriosito, sopratutto perché era estremamente verosimile.
il .LR22 che in Italia è un calibro sostanzialmente inutile per la maggior parte delle persone, da utilizzare con un tipo di arma da fuoco che uno si deve andare a cercare deliberatamente, sommato alla storia del caricatore visto scintillare una mattina piovosa nel giardino di Pacciani - sempre che non confonda la mitologia, anche qui - mi ha sempre generato pensieri contrastanti[/QUOTE]
L’attribuzione Zodiac=Mostro di Firenze è una mera puttanata (mi ripeto) giornalistica fatta da Amicone, Tempi, senza portare prove o null’altro (e qui scatterebbe una riflessione sull’etica professionale di certi giornalisti).
Il curatore del cimitero, Joe Bevilacqua, entra nella vicenda perché abita a due passi dal luogo dell’ultimo omicidio, Scopeti 1985. Viene chiamato a testimoniare principalmente per datare l’ora del duplice omicidio: la domenica a tarda sera. Dice infatti di aver sentito i cani abbaiare proprio in nottata. Solo che oggi molti retrodatano l’evento omicidiario al Sabato sera se non direttamente al Venerdì (quindi ci si chiede cos’abbiano sentito i cani). Inoltre lo stesso ha visto uno/due giorni prima un uomo in divisa da forestale aggirarsi con fare sospetto. Al processo viene quindi fatto una sorta di confronto all’americana e Bevilacqua dice che il tipo da lui visto può assomigliare al Pacciani, come del resto il Pacciano assomiglierebbe a lui stesso. E da qui la battuta di uno degli avvocati di Pacciani, Bevacqua, “eh magari poi si scopre che è proprio lui l’assassino”
Ex militare, importanti collegamenti con il C.I.D. è sicuramente un personaggio interessante. Ma di concreto su di lui c’è meno che niente. Tanto più che la voce del Mostro (o uno dei mostri) è stata perfettamente ascoltata dai Carabinieri di Borgo San Lorenzo, avendo chiamato lui stesso per rivendicare (in maniera allegorica) il duplice omicidio del 1984. Dizione perfetta italiana con leggera cadenza fiorentina
[QUOTE=-Shotgun-;20136696]Quella di Portella della Ginestra fu una porcata immane: contadini e lavoratori che nel profondo sud volevano affrancarsi trucidati da una banda di balordi in combutta con latifondisti e fascisti e il loro braccio armato mafioso sotto l’egida di USA e chiesa in funzione anticomunista.
Questo sarà il modello e la chiave di lettura di moltissimi altri avvenimenti tragici degli anni a seguire in italia.[/QUOTE]
Il tutto, almeno in Sicilia, inizia un po’ prima, già con l’operazione Husky e su alcune dubbie scelte strategiche dell’AMGOT.
La storia italiana poi è un sui generis all’interno del più ampio scenario occidentale della Guerra Fredda. Se è vero che eserciti paramilitari clandestini furono creati in tutto il blocco ovest, in Italia (e non solamente per richiesta dell’alleato americano) l’utilizzo degli stessi fu usato anche in finalità preventiva (evitare che l’asse democratico propendesse verso un certo indirizzo), o quantomeno furono create unità parallele alla già segreta forza paramilitare e ci si avvalse congiuntamente dell’operato della criminalità organizzata.
Il mistero dietro quel pezzo di storia italiana lo riassume perfettamente il terrorista dei Nar Fioravanti quando dice: “non ho mai capito se un estremista di destra si sia infiltrato nei servizi segreti o se uno dei servizi segreti si sia infiltrato nei movimenti di estrema destra”