ma io non fatico a credere che gli usa abbiano chiesto di aspettare e Israele abbia detto “lol, no”
Poi ovvio che non possono certo dire “la superpotenza USA è stata ignorata dall’alleato Israele”
ma io non fatico a credere che gli usa abbiano chiesto di aspettare e Israele abbia detto “lol, no”
Poi ovvio che non possono certo dire “la superpotenza USA è stata ignorata dall’alleato Israele”
E comunque, giusto per dire, questo è Macron:
France has repeatedly condemned Iran’s ongoing nuclear program and has taken all appropriate diplomatic measures in response.
In this context, France reaffirms Israel’s right to defend itself and ensure its security.
To avoid jeopardizing the stability of the entire region, I call on all parties to exercise maximum restraint and to de-escalate.
https://x.com/EmmanuelMacron/status/1933491906144526764?s=19
Questo è Merz:
Wir bekräftigen, dass Israel das Recht hat, seine Existenz und die Sicherheit seiner Bürger zu verteidigen. Wir rufen beide Seiten auf, von Schritten abzusehen, die zu einer weiteren Eskalation führen und die gesamte Region destabilisieren können.
https://x.com/bundeskanzler/status/1933456062541115793?s=19
Questa è Von Der Leyen:
The reports emerging from the Middle East are deeply alarming.
Europe urges all parties to exercise maximum restraint, de-escalate immediately and refrain from retaliation.
A diplomatic resolution is now more urgent than ever, for the sake of the region’s stability and global security.
https://x.com/vonderleyen/status/1933447880997589454?s=19
Questo è quel salame lesso del nostro ministro degli esteri:
Ho appena parlato con il Ministro iraniano @araghchi e gli ho sottolineato l’importanza che Iran eviti una escalation militare con Israele.
Dobbiamo ritornare al più presto al negoziato ed alla diplomazia, come ho ripetuto questa mattina sia al Min. Esteri@gidonsaar sia al Min. dell’Oman @badralbusaidi.
Per il Governo italiano è assolutamente cruciale continuare a lavorare per raggiungere pace e stabilità in Medio Oriente anche attraverso lo stop immediato delle operazioni militari a Gaza, che stanno continuando a colpire la popolazione civile palestinese in maniera inaccettabile.
https://x.com/Antonio_Tajani/status/1933506926723133732?t=S898S2t8mqVhOHPQOZEpSQ&s=19
Mi sa che a loro il “grazie al cazzo che è una violazione del diritto internazionale” non è arrivato, anche perché sai qual è uno dei pochi casi in cui la carta delle nazioni unite giustifica azioni di guerra? La risposta in caso di attacco. Però qua guarda caso i paladini del diritto all’autodifesa han cambiato retorica
C’era tutto un thread sul Twitter della Kasparian sugli Usa che supportano incondizionatamente Israele.
Capitato proprio a fagiulo
Baden Württemberg
Riporto dal Corriere della Sera:
Perchè Israele ha attaccato ora:
Il primo ministro Netanyahu era stato colto di sorpresa dall’avvio dei negoziati sul nucleare tra l’amministrazione Trump e il regime degli ayatollah. Il presidente americano gliel’aveva annunciato due mesi fa davanti ai giornalisti mentre si incontravano alla Casa Bianca, e il premier aveva incassato con evidente stupore quella che era apparsa a tutti gli osservatori – ma anzitutto a lui – un’umiliazione fino a quel momento impensabile. Netanyahu aveva così constatato il costo che l’imprevedibilità di Trump può avere anche per Israele. I contrasti tra i due alleati erano all’improvviso evidenti: da allora non solo gli Usa hanno lanciato per settimane messaggi positivi (e ricambiati) all’Iran, ma hanno pure concluso una tregua separata con gli Houthi yemeniti. Soprattutto, Trump non ha nascosto l’insofferenza per la perdurante carneficina a Gaza, un ostacolo per il suo progetto di stabilizzazione del Medio Oriente fondato su accordi strategici di enorme portata con gli Stati arabi moderati, sia sul piano economico sia su quello militare.
Senonché, il negoziato con l’Iran è entrato in una fase di stallo di quelle che non piacciono a Trump, soprattutto in un momento in cui fatica a centrare i suoi obiettivi nel braccio di ferro col mondo sui dazi, e ha bisogno di risultati. I colloqui tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi e l’inviato Usa Steve Witkoff – che si sono visti cinque volte con la mediazione dell’Oman - sono arrivati a un punto morto, perché gli iraniani rifiutano la linea Usa di uno stop totale all’arricchimento dell’uranio sul loro territorio e gli americani non soddisfano la loro richiesta di cancellare subito le sanzioni economiche (cosa che Washington prenderebbe in considerazione solo in una fase successiva). Si tratta di misure che colpiscono decine di istituzioni vitali per l’economia iraniana e che proprio Trump ha introdotto nel 2018, dopo avere affossato l’accordo con gli iraniani raggiunto da Obama nel 2015. La proposta Usa prevede la costituzione di un consorzio regionale per la produzione di energia nucleare, formato da Usa, Iran Arabia Saudita e altri Paesi arabi. Ma gli iraniani l’hanno definita un «non starter», una posizione che impedisce lo sviluppo di ogni trattativa.
In questa fase inconcludente dei colloqui, Trump dava l’idea di usare la minaccia di un attacco israeliano come strumento di pressione su Teheran. Di certo lo stallo faceva il gioco di Netanyahu. Ma quello che ha favorito la svolta è stato un documento che il premier israeliano ha sognato per anni: per la prima volta, un rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha rivelato che le scorte di uranio di Teheran, arricchito al 60%, continuano ad aumentare, in violazione di ogni accordo. Per capire cosa queste parole significhino per «Bibi», bisogna pensare a tutte le volte che si è presentato all’Assemblea generale dell’Onu, a New York, con foto e piantine degli impianti nucleari iraniani e disegni della «bomba imminente» che ribaltavano l’assioma iraniano di una tecnologia nucleare da sviluppare solo per scopi pacifici. Per anni le denunce del premier israeliano sono state smentite, in quanto troppo allarmiste, sia dalla Cia sia dagli stessi servizi israeliani. Ma ora, per la prima volta, è l’autorità internazionale del settore a dargli ragione.
L’attacco all’Iran arriva non casualmente in un momento di enorme difficoltà per Netanyahu sia nei rapporti internazionali sia in politica interna. La strage quotidiana a Gaza sta riducendo Israele a Stato-paria, che nel linguaggio della diplomazia e della pubblicistica significa un Paese sempre più isolato e osteggiato sul piano globale. All’interno dell’Unione europea si sta formando una maggioranza di Paesi favorevoli alla sospensione dell’accordo di associazione con Israele. Ma soprattutto, sta prendendo forma un’iniziativa diplomatica che colpirebbe al cuore tutta la politica di Netanyahu di questi decenni.
Francia e Arabia saudita stavano infatti organizzando per la prossima settimana a New York una conferenza internazionale con l’obiettivo del riconoscimento dello Stato palestinese, non come esito di un negoziato «ma come suo prerequisito». Le due potenze sono cioè arrivate alla conclusione che per favorire la pace va eliminata – almeno sul piano dei principi – l’asimmetria tra le parti, una con uno Stato riconosciuto anche dall’altra, e una no.
Israele non è chiaramente pronto a questo passo ma la pressione di una conferenza internazionale lo avrebbe messo in ulteriore difficoltà: l’attacco all’Iran è utile anche perché può portare al rinvio dell’evento, o in ogni caso ad allontanare i riflettori sia dalla diplomazia sgradita sia dalla guerra a Gaza.
Allo stesso tempo, l’ennesima fase bellica può consentire a Netanyahu di stoppare le manovre dei partiti ultraortodossi, vitali per la sua coalizione, che in questi giorni sembravano pronti a staccare la spina per evitare che anche gli studenti delle scuole religiose siano obbligati al servizio militare, come il resto del Paese chiede da sempre. Tutte ombre che l’attacco ai siti iraniani allontana. Almeno per un po’.
Manca il punto 4 : “perchè al cavaliere nero non je devi cacà er cazzo” (cit.)
Certo, solo che il cavaliere nero in questo caso è un governo criminale e genocida
Cmq Israele non ha veramente un cazzo da fare eh…
Praticamente gli stanno sul cazzo tutti
PERCHÉ SALAME LESSO???
È l’unico che ha taggato gli altri per fargli sapere che li pensa ![]()
Se può farvi sentire meglio, leggevo prima questa notizia dell’IAEA, riguardo i loro rilevamenti presso i siti nucleari Iraniani.
Cito Grossi: “l’uranio era talmente arricchito che già girava per le strade di Teheran in SUV”, poi conclude “non si esclude possa diventare CEO in breve tempo”

Si brom, pero santa barbara dammi la forza mi sembri rincoglionito alle volte.
Uno stato che attacca un altro stato sovrano per propri interessi è violazione del diritto internazionale, fine, praticamente sempre e comunque (e lo stato lo giustifica a se stesso come vuole: tutelare la minoranza, armi di distruzione di massa, pericolo della propria integrità e minchiate varie che bastano e avanzano per giustificarsi).
Poi ci sono gli interessi politici che entrano in gioco e il problema solito dell’enforcing.
Tu che dici “Israele ha violato il diritto internazionale bombardano l’Iran” è letteralmente un graziearcazzo o grazie capitan ovvio.
A loro è arrivato benissimo, lo sanno benissimo, ma gli va bene così e non gliene frega un cazzo.
Ed è quello che fa ancora più schifo, perché al massimo arrivano pure a giustificare.
Cioè boh.
Ma l’opinione pubblica israeliana non si rompe il cazzo di una costante guerra?
credo che una buona parte sia come i maga americani
Pare di no
Praticamente mi dai del rincoglionito e poi passi il resto del post a dirmi le stesse cose che sto dicendo io, quindi o siamo rincoglioniti in due, o hai speso due post a percularmi nonostante tu sia d’accordo con me.
Brom, ti ho dato del capitan ovvio, perché hai detto una banalità e te l’ho detto con pikachu.
Finiva lì, basta, kaputt, fine dell’interazione.
Invece hai fatto un post piccato, l’ho ignorato.
Poi rileggo qui, tiri in ballo tutto stizzito di nuovo la cosa, e ti ho risposto.
Comunque fa niente, a posto così.
Tra i morti c’è anche Esmail Qaani, successore di Soleimani al comando della Forza Quds.
Un po’ sì, soprattutto ai riservisti che sono lontani da famiglie e lavoro ormai da centinaia di giorni e in più vedono gli ultraortodossi che continuano ad essere esenti (giusto l’altro ieri hanno trovato un accordo sulla nuova legge per disinnescare la crisi di governo), ma Netanyahu se ne strafrega finché ha la maggioranza in parlamento.
Peraltro, proprio l’attacco all’Iran per gli israeliani ha un “costo” umano limitatissimo, non ci sono boots on the ground salvo forse forze speciali, e si castra l’arcinemico e testa della piovra i cui tentacoli sono le varie milizie negli stati confinanti, in soldoni: tra tutte le campagne militari intraprese da Netanyahu negli ultimi due anni proprio questa è quella che riscuote probabilmente approvazione incondizionata in tutta la società israeliana.
Israele continua gli attacchi: riportata una “enorme esplosione al sito nucleare di Isfahan”
«Vi lasceremo indifesi, non ci saranno mezze misure» ha detto la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, parlando alla nazione.
Ok, Khammy, non avevamo dubbi.
(errore di traduzione?)
khamenei ormai è il medvedev iraniano