Senza avere accesso alle specifiche del dataset come sarebbe stato possible effettuare una peer-review sulla ricerca ? Perché altrimenti avrebbero dovuto mostrare i protocolli della parametrizzazione ed i criteri di selezione del campione.
Trust me bro et al.
Articolo fresco fresco, pubblicato nel Journal of Pediatrics (rivista scientifica peer-reviewed, undicesima su 129 riviste nella cateoria “medicina pediatrica”) che esamina la variazione nella suicidialità (pensieri suicidi e/o tentativi di suicidio) nelle giovani persone trans a seguito di trattamento ormonale.
Riassumo i punti chiave:
- Studio fatto su 432 pazienti
- Età all’inizio dello studio da 12 a 20 anni
- Tutti i pazienti hanno ricevuto il trattamento ormonale per almeno tre mesi, ed il 75% almeno per un anno di calendario (range 91-1899 giorni di trattamento, media 679)
- Follow up fatto in media 679 giorni dopo il primo incontro
- La suicidialità è stata calcolata facendo compilare un sondaggio al primo incontro e al follow-up
- Dei 432 pazienti, 7 hanno interrotto il trattamento ormonale una volta iniziato: 4 perché è cambiata la loro identità di genere (ma non si identificavano come cis), uno per preoccupazioni riguardo la perdita di capelli, e 2 per ragioni ignote.
- Lo studio ha rilevato che il trattamento ormonale diminuisce significativamente la suicidialità (p < .001)
vabbeh dai

Eh, non mi pare sorprendente aiutare le persone a realizzare quanto desiderano essere possa agevolare la loro salute mentale, fosse solo per senso di appartenenza, bene magari esistano dati e sperimentazioni statistiche documentate a riguardo.
In Aotearoa i fasci hanno cercato di vietare i bloccanti della pubertà e sono stati portati in tribunale per questo.
Il giudice, sentiti tutti i testimoni ed analizzate tutte le prove, ha sentenziato che il blocco viene sospeso fino a quando un tribunale non possa sentire il caso (il “dobbiamo agire nell’immediato” detto dai fasci non è giustificato), perché tra le altre cose (citazioni dirette, tradotta da me):
“I bloccanti della pubertà sono reversibili. Non ci sono prove che influenzino la fertilità. Se così fosse, non sarebbero prescritti per la pubertà precoce, mentre invece lo sono stati per decenni. Possono invece alleviare l’ansia nelle persone minorenni che semplicemente non sono pronte per affrontare la pubertà, o perché sono troppo giovani o perché è raccomandato un ritardo per ragioni di salute mentale. L’unico impatto sulla salute dimostrato scientificamente è sulla densità ossea, e questo impatto deriva dall’uso a lungo termine.” (Paragrafo 18)
“Il divieto totale [dell’uso dei bloccanti per le persone trans] ha inevitabili conseguenze negative per le giovani persone trans ed è probabilmente discriminatorio, perché non c’è dubbio che i bloccanti della pubertà siano considerati sufficientemente sicuri per trattare la pubertà precoce, e chi li assume per quello scopo inizia a prenderli prima e li prende per più tempo [rispetto alle persone trans]. Le preoccupazioni riguardo alla densità ossea sono invece usate dal governo per giustificare non il divieto d’uso in generale dei bloccanti della pubertà, ma soltanto l’uso per trattare la disforia o incongruenza di genere.” (Paragrafo 178)
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