Lo smartworking non è una manna perché fa stare bene la gente coi problemi mentali, è una manna perché fa stare a casa la gente che fa lavori inutili, il 99,9% dei lavori in occidente, e che si trova costretta ad una socialità forzata in contesti culturalmente tossici (corporate culture etc…).
Le problematiche delle quali parlate (di sociopatia, introverts etc…), sono le conseguenze di una socialità sempre più vincolata solo ed esclusivamente a rituali inutili.
I luoghi di aggregazione vanno scomparendo sia perché gli spazi pubblici vengono assorbiti dal capitalismo che specula con il landlordismo latifondista, sia perché politicamente è conveniente che la gente non si aggreghi. Non a caso i principi culturali dell’antropologia capitalista sono l’isolamento, l’alienazione e l’estrema ostilità verso gli altri, visti solo come nemici verso i quali bisogna essere solo ed esclusivamente competitivi.
Queste sono cose che in sociologia e psicologia (sociale) vengono osservate dagli inizi dei primi sviluppi urbani e la nascita della vita di città. Il consensus è che non ci si adatta a sta roba, si impazzisce sempre di più e basta, quindi andrà sempre peggio.