[RPG] Non ci sono più le razze di una volta

Che poi oh anche la gestione di cosa può essere fatto / non fatto durante una campagna è cosa giustissima eh. Prima di iniziare a giocare con un gruppo ti siedi e, per fare un esempio, una ragazza dice “tre anni fa sono stata stuprata e non mi piace ricordarlo quindi per favore in questa campagna non trattiamo queste tematiche.”

Superare certe cose mi pare una cosa naturale, ricordiamo che Gygax era quello che diceva “le donne non possono giocare ai GDR perché non hanno la testa per gestire i numeri”.

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Ma la safe word serve proprio per evitare alla ragazza in questione di raccontare i cazzi suoi. La storia va a parate in una direzione che senti poco.confortevole? Lo.dici senza spiegare. E gli altri rispettano.

Ci sono anche metodi anonimi (tipo questionario / checklist in busta bianca chiusa) da far girare nella sessione zero e leggere in quella successiva. Nessuno è obbligato a dichiarare in prima persona i propri traumi.

Queste sono le cose davvero utili da fare quando si comincia, quantomeno comunicare chiaramente che questi metodi esistono, il GM li conosce ed è pronto a usarli per il bene di tutti.

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Ah si?

Arrivava il signor D&D a dirti che non potevi e si portava via i libri? Nei manuali c’era scritto esplicitamente “queste sono le regole ma se volete cambiarle parlate al tavolo e decidete tutti assieme, la fantasia e il master prima del manuale” :asd:

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Non il signor dnd, ma il bigolo al tavolo che creava discussioni a non finire lo beccavi di sicuro. Per non parlare online.

Famose a capì: si parla di influenzare il gioco in una maniera o nell’altra.

Pagina 1: il nano ha +2 di costituzione
pagina 234: no ma se volete cambiate quel che non vi piace

vs

Pagina 1: esempi di nani
pagina 234: no ma se volete aggiungete quello che vi piace

secondo te quale è più a prova di puntacazzisti?

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“Ti ricordi quando all’inizio ne abbiamo discusso? non ti sta bene? vai ad un altro tavolo”

per piacere su, questa è decisamente una roba che non frega a nessuno, comprendo d’altra parte che la direzione è quella di semplificare tutto (vedi anche levare allineamenti e obblighi alle classi) perché altrimenti è troppo complicato, restrittivo, ti viene a picchiare il signor D&D.

“In questo gruppo usiamo delle house rules, che sono questa questa questa e quest’altra” è sempre stata una roba normalissima :dunno:

Allora non avrai problemi a ripristinare il +2 CON con le house rules.

Mi piace che ho argomentato la mannaggia troia impestata con un’ora di saggio breve sulla militanza sociale ma vale comunque il “eh ma tanto non importa a nessuno”.

Ok then. Il +2 in costituzione non importa a nessuno. Puppamelo.

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Io ho apprezzato sia la lettura che il punto di vista.

E sentiti libero di insultare Drest, e’ ad un passo dall’essere dichiarato sport nazionale :snob:

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Per me il signor musk ha solo capito che bandiera sventolare per essere l idolo di una manica di idioti.

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Non farti troppe seghe mentali, chiaramente è il mio punto di vista e non metto assolutamente in discussione le tue argomentazioni. È implicito che se scrivo che non ha senso è per me. Qualcuno ha ritenuto che sia giusto fare queste modifiche per queste motivazioni? Bene il gioco e loro e fanno quel che cazzo vogliono ma era necessario? Per me no nel contesto di questo tipo di gioco.

Riguardo a quello che ha scritto @whitetiger lo trovo giustissimo ma è un qualcosa che per essere “normato” all interno di un gioco serve solamente il buon senso.

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non ho niente in contrario a rimuovere razza per specie, ha senso.

rimuovere parti meccaniche e differenze tra specie invece si, perché rimuovere è capace anche un DM che ha appena preso in mano il libro, aggiungere molto meno.
altrimenti diamo in mano una sacchetta di dadi e “fai quello che ti senti” come manuale di giocatore, master e dei mostri :dunnasd:

ci sono i ruleless e diceless alla fine :asd:

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Ma alla fine è la stessa storia di “mi mettono le donne/i negri/i froci come protagonisti nei videogiochi”.

A queste croste non va bene che tutti possano giocare senza problemi a videogiochi/GDR/wargame/ecc, secondo loro deve essere un hobby che esclude specificamente le categorie che ritengono “sbagliate”.

“Come osate cambiare le regole per rendere D&D più inclusivo e accogliente nei confronti delle minoranze :mad:” are you fucking listening to yourself.

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mi stai dicendo che le minoranze hanno problemi se il nano vede al buio in bianco e nero e gli elfi sono immuni al sonno magico?

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Non è per niente quello di cui si parla.

Dall’articolo Ansa linkato sopra:

Le nuove regole sono codificate in un nuovo manuale in cui le "razze’ dei personaggi sono ribattezzate “specie” mentre vengono eliminate specifiche qualita’ innate: gli orchi non sono piu’ intrinsecamente “selvaggi”, i nani “forti” o gli elfi “perspicaci”. Wizards of the Coast, la societa’ che nel 1997 ha acquistato D&D, ha suggerito inoltre che lunghe campagne di gioco vengano precedute da sessioni in cui i giocatori individuano temi da evitare tra cui le aggressioni sessuali o l’uso di droga. L’editore ha avallato infine una tendenza che consente ai giocatori di interrompere il gioco ogni volta che si sentono a disagio. “L’idea e’ di mandare il segnale, non solo ai giocatori attuali ma anche a quelli del futuro, che D&D adotta un approccio sicuro, inclusivo, ponderato e sensibile alla narrazione fantasy”, ha dichiarato Ryan Lessard, scrittore e frequente Dungeon Master.

Questo è quello contro cui si batte Musk, paladino del free speech e delle libertà individuali.

…era quello di cui stavamo parlando qua, non c’è nessuno che difende musk o il woke che ci ruba le donne e il lavoro :asd:

premesso che D&D, così come i giochi per computer o qualsiasi altro prodotto per intrattenimento, è fatto da delle persone creative che in fin dei conti hanno ogni diritto di cambiare quel che vogliono e come credono. Alla fine qualsiasi scelta di design ultimamente rientra nella polemica woke per cui, secondo alcuni, dietro c’è un progetto fatto da non si sa chi, portato avanti da gentaglia che vuole imporre un certo modo di pensare anche a costo di far disastri economici, fallire e trascinare nella tragedia e rovina le aziende.
Che già di per sé è un’idea così idiota che non richiederebbe la necessità di discuterne seriamente.
E invece c’è sto 3d da 1254 messaggi nel quale confluisce un pò tutto, dai videogiochi al giochi di ruolo, e la chiave comune è il fatto che qualcuno si lamenta di cambiamenti a prodotti già esistenti o introduzione di prodotti nuovi di serie vecchie o nuovi tout court con la caratteristica in comune del condividere elementi definiti woke da una parte del pubblico/critica.
Detto questo, D&D oggi è un prodotto che ha delle radici abbastanza imbarazzanti (vedi post di whitetiger) e il pubblico è molto più vario di come era 20 o 30 anni fa. L’azienda vuole fare soldi e quindi ampliare il pubblico potenziale. Questa è una cosa che curiosamente ha avuto spesso effetti negativi su certi brand (vedi la mia amata serie Ultima, che quando ha cessato di essere un gioco hardcore e ha cercato di ampliare il pubblico con elementi action - Ultima 8 e, di meno, Ultima 9, ha fatto flop) e in genere viene spesso criticata, non a torto, da consumatori e critica.
E’ questo il caso di D&D?
Sulla questione razze direi che siamo quasi tutti d’accordo. E’ un termine vecchio, storicamente legato a culture e ideologie orribili, dalle quali si cerca di smarcarsi. E’ un concetto ascientifico. Ha connotazioni - oggi tanto quanto ieri, ma forse di più perché finalmente se ne parla - legate alla sofferenza di miliardi di persone. Toglierlo da un gioco di ruolo è doveroso.
E chi si lamenta?
persone come Amon - con rispetto parlando eh - che evidentemente non hanno mai colto l’aspetto negativo, anche per la fortuna di non aver vissuto sulla propria pelle o su quella di amici e parenti, gli effetti secondari della cultura che afferma l’esistenza delle razze. Persone privilegiate, insomma, come sono anche io, per carità, maschio cisgender bianco. Poi D&D fa parte dell’infanzia o della gioventù di molti di noi e crescendo (leggi: invecchiando) si diventa nostalgici e inclini a brontolare di fronte ai cambiamenti. Ci si attacca a piccole cose, cartoni animati, canzoncine anni '80, giubbotti di pelle e simboli dell’infanzia, che di per sé non contano nulla, ma che ci sono cari e ci da fastidio che scompaiano, che vengano rivalutati, cancellati magari.
Lo capisco. Tanto più che uno quando vede un cambiamento vorrebbe vederlo in meglio e se non capisce cosa ci sia di male nel termine “razza” fa fatica ad accettare che non esista più.
Però qui bisogna guardare la questione con occhio distaccato, da lontano.
Un prodotto inclusivo deve dare a tutti la possibilità di trovarlo divertente, il che implica che non ci siano parole come “razza”, che un giocatore possa interpretare un personaggio gay, transgender, disabile sulla sedia a rotelle (senza che parta la fronda del “eh ma in un mondo di magia, che senso ha che tu sei paraplegico? puoi farti curare!!!”), nano mago, orco cortese e affabile e via dicendo.
Per divertirti devi essere a tuo agio. Il prodotto deve pensare a tutti. Poi sta all’intelligenza (da verificare :asd:) dei giocatori e del master.
Ma come diceva Whitetiger, quando arriva la modifica c’è la fronda di chi non vuole inclusività perché le cose sono sempre state così e come vi permettete? questo è woke! ci imponete la cultura unica!

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:):) ;)

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Ma dovete anche fare un collegamento all’aspetto pratico del gioco.
L’evolvere delle regole di DND ha spostato il significato delle statistiche da qualcosa che rappresentasse il personaggio a qualcosa che serve esclusivamente in combattimento, e lo scollegare specie e bonus inerenti è necessario a far sì che non succeda che ogni elfo sia un mago ed ogni nano un chierico.
L’invito al giocare il personaggio, oggi, è quello di non “giocare” le statistiche.

In fine ultimo invito sempre a fare la domanda “ma io cosa sto perdendo, così?”

A me pare anche quello di cui si parla (scritto male eh, classic ansa), quando dice che vengono eliminate le qualità innate delle specie… cioè, perché?
Il cambiamento da razza a specie lo capisco ed è perfetto, ma perché cambiare i bonus o malus di specie?
Cioè per me sono una figata, è una caratteristica che ti fa giocare in un certo modo un personaggio.
Non mi pare una cosa discriminante :vface:

A me da questo tratto citato la cosa che stupisce di più è il fatto che ti devono scrivere nei manuali che se ad uno è morta la madre bruciata viva una settimana prima magari è bene che non ci siano madri bruciate vive nella campagna. Davvero c’era bisogno che intervenisse il signor D&D?

Poi vabbè rimuovere le qualità innate mi pare anche quella un po’ una cagata.

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