Rinnovo CCNL e porcate aziendali

È lo stesso discorso per chi lavora nel mondo delle cure alla persona (OSS, infermieri) e delle pulizie: lavori indispensabili ma nascosti e, quindi, pagati una miseria o affidati ai peggiori farabutti (datori di lavoro poco seri, cooperative…)

se solo si potesse avere più asili statali, con lo stato che paga bene queste persone, e non fosse tutto in mano a preti e privati che ci devono guadagnare :asdsad:

Perché non generano soldi. Il capitalismo premia (sfrutta) chi ti fa guadagnare, quindi una persona con alto valore aggiunto nella produzione è più ricercata e può ottenere più soldi/potere contrattuale.

Ok, ho capito.

Il vecchio contratto è 35hr, livello III aninsei.

Il nuovo contratto è 36hr, livello IV, ma ti ‘obbligano’ a firmare un part time 34hr e continuare a lavorarne 35h, dove l’ora extra risulta come formazione.

In pratica così assorbono pressoché interamente gli scatti del nuovo CCNL per la prima tranche del 2025, oltre a farti passare a part time e chiederti di lavorare 1hr in più gratis

:rotfl:

Ma poi… Non c’è un limite ai contratti part time sul totale della forza lavoro?

Altro punto…ma se il nuovo contratto/regolamento prevede 36, anziché 35hr (lasciamo un attimo da parte tutto il tema degli aumenti retributivi previsti dal rinnovo Aninsei), non dovrebbe esserci un aumento di stipendio?

Cioè, a parità di RAL, se mi chiedi 36hr anziche 35, la mia paga oraria si abbassa…

Questa cosa non mi torna, perchè la formazione deve essere certificata e di solito è fuori orario di lavoro. Quindi come diavolo fanno? Società di formazione compiacente?

Giusto per sapere: ma queste cose sono su nidi ad appalto comunale?

Se non ricordo male, il cambio contratto con riduzione dell’orario di lavoro si deve fare all’ispettorato del lavoro, di persona. Tanto più se si è donna, proprio per evitare le inculate che solitamente subiscono con i magheggi.

Ok per quanto riguarda informarsi con il sindacato, ma se si arriva a muso duro, ossia aprire una vertenza, o si vuole aprire un tavolo per un accordo, che se non si ha l’art 18 (dipende da quando assunta), può essere fatto anche dopo anni dalla fine dell’attività lavorativa per fargli sputare gli arretrati di anni, consiglio un professionista vero, possibilmente esterno sia a sindacati di lavoratori e imprese: per esperienza, gli avvocati specializzati in cause lavorative, che finiscono a lavorare per i sindacati, non sono proprio i “migliori”, e tendono a voler concludere al ribasso per schiantarla prima del tribunale, perchè non rimedierebbero granchè.

Primo si, secondo no.
La formazione va fatta in orario di lavoro.
Ma scherziamo?

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Credo che orami anche gli asili in mano ai comuni, come biblioteche e ludoteche, siano appaltati a cooperative perchè sarebbe antieconomico gestirli.
Il sociale in generale è pagato niente, anche perchè finche uno non si sente toccato dalla problematica, politico o elettore che sia, se ne sbatte allegramente

Hanno esternalizzato l’esternalizzabile con la scusa dell’economicità
Poi offrono un servizio inferiore, a costo superiore e chi ci lavora guadagna un cazzo.

Indovina dove sono finiti i soldi?

Quando leggo antieconomico riferito a scuola e salute mi triggero
Ed é solo lunedì mattina :triggered:

GACCIAAAAAAA :mad:

Calmi, calmi che so bene di cosa parlo.
i fondi dei comuni sono limitati, le competenze e le spese sono in capo a loro e i tagli non dipendono dagli enti locali.
Antieconomico perchè il comune non è in grado di gestire, come in passato (perchè in passato le maestre nido erano dipendenti pubblici), le spese e il personale, per questo mette a bando la gestione.
Poi che vincano le cooperative per gli sgravi fiscali che hanno è scandaloso, ma chi prova a metterci pezza ( nel mio comune hanno appena fatto una delibera di giunta in cui dicono che la paga minima da erogare per chi vincerà bandi di gestione sarà 9 euro lordi) si scontra con i pochi fondi.

Edit: aggiungo che oggi mia figlia inizia il nido e col bonus nido ci copre praticamente tutta la spesa( facciamo nido part time), quindi i costi dipendono dal contesto.

a parte che in beffa a tutti i vari “cottarelli” di turno, uno stato fa cose anche “antieconomiche” se deve dare un servizio fondamentale ai suoi cittadini

in più immagina se solo si potesse avere non dico un controllo statale, ma almeno regionale sugli asili, dove tutto viene organizzato e ottimizzato non su 1 non su 2 ma su centinaia di asili, pensa eh, fantascienza

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Scusa mi sono espresso male: rientrano all’interno dell’orario lavorativo ma viene fatto “fuori” dall’orario di presenza. Ad esempio so che le insegnanti di scuola materna in genere hanno appunto l’aggiornamento al pomeriggio dopo le ore 16:00 (e viene giustamente conteggiato nell’orario lavorativo).

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Ma per spezzare una lancia, un comune ha un bilancio. Se non ci sta dentro non ci sta dentro. Contando che mediamente i comuni italiani spesso mettono i Velox per far quadrare i conti mi sa che son messi male. Non gli si può far del tutto una colpa se non spendono soldi che non hanno.

si semplicemente gli asili, non dovrebbero essere comunali, come non lo sono le scuole e mille altre cose dove serve metterci veramente i soldi. Non sto dando la colpa ai comuni sto dicendo che lo stato, minimo a livello regionale, deve farsi carico della cosa, se poi sarà anti economica una volta organizzato ad un livello più alto vedremo. Anche lo fosse, come già detto, non è cmq rilevante perchè certi servizi lo stato può e deve darli pure “in perdita”, non è una SPA anche se i vari Cottarelli e Schäuble pensano di si.

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Ripeto il mio concetto:
L’Ente Locale ha dei paletti da rispettare a livello economico.
Non può permettersi in termini di gestione un asilo con tutti i dipendenti per questo li affida in gestione
Sono d’accordissimo sul fatto che antieconomico non voglia dire sbagliato, lo stato deve essere antieconomico in alcuni settori ma il comune NON può.
Fosse per me la soluzione sarebbe quella di obbligare aziende sul territorio ad avere asili per i dipendenti convenzionati col comune per avere più posti.

ripeto, ed è sbagliato che l’asilo sia a gestione comunale, da il peso di qunato allo stato “freghi” di dare questo servizio ed è la dimostrazione che non viene visto l’asilo come una fase dell’istruzione, ma è solo il parcheggio dei bambini per i genitori che lavorano.

se fosse istruzione, ovviamente non può stare in mano ai comuni.

Ok, ho approfondito ancora un po’ di più.

Il rinnovo del contratto Aninsei prevede per gli educatori la settimana lavorativa di 36h, per cui l’azienda non sta facendo una porcata ad alzarla dalle attuali 35 (almeno dal punto di vista legale).

Le porcate vere e proprie sono l’obbligo per tutta la forza lavoro a mettersi a part time per 34h settimanali e voler far figurare la 35esima ora come “sostituzione” e quindi nel montante delle 100h addizionali che il lavoratore deve prestare all’azienda per formazione, colloqui, etc…

Ah sì e non l’aver esplicitato nel nuovo contratto il passaggio a livello IV, come dovrebbe essere per tutti gli educatori.