[QUOTE=V|endetta;19154848] (il jihadismo romantico)
.[/QUOTE]
Quello che fa storcere il naso tra il 1 e il 2-3 ad alcuni è che poi questa jihaad romantica finisca per essere il problema, ma in realtà bisogna dar atto ancora una volta ad Herbert di essere stato giustamente più realista che romantico, la rivoluzione finisce per essere causa stessa dei problemi perchè le persone che l’hanno fatta cambiano, gl’imperi hanno il loro limite di espansione , perchè il sogno di Liet di trasformare Arrakis in un paradiso (a scapito della spezia) cozza con la sostenibilità dell’impero stesso, e perchè una rivoluzione può vivere solo finchè chi l’ha fatta è vivo e detiene il potere…e cosi fa diventare Leto II un Dio immortale per prevenire il disfacimento e la fine dell’uomo.
[QUOTE=Rehn Freemark;19154990]La storia delle trote peró non gliel’ho mai perdonata.[/QUOTE]
Quella poco anch’io, anche perchè faticavo ad immaginare la cosa, croce e delizia di Herbert è che descrizione poca=poco noioso ma spesso devi fare i salti mortali per immaginarti le scene
Anche tutta la storia dei cloni di Duncan…onestamente…2 palle
Io sono d'accordo con freemark su questo thread sappiate aiutarmi. Il 4rto e indubbiamente uno dei più belli. Le troie sconfitte dall'organo sono illegibili
[QUOTE=V|endetta;19154848]come dice ardò, dune non è certo sofisticato a livello lettario, e neppure dal punto di vista strutturale. Il confronto con il nome della rosa è irricevibile
dune al più è sofisticato dal punto di vista dei referenti culturali (in senso lato). Non è certo un libro “citazionista” o post-moderno, ma il fatto di aver integrato una mitologia messianica ai tempi sconosciuta ai più* (il jihadismo romantico) è un elemento che, anche oggi, merita di essere segnalata.
*se parliamo di fantascienza/space opera.[/QUOTE]
Ovviamente, ho esagerato volutamente . Qua si discute fra appassionati ma la maggior parte dei lettori standard lo troverebbe complicato/noioso rispetto ai best-sellers (e vorrei ben vedere).
alcune molto belle, altre un po’ generiche e in odore di fantasy da discount.
Manca il tocco propriamente “settantiano”, visionario e autoriale, di tante illustrazioni dei bei tempi che furono. Si vede che parliamo di un illustratore di una generazione successiva rispetto a quelle d’antan.
Io vorrei vedere pubblicata la famosa bible preparata per il dune di J.
edit: non a caso ha lavorato nel settore videoludico e per MTG; stavo difatti scrivendo che mi ricordano il concept art dei vg e di magic (oltre che per altre robe fantasy)
[QUOTE=Ardo;19154999]Quello che fa storcere il naso tra il 1 e il 2-3 ad alcuni è che poi questa jihaad romantica finisca per essere il problema, ma in realtà bisogna dar atto ancora una volta ad Herbert di essere stato giustamente più realista che romantico, la rivoluzione finisce per essere causa stessa dei problemi perchè le persone che l’hanno fatta cambiano, gl’imperi hanno il loro limite di espansione , perchè il sogno di Liet di trasformare Arrakis in un paradiso (a scapito della spezia) cozza con la sostenibilità dell’impero stesso, e perchè una rivoluzione può vivere solo finchè chi l’ha fatta è vivo e detiene il potere…e cosi fa diventare Leto II un Dio immortale per prevenire il disfacimento e la fine dell’uomo.
Quella poco anch’io, anche perchè faticavo ad immaginare la cosa, croce e delizia di Herbert è che descrizione poca=poco noioso ma spesso devi fare i salti mortali per immaginarti le scene
Anche tutta la storia dei cloni di Duncan…onestamente…2 palle [/QUOTE]
In realtà che il jihad non fosse romantico è già chiaro da dune, Paul passa metà libro a cercare di evitare il jihad. Lo lancia in tutta la sua potenza come vendetta per l’omicidio del figlio.
Beh no, la jihad di Paul è solo parte del sentiero dorato, nel primo libro non è che cerca di evitarla, è che non ha ancora bevuto l'acqua della vita In Messiah, la guerra santa per l'universo è il suo modo di portare l'umanità sul sentiero dorato ma un po' pasticciato e poco convinto, infatti sarà poi Leto II a portarlo a compimento senza tante menate (con le trote...)
Denis Villeneuve è tornato a parlare di Dune…Praticamente ha detto che il suo Dune sarà completamente diverso(come disse per Blade Runner 2049 ai tempi)rispetto al film anni 80 di Lynch
Dune è forse l'unico reboot degli ultimi tempi che ha senso. Ho apprezzato il lavoro di Lynch ma c'è spazio per una ulteriore versione cinematografica. Su Blade Runner invece avrei lasciato perdere.
Da Dune potrebbero tirarci fuori 2 trilogie, una serie tv da millemila stagioni o quant'altro. Il setting, il lore etc sono tanto splendidi quanto vasti.
Ergo secondo me dare tutto in mano a Villenvue, soprattutto alla luce di cosa ha fatto con Balde Runner, e' potenzialmente una notizia meravigliosa.