io l’ho visto senza sapere nulla di questo film, mi è capitato per caso
forse mi è piaciuto perchè lo ho visto senza aver pensato al messaggio che voleva trasmettere ma solo come un film “divertente” (soprattutto la scena finale )
forse dovrò rivederlo in un momento di umore diverso.
Normalmente apprezzo molto questo tipo di film, questo mi è sembrato un assemblaggio di cose che qualche anno fa ti facevano fare “ohhh” ma adesso hanno un sapore di già visto.
Ma forse l’ho visto nel momento sbagliato.
Si è altino, e (guardando le immagini che si torvano in giro, col cazzo che lo compro) da semiappassionato che ogni tanto qualche sfizio in bluray se lo toglie come oggetto in sè non da soddisfazioni, anzi: fa cagarissimo, non c’è un cazzo, unico contenitore in plastica per i tre dischi e nient’altro.
Però almeno i contenuti speciali non sembra male.
Nel mio caso c’è anche il giramento di ricomprare Kells (che ho in dvd) e La Canzone del Mare (che ho in br) solo per avere Wolfwalkers.
Me lo tengo in wishlist per quando ci saranno sconti / black friday o cose simili, perché 40 per una scatola di plastichina no. Se scende a 8x3=24 se ne riparla. Sennò va benissimo la versione di Willy L’Orbo.
Io mi sono comprato il libro “The Art of Wolfwalkers”, che sono praticamente i bozzetti rivenduti, per compensare il fatto che me l’ero visto in riva al fiume.
Per ragioni preferibilmente non divulgabili mi son trovato costretto a guardarmi un film particolarmente quanto infaustamente popolare, Twilight, si esattamente quello con i vampiri adolescenti ambientato nello Stato di Washington; ed è iniziata una vera epopea dell’orrore, un capolavoro dell’angoscia, un traguardo dell’umanità nel suscitare attivamente una palpitante oppressione, non per tematiche e sviluppo però, ma per quanto effettivamente brutto il film sia, perchè per quanto possa anche solamente essere una trasposizione cinematografica di una serie di romanzi young-adult, e quindi ogni aspettativa ridimensionata al contesto, ci sarebbero almeno degli standard qualitativi minimi, anzi, essenziali, a cui dover rispondere.
Un’esperienza cinematografica però, forse più una ricerca sperimentale magari, volendone cercare gli aspetti più positivi quandunque ve ne fossero, per quanto preferirei imbarcarmi sul Titanic piuttosto di guardarne il sequel.