Secondo me si annoia. Non ha proprio niente per bambini di quell’eta’.
yes
ero andato in cerca delle foto di questa studentessa tettona con gli occhiali, e non ce ne sta mezza dove ha gli occhiali.
l’unica con gli occhiali in qualche foto è la ragazzina che avrà 13 anni e mi stavo preoccupando seriamente soprattutto al netto di
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sai che infatti andando a rivedere le foto non ne ho trovate con gli occhiali.. chissa cosa cazzo ho visto e pensato
sulle tettone col capezzolone invece sono abbastanza sicuro ![]()
la ragazzina di 12 anni sembra un uomo..
Avevo questo torrent fermo da mesi, ieri ha ripreso a scaricarsi (8GB, mannaggiarcaxx) e finalmente ha finito.
Il film è un vero casino da trovare in ita ed è L’ultimo Unicorno, film di animazione dell’82. Che a quanto pare all’estero è conosciutissimo ed è considerato un classicone, qui da noi non riesco a trovare nessuno che lo conosca. Nel cast Alan Arkin, Mia Farrow, Jeff Bridges, Angela Lansbury e Christopher Lee. Quindi non proprio i primi due scappati di casa. Colonna sonora degli America.
E’ stato strano. Ha uno stile di disegno molto particolare (che mi è piaciuto) e un’animazione purtroppo molto anni ‘80. Fluida ma con i personaggi poco empatici e che reagiscono male, o non reagiscono, a livello di emozioni o di reazione a cose che gli vengono dette. Inizia che sembra un filmettino dedicato alle femminucce, tempo 10 minuti si tramuta in un dark fantasy con toni alla “taron e la pentola magica”. Il castello del cattivo, in particolare, trasuda proprio disagio, malinconia e male.
Complessivamente mi sento di dargli un 7. Non salgo di più per via dell’animazione poco precisa.
Vedo che il libro è parecchio amato e si attesta regolarmente tra i primi 10 fantasy più venduti, con tanto di edizione del 40imo anniversario uscita da poco. Lo tengo d’occhio.
Wtf con colonna sonora degli America ![]()
Leggo che in effetti l’animazione è la pecca principale del film, le immagini che vedo non sono il massimo
Visto anch’io Rental Family oggi pomeriggio.
Bello bello. Apparentemente leggero ma a fine film ti rendi conto di quanto invece non lo sia. Non arriva a far piangere ma non credo nemmeno che volessero arrivarci, è un ottimo spaccato su cosa sono e come funzionano queste agenzie che hanno iniziato a diffondersi agli inizi degli anni 90. Senza però andare ad analizzare i perché. Il film ti dà il quadro generale, l’approfondimento (se vuoi) spetta a te. Superpiaciuto.
E ancora una volta ho sfanculato l’UCI e sono andato in un cinemino striminzito di firenze, spendendo quasi la metà. Sukatemelo duro, ladri di merda ammazza-cinema.
Le lacrime credo siano sempre e comunque una questione personale. Io sono un disastro pure nei filmetti pixar per cui non faccio testo ma per me e’ stato estremamente toccante assistere alla storia del vecchio attore.
Visto, l’ho trovato molto delicato; in realtà non credo che il focus sia l’agenzia (conoscevo già ste realtà, ma tendono a non mentire afaik, quindi quasi tutte le situazioni nel film dovrebbero essere fuori), quanto un commento (ed una critica) sui rapporti interpersonali in giappone e la solitudine che permea la società.
Apprezzato molto.
Che attore comunque.
Dipende, in un certo senso un po’ tutti i servizi che offrono queste agenzie sono una sorta di menzogna. Quelli che affittano “un amico per fare foto da mettere sui social per fare vedere che ce l’hanno e che si divertono” stanno comunque mentendo. La storia del matrimonio finto per salvare le apparenze coi genitori è vera per esempio. Ci sono madri single che affittano dei papà per i loro figli per aiutarli ad avere una figura paterna. Il ruolo della mamma è quello più richiesto, anche se in generale vengono richieste donne gentili e comprensive “come una mamma” ma come in tutti i business se cerchi bene trovi anche agenzie che ti assecondano in roba più assurda. E’ il caso di quella del film, che infatti gli si rivolta contro e il ceo mette dei paletti ai servizi che offre.
Metto sotto spoiler preventivamente perché non so quanto di quello che ho scritto sarebbe considerabile come spoiler e non c’ho cazzi di stare a selezionare solo i pezzi rilevanti per davvero.
Comunque se vi è piaciuto Rental Family potreste recuperare qualche film di Ryota Nakano, che pure tratta gli stessi temi in circa tutti i suoi film (la famiglia, la memoria, l’addio) seppur partendo da spunti diversi. Condivide anche quel mix agrodolce di momenti comici e momenti più commoventi: lo fa anche in film come Her love boils bathwater che parte dal più classico personaggio con una malattia terminale che deve sfruttare gli ultimi mesi per sistemare tutte le questioni in sospeso. Per buona parte del film quasi te ne scordi e sembra più di stare a vedere L’estate di Kikujiro che l’ennesimo drammone giapponese, in cui in realtà non scade mai.
Il mio film preferito è The Asadas! di cui però davvero non leggerei né la sinossi né vedrei il trailer. Buttano lì un particolare che non è che ti rovina il film, ma per me è meglio che arrivi all’improvviso. È la storia vera di Masashi Asada, un fotografo oggi specializzato in ritratti di famiglia, raccontata fin dal primo momento in cui ne scatta da bambino una della sua da bambino, passando quindi dalla sua adolescenza e gioventù trascorse apparentemente senza una direzione precisa. Le foto di famiglia, che danno il titolo anche alla versione italiana del film, sono il filo conduttore della sua crescita personale.
Nakano ho avuto modo di ascoltarlo alla proiezione inaugurale di Bring him down to a portable size, che ero andato a vedere più che altro per Hikari Mitsushima, ed è un grande, super preso bene di confrontarsi col pubblico e palesemente uno che si nutre a pane e pellicola.
si è che (a parte appunto il matrimonio finto, o anche il finto funerale) tutto il resto è eticamente dal brutto all’orrendo, e infatti povera bambina
comunque, è come l’ho vista io perché di questi servizi (ricordo il tizio che si vende come “tizio che non fa niente” che è letteralmente lui che non fa niente e ti segue) se ti metti ad offrire roba iffy rischi poi che ti faccia causa qualcuno.
I giapponesi comunque sono ben strani. È da qualche tempo che sono tangentalmente finito in una zona di youtube dedicata ai salaryman/women giapponesi che vloggano la loro solitudine. Parte di me vuole credere che sia tutto uno scam per tirare su due soldi su youtube, ma un’altra si domanda se non ci sia davvero questa epidemia di solitudine e di incapacità di connessione col prossimo…
L’ho letto 4 volte sto post prima di capirlo. O almeno spero di aver capito…
Ma secondo te non si tutelano in casi di richieste del caxxo? Non ti fanno firmare roba che mette al sicuro legalmente la ditta e chi lavora per lei?
Poi mi sembra ovvio che non vadano oltre le leggi dello stato in cui operano. Avranno la consulenza di avvocati e probabilmente uno studio legale su cui fanno affidamento. Ci sta che gli valutino tutte le richieste prima di accettare. E comunque ripeto ci sono quelle che si limitano di più e quelle che vanno un po’ oltre.
A prescindere da queste aziende, imho e’ piu’ il pretesto per raccontare delle realta’ che sono piu’ umane di quanto all’inizi sembri, che altro.
Aggiungo anche:
Ho apprezzato parecchio che non ci sia stata una romance tra Mai e Phillip (che per un momento poteva sembrare…).
Tra l’altro anche la, sono 7 anni che vive in giappone e non sembra avere amici o una donna (ma ha solo un surrogato di rapporto con la prostituta fissa, Natsumi).
L’intero film è un grido di solitudine.
True, ma gli spoiler dio lupo.
Stavo rispondendo in pm a renny e m’é scappato ![]()
visto anche io rental family
molto carino ![]()
anche se finisce come kung fu panda ![]()
ho provato a vedete hamnet
stupendo, fino a quando..ho dovuto quittare, non ho retto :(
Pensa, io sono appena tornato dal cinema ![]()
Per me è un sì, in parte per la storia ma soprattutto per la straordinaria protagonista. Nella prima parte forse soffre un po’ di faciloneria (prima è tutto bellissimissimo e siamo tutti felicissimi, poi c’è la tragedia e siamo tutti sob sob sob), ma la parte finale è davvero molto bella.
Insomma, ci sta ![]()