Nascondere un lutto

Sarò il più sintetico possibile.

Mia zia è morta, avevamo un buon rapporto e c’era dell’affetto reciproco, ci sentivamo e vedevamo ogni tanto (una volta ogni mese o due, 2-3 volte l’anno andavo a trovarla, non siamo molto vicini, 200+ km di distanza). Le dinamiche della morte sono veramente tristi (si è suicidata, è stata trovata DUE SETTIMANE DOPO). Tutti in famiglia sono in lutto, ma mio cugino e altre persone dicono “omg non ce lo saremmo mai aspettati, ci ha sconvolto la cosa”. Lui stesso mi ha detto che lei prendeva e abusava di psicofarmaci, loro sapevano e sanno BENISSIMO che fosse una persona sola e in difficoltà, e hanno sempre sminuito il problema e la cosa, additando i suoi dolori cronici a un suo vittimismo.

Il punto è uno: a quanto pare non si dirà in paese dove si terrà il funerale (al sud) la causa della morte vera, perché è un fatto “vergognoso” e bisogna mantenere questa merdosa patina di “decoro”. Questa cosa mi sta mandando in bestia. Aiutatemi a non mandare a fanculo mio cugino che mi bombarda di messaggi alla “zomg omg che tragedia”. Mio padre è contrarissimo della cosa (nascondere la causa), ma gli altri fratelli concordano con questa idea.

2 Likes

Ormai ha smesso di soffrire, aggiungere drama alla situazione non porterebbe nulla di buono

8 Likes

Apro dicendo che mi dispiace tanto.

Immagino che i genitori di lei non ci siano piu’. Il mio parere e’ che la “gestione” del lutto verso le persone al di fuori della famiglia sia un dovere e se vogliamo un diritto dei figli. Si puo’ non essere d’accordo (io la penso come te), ma al di la’ di tutto questa morte e’ un trauma per i suoi figli (che poi possono processarlo in maniera diversa da come ce lo si aspetterebbe), e se gli rende le cose piu’ semplici mantenere il riserbo, io penso che non ci si debba opporre.

5 Likes

Intanto, un abbraccio mi dispiace molto.

Trovo che il comportamento della tua famiglia sia abbastanza ridicolo, senza offesa, ma fa parte di quel meccanismo del “bisogna salvare le apparenze” per cui soprattutto in dinamiche del Sud (ma non solo) è più importante cosa pensa il vicino piuttosto di quello che provi tu.

Mi dispiace. Condoglianze :frowning:
Capisco che l’ipocrisia della situazione sia difficile da mandare giu, ma se ci pensi, affrontare lo stress del discutere con queste persone per cercare di far cambiare loro idea avrebbe un costo che non credo sia bilanciato dai benefici (anche perché molto probabilmente non cambieranno idea, le resistenze culturali sono fortissime).
La butto lì - ti prego di non avertene a male - ma non è che questo tuo desiderio di trasparenza e di dire le cose come stanno, magari è il tuo modo per elaborare il lutto e per sentirti più vicino a tua zia? Il fatto che tu senta con così tanta forza il desiderio di dire le cose come stanno - visto che ormai è morta e non cambia di molto la situazione - non è magari una sorta di tentativo tuo di renderle giustizia perché è morta da sola, dimenticata e anche quando era in vita tanti si sono fregati della sua salute per cui ora è ancora più inaccettabile che facciano finta di nulla?

1 Like

Sono d’accordo, ma d’altro canto e’ al cugino che e’ morta la madre, e’ lui che deve processare il lutto piu’ difficile, e tutti i sensi di colpa per la situazione.
Possiamo tutti concordare che ci sono modi piu’ sani per farlo, pero’ se fossi nella situazione di Sgamberetto mi chiederei in primo luogo cosa fare per aiutare i familiari a processare questo avvenimento, e credo che imporgli i miei valori non aiuterebbe nessuno.

Nono, il cugino è il figlio di un altro fratello.

Ok, e’ un po’ diverso.
Ma tua zia era completamente sola? Alcuni dei parenti vivevano nelle vicinanze? (almeno piu’ vicinanze delle tue)

Lo chiedo perche’ appunto secondo me a posteriori, dopo che succede una tragedia del genere, la gente vive sempre sensi di colpa spaventosi su quello che avrebbe potuto fare, su come le cose sarebbero potute andare diversamente. E la vergogna che possono provare non e’ magari tanto per il fatto, ma verso loro stessi.

1 Like

La narrazione della malattia mentale è mistificata già all’interno del nucleo famigliare stretto, fuori ancora di più, viene completamente trasformata, decontestualizzata e mal attribuita, è normale. “La psicologia è SCANDALO”.
Per mia sensibilità personale causa perdita genitori naturali, trovo non giovi fare manifesti delle cause della morte, ma celebrare la vita dei defunti. Ricordare i momenti sereni poichè sono quelli che caratterizzano un rapporto.
Mia madre non è una donna morta di cancro, ma una madre amorevole che giocava con me al Super Nintendo.
Non so se capite cosa intendo.

La causa non è rilevante, la vita e le esperienze condivise sì. Lascia che si celebrino quei momenti.

3 Likes

Parlo in generale e non di tuttte le dinamiche che possono esserci stati nella famiglia di Chakra, che chiaramente non posso conoscere.

Quando si parla di suicidio, specie se di un familiare, non è solo una questione di apparenze; è qualcosa che in tutti ma in alcune persone in particolare tocca delle corde molto delicate e che a livello inconscio o meno può venire naturale da esorcizzare.

Abbiamo avuto un caso del genere anche in famiglia (tipo un cugino di mia madre, io non lo conoscevo) e pure chi effettivamente si era prodigato per lui in vita non è riuscito ad accettare che sia finita così non volendo neanche che si nominasse la parola.

Alla fine il lutto è qualcosa di vostro e di chi la conosceva ed è una cosa prettamente interiore. Se voi in famiglia sapete come sono andate le cose va bene così per come la vedo io.

Il discorso è questo:

Lei viveva da sola, non aveva amici (o comunque molto pochi), aveva dolori cronici e se ne lamentava. Aveva uno dei fratelli nella stessa identica città (medio piccola), ma lui la vedeva in maniera piuttosto aperta come una malata immaginaria e quasi un intralcio ogni qualvolta la vedeva o ci parlava.

Mio cugino con cui parlo è il figlio di un altro fratello ancora; avevano un rapporto più stretto del mio, sono andati a trovarla un mese fa e son rimasti 10 gg. Io mi chiedo come abbiano fatto a non accorgersi ci fosse un problema, contando che lui mi ha detto espressamente di sapere che lei “si imbottisse” di psicofarmaci.

Sono tutti “caduti” dal pero, dicendo che non se lo sarebbero mai aspettati.

Io con queste informazioni onestamente sono triste e sto male, ma non sto piangendo, perché non mi sembra fuori dalla sfera del possibile un avvenimento del genere. Sono più arrabbiato che altro, onestamente. Moltissimo.

Edito per dire che @xEnd3r ha saputo verbalizzare i miei pensieri, e anche farmi riflettere. Sì, la trovo doppiamente una ingiustizia, e una gigantesca ipocrisia.

Ch4cra scusami in anticipo, faccio una domanda secca e indelicata, a cui non mi devi rispondere ma a cui ti dovresti dare una risposta.
Vuoi che si evidenzi la causa della morte al funerale perchè pensi che porterebbe qualcosa al ricordo di tua zia o perchè in qualche modo evidenzierebbe eventuali colpe di altri?

Ecco permettimi di aggiungere un’altra cosa.
La rabbia che provi di fronte all’ingiustizia è il tuo modo di affrontare il lutto.
E’ abbastanza comune quando si perde una persona: si prova rabbia e si cerca di trovare un motivo e allora va bene qualsiasi cosa, scuse buone ma anche scuse non tanto buone. Ci si da la colpa per non aver fatto una telefonata in più, per non una cena saltata, per un compleanno dimenticato e così via.
Non dico che la situazione non sia spiacevole, dico solo che.. sei arrabbiato. Indipendentemente dal motivo. Sei arrabbiato e un motivo lo avresti trovato comunque.

Stessa cosa successe a mia moglie con suo nonno.
Non dissero manco a lei che era morto e che avevano fatto il funerale.

Ovviamente ha traumi ancora oggi.
Bellissima la vita basata sul “decoro”, solitamente sei un figlio di puttana se pensi a quello quando e’ morto qualcuno ma chi sono io per dirlo.

Mi spiace tanto Sgambero. Non aiuta magari ma cerca di pensare a qualche momento bello con quella persona, scrivi come ti senti riguardo a quel momento, non al momento in cui non c’e’ piu’. E poi soffrici. Non ci scappi da quello. Col tempo diventa meno difficile.

io credo che nella morte ognuno di noi reagisca in modo diverso

c’è chi si sentirà in colpa, chi non vorrà dirlo per vergogna e chi non vuole dirlo perchè come si muore è anche un fatto privato e non per forza tutto dev’essere pubblico

sul fatto che il cugino sia stato li 10 giorni poi non vuol dire niente, la disperazione spesso si nasconde in abissi di normalità

io penso che la cosa disturbi più che altro te che sei arrabbiato nel vedere il torto di una persona abbandonata e cerca giustizia

lascia andare e ricorda quello che di positivo la sua vita ha portato nella tua, non ha senso farsi il sangue amaro, men che meno in contesti in cui la logica non tocca palla

ti abbraccio

Ma infatti anche io mi sento un essere ignobile, perché ultimamente non ci sentivamo spesso. Avevo provato ad andare a trovarla ad Aprile, volevo farle conoscere la mia ragazza, ma non siamo riusciti a vederci perché le avevano assegnato un turno improvvisamente. Vivrò con il rimpianto di questa cosa.

In primo luogo condoglianze, non che servano a molto però.

E capisco il tuo stato d’animo, ma è ben difficile estrapolare dinamiche potenzialmente assai delicate e così complicate come i legami parentali, familiari e personali all’interno della famiglia, ci sono esperienze e trascorsi, equilibri e compromessi a volte così poco lineari nella loro delineazione da rendere lo stato delle relazioni molto opaco; il come si sia arrivati ad una certa situazione. Nella rabbia cerca comunque di tenere in considerazione come tu in ogni caso potessi vedere solamente un piccolo spicchio della una vita di una persona, solitamente pure quello prescelto per l’immagine sociale, anche se non sempre ci si riesce come spereremmo di fare, ed ho l’impressione, scusami la presunzione, la tua prospettiva potesse essere limitata a riguardo.

Però tu non stai sbagliando nrl tuo sentimento, quindi molto francamente pur rispettando la scelta del clan di rendere riserbato il suicidio in privata sede, questo perchè l’interlocuzione tra sfera familiare e pubblica è aspetto delicato ed eviterei di creare faide, se senti la necessità di vomitare qualche ceffone argomentativo verso chi più direttamente conosci, beh, prendi la rincorsa, ma costruisci bene la tua fortezza prima di farlo, se vorrai farlo, perchè ovviamente ti troverai ad affrontare contestazioni.

nessuno ha il potere di sapere come stanno veramente le altre persone, e ognuno decide come farsi aiutare

condoglianze ma non mi sembra corretto questo atteggiamento di colpevolizzare altri

Lo so, sono solo arrabbiato.

E’ sempre molto difficile prevedere queste cose.
Non ci si immagina mai che una persona sia talmente oltre al limite da compiere un atto del genere.