Più che altro, considera che mentre tu provi questa rabbia incontenibile (che fa parte del TUO lutto) ci sono altre persone accanto a te che stanno sperimentando emozioni complesse e, come te, sono in difficoltà. Tu vedi ipocrisia nel decidere di non dire che si è suicidata, ma cerca di capire che per alcuni di loro ammettere che si è suicidata vuol dire esplicitare un pensiero che hanno lì in testa e con il quale stanno combattendo disperatamente perché sono abbastanza sicuro che quando qualcuno dice “non me lo sarei mai aspettato, ma come è possibile?” in realtà magari sta pensando “come cazzo ho fatto a non capirlo? Sono un idiota! e’ colpa mia!”
Condoglianze Sgamberetto
Io non vedrei il nascondere la cosa come una strategia per processare il lutto, sembra piu’ legata a dinamiche di ansie sociali di paese dove il pensiero è sempre e costantemente “cosa penseranno gli altri di noi (gruppo\famiglia viva) se venissero a sapere sta cosa”. E’ una dinamica che si presenta costantemente nei paesi quando ci sono persone con disturbi mentali, COSTANTEMENTE.
Sto processo fa giustamente girare i coglioni perché sposta continuamente tutto su un piano puramente egoista, dove la preoccupazione non è per la reputazione del morto ma la reputazione di chi è legato al morto. In circostanze del genere ad esempio le proiezioni dell’altro ostile possono diventare “ma possibile che X familiare non si sia accorto che stava male?”.
Può esistere un discorso di eredità reputazionale del morto, ma per arrivare a dire “come vogliamo venga ricordata persona scomparsa” devi prima levare la tua presenza dal momento che dovrebbe riguardare la persona morta in se. Si può comunque lasciare un buon ricordo della persona morta, nonostante quello che è successo, nonostante la malattia, nonostante i conflitti etc… specialmente se si parte su un piano di onestà e si racconta la storia per quella che è stata. Ca va sans dire che il processo del lutto può essere anche un processo catartico per chi vive sensi di colpa, ma perché sia fruttuoso bisogna che si affronti la cosa in modo trasparente.
Secondo me l’incazzatura di chackra è giustificabilissima. Condoglianze comunque
Guarda, secondo me ci sono parecchie situazioni in cui in realtà prevedere un suicidio è meno ovvio di quanto si possa pensare. Ci sono parecchi fattori, da un lato tante persone dissimulano quanto realmente stiano male, dall’altro chi non ha mai preso in considerazione la cosa spesso la trova inconcepibile, unitamente ad una quota di “etica” cristiana che molte persone si portano ancora dietro per cui il dolore (specie se ipotetico o di qualcun altro) va sopportato perché parte della vita.
Qualche mese fa si è suicidato il fratello minore di un mio amico e per quanto non possa definirlo un amico strettissimo mi sento comunque di dire che è una persona che avrebbe fatto tutto il possibile se avesse mai anche solo sospettato che il fratello avesse preso in considerazione la cosa. Fratello che aveva dei problemi oggettivi per carità, ma esternamente non tali da reputare l’eventualità del suicidio probabile.
Intanto condoglianze broski, hai la mia vicinanza
Anche io sarei incazzato come una faina al tuo posto, però valuta se sia una battaglia che valga la pena combattere nell’economia delle tue energie. Penso che in questo caso non sia possibile convincere o far cambiare idea.
Peraltro vorrei aggiungere un angolo: quando nel 2008/2009 si suicidò un mio conoscente, fu il prete ad insistere a dire “brutto male” durante le esequie. Lì però che fosse suicidio era cosa nota, comunque nessuno batté ciglio perché è più cattolico rispetto al fare il funerale ad un suicida.
Condoglianze, prima di tutto.
Sono per il concetto che non si muore mai davvero, si vive sempre in qualche forma dentro gli altri, pertanto fai quello che pensi tua zia avrebbe reputato giusto ed opportuno.
Non mi sento comunque di condannare chi preferisce non dirlo. Quella persona vorrebbe essere ricordata così? Vorrebbe che qualcuno si fosse sentito in colpa o coresponsabile di questo suo disagio un po’ come stai facendo (sbagliando profondamente) tu? Ipotizzo di no.
A me comunque pare il problema verta sulla reinterpretata considerazione attitudinale di Sgamberetto verso almeno una parte del parentado alla luce di questo lutto, il dolore per il quale andrebbe trattato unitamente come elaborazione ma separatamente sul piano argomentativo.
Certo, non consiglio di covare rancori eventualmente.
Condoglianze :(
Grazie a tutti. Per ora si tira avanti. Sono più calmo.
Paradossalmente il prete ha ragione. La depressione grave è un “brutto male”. Io lo definirei persino peggio di un cancro perchè: non vedendosi all’esterno la comunità non lo comprende e non ha pietà, può avere ricadute peggiori della malattia iniziale, è’ contagioso all’interno del nucleo famigliare stretto e ti lascia debilitato a vita rispetto all’equilibrio mentale così debilitato che può impedirti di lavorare, avere relazioni, divertirti.
@Ch4kra ricordati di piangere per il lutto dopo aver sfogato la rabbia. Essere arrabbiati per un lutto è come gioire di essere traditi da un amico, è un emozione fuori contesto comprensibile nella confusione, ma inappropriata. Non inappropraita nei confronti degli altri, FREGATENE, il lutto è tuo e solo tuo, ma inappropriata per te stesso, ti meriti di poter essere triste e piangere, non dobbiamo essere sempre forti non è giusto soprattutto nei momenti di maggiore vulnerabilità.
Allò, non è per essere pedanti, anche perché sono depresso medicato io in prima persona, ma ci si può suicidare pure senza depressione. Non era quello il senso del discorso del prete. Il discorso del prete è che, come da buon cattointegralista nazista, non si fanno i funerali ai suicidi, pertanto visto che non è più il 1973 e il funerale dobbiamo farglielo per forza nell’omelia dico quello che cazzo mi pare.
non era per darti torto Xanth, le posso immaginare le intenzioni del prete. Infatti sono partito con “PARADOSSALMENTE”.
La depressione è purtroppo la causa più diffusa nella nostra società ed è quello che ha anche suggerito Ch4kra nei suoi discorsi.
La pressione sociale-culturale all’atto non fa parte della nostra società (al contrario di quella nipponica ad esempio), e per schizofrenia o comportamento dissociativo è mooooolto raro.
Comunque, preti a parte, si fa davvero fatica a parlare di suicidio.