mi sono rotto il cazzo di tutto

O quello delle auto elettriche

:rotfl:

Sfavorevole in che senso?

@Madian2 mi accodo a quelli che ti capiscono, oltre a quelli a cui piace vedersi su youtube gente che forgia spade, piuttosto che gente che si costruisce capanne di legno e paglia con spa annessa in mezzo alla giungla.

Io sono lavorativamente nato e cresciuto gestendo un mio negozio di computer a Napoli centro.

Questo mi ha insegnato sia soft skill di vendita (e ho la personalita’ adatta a fare il venditore) che skill tecniche.

Alla lunga, in particolare dopo essere emigrato (pure io UK), ho approfondito la parte tecnica e ho avuto diverse possibilita’ di muovermi in ruoli o di vendita, o di prevendita (tipo Sales Engineer), dove ci avrei probabilmente fatto un bel po’ di soldi.

Ma ho preferito restare nel tecnico, finendo a fare i servizi professionali, ovvero una parte tecnica di post vendita che e’ anche customer facing, a differenza di ruoli puramente tecnici come gli sviluppatori.

Guadagno sempre benissimo, probabilmente meno che se fossi andato verso le vendite, ma facendo cosi’ ho evitato di avvelenarmi l’anima come vedo ti sta succedendo e come credo sarebbe successo a me, perche’ in tutte le aziende in cui son stato le dinamiche cancerogene che descrivi le ho viste ed escono fuori appena vai nelle vendite, mentre nel post vendita ste robe ci entrano in modo decisamente piu’ marginale e gestibile.

Detto questo, lungi da me voler dare consigli di sorta, ho condiviso la mia esperienza perche’ mi fa piacere fare parte di questa comunita’, e come mi piace leggere le vostre storie, cosi’ magari a qualcuno di voi potra’ far piacere leggere la mia.

Quello che pero’ posso fare e’ di estenderti un semplice abbraccio virtuale, sperando ti possa far sentire un filo meglio, fosse anche per 10 secondi :volemose:

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Mi sono dovuto trasferire da La Spezia, non ci sono palestre di arti marziali vicino al paesino Veneto in cui vivo. Mi manca, non ho alcuno stimolo a fare sport per l’aspetto o la salute… a me piaceva combattere, mi sfogava, mi faceva spegnere il cervello dai problemi. L’attività sportiva che esula dalla mia passione è solo un ulteriore rottura di coglioni. Sono ingrassato, ho perso elasticità, anche se ho trovato una persona che mi ama, una stabilità lavorativa e messo su famiglia. Con l’occhio critico dell’osservatore esterno mi rendo conto di essere diventato il criceto che non volevo diventare: produci, consuma, uniformati, produci anche per i figli e la moglie, consuma anche per loro e ripeti fino a sparire…
La società ci vuole così, per la fortuna di pochi che pasteggiano ad ostriche e champagne sulla nostra miseria mentre ci perculano per come litghiamo sull’opinione inutile del giorno, avendo anche perso il potere del voto, dovendo oggi decidere su fantocci che non contano nulla su decisioni presi da organi finanziari controllati da privati… a volte vorrei vedere il mondo bruciare per tornare alla centralità dell’umanesimo, perchè solo con la disperazione si capisce cosa conta davvero per l’ “uomo”. vorrei vedere il mondo bruciare per godere del fallimento la tecnocrazia finanziaria distopica contro cui Orwell ci aveva avvisato. Vorrei vedere il mondo bruciare, ma poi mi ricordo che ho una paura fottuta per quelli che amo.

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Quindi regà alla fine karl aveva ragione?

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Comunque sto topic è la rappresentazione plastica di ciò che sta avvenendo nella società, delle spinte che portano all’accelerazionismo (di dx o di sx, whatever), della gente insoddisfatta che si butta verso estremismi (di dx in genere, perché lì social e media incanalano l’insoddisfazione) etc.

No non voglio takeoverare il topic di madian con le menate politiche, è che si vede letteralmente ad ogni post fatto sta cosa ed è related con l’OP, e ngi è pure mediamente benestante/acculturata, pensa il resto della società :asd:

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un abbraccio, mi riconosco in quasi tutto con la differenza che sono da solo

i social hanno cambiato in peggio tutto, la visione del mondo, i rapporti, la ricchezza “facile” raggiungibile solo apparentemente

ho iniziato a studiare in autonomo gamedev per vedere se fare qualcosa che mi possa piacere mi dà nuovo entusiasmo, sta funzionando un pochino, anche se il lavoro attuale mi sta uccidendo dentro minuto dopo minuto

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instructions unclear, i’m voting trump now

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Comunque madian esulando un momento dalle questioni esistenziali e/o sociali che non se ne esce più, emerge che vivi problematiche concrete, tipo che non puoi cambiare lavoro o ambito perché non prenderesti abbastanza.

Non so quale sia il costo della vita estone ma hai moglie e figlio da campare più una serie di spese, diciamocelo, inutili da portare avanti prob anche per uniformarti al contesto lavorativo e relativo status che però ti legano di più alla catena perché il tenore di vita a una certa ti incatena.
Il macchinone, la casa nuova arredata e fatta in un certo modo e tutte le immagino altre piccole e grandi spese poi portano alla situazione che vivi.
Per la casa ormai è tardi, magari correggi il tiro sul resto giusto per allentare un po’ la corda.
E mi pare di capire che tua moglie non lavora ma sarebbe utile cominciare a valutare la possibilità, così da dividere un po’ il carico perché di sto passo scoppi

La definizione da manuale dell’alienazione segue l’idea che, vivendo in una società strutturata in una certa maniera, l’identità dell’individuo si incolla tantissimo al “lavoro” - termine ampio con cui si includono ad esempio la professionalità personale, l’ambiente, la capacità personale di analisi nell’identificare quale sia il reale valore prodotto dal proprio sforzo.

Ed il processo avviene spontaneamente sia perché passi il grosso delle tue “ore funzionali” di vita a lavorare, sia perché c’è un certo meccanismo di generazione di prestigio personale e status sociale nel lavorare in una certa maniera.

La prima strategia suggerita per smontare tutto questo è quella di creare altri punti di riferimento con cui definire la propria identità… e se materialmente diventa troppo difficile trovare sollievo in quelli che storicamente abbiano funzionato, va attraversato un processo di accettazione (in termini tecnici del termine: il riconoscere che un certo scopo sia compromesso nella possibilità di ottenerlo) ed individuare nuovi percorsi identitari.

Ne parlo come se fosse una cosa risolta ma è una cosa molto provante, e purtroppo tende a riguardare più o meno chiunque.

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L’importante è che tu non debba finire a scegliere se votare putin oppure no (“scegliere”) :asd:

ma che scherzi? certo che lavora, cazzo sono Gastone Paperone?

lei lavora in banca per anti fronte e money laundering

Religione/partiti di massa/nazionalismo/famiglia?

Beh, purtroppo funzionano, dovrebbe essere evidente.

Ma perché funzionano?
Di solito proprio perché ti offrono un’identità pronta da assumere, pre-accettata, da una comunità.

Non solo quelli, l’identità e lo scopo orbitano intorno a molti elementi.
Non ho capito sta parte comunque

Ma Gastone non era il cugino schifosamente fortunato di Paperino?

Mi sa che intendevi Uncle Scrooge, ovvero “Zio Paperone” in italiano, lo straricco col deposito.

:face_with_monocle:

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E’ il concetto di accettazione in psicologia.

Quando sei conscio che una cosa che vuoi non si può fare/avere.

Fai il confronto con, boh, razionalizzazione che è il cercare spiegazioni che siano abbastanza consistenti da resistere ad un minimo scrutinio, ma stanno su solo per difenderti dall’ansia di una pulsione o valore che crei un conflitto con la realtà.

Ah ok, meglio, comunque dovresti far capire alla tua donna come la definisci che da solo tutto non puoi fare e non puoi essere solo tu a garantire sicurezza altrui, ma forse il ruolo ti piace anche e in realtà inconsciamente lo scegli

ah vabbè, facile.it, dille di spostare 10M in un conto alle cayman e ciaone lavoro :asd:

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