mi sono rotto il cazzo della vita d’ufficio, della vita da corporation o start-up, dei kick-off, del sentiment aziendale, dei low hanging fruit, dei meeting senza senso, di ceo startup che hanno l’ego grande tanto quanto fragile, di persone della mia età che non sanno parlare l’inglese, del revenue, dei clienti assolutamente ignoranti
mi sono rotto il cazzo di accettare che vivere sia così, non sono nato per stare in ufficio, nessuno lo è, tutto ciò che faccio è solo ed esclusivamente perché ho un figlio e una donna e bills to pay, fosse per me sarei in qualche posto in culo al mondo (già ci sono, però caldo) tipo cambogia, thailandia e picchiarmi con i nativi e cavalcare elefanti, dare calci agli alberi di banane e mangiare piccante
mi sono rotto il cazzo di questa società pietosa, non mi appartiene, non sono uno da social, non sono uno che si mette a fare il pagliaccio su youtube, non sono profondo come una pozzanghera quindi non riesco a relazionarmi con la gente al giorno d’oggi, tutto è superficiale, tutto deve essere instantaneo, nulla ha realmente importanza e tutto gira intorno ai soldi, voi direte che è sempre stato così ma no, prima non c’erano i social, non c’era internet, è tutto esponenzialmente cambiato, in peggio
l’unico sollievo che ho è pensare alla sweet release of death che mi fa sentire tutto caldo dentro, ma ovviamente non lascerei mai fatherless il minchia quindi me ne sto dove sono
a casa o a lavoro sono sempre stoico, non perdo mai il controllo, non ho mai momenti di ira, cerco di mantenere sempre la calma, di mostrare che ho tutto sotto controllo anche quando penso che è tutto una merda, perché mio figlio ha bisogno di vedere un esempio in me, e la mia donna ha bisogno di sentirsi sicura, non ho mai uno sfogo e mi sento scoppiare
però continuo ad andare avanti, fino a quando si può reggere?
l’unico momento di relief è combattere, quando sono lì mi sento me stesso, non c’è dubbio non c’è vuoto, so cosa devo fare, so cosa voglio fare, e forse ho aperto questo thread perché essendomi inforunato e non allenandomi per 3 settimane, questa cosa mi sta facendo precipitare velocemente
Io anni fa sono arrivato al tuo punto quindi ho deciso di cambiare. Naturalmente rimanendo lucido sul fatto che spesa e bollette vanno pagate, ho mollato la vita precedente mi sono messo a fare un lavoro da consulente a casa dove al max faccio qualche call al mese consegno quello che devo consegnare e l’unico obbiettivo che ho è spendere i soldi per tutti gli hobby
non so se è una fase della vita, non so se è per colpa dei tempi che stiamo vivendo, ma è esattamente quello che sto provando anche io
l’unica consolazione è la consapevolezza di non essere soli, di leggere e apprendere che tanti come me e te si trovano in questo stato di incompatibilità con la società e le convenzioni sociali del momento
vivere e comportarsi secondo canoni diversi dalla propria indole interiore alla lunga diventa deleterio e rischia di intaccare i propri valori profondi; ogni tanto forse bisogna riuscire a mandare tutti a fare in culo per riallineare i propri spazi e le proprie necessità interiori per dimostrare di volersi bene e non farsi schiacciare dal peso delle convenzioni esterne
da una parte il mondo di oggi ti opprime, ma dall’altra è pur vero che ti concede possibilità di scelta che fino a pochi decenni fa erano precluse; bisogna faticare fino all’inverosimile per tutto, ma a questo punto forse vale la pena farlo e impegnarsi per buttare giù e ricostruire un’immagine di sé più vicina alle proprie credenze
potrei fare il consulente, l’ho fatto anche in proprio per un tot. di tempo ma davvero non sopporto più il mondo “azienda”, fai che al momento pensare di fare un lavoro di tipo manuale mi sembra un sogno, solo che non pagano abbastanza per sostenere le spese che ho
ultimamente guardo su youtube persone che l’unica cosa che fanno è costruire cose, da “forgio una spada da un pezzo di metallo arrugginito” a “costruisco una casetta nella pezzo di terra che ho acquistato” e mi sento come se fosse l’unica vera salvezza per quello che sento, boh magari è una stronzata
eh, a saperlo probabilmente bisogna trovare il coraggio di tagliare i rami marci e far concentrare la linfa vitale in quelli che producono foglie verdi e brillanti, un passo alla volta
il problema è anche il tipo di azienda e cosa vai a fare. non è tanto la figura del consulente in se. Per esempio se vai a lavorare nel reparto IT di un produttore di tubi farai la pacchia perché nessuno mai ti stresserà per contribuire alla crescita del fatturato dell’azienda. Come mi disse il vecchio e saggio capitano di compagnia il primo giorno di militare “Nikita o ti rendi indispensabile o ti imboschi, se stai nel mezzo la prendi solo in culo” ecco io all’età di 45 anni decisi di andarmi a imboscare e ad oggi non me ne pento.
Per il resto trovati hobby che puoi sostenere e praticare (io per esempio ho la musica, la domotica e il decifrare cosa dice licher) vuoi farti un tavolo di legno fallo incomincia… non so quanti anni hai Madian ma io quando sono arrivati ai 42 ho visto il giro di Boa ho visto che avevo finito la salita della collinetta e che cominciavo la discesa e si anche il traguardo in fondo. HO deciso allora di farla passeggiando questa discesa perché almeno me la posso godere.
Un abbraccione @Madian2, ed un abbraccione equivalente a tutti voi a cui son seguite le risposte e vivono quel fastidioso oppure opprimente ma mai silente tormento interiore, le crisi esistenziali non sono una trivialità; non è neppur vero per tutti sia di conforto sapere essere argomento diffuso perchè alla fun fine ognuno si accompagna a se stesso e con se deve continuamente confrontarsi, posso solo suggerire di cercare di per quanto possibile abbandonare le trite banalità dell’interazione sociale aprendo alla condivisione ed all’arrichimento dei contatti personali su questioni di cui vi la necessità di voler esprimere il proprio pensiero, e concedersi qualche volta, cascasse il Mondo, del tempo di pace per riflettere.
il problema è che io so vendere e so insegnare a vendere, è tutto quello che ho fatto in vita mia e purtroppo è tutto relativo al fatturato, ai numeri, ai kpi e tutte 'ste menate dove la dirigenza si mena il birillo da mattina a sera
Per me un hobby a medio lungo termine e’ la soluzione ideale
Avere un obiettivo che devi raggiungere ti da’ un po’ di spinta e da piu’ soddisfazione se ti poni step intermedi
Non so, intaglio del lego (yep it s wood) o una gara di corsa ultra e.g.
Poi, si’ la crisi dei 40 arriva Penso che quando sei giovine hai da finire la sQuola, uni, o appena iniziato a lavorare hai piu’ stimoli e sta rottura di cazzi la senti meno
Insegna a vendere che credo sia meno stressante del vendere, mi sembri uno in gamba credo che ti puoi vendere come uno che sa insegnare a vendere. Diventa quello che tutti vogliono, tutti cercano professionisti che insegnino. Non avere remore, vai metti giù il metodo Madian e vendilo a tutte le aziende che conosci, diventa il Guru di come si vende.
Da come scrivi si vede che trovi significato e valore nel costruire cose. Temo che il ruolo sales sia troppo “astratto”, per cui non stupisce che ti rode il culo.
Mi permetto di dissentire in amicizia; crisi esistenziali le ho vissute in adolescenza, al quarto di secolo, all’orizzonte dei 30 anni e seguire, per motivazioni diverse ed incentrate su angosce differenti ma mai assenti.
le crisi esistenziali purtroppo le ho da quando ho 10 anni tipo, non ho fatto uni, sono andato dritto pe dritto a londra a lavorare come uno schiavo, e mi sentivo meglio quasi di ora lol (certamente non stabile mentalmente, ma meglio overall)
Guarda non so cosa tu intenda con “lavoro manuale” ma se sei inserito in un ambito aziendale non credere che le stronzate che uno sente e con cui si confronta cambino in modo sostanziale, io faccio un “lavoro manuale” sanitario ed ho la stessa percezione del mio mondo del lavoro che tu hai scritto nel tuo post. Ho l’impressione sconfortante che non ci sia via d’uscita.
è quello che facevo infatti, e proprio per il mio stile del non me ne frega un cazzo e ti dico com’è la gente mi rispetta, ma puttana merda non sopporto più l’ambiente company