M4A'S DRUGS & ZAZZERA BATTLE OF THE 70'S

Mi accongo all’ascolto di Cat Stevens dopo una cena frugale a base di pollo con le patate e funghi conclusa con delle olive al peperoncino piluccate con le mollicine.

Il primo pezzo che si chiede dove giocano i bambini parte mentre ho ancora nel palato il piccantino del peperoncino, gli occhi mi balbettano un po.

A 2.01 arriva la prima botta, minchia che timbro, vabè si vede subito che è la sua zona, a 3 e 16 si deformano cose.

E siamo dentro il mood già al primo giro, si parte da carisma alto dai.

Al secondo pezzo i primi 20 secondi spazzolano le speranze uno qualunque. Non è roba da peracottari, si avverte una stesura appoggiata con garbo che mostra le unghie dove serve, la voce la fa da padrone, proprio come piace a me, come fosse un altro strumento che ti ispira significati.

Mi piace proprio il suono della voce, al momento la lirica non mi disturba ne mi fa generare pensieri.

Purtroppo il mio limite più grande nella musica, se non la canti in siciliano a me sembrano tutte declamazioni di vocabolari, salvo casi rarissimi dove la voce esprime il significato del testo anche se lo reciti in navajo.

Nel mentre siamo a un già sentito al terzo pezzo, diciamo che mi sta arrivando quasi come fastidio, vabe 700 milionate di streams me lo hanno fatto diventare tipo carta vetrata. Buono dai, ma ha rotto i coglioni, poi sentito oggi sa proprio di muffa. Il lalalalà all’inizio mi si è formato un embolo, ste cazzo di A così aperte pare di stare dal dentista.

Su Oooo baby mi si è stretto il buco del culo.

Sta pianola poi, mi sa di radical chic di venditori di misticismi di seconda mano.

Vabè, si passa a Sad Lisa, ed ecco sentori di armonie già più in sintonia con il mio bioritmo, la voce torna a riempire gli spazi, sto violino a sfregio così secco che poi si apre mi fa immaginare sta Lisa, mi sa che c’è una storia straziante, mi arriva proprio dritta, non oso cercare in rete maggiori dettagli, potrei piangere se lo sapessi. Resto nell’ignoranza per scelta, il messaggio è arrivato.

Si passa ai chilometri dal niente, minchia che titolo, ti pare di essere a bordo di esofagi da sniffare, che voce sto ragazzo, riverberi che pare di essere in stalle di fieni antichi. Si sente pure l’odore.

E si continua con la morte, il testo parrebbe promettere, ma mi arriva un po scarso di atmosfere musicali, vabè è stato breve, tipo andare al cesso a via.

Si scende al prossimo, che parte subito interessante, Longer Boats, bel sound dai, senti che discese di armonie, la voce è sempre la cosa più bella da sentire, a 2:51 mi arriva un grido di libertà, bellodai, molto bello.

E siamo a Into White, mi sento dentro la casetta di Tolkien, non so come mai, che bella atmosfera, che bello doveva essere un tempo vivere di musica solo acustica, una voce e il pianista al saloon, ua voce e un violino, una voce e una chitarra, che fortunati quelli di due secoli fa a poter sentire i suoni esattamente come sono in realtà.

Ti viene voglia di metterti in cima al monte al buio e giocare con i sassi e i bicchieri mentre dallo sportello della 127 usciva il suono gracchiante di queste atmosfere, non si può spiegare se non ci sei passato.

Certe volte hai proprio bisogno di stare con te stesso. E mentre straiato guardi il cielo di notte pensi, e questo pezzo è perfetto per pensare. Ti rivedi quando eri ingenuo e pieno di speranza ma con una gioia infinita. Mi si lacera l’anima al pensiero, si devo andare, si fredda la cena, MA AFFANCULO TUTTO CAZZO, bisogna perdersi per ritrovarsi certe volte.

E qui mentre entra Father and Son scendono copiose le lacrime cazzo, scendono copiose, copiose, queste corde vocali dovrebbero metterle in un museo cazzo.

Signori il viaggio è finito, andate in pace, più avanti ci stanno i biscotti e il thè, hapoy day, gospel, sipario.

Ora mi posso tagliare le vene.

E siamo al voto, veramente straziante, vado di sentimento e istinto,

qua il calcolo va ridotto al silenzio, non deve infastidire la magia

riascolto un attimo il minuto da 14:06 a 16:50 di Vangelis, a rotella. Porca troia che emozione cristallina che mi scatena.

poi torno su Cat su Father and Sons e a You’re Still Young that’s your fault mi si spezza il cuore, quello che arriva a 3:01 rompe tutto, non ce n’è per messuno, emozione a fondoscala, masterpiece puro come il cristallo.

Torno su Vangelis a 14:06, sento già di essermi reincarnato in un angelo, mi si aprono pensieri cosmici “ARRIVERÀ IL GIORNO DEL GIUDUZIO, E I CATTIVI VERRANNO RIDOTTI IN POLVERE, COME GOLDRAKE CON VEGA, I DB SALGONO A GRADINI, SEI GIÀ IN UN ALTRA DIMENSIONE, VANGELIS NON HA BISOGNO DI PAROLE, QUELLE CE LE METTI TU, OGNUNO CI METTE LE SUE”

Vince di un incollatura il Greco, perchè un armonia del genere non è di questa terra.

Come disse in un intervista, la musica in realtà non è opera umana ma è l’universo che la genera attraverso la vita.

Cat siede al suo fianco perchè se lo merita di stare li, nell’olimpo di chi sa come emozionare con la musica e con la voce.

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Bravo Hans, vedi @Nikita come si fanno i post dopo aver ascoltato gli album senza che nessuno sospetti che tu li abbia ascoltati veramente prima di votare.

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Ho una mezz’oretta prima di una call, mi sparo Vangelis.

Io invece devo fare la valigia, metto su Cat Stevens :sisi:

Figata, è il 2025 e ho realizzato che Uuuuh beibi beibi its a uaild uorld parapara-parappà è di Cat Stevens, non si finisce mai di imparare

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Ascoltati entrambi ed è un inizio di torneo abbastanza tiepido, l’album di Cat Stevens non mi ha detto nulla ma visto che è stato scritto da un gatto non mi sento di criticarlo oltre.

Vangelis invece fa il suo, buone atmosfere e si ascolta abbastanza volentieri però si spesso sembra che voglia fare l’ost di Akira e quindi visto che nell’altro sondaggio me l’avete ingiustamente buttata fuori ve ne dovete andare pesantemente tutti affanculo e voto Akira per questo primo turno.

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A un primo ascolto, anche il disco di Cat Stevens mi è sempre piaciuto, mi sa che vince questo di Vangelis che invece non avevo mai sentito!
Più nelle mie corde mi pare.
Ma mi riservo di ascoltare ancora.

Alla fine dopo Tillerman ho attaccato Vangelis. Che bei dischi diversi :asd: ad un primo ascolto Cat Stevens è mooolto più fruibile, ma è pur vero che dopo gli AAAH! OOH! UUUH! iniziali temevo che Vangelis mi stancasse subito e invece…

Darò un’altra ascoltata a Heaven and Hell nei prossimi giorni prima di decidere :sisi:

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Ascoltati entrambi.
Così ad un primo ascolto, nessuno dei due è la mia cup of tea ma mi sa che preferisco Vangelis.

Non avevo mai ascoltato Vangelis, ma non mi ha toccato.
Comprendo l’importanza e l’influenza su quello che è venuto dopo, ma boh, freddo, a tratti mi pareva di stare in chiesa, un po’ uno sterile esercizio se vissuto ai giorni nostri.
Erano forse decenni che non ascoltavo Cat Stevens, in questo disco purtroppo non c’è la sua che amo di più, Lady D’Arbanville, ma a parte qualche momento di “not again” appunto sui La la lalalà mi ha suscitato emozioni e ricordi, per cui si è guadagnato il mio voto.

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uno dei miei dischi preferiti, anche per questioni affettive.
voto facile per me questo

Il lato positivo di questa tornata di ascolti e che so già che l’eventuale vincente non riceverà il mio voto al prossimo match up :asd:

Vangelis in alcuni tratti è stato anche interessante ma troppe volte avrei voluto premere skip senza poterlo fare :mad: Quindi vince il gatto stevens perchè alla fine sono tutte uguali ma tre quattro pezzi sono indubbiamente nella storia della musica e attualmente orecchiabili e godibili :sisi:

Hei ma in quello di Vangelis canta il cantante degli Yes!

Non che basti a farmelo votare :asd: +1 per Gatto Silvestro, Heaven and Hell è troppo pomposo per me, nonostante qualche momento fico

Ho sentito 3-4 volte tutti e due gli album e lancio il mio voto ad Evangelion. L’album di Gatto Stefani è ottimo però alcuni passaggi di evangelion sono veramente super fighissimi. So d’accordo che su alcuni passaggi heaven and hell è super barocco, però leggendo dai commenti mi aspettavo di molto peggio. Le mie parti meno preferite sono quando il tutto prende le forme di una laser-banda-da-cyberchiesa-retrofuturistica. Le jam spaziose invece sono tutti mega fighe e super gustosissime. Comunque so che i greci sono bravi col prog\avantgarde, sarebbe figo farci un deep dive se qualcuno ne dovesse sapere qualcosa

Vada per Vangelis, anche a me è piaciuto un sacco questo album che davvero non avevo mai sentito!

P.S.: prossimo turno per me sarà facilissimo, dato che i Sex Pistols li odio big time
invece ho visto ora che Close to the Edge è finito contro un altro disco che amo molto: “The Koln Concert”… là saran dolori :cry:

Siamo a +2 per Vangelis, vediamo se nei prossimi giorni cambia qualcosa :sisi:

Prossima battle è paradigmatica: il progressive rock piripiri contro i punk brutti e dai denti storti :rulez:

se non vincono i GG muoro

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Come siamo messi? :look: se abbiamo votato più o meno tutti, domani pome mando avanti (per ora V. sta a +3)