Mi accongo all’ascolto di Cat Stevens dopo una cena frugale a base di pollo con le patate e funghi conclusa con delle olive al peperoncino piluccate con le mollicine.
Il primo pezzo che si chiede dove giocano i bambini parte mentre ho ancora nel palato il piccantino del peperoncino, gli occhi mi balbettano un po.
A 2.01 arriva la prima botta, minchia che timbro, vabè si vede subito che è la sua zona, a 3 e 16 si deformano cose.
E siamo dentro il mood già al primo giro, si parte da carisma alto dai.
Al secondo pezzo i primi 20 secondi spazzolano le speranze uno qualunque. Non è roba da peracottari, si avverte una stesura appoggiata con garbo che mostra le unghie dove serve, la voce la fa da padrone, proprio come piace a me, come fosse un altro strumento che ti ispira significati.
Mi piace proprio il suono della voce, al momento la lirica non mi disturba ne mi fa generare pensieri.
Purtroppo il mio limite più grande nella musica, se non la canti in siciliano a me sembrano tutte declamazioni di vocabolari, salvo casi rarissimi dove la voce esprime il significato del testo anche se lo reciti in navajo.
Nel mentre siamo a un già sentito al terzo pezzo, diciamo che mi sta arrivando quasi come fastidio, vabe 700 milionate di streams me lo hanno fatto diventare tipo carta vetrata. Buono dai, ma ha rotto i coglioni, poi sentito oggi sa proprio di muffa. Il lalalalà all’inizio mi si è formato un embolo, ste cazzo di A così aperte pare di stare dal dentista.
Su Oooo baby mi si è stretto il buco del culo.
Sta pianola poi, mi sa di radical chic di venditori di misticismi di seconda mano.
Vabè, si passa a Sad Lisa, ed ecco sentori di armonie già più in sintonia con il mio bioritmo, la voce torna a riempire gli spazi, sto violino a sfregio così secco che poi si apre mi fa immaginare sta Lisa, mi sa che c’è una storia straziante, mi arriva proprio dritta, non oso cercare in rete maggiori dettagli, potrei piangere se lo sapessi. Resto nell’ignoranza per scelta, il messaggio è arrivato.
Si passa ai chilometri dal niente, minchia che titolo, ti pare di essere a bordo di esofagi da sniffare, che voce sto ragazzo, riverberi che pare di essere in stalle di fieni antichi. Si sente pure l’odore.
E si continua con la morte, il testo parrebbe promettere, ma mi arriva un po scarso di atmosfere musicali, vabè è stato breve, tipo andare al cesso a via.
Si scende al prossimo, che parte subito interessante, Longer Boats, bel sound dai, senti che discese di armonie, la voce è sempre la cosa più bella da sentire, a 2:51 mi arriva un grido di libertà, bellodai, molto bello.
E siamo a Into White, mi sento dentro la casetta di Tolkien, non so come mai, che bella atmosfera, che bello doveva essere un tempo vivere di musica solo acustica, una voce e il pianista al saloon, ua voce e un violino, una voce e una chitarra, che fortunati quelli di due secoli fa a poter sentire i suoni esattamente come sono in realtà.
Ti viene voglia di metterti in cima al monte al buio e giocare con i sassi e i bicchieri mentre dallo sportello della 127 usciva il suono gracchiante di queste atmosfere, non si può spiegare se non ci sei passato.
Certe volte hai proprio bisogno di stare con te stesso. E mentre straiato guardi il cielo di notte pensi, e questo pezzo è perfetto per pensare. Ti rivedi quando eri ingenuo e pieno di speranza ma con una gioia infinita. Mi si lacera l’anima al pensiero, si devo andare, si fredda la cena, MA AFFANCULO TUTTO CAZZO, bisogna perdersi per ritrovarsi certe volte.
E qui mentre entra Father and Son scendono copiose le lacrime cazzo, scendono copiose, copiose, queste corde vocali dovrebbero metterle in un museo cazzo.
Signori il viaggio è finito, andate in pace, più avanti ci stanno i biscotti e il thè, hapoy day, gospel, sipario.
Ora mi posso tagliare le vene.
E siamo al voto, veramente straziante, vado di sentimento e istinto,
qua il calcolo va ridotto al silenzio, non deve infastidire la magia
riascolto un attimo il minuto da 14:06 a 16:50 di Vangelis, a rotella. Porca troia che emozione cristallina che mi scatena.
poi torno su Cat su Father and Sons e a You’re Still Young that’s your fault mi si spezza il cuore, quello che arriva a 3:01 rompe tutto, non ce n’è per messuno, emozione a fondoscala, masterpiece puro come il cristallo.
Torno su Vangelis a 14:06, sento già di essermi reincarnato in un angelo, mi si aprono pensieri cosmici “ARRIVERÀ IL GIORNO DEL GIUDUZIO, E I CATTIVI VERRANNO RIDOTTI IN POLVERE, COME GOLDRAKE CON VEGA, I DB SALGONO A GRADINI, SEI GIÀ IN UN ALTRA DIMENSIONE, VANGELIS NON HA BISOGNO DI PAROLE, QUELLE CE LE METTI TU, OGNUNO CI METTE LE SUE”
Vince di un incollatura il Greco, perchè un armonia del genere non è di questa terra.
Come disse in un intervista, la musica in realtà non è opera umana ma è l’universo che la genera attraverso la vita.
Cat siede al suo fianco perchè se lo merita di stare li, nell’olimpo di chi sa come emozionare con la musica e con la voce.