Sto ascolting Vangelis dopo una amatricianas.
I primi 4 minutos hanno spintos il cerumes delle mie orecchiem.
Tipo quando passi lo strofinaccio per togliere il grosso.
Il titolo del pezzo non poteva essere più ngiesesss: Bacchanale.
Si vede che il Greco era già iscritto al foro nel '75. Il Greco raga, avete presente quando arriva il Greco nella scena di Sandokan? Ecco qui è senza il frustino con le lamette.
Segue masturbazione al piano: Symphony to the Powers B aka movimento 1 e 2, si vede che ha studiato il ragazzo.
E siamo a 13, movimento 3 il tema dal cosmo, eccallà che si presenta il Vangelis con gli zebetei cubici, tipo busettete.
E te l’appoggia su per l’esofago per significare “i primi due erano per assicutare i miscredenti, ora mi levo i guanti e si vola alto raga, molto alto”
A 14:25 si piange gente, ma forte, era davvero un alieno porca puttana, non potrò mai perdonarmi di non averlo sentito live, la sua amima è l’unica fatta DI MUSICA, gli altri farebbero meglio a cambiare mestiere.
E siamo a 17 e rotti, e adesso si appoggiano uccelli sul tavolino gente, cazzo vuoi di più dalla vita: So Long Ago, So Clear.
La voce è di uno a caso, Jon Anderson degli Yes. Che sarà venuto tre volte di fila a sentire l’arrangiamento, mica il riffino al chitarrimo.
Senti come fa i buchi nell’aria.5 minuti di magia.
E siamo al lato B, non si capisce se il lato A era il paradiso, ma il B è già tetro come una palude, e stai già con i pipistrelli intestinali.
Senti come ti si aggroviglia il sentimento.
A 3:15 si procede di Needles and Bones, anvedi sto Hell come pare stagliarsi, sembrano suoni che disegnano panorami precisi.
A 6:40 stamo alle 12 spaccate, sarà mezzanotte o mezzogiorno, boh, se se lo sente un anglosassone mi sa che gli va in vappa il cervello.
Senti che ti arriva sul sinistro, pare la vocina della morte, sei pronto per crepare? Pronto un cazzo, e allora ti violento le orecchie bestia. 4 minuti parte 1 di chiodini in testa, tipo hellraiser antelitteram, dopo sposti cose col pensiero.
Se te lo senti prima dei 20 anni, poi arriva l’uomo nero.
Parte 2 è tipo che sei arrivato li sotto e senti già lo zolfo. Ma aspetta, minchia che voce da sirena, spè che forse se ne esce.
Porca puttana che dinamica, dal silenzio alla luce sfolgorante, pare quasi di toccarla.
Qui ci va essere ciechi se no ti perdi tre quarti di viaggio.
Eccola la campana, mamma mia, si allontana e a 15 si presenta Aries, cazzo succede, un macello.
E siamo al termine con A Way, ecco ora è tutto chiaro, una via c’è sempre per uscire dal buco.
Qua non serve strafare, servono poche frequenze e pochi timbri, ma valli a trovare, c’è chi ci mette una vita ma non li trova.
Senti come chiude, come un sospiro nell’aria.
Mi sa che si esce dall’inferno.
Stasera mi sento l’altro e poi scrivo due righe, anche se la vedo dura per il buon Stevens col chitarrino e l’esofago sofferente.
Ma merita una chance, le sue melodie sono da anime lacerate, e quando apre il timbro della corda vocale sono cazzi acidi per tutti, e si aprono atmosfere che già pregusto, per cui al momento la prognosi è ancora riservatissima.
Il voto in nottata penso di poterlo esprimere.