Ta-da!
Piantedosi: “Chi usa pregiudizi su caso Fakir non si fida di polizia e pm”
Si sono votati lo scudo penale proprio per casi come questo. Direi che ci sono buoni motivi per avere poca fiducia, non nei PM, ma nella polizia.
Caso Fakir, Tgr Rai blocca il servizio: giornalisti accusano censura | Il Fatto Quotidiano.it Caso Fakir, Tgr Rai blocca il servizio: giornalisti accusano censura | Il Fatto Quotidiano.it
Diocanaja oh..
Ah sì sulla storia di sto poveretto c’è veramente poco da fare: non aveva nulla che possa anche solo lontanamente fare da appiglio a tutto il circo delle solite merde che ben conosciamo
In piazza qui si sono già menati, vediamo che succede nei prossimi giorni
ma scherzi? nordafricano, “che dava in escandescenze”, ubriaco e/o drogato, aveva danneggiato UN’AUTOMOBILE, gli honesti cittatini del vicinato hanno chiamato la polizia… è già tanto che non gli hanno sparato
È subito je suis portierà anche in questo thread?
Posto l’articolo che è ben fatto e non commento perché tanto quel che penso sull’argomento già lo sapete.
Così è morto Fakir: l’arrivo della volante, l’ambulanza senza medico, i soccorritori fermi fino all’ok dei poliziotti. Quegli ultimi 38 minuti
di Daniela Corneo e Alessandro Fulloni, inviato a Bologna
Minuto per minuto, dalle prime richieste di aiuto (al mattino) fino alla morte (alle 12:53), ecco che cosa è successo ad Abderrahim Fakir. I morsi alle forze dell’ordine, l’arrivo della polizia: la ricostruzione del blocco e della morte del 42enne marocchino
L’arrivo della volante e i soccorritori fermi fino all’ok dei poliziotti. Quegli ultimi 38 minuti di Fakir
Chi abita nel palazzo a cinque piani tra i civici 2 e 8 di via Italo Svevo sostiene che Abderrahim Fakir si vedesse spesso da quelle parti. All’incirca con una stessa «liturgia»: appariva a metà mattinata, sostava all’ombra di un maestoso cedro proprio davanti al caseggiato, parlottava con qualcuno. Poi spariva. Domenica mattina (prima che il 42enne marocchino morisse mentre due poliziotti lo stavano bloccando a terra nel tentativo di «fascettargli» mani e piedi) la scena è stata più o meno la stessa. Minuto per minuto, ecco la ricostruzione dei fatti.
9.30: le urla al mattino
La prima ad accorgersi della comparsa di Fakir è una signora pakistana, Parveen Akhrar, 73 anni, che vive con il marito al primo piano. Dalle sue finestre, oltre a via Svevo, si vede anche l’incrocio con via Panzini, piuttosto trafficata e dove transitano i bus che in venti minuti dal cuore del popolare quartiere bolognese del Pilastro raggiungono la Stazione Centrale. Siamo attorno alle 9 e 30 e la «messa a fuoco» di questa descrizione è davvero nitida: il nordafricano era sulle scale che da un piccolo giardino pubblico — quello al cui centro troneggia l’albero — portano al cortile in cui poi troverà la morte. «Urlava “aiuto chiamate un’ambulanza, la polizia”» racconta la donna. Lui si siede sulle scale poi si sdraia sull’asfalto. Tutto questo entro le 10.
10.30: la prima pattuglia
Parveen sostiene pure di aver visto — l’orario è quello tra le 10 e 30 e le 11 — un’auto delle forze dell’ordine. (Tornerà ad affacciarsi più volte e, molto dopo, noterà che Abderrahim è sempre a terra, ma 20 o 30 metri più in là. E nel vedere quelle sagome lontane, penserà che gli agenti stiano rianimando il marocchino. Che invece sta morendo. O forse ha già esalato l’ultimo respiro). Ma facciamo un passo indietro, ripercorrendo istante per istante sulla base degli orari forniti da fonti ufficiali e di altre testimonianze raccolte in via Svevo. Le telefonate ai centralini d’emergenza si moltiplicano entro mezzogiorno anche perché alcuni — tra cui un pakistano, Ahmed Nasser — vedono Abderrahim dare delle testate contro le cler dei garage. Poi c’è l’allarme al 112 — a riportare la conversazione è il Tg1 — venuto da un uomo che alle 12 parla di «una persona arrivata di corsa dietro le autorimesse, sta urlando e scalciando tutti i basculanti, grida aiuto e che lo vogliono uccidere».
12.15: arriva la volante
La «volante» del commissariato Bolognina è sul posto alle 12 e 15 e due minuti dopo, alle 12 e 17, parte (per un «codice verde», dunque non grave) anche la «Bologna 65», ambulanza che arriva alle 12 e 30. Nel frattempo la tensione sale, in quel cortile dove in tanti si affacciano dalle finestre per riprendere quel che succede. Fakir si scaglia contro i due agenti, cerca di colpirli persino a morsi. A questo punto, per renderlo inoffensivo, i poliziotti utilizzano lo spray urticante e lo immobilizzano in posizione prona. Nel video che inquadra gli ultimi cinque minuti di vita dell’uomo i quattro volontari della Croce rossa restano immobili. Il punto è che «la prassi è questa», spiegano fonti qualificate e la stessa Croce rossa: i sanitari possono intervenire solo quando dalle forze dell’ordine arriva il via libera. Giunto però troppo tardi in via Svevo. Dove, a quel punto, i volontari, che in assenza di un medico non possono somministrare farmaci, iniziano la manovre di rianimazione.
12.36: il consulto con il 118
Alle 12 e 36 gli stessi volontari contattano la centrale operativa del 118 per un consulto medico e chiedono l’invio dell’automedica che parte dall’ospedale Maggiore alle 12 e 42. Impossibile, ovviamente, stabilire come sarebbe andata se sul posto fosse intervenuto subito un mezzo con un medico a bordo. Secondo Mario Balzanelli, presidente della Società italiana sistema 118» «per garantire una gestione sicura e clinicamente adeguata del paziente in stato di agitazione psicomotoria è fondamentale l’intervento di un equipaggio medico-infermieristico qualificato» che si possa coordinare in tempo reale con le forze dell’ordine. Somministrare farmaci calmanti a pazienti di questo tipo, dove urgente, è possibile avvalendosi dello «stato di necessità» riconosciuto dall’articolo 54 del codice penale, quindi bypassando la ben più articolata pratica del Tso. Per Fakir, classificato con un codice verde, è stato mandato un mezzo più «leggero» di volontari che, fatto il triage sul posto, hanno allertato i medici del 118.
12:53: il decesso
Ma questo, appunto, è ciò che prevede la prassi. Ieri la Ausl di Bologna ha fatto sapere che «l’invio dei mezzi sul luogo dell’evento è avvenuto nel rispetto dei tempi e in modo conforme alle procedure vigenti, sulla base delle informazioni disponibili al momento delle richieste di soccorso pervenute al 118». L’azienda sanitaria ha attivato l’analisi dell’evento tramite audit.
Ma torniamo, infine, in via Svevo e a quegli istanti drammatici. Il cortile del caseggiato si sta affollando di inquilini scesi dalle loro abitazioni. Il dottore giunto con l’automedica si avvicina al corpo di Abderrahim. Gli prende il polso, usa lo stetoscopio elettronico. Alle 12 e 53 viene constatato il decesso.
Inutile che vi dica che i commenti riguardo questa faccenda sono bestiali
A parte l’essere straniero di un certo tipo, dici? vignetta dei Griffin con la paletta dei marroni
ieri sera bologna messa a ferro e fuoco…
bho vannacci al 40%
Oh ma io non ho mica capito esattamente come é morto. Vie respiratorie bloccate per spray al peperoncino + stretta dei poliziotti?
forse chi ha scritto la procedura tipica del fermo coatto da polizia “ti pianto un ginocchio sulla carotide” non ha ben presente la fisiologa umana o forse invecce la ha fin troppo bene chiara.
“La prassi è questa”, sì tu devi operare in sicurezza, ma non devi certo stare passivamente a osservare mentre una persona subisce un trattamento di quel tipo.
Non è che devi intervenire con un calcio volante in faccia al poliziotto, ma puoi benissimo parlare, avvicinarti, chiedere di verificare lo stato di salute, parlare con il paziente (che fino a prova contraria non spara raggi laser dagli occhi), interagire per capire che sia tutto ok e fare parecchie altre cose per poter interrompere o provare a fare interrompere quello che si stava consumando davanti loro.
Va bene che era al telefono con la CO, viste le tempistiche di richiesta e attivazione di automedica, ma questo servizio è stato gestito con il culo da forze dell’ordine e operatori del 118.
Edit - fermo restando che per me andrebbe riformato, a livello nazionale, tutto il sistema emergenza urgenza.
Il mio sogno bagnato è che tutto torni di nuovo sotto un unico ombrello a livello nazionale, armonizzando tutte le realtà locali\regionali (in culo alla riforma del titolo V e sanità regionale), con l’obbligatorietà di avere almeno un medico o infermiere per ogni ambulanza di base + supporto di automedica per emergenze peggiori.
Ma ehi, significherebbe investire nella sanità, sia mai, andiamo a fare il ponte, 110 o qualche altra puttanata.
Strano, con le persone affette da problemi mentali non succede mai che le forze dell ordine ci vadano giù pesanti e facciano il guaio
Pure a me è sembrato veramente assurdo che stessero lì di fianco a non fare un cazzo, in culo ai protocolli figa.
Guarda, io stesso di servizi con psichiatrici o persone in stato alterato ne ho fatti una marea, ma davvero una marea in una decina di anni di 118.
Non sono mai finito sul telegiornale e non ho mai assistito ad abusi gratuiti.
Di casi così ne capitano a decine tutti i giorni in tutte le regioni.
Non siamo nemmeno abbastanza per coprire gli ospedali tra un po’
, ma potenziare il servizio di soccorso sul territorio servirebbe eccome
Sì, la figura dei sanitari è la ciliegina di merda su sta torta di schifo
Notare tra l’altro che parlare con l’operatore di polizia, mentre ormai la situazione di pericolo è totalmente sotto controllo (perché cazzo è a terra santoddio), non ti fa violare alcun protocollo di sicurezza.
Se prima quello era in giro a pigliare a calci cose è un conto, non ti avvicini e direi grazie al cazzo, ma a quel punto la sicurezza era bella che garantita e tu all’operatore di polizia ci puoi parlare.
Altroché aspettare che ti dia il via libera, ma in culo proprio, anche perché non succede mai.