[LSC] Late Stage Capitalism: thread lollino, depressino e rageino (Part 4)

sì poi penso a me che mi fa senso l’idea di mancia perché ci vedo il datore di lavoro che delega all’empatia del cliente parte del pagamento dello stipendio, e questo tentativo di manipolazione mi sembra estremamente sgradevole

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I lavoratori della ristorazione trainano il PIL della nazione insieme all’hospitality e gli alberghi. Parliamo almeno del 30% del nostro Prodotto Interno Lordo.

:rotfl:

1/3 del PIL dell’Italia i camerieri :rotfl:

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indovinda da dove nasce sta cazzata? dalla Santanchè e dai suoi “moltiplicatori”

6% del pil ed è già tanto

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Esattamente il contrario, almeno nella mia percezione; una studiata ma troppo enfaticamente impostata, e quindi in ultima analisi forzata, presentazione della sua modesta proprosta in cui venga usata a propri vantaggio espositivo un’eccessiva dose di falsa caritatevolezza empatica. Manipolatore, ma appunto, in grossolana maniera.

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Non ho scritto che è un genio.
A leggerlo è meno piangina di quanto il titolo dia ad intendere.
Poi comunque non la ritengo una proposta valida.

What the actual flying fuck?

Stanno facendo lo speedrun per vedere quanto in fretta riescono ad estinguersi? :asd: se fai la combo con la riduzione dei vaccini obbligatori, epidemie nelle scuole garantita con sta cazzata…

Ma mancia un cazzo, andassero a lamentarsi con chi gli affitta le mura a prezzi iperinflazionati piuttosto, vedi che se riaprono in periferia tutti sti problemi si risolvono :asd:

Io non guardo mai 4 ristoranti ma sono convinto di averlo visto lì mentre lo guardava la mia dolce metà

Frattanto:

Se c’è un campo in cui l’ascesa dell’IA si dice abbia già reso gli umani obsoleti è la programmazione, e questo rende i risultati di un recente studio stupefacenti.
Nello studio, pubblicato a luglio, il think tank Model Evaluation & Threat Research ha assegnato casualmente un gruppo di esperti sviluppatori di software a svolgere compiti di programmazione con o senza strumenti di IA. È stato il test più rigoroso fino ad ora di come l’IA performa nel mondo reale. Dato che la programmazione è una delle capacità che i modelli esistenti stanno già padroneggiando, ci si aspettava che l’uso dell’IA portasse enormi aumenti di produttività: in un sondaggio prima dell’esperimento, la predizione media era che la velocità di lavoro sarebbe aumentata del 40%. Dopo lo studio i partecipanti hanno stimato che l’IA li avesse resi il 20% più veloci.
Ma quando il team di METR ha analizzato i dati riguardo all’output di lavoro, hanno trovato che gli sviluppatori erano stati il 20% più lenti quando usavano IA che quando non la usavano. […]
Nessuno studio, preso da solo, deve essere preso come prova definitiva. Ma secondo molti esperti di IA lo studio METR è uno dei migliori, ed aiuta a capire il momento paradossale che sta vivendo l’IA. Da un lato gli Stati Uniti stanno avendo un boom economico straordinario alimentato dall’IA: il mercato azionario è alle stelle grazie alle valutazioni enormi dei giganti del tech che lavorano con l’IA, e l’economia reale viene spinta dalle centinaia di miliardi di dollari investiti sui data centre e su altre infrastrutture per l’IA. Sotto a tutto questo c’è l’idea che l’IA renderà i lavoratori enormemente più produttivi, il che a sua volta aumenterà i profitti delle aziende a livelli inimmaginabili.
Ma dall’altro lato, si stanno accumulando le prove che l’IA non ha nessun impatto sul mondo reale: i giganti del tech che stanno mettendo i soldi nell’IA non sono nemmeno vicini a recuperare gli investimenti; le aziende che stanno incorporando l’IA nel loro flusso di lavoro non hanno visto nessun impatto sul loro bilancio; e gli economisti che cercano le prove che l’IA sta facendo licenziare i lavoratori per lo più non le hanno trovate.
Nulla di quanto detto vuol dire che prima o poi l’IA possa essere tanto rivoluzionaria quanto chi la propaganda dice che sia, ma prima o poi può essere tranquillamente poi. C’è quindi la possibilità che siamo in una bolla dell’IA, nella quale gli investimenti si sono portati troppo avanti rispetto alla tecnologia ed ai benefici che può portare a breve termine; se la bolla scoppia, sarà uno schianto molto più grosso di quello del dot-com [dei primi anni zero], ed i giganti del tech non saranno gli unici a soffrire.
[…]
Il gap tra capacità ed affidabilità [ossia: non importa se l’IA riesce a fare una cosa se non lo fa bene tutte le volte] può spiegare perché l’IA generativa fino ad ora non ha prodotto risultati tangibili per le aziende che la usano. Dei ricercatori del MIT hanno analizzato i risultati di 300 iniziative di IA che hanno pubblicato i dati, ed hanno trovato che il 95% dei progetti non hanno portato nessun beneficio economico. Un rapporto di marzo da McKinsey & Company ha trovato che il 71% delle aziende intervistate hanno detto di usare IA generativa, e più dell’80% di esse hanno riportato che la tecnologia non ha avuto nessun impatto tangibile sui profitti. […]
Forse questo è solo un problema momentaneo. Secondo Erik Brynjolfsson, un economista di Stanford, tutte le tecnologie hanno una “curva a J di produttività”: all’inizio fanno fatica, e la produttività cala, ma alla fine viene integrata nelle aziende e la produttività decolla. L’esempio canonico è l’elettricità, che è disponibile dagli anni 80 del 1800, ma non ha avuto effetti fino a quando Henry Ford non ha ristrutturato le sue fabbriche per utilizzarla negli anni 10 del 1900. […] Il CEO di Anthropic Dario Amodei ha fatto la previsione che nel 2027, “o non tanto più tardi,” l’IA sarà meglio degli umani in quasi tutto.
Queste previsioni danno per scontato che l’IA continui a svilupparsi alla stessa velocità con cui l’ha fatto fino ad ora, ma questo non è un dato di fatto: i modelli più recenti sono arrivati in ritardo o stati cancellati, e quelli rilasciati quest’anno hanno mostrato dei “salti” minori nelle capacità rispetto ai modelli precedenti, anche se sono stati molto più costosi da sviluppare. In un sondaggio di marzo a 475 ricercatori dell’IA è stato chiesto se gli approcci attuali allo sviluppo di IA possono produrre un sistema con capacità uguali o superiori a quelle umane, e più di tre quarti hanno detto che era “improbabile” o “molto improbabile”.
[…]
Quello che rende la situazione preoccupante è che più di metà della crescita del mercato azionario dal 2023 è arrivata da sette aziende: Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, Nvidia, e Tesla. […] Ma questa crescità non si è materializzata da nessuna parte se non nel valore delle azioni (con l’eccezione di Nvidia, che fornisce i chip su cui il resto delle aziende fanno conto): […] si stima che Meta, Amazon, Microsoft, Google, e Tesla entro la fine del 2025 avranno speso in totale 560 miliardi di dollari sull’IA dall’inizio del 2024, ed avranno avuto soltanto 35 miliardi di ricavi. OpenAI ed Anthropic non se la cavano meglio: […] le loro valutazioni sul mercato – intorno a 300 e 183 miliardi, rispettivamente, e stanno aumentando rapidamente – sono molte volte più alte dei loro ricavi attuali, che sono intorno ai 13 miliardi per OpenAI e 2-4 miliardi per Anthropic. Gli investitori stanno scommettendo che tutte queste spese presto genereranno profitti enormi, ma se smettono di crederci potrebbero iniziare a vendere in massa, il che causerebbe un crollo del mercato.
Alla fine degli anni 90 gli investitori hanno versato tantissimi soldi in qualsiasi azienda avesse “.com” nel nome, pensando che l’Internet avrebbe rivoluzionato tutto. Nel 2000 però questa illusione è svanita, e da marzo 2000 a ottobre 2002 il mercato azionario è crollato di quasi il 50%. Alla fine l’Internet è riuscito a rivoluzionare molte cose ed ha dato origine a molte aziende che fanno profitti, ma molti investitori hanno perso la camicia.
Lo schianto del dot-com è stato brutto, ma non ha causato una crisi; uno schianto dell’IA potrebbe essere diverso. Gli investimenti sull’IA, come percentuale dell’economia totale, sono già oltre quelli raggiunti al punto più alto della bolla del dot-com. Nella prima metà del 2025, le spese che le aziende hanno sostenuto per l’IA hanno aggiunto più punti al PIL di tutte le spese fatte dai consumatori. Molti esperti credono che il motivo per cui l’economia statunitense è fino ad ora riuscita a sopravvivere ai dazi ed alle deportazioni di Trump senza entrare in recessione è perché le spese per l’IA sono in pratica un programma di stimolo economico da parte del settore privato: se la bolla scoppia, l’economia scoppierà con essa, e ci sarà un’enorme crisi finanziaria.

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entrambe queste frasi mi sembra estremismi totali.

Seguo con attenzione, dato che noi come azienda stiamo puntando tantissimo sull’AI e ci sarà da ridere se veramente non permetterà di risparmiare una lira :asd:

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L’articolo l’ho tradotto io (quasi tutto, ci sono gli omissis dove ho messo […]) ma se vai sulla versione inglese ci sono i link a tutto quello che viene detto.

ma non nego che qualcuno lo ha detto :asd:
è solo roba che mi sembra “estrema” e quindi improbabile

Comunque il centrismo e’ una roba spaventosa.

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perdonami, ma intendi “centrismo” inteso a livello politico?

Intendo in generale l’ideologia per cui la visione corretta sta nel mezzo, come se la via di mezzo avesse un qualche valore intrinseco. Ormai vi e’ penetrato nel subconscio.

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Non e’ che ce l’ho con te in particolare eh :asd:
A scanso di equivoci.

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“Qualcuno lo ha detto” è il CEO. Per la prima parte, ossia che gli sviluppatori sono stati il 20% più lenti con l’uso di IA che senza, c’è il paper scientifico, linkato appunto nell’articolo.

In particolare, il sunto del paper è nell’immagine che segue, tratta dal paper stesso.

Se non sei d’accordo con le conclusioni mi vai a criticare la metodologia, come sono stati raccolti ed analizzati i dati, ecc. Non mi vieni a dire “mi pare una cosa estrema quindi dubito sia così”.

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Al massimo la critica che si puo’ fare all’approccio e’ che non basta accendere la possibilita’ di usare l’AI, ma la forza-lavoro dovra’ avere un retraining per l’uso efficace, come per qualsiasi tecnologia, per cui probabilmente questo valore misurato e’ pessimista anche per quello.

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Neanche, perché la forza lavoro che ha usato IA ha avuto un training specifico (c’è nel paper).

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Ah ok, allora ritiro pure quella obiezione :asd: