Libri sulla guerra, libri contro la guerra

In un mondo in cui il delirio delle armi sembra contagiare tutti a destra e a manca mi sono trovato a leggere Un anno sull’Altipiano (grazie Brom) e a pensare quanto è utile la letteratura di guerra per capire quanto la guerra stessa faccia schifo

C’è una citazione fantastica da Mattatoio n. 5 che metto subito perché l’ho sempre trovata illuminante:

“È un libro contro la guerra?”
“Sì,” dissi, “credo.”
“Sa cosa rispondo quando uno mi dice che sta scrivendo un libro contro la guerra?”
“No. Cosa dice?”
“Dico: perché non scrive un libro contro i ghiacciai, allora?”

Insomma, forse la guerra è una cosa naturale, come i ghiacciai, ma questo non ci impedisce di leggerne e di scrivere di quanto sia tragicamente ridicola

E quindi, quali romanzi di guerra e, anche, quali romanzi smaccatamente antimilatirsti conoscete?

Io sto leggendo, appunto, Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu, sulla Prima guerra mondiale.

Ci sono alcune scene legate ai capi militari (il generale Leone che ordina l’assalto con le corazze addosso e annuisce soddisfatto quando i soldati vengono falciati dalle mitragliatrici) che sono illuminanti

L’anno scorso, sempre a tema Prima guerra mondiale, mi sono letto Niente di nuovo sul fronte occidentale che è un’altra botta fortissima. Tra l’altro ci sono le scene di quando il protagonista è in licenza a casa sua, dove trova i civili che discutono sulla guerra, che fanno troppo NGI quando parla di armi.

Poi ci sono i vari Comma 22, Mattatoio n. 5 appunto, Farewell to Arms di Hemingway…

Voi?

Non lo avevi mai letto?
Sempre piaciuto come libro e come autore, senza considerare poi che da lì si è arrivati alla Grande Guerra di Monicelli o a a Uomini Contro di Rosi.

Altri che reputo dei classici sul tema sono:

  • Il Sergente nella Neve di Stern
  • Centomila Gavette di Ghiaccio di Bedeschi.
  • Vasilij Grossman dal punto di vista Sovietico, non si può non citare e son diversi i lavori (Vita e Destino, Stalingrado), etc.
  • Dispacci di Michael Her sul Vientam
  • Per chi suona la campana di Hemingway
  • Niente di nuovo sul fronte occidentale di Remarque e dare un’occhiata alla sua bibliografia
  • Il rogo di Berlino, di Helga Schneider che riguarda la vita in guerra sotto i bombardamenti
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Per noi sardi Lussu è sempre stato una lettura fissa, nei corsi scolastici d’italiano era sempre presente.

Tra i romanzi suggerirei I giovani leoni (Irvin Shaw),
La sottile linea rossa (James Jones)
Il partigiano Johnny (Beppe Fenoglio)

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Ah, George Orwell: Omaggio alla Catalogna.
Tutti che lo conoscono per 1984 e nessuno che mai abbia letto Omaggio alla Catalogna.

Vabbè comunque ne ho letti una marea, potrei fare una lista lunghissima che spazia un po’ tra tutte le guerre (alcuni grandissime rotture di cazzo, tipo la memorialistica di generali tedeschi, puttana eva che mazzata nei coglioni… La guerra in europa di Frido von Senger und Etterlin :asd:).

  • Tempeste d’acciaio di Ernst Junger (prima guerra mondiale, non proprio pacifista),
  • I proscritti di Salomon (post-prima guerra mondiale).
  • Batterie semoventi alzo zero: Quelli di El Alamein scritto da Davide Beretta.
  • Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino.

Edit 3 - ah cazzo, ok, e narrativa, ma La benevole di Littel. Vabbè, comunque ho scritto malissimo i post. Poi ne faccio uno riassuntivo.

Banda di fratelli - Stephen Ambrose → libro scritto usando rapporti e ruolini di guerra, tratta dell’addestramento della compagnia Easy, il 506esimo reggimento della 101esima divisione aviotrasportata, e le loro azioni durante lo sbarco in normandia, le ardenne e la conquista del nido dell’aquila. è ovviamente la base da cui spielberg ha tratto band of brothers

Tiratore Scelto - Charles Henderson → vita e azioni di Carlos Hatcock, marine dispiegato in vietnam che è diventato una leggenda vivente come cecchino

Pattuglia Bravo Two Zero - Andy McNab → cronaca delle azioni di una pattuglia di 8 SAS inglesi nell’iraq del 1991, una missione andata male, catturati nel carcere di abu grahib e riusciti poi a fuggire. (c’è un film con Sean Bean CHE NON MUORE)

Fratelli Guerrieri - Aaron Cohen → interessante racconto (ovviamente romanzato) di un ragazzo ebreo/americano che durante il servizio di leva obbligatoria nel 1994 in israele decide di puntare a entrare nel Sayeret Duvdevan, che sono un po’ l’elite delle forze speciali israeliane. ovviamente letto adesso fa un altro effetto

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Tutta la roba suggerita va dal buono all’ottimo, tipo Grossman è super serie A letterariamente.
Aggiungerei due grandi classici, Guerra e pace, sia per la precisissima disamina sul funzionamento della guerra, sia per i migliori ritratti mai scritti dei grandi uomini di guerra, in questo caso specifico il generale Kutuzov e Napoleone (guide supreme degli schieramenti in campo), poi Sorgo rosso che è il guerra e pace cinese.

Letti entrambi, validissimi.
Per Guerra e Pace consiglio di prendere appunti durante la scrittura su nomi, patronimi, legami di parentela e co.
Perché ci si perde.
Sorgo rosso anche lì forse è il caso, ma è molto bello.

Ah poi se interessa qualcosa di più outlandish rispetto ai classici europei c’è questo che consiglio Allah non è mica obbligato - Ahmadou Kourouma

guerra e pace è super scorrevole ed in diversi punti fa molto ridere, specialmente quando ci sono di mezzo i personaggi piu altisonanti. Per i nomi se avete letto altri libri russi la “difficoltà” è la stessa. Potete dire a rutte che se vi piace la letteratura russa tenervi gli ospedali non è un problema

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Questo però non è specificatamente sulla guerra, come pure i romanzi di resistenza. Però capisco perché inserirlo

Invece, lo sapete, con Grossman io ho fatto talmente tanta fatica che Vita e destino l’ho mollato lì a metà. Dovrei riprovarci, o forse provare con Stalingrado

Mah, guarda, ho letto praticamente tutto Dostojeswki, Gogol, Bulgakov e lo stesso Tolstoj, come guerra e pace nessun altro mi ha fatto tenere appunti.

Raccomanderei anche La casa in collina di Pavese.
Oh cazzo dimenticavo: L’Agnese va a morire

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Sì, è un po’ esterno, ma mi è venuto in mente e non ho potuto fare a meno di metterlo.

Per inciso, per me i romanzi sulla resistenza SONO libri di guerra. Non vedo perché dovrebbero fare categoria a sé.

il più hardcore per me è stato dr zhivago

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Un po’ che penso di recuperare qualcosa di suo, vita e destino è tipo il must da cui partire :asd: ?
Edit anzi no, a quanto pare idealmente sarebbe forse più indicato partire da stalingrado

Mah, fossi in te inizierei da L’inferno di Treblinka perché così capisci l’autore ed è breve come libro.
Vita e Destino è una bella sberla di libro e se poi scopri che lo stile dell’autore non ti piace, lo abbandoni da qualche parte.
Però comunque dipende anche dal tuo rapporto con gli autori russi in generale, perché per alcuni sono proprio pesanti da digerire in generale.

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Ah, per tornare IT, aggiungerei anche Kaputt di Curzio Malaparte.

Aggiungo Born on the Fourth of July (Nato il quattro luglio) di Ron Kovic

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Quello che ti pare, tanto sono tutti belli.