Mah, è una questione di lana caprina o di ipercatalogazione, per carità, però mi viene da dire che i romanzi sulla Resistenza (almeno quei sette-otto che ho letto ) parlano, appunto, della Resistenza, vuoi in maniera più celebrativa, vuoi in maniera più disincantata (tipo l’ottimo Meneghello, per dire), ma sempre con l’intento di tramandare il racconto di una guerra necessaria.
Aggiungo a Il Partigiano Johnny di Fenoglio, già detto da Pogue, Una Questione Privata, sempre suo e che mi è piaciuto anche di più.
E, lettura ciclica che ogni qualche anno rifaccio, le Lettere Contro la Guerra di Tiziano Terzani. Specialmente consigliato se volete entrare nel mindset giusto per capire il terrorismo e doppiamente consigliato se avete mai avuto per le mani quel pattume di La Rabbia e L’orgoglio della Fallaci.
Io lo farei leggere nelle scuole, ma poi mi ricordo quanto i professori ti facciano odiare i libri che ti fanno leggere e il pensiero mi passa.
Non so se sia stato menzionato ma “E Johnny prese il fucile” penso sia una delle letture più traumatiche e crude sulla guerra che abbia mai letto, lo consiglio fortemente.