The moon is a harsh mistress l'ho letto pure io e mi è piaciuto molto.
Ci sono molte idee interessanti (tipo il sistema di famiglie con il matrimonio di gruppo), è un bel manuale rivoluzionario, ma descrive anche una società dura in una situazione estrema.
Il filmato non riesce a convincermi che un sistema del genere porterebbe a una società molto migliore o anche molto diversa da quella attuale. Per certi versi potrebbe anche essere peggiore.
Sposterebbe solo il problema, forse taglierebbe un po' di intermediari, ma alla fine sarebbe sempre il might del potere economico a decidere cosa è right.
Grosso modo come è adesso, solo con meno garanzie e più darwinismo sociale. Chissà perché l'autore non mi dà l'idea di essere qualcuno con problemi a pagarsi l'assicurazione o un ricovero in ospedale.
Parte da considerazioni date per scontate, tipo che i servizi di una società capitalista sono migliori di quelli di una società socialista, che scontate non sono affatto e non offre nessuna dimostrazione in merito.
Tra l'altro non ho bene capito senza uno stato centrale come si fa a gestire il denaro. Chiunque potrebbe creare la propria moneta e le relazione tra monete diventerebbero caotiche.
C'è poi il problema del tempo.
Io me ne accorgo con i servizi di telefonia: le offerte degli operatori sono troppo complesse e non ho voglia e tempo di stare a fare una scleta confrontando tutti i parametri. Per non parlare del fatto che potrei comunque fare una scelta sbagliata:
http://rationallyspeaking.blogspot.it/2012/07/rs-encore-complex-decision-dont-think.htmlNon spiega come si potrebbe bloccare la formazione di monopoli e trust.
Non prende in considerazione il fatto che non tutte le decisioni vengono prese a livello razionale, a qualsiasi livello.
Né prende in considerazione aspetti della natura umana che esulano dal mero rapporto economico.
In questo è limitato come gli oggettivisti, che non capiscono che benché ambizione e avidità siano stimoli necessari, sono solidarietà e generosità a essere il vero motore di progresso della società umana.
Alla fine della fiera credo che il sistema si riaggiusterebbe in maniera da essere indistinguibile da quello attuale, che non è imposto solo dall'alto.
Facile pensare che il problema sia sempre esterno, il re, i nobili, lo stato cattivi.
Le relazioni sono più complesse, inestricabili dal contesto storico, culturale, etico, geografico ed economico.
La società si adattano al mutare di queste variabili o si estinguono.
Magari siamo a un punto della storia in cui la tecnica e le informazioni hanno raggiunto un livello tale per cui è possibile prevedere gli esiti di questi mutamenti e quindi decidere in anticipo la direzione da prendere. I marxisti credevano di essere a quel punto nel IXX Secolo e s'è visto come è andata a finire.
Vorrei anche io vivere in un mondo senza nazioni, quindi senza eserciti e anche senza stato e senza denaro.
Ma non mi sembra che qeusto anarco-capitalismo sia la soluzione. Anzi, mi sembra proprio che sia l'origine di molti problemi, a partire da quelli ambientali fino allo sfruttamento delle risosrse e della povertà nel terzo mondo.
Certo bisogna prima percepire le guerre, la gente che muore di fame e i disastri ecologici come problemi e non come business opportunity, altrimenti è ovvio che va tutto bene.