Non so se la domanda era riferita ai popoli del mare, ma il punto è che alla fine la fonte è una sola (egiziana), pare.
Quindi l’idea che tante civiltà mediterranee siano collassate per la stessa invasione dal mare è basata (penso) sulla concomitanza di diverse crisi e dal fatto che in alcuni casi si sia parlato di queste invasioni, ma chi ha ipotizzato che fosse la stesso popolo che invadeva più zone probabilmente non ha colto che la fonte era la stessa, riportata in annali di civiltà diverse (ma principalmente egiziane)
In 4 parole eh
Probabilmente la pelata luminosa e la bassa statura hanno preso alla sprovvista gli altri popoli?
si col cavolo la pelata luminosa, mio nonno è morto co tutti i capelli in testa e mio padre farà lo stesso, gli uomini sia da parte di nonna che di nonno avevano tutti folte chiome ![]()
Ho finito American Holocaust, lo promuovo al netto di una struttura un po’ confusionaria. Comunque molto interessante perché prima narra le vicende terribili dei conquistadores spagnoli prima e dei britannici poi in America (senza risparmiare dettagli, es. neonati dato in pasto ai cani da guerra) e poi ricostruisce il background sociale, politico e religioso che ha portato a quello che lui senza mezzi termini paragona esplicitamente fin dalla prima riga al genocidio degli ebrei durante la WW2
Letto Italianità adriatica di Raoul Pupo, molto bello e scritto molto bene, racconta del modo in cui dal '700 in poi si sviluppa il senso di italianità adriatica (che non è necessariamente la stessa italianità “della penisola”), dei suoi primi confronti con il nascente nazionalismo slavo (in particolare sloveno e croato) e di come finisca per venire travolto dalle estremizzazioni prima della Grande Guerra e poi, in maniera molto più accentuata e drammatica, della Seconda Guerra Mondiale, prima con la repressione e lo stragismo fascista e poi con quello da parte iugoslava.
È un libro piuttosto snello e fa principalmente una panoramica soffermandosi poco su specifici eventi, però per come è scritto non so se lo consiglierei a qualcuno che è del tutto a digiuno di conoscenze anche abbastanza generiche sul periodo storico.
Mi sono reso conto di non sapere una sega sulla Rivoluzione francese, che è un periodo però affascinante come laboratorio politico.
Che mi posso leggere per colmare la lacuna? Hobsbawm, Le rivoluzioni borghesi può andare bene o qualcuno consiglia altro?
Azz attela io avevo preso al buio “Un nuovo mondo inizia” di Popkin ma è ancora nella pila ‘sisi adesso lo inizio’, non so se è una cagata o se vale la pena.
Mi accodo alla richiesta, specie se dovesse esistere il libro con l’interpretazione ahah ghigliottina go brrrr che in questo momento storico leggerei con piacere.
Io ho amato questo. È ben scritto, interessante e tutto, ma ci fu una grossa polemica sull’interpretazione delle origini del Terrore da parte di Schama.
Grazie per gli spunti, metto in coda ![]()
Invece chiedo a @Brom che è il re di Palestina cosa ne pensa di Ilan Pappè, perché oggi vado a sentire questa sua presentazione:
19:45: Il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina
Ilan Pappè presenta La fine di Israele (Fazi Editore)
In dialogo con Christian Elia
Traduce Federica Stagni
Agevolo intervista, molto interessante:
Scusa Attela, ieri avevo visto il post ma poi mi sono dimenticato di rispondere ![]()
Di Pappè ho letto solo un libro, La prigione più grande del mondo, l’ho trovato molto interessante e scorrevole ma è strutturato come una panoramica delle politiche tenute dal governo israeliano nei confronti dei palestinesi dalla fine della guerra del 1948 in poi, quindi si sofferma relativamente poco su specifici eventi dato che ha più interesse a fornire una visione d’insieme. Per il resto ti chiedo scusa ma non ho idea di quanto i suoi lavori siano considerati a livello accademico, anche se mi pare di ricordare che il libro che ho letto non fosse ricchissimo di fonti d’archivio.
L’incontro com’è stato?
Ah già che ci sono aggiorno la lista dei libri storici che ho letto e sto leggendo nel frattempo, non molti perché sono lentissimo ![]()
- Mussolini e la resistenza palestinese di Stefano Fabei, un libro molto interessante che spiega come il fascismo si schierò a favore della rivolta araba del 1936-39 attivandosi per fornire aiuti in denaro e preparando anche spedizioni di armi (che però non furono mai inviate), cosa che andava a inserirsi nel suo piano più ampio di sabotare - non troppo apertamente - l’egemonia coloniale britannica e nella sua retorica dell’Islam come baluardo contro il bolscevismo. Interessante libro su un aspetto di cui si parla poco (per esempio il librone di Gentile sulla storia del fascismo non vi accenna minimamente), anche se nelle sue ultime parti lo ho trovato un po’ ripetitivo, ma è più colpa degli scambi di lettere che non vanno da nessuna parte che non di Fabei
- La Storia della scuola trentina di Quinto Antonelli, che mi serve per preparare un laboratorio

- Ho iniziato Alpini Ribelli, una raccolta di saggi sul contributo degli alpini alla Resistenza. Per ora molto interessante.
- Ho quasi finito storie che non fanno la Storia di Carlo Greppi, libro dal titolo un po’ bait perché in realtà non parla di storie poco conosciute ma è più un suo ragionamento sulla storiografia e sulla strada che ha preso recentemente; per esempio, dedica qualche paragrafo all’argomento della storia presentata in forma di romanzo o alla diffusione delle collane di “fact checking” (come quella che lui cura per Laterza). È comunque un libro interessante ma un po’ troppo citazionistico per i miei gusti, non è sempre facile stargli dietro.
Triplo post ![]()
Ho letto Israele-Palestina in trentasei risposte, di Lorenzo Kamel. Interessante, ben strutturato, dal taglio divulgativo ma non per questo meno puntuale, anche se alcune cose che dice mancavano di riferimenti alle fonti (che comunque cita spesso, andando anche indietro nei secoli).
Prossimo saggio che leggerò invece sarà questo
Sempre di Richard Overy tra l’altro di recente è uscito anche Sangue e rovine, un libro titanico che copre tutta la Seconda Guerra Mondiale, anche quello mi attira ma intanto parto da questo che mi sembra più umano ![]()
Rispondo con colpevole ritardo pure io ![]()
L’incontro è stato una boccata d’aria fresca, considerando che è stato a inizio ottobre tra manifestazioni, weekend lunghi eccetera. Lui è un utopista (l’ultimo suo libro si chiama La fine di Israele, e parla di come il progetto sionista si sia auto-sabotato negli ultimi anni), ma rispetto alla platea di gentaglia che si è soliti ascoltare svetta come un gigante
La prigione più grande del mondo gliel’ho comprato, finisco un altro libro su Gaza (Niente mi aveva preparato, appena uscito col post) e me lo leggo
Nel frattempo ho letto Storia notturna, di Carlo Ginzburg
Parte col raccontare le radici storiche delle persecuzioni a tema sabba stregonesco (il complotto dei lebbrosi, il complotto degli ebrei, …) ma poi deraglia completamente in un mischione di spunti presi di qua e di là che dovrebbero creare una rete di analogie e somiglianze sui topoi del sabba stesso (l’esercito dei morti, la zoppaggine sacra, lo sciamanesimo, …). Solo che saltiamo dal Friuli del 1300 alla Lapponia del 700 fino alle steppe euroasiatiche avanti Cristo
Non mi è piaciuto, se non si è capito
l’ho trovato debole e confusionario, ed è un peccato perché Il formaggio e i vermi mi era piaciuto un sacco. Ho idea che l’approccio alla microstoria possa essere interessante su eventi specifici, ma che sia poco utile su scala così vasta come in questo Storia notturna.
Tra l’altro Ginzburg stesso nella postfazione dice una cosa tipo “Il primo terzo di questo libro, di impostazione storica, è stato sostanzialmente accettato dagli studiosi; gli altri due terzi, di impostazione tecnologica, sono stati completamente rigettati” ![]()
Sono letteralmente andato ieri a prenderlo in libreria ![]()
(edit: tra l’altro prcmdn capisco perché hanno voluto fare la copertina nera ma in combo col materiale che hanno scelto si rovina subito, comprato nuovo e ha già dei segni)
Di suo ho già letto questo, ed ero convinto di averne parlato in questo thread ma a quanto pare no?
Ah a me il corriere ha pensato bene di infilarlo a viva forza dentro la casetta della posta, pensa com’è ben messo ![]()
Di che parla quest’altro suo che hai letto?
sia per il libro sia per il corriere, dove lo hai preso? Da Amazon?
È interessante perché non è strutturato in maniera cronologica ma in due parti (la prima, sui punti di forza israeliani; la seconda, sulle debolezze della parte arabo-palestinese) che a loro volta sono divise in tre capitoli: il primo, per esempio, parla della forza del sionismo cristiano partendo dal tardo Ottocente per arrivare ai giorni nostri, mentre nella sezione arabo-palestinese c’è un capitolo dedicato alle divisioni interne che hanno da sempre caratterizzato la società palestinese (ovviamente in tempi più recenti Fatah e Hamas, ma tornando indietro a inizio Novecento quella fra le potenti famiglie al-Husaini e Nashashibi)
Bel libro, assolutamente consigliato.
Grazie, segno
no l’ho preso direttamente dal sito del Post, che si sarà affidato al Corriere spiegato bene, che ci ha fatto sopra un podcast, che
QUASI PEGGIO
ma poi scusa, vivi a Bologna, avrete librerie indipendenti a ogni angolo ![]()