“Guardi, il quadro clinico è molto grave. Le cure non risolveranno il problema e morirà. L’alternativa è la chirurgia ma è altamente probabile che muore sotto i ferri. Che decidete? Firma qui entro oggi”
Certe volte si resta soli nelle decisioni impossibili.
Si spera sempre nei miracoli, un miliardo di farfalle volano nell’aria, e un vero angelo sulla terra sta per morire col sorriso mentre mi dice
Mi spiace, purtroppo la nostra cultura respinge qualsiasi discorso sulla morte propria e dei propri cari, perciò quando capita è come se ti dessero in mano la cloche di un aereo in volo con zero esperienza e ti dicessero “ora devi guidare tu”.
Col futuro non esiste la strada giusta, nessuno ha la sfera di cristallo per sapere quale sarà la decisione corretta.
L,’unico consiglio che mi sento di darti è quello di far soffrire il meno possibile, è gia difficile affrontare la propria morte senza la sofferenza fisica.
Guarda io lavoro in una chirurgia oncologica quindi sono a stretto contatto tutti i giorni con il tuo problema. I chirurghi solitamente tendono a minimizzare il problema ed essere ottimisti, vedo operare anche persone di 80+ anni dove l unica cosa che ti viene in mente è “ma chi glielo fa fare “.
Già che hanno messo le mani avanti così mi fa storcere il naso, tu per loro sei un DRG, se sei operabile ti operano non gliene frega niente del dopo. (prognosi e qualità di vita)
Devi valutare rischi, lati negativi e positivi.
I rischi te li hanno detti, è ALTAMENTE probabile che quando conti fino a tre dopo che ti hanno fatto l’anestesia è l’ultima volta puoi farlo.
Ma una volta che l’intervento è riuscito, è risolutivo? Ti dà almeno 5 anni di aspettativa di vita? O poi non è neanche detto che la prognosi sia uno splendore? Perché se campo un anno senza intervento è tre anni con intervento con probabilità di rimanerci sotto i ferri vedi da te che non ne vale la pena.
Se non ci fosse la possibilità marcata che sotto ai ferri ci resti ti direi anche di farlo, anche se poi bisogna vedere la QUALITÀ di vita post intervento, cosa che molti sottovalutano. Molte volte la morte non è la cosa peggiore che può capitare.
Dato lo scoglio dell’intervento (poi sì vorrebbero dai chirurghi anche le % di riuscita oltre che le parole altisonanti), se la prognosi non è longeva e magari la qualità di vita post operazione è tanto ridotta, da esterno è come consiglio spassionato ti direi di godertela fino a che dura, che intanto qui nessuno è immortale.
Sembra quasi stupido provare ad aggiungere qualcosa a quanto già detto ma ci stavo ripensando e adesso ho letto il tuo ultimo post. Per quel poco che conta, mi dispiace tantissimo.
Se ancora puoi parla con la persona che ti sta lasciando usate ogni momento anche solo per guardarvi negli occhi. Darei tutto per rispecchiarmi nel blu degli occhi di mio padre e sentire ancora la sua voce chiamarmi.
Sono momenti che semplicememte ti cambiano per sempre e con il tempo ti ridaranno nella mente solo i bellissimi ricordi e capirai che le persone amate non ti lasciano mai.
Ci sono momenti e circostanze in cui nessuna parola può lenire il dolore, nessuna consolazione mi pare possibile, e la vicinanza emotiva per sincera possa essere sembra comunque così fredda e distante; per quello che può valere mi dispace tantissimo per quanto stai, anzi state tutti voi, attraversando.
L’abisso è profondo ma non insondabile e non eterno, la sofferenza inevitabile e straziante, ma non permettere ad essa di derubarti del bene e del buono di quanto abbiate fatto insieme, l’uno grazie all’altra, l’uno per l’altra, e, attraverso questo legame, chissà a quanti altri attorno a voi, sono momenti di un valore inestimabile ed immortali.